30 September, 2022
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“NOI-INSIEME” della diaspora russofona in Sardegna ha fatto tappa a Samugheo e Lotzorai. Complessivamente nel corso del 2018 percorsi oltre 1.700 chilometri per presentare le tradizioni dei popoli dell’Est e promuovere la reciproca conoscenza con i diversi territori della Sardegna

Lo scorso 8 e 9 dicembre gli incontri itineranti “NOI-INSIEME” della diaspora russofona ma ormai sarda di adozione, promossi dall’Associazione Cittadini del Mondo Onlus, hanno toccato, grazie alla collaborazione attiva delle locali amministrazioni comunali, le cittadine di Samugheo (provincia di Oristano) e Lotzorai (provincia di Nuoro)

Una vero e proprio scambio culturale quello che ha caratterizzato gli incontri  della comunità immigrata russofona sia nel Mandrolisai che nell’Ogliastra: musica popolare, costumi tradizionali, strumenti musicali tipici e composizioni artistiche, senza dimenticare  la presentazione  delle attività dei diversi laboratori creativi e di valorizzazione della lingua madre nelle seconde generazioni e nei figli di coppie miste e ancora il laboratorio di prima consulenza digitale, tutte attività tenute con successo  nel corso dell’anno preso la Parrocchia di Sant’Eulalia a Cagliari ed animate da volontari e operatori qualificati che hanno voluto, in questo modo, stimolare momenti di incontro, conoscenza, crescita reciproca nell’ambito del Progetto“NOI-INSIEME” sostenuto dalla L.R. 46/90 assessorato regionale del Lavoro Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza sociale che vede partecipare la multinazionale diaspora russofona in Sardegna e tanti sardi interessati a conoscere le tradizioni dell’Europa orientale.

A Samugheo l’iniziativa si è svolta nella splendida cornice del Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda (MURATS) con il sindaco Antonello Demelas a fare gli onori di casa insieme al Direttore di questa importante struttura museale Baingio Cuccu, e nel tempio dell’arte tessile della Sardegna è stata Antonella Meloni a guidare con competenza e grande professionalità la vasta delegazione di “NOI-INSIEME” alla scoperta delle collezioni di inestimabile valore che raccontano le tradizioni non solo del distretto tessile di Samugheo ma dell’intera Isola. Fra le proposte nate nell’ambito della giornata di incontro e scambio culturale anche la possibilità che il MURATS ospiti mostre temporanee dedicate ad alcuni dei paesi dell’area russofona e l’arte tessile sarda possa essere protagonista in alcune strutture museali di quell’area geografica.

A Lotzorai, nell’Aula Magna Lussu, l’incontro è stato aperto dal sindaco Antonello Rubiu, e ha visto la partecipazione di una numerosa rappresentanza dei due gruppi folcloristici cittadini, il “Gruppo Folk Sant’Elena” e l’associazione culturale “Tradizioni Popolari Gruppo Folk Lotzorai” che hanno accolto gli ospiti della diaspora russofona indossando i costumi tradizionali.

La presenza dei due gruppi ha regalato ai partecipanti al progetto “NOI-INSIEME” un vero e proprio viaggio nelle tradizioni popolari del territorio, reso ancora più coinvolgente dalla grande passione con la quale, queste importanti realtà associative, lavorano alla valorizzazione delle radici culturali del paese tramandandole di generazione in generazione. Le tradizioni popolari di Lotzorai, le eccellenze dell’enogastronomia dell’Ogliastra, la longevità dei suoi abitanti sono potenti leve di promozione territoriale che grazie alla sinergia fra i gruppi folcloristici cittadini possono essere, senza dubbio, protagoniste di importanti manifestazioni culturali, e divulgative nell’ampia area geografica russofona.

“NOI-INSIEME” , nei suoi incontri itineranti a Cagliari, Iglesias, Escolca, Sassari, Alghero, Gonnesa, Samugheo e Lotzorai, ha toccato tutte le province storiche della Sardegna, in alcune località sono nati  ruppi di aggregazione o di semplice contatto della diaspora russofona e di tutti coloro che sono appassionati della cultura slava, gli oltre 1.700 chilometri percorsi in questi mesi hanno, infine, rappresentato una occasione di reciproca conoscenza e scambio culturale.

 

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Taglio del nastro, domani – giovedì 4 ottobre -, per la nona edizione del festival letterario Licanìas, in programma a Neoneli, in provincia di Oristano, sino a domenica 7. La manifestazione promossa dall’Amministrazione comunale del piccolo e antico borgo del Barigadu conferma la sua vocazione storica: quella di una comunità rurale che scommette sulla cultura per sopravvivere allo spopolamento. Una piccola realtà che vuol far conoscere la propria storia e al tempo stesso aprirsi al mondo, per conoscere “il diverso”.

Con Licanìas ritorna anche l’atteso appuntamento enogastronomico “Sa Fregulada”, con degustazioni, esposizioni di prodotti artigianali e agroalimentari, incontri, e l’immancabile gara di cucina che vedrà sfidarsi nove chef nella preparazione di ricette originali a base di fregula, la caratteristica pasta sarda di semola di grano duro.

Saranno, dunque, quattro giornate intense a comporre un cartellone variegato e fitto di appuntamenti che al racconto dei libri, alle parole dei loro autori, unisce le storie dei cibi e dei vini, capaci di raccontare territori e tradizioni, le persone e il loro modo di vivere.

Ed ecco che, incrociando esperienze, riflessioni e testimonianze, la rassegna promossa dal comune di Neoneli è anche un’occasione per stimolare idee e ipotesi di uno sviluppo possibile per i paesi delle zone interne della nostra isola.

Il primo incontro letterario della nona edizione di Licanìas è in programma giovedì 4 ottobre, alle 18,30 a Casa Cherchi, dove Emiliano Deiana dialogherà con Tiziano Scarpa, già premio Strega (nel 2009, con il romanzo “Stabat Mater”). Un incontro a cavallo tra conversazione e recital, dal titolo “Senti, ti dico una cosa che preferirei non dire”, in cui Scarpa, che ha una grande esperienza di lettore scenico, alterna l’interpretazione di brani tratti dai suoi ultimi due lavori: “Le nuvole e i soldi” e “Una libellula di città”. A fare da contrappunto i commenti musicali a cura della Scuola civica di musica Barigadu-Guilcier con il maestro Franco D’Amico.

All’insegna della poesia, invece, sono improntati gli incontri serali. Alle 21.00 in piazza Italia la presentazione dei progetti “Premiu ‘e poesia sarda Barigadu”, a cura di Eliano Cau, e “Tziu Totoni Crobu su poeta de sa gente”, a cura di Piersandro Pillonca. Alle 21.30, ancora in piazza Italia, la gara di poesia improvvisata in lingua sarda in memoria di Paolo Pillonca, con i poeti Nicola Farina e Diego Porcu accompagnati dal tenore S’Angelu di Neoneli, in collaborazione con l’Associazione Campos.

Chiusura alle 23.30 al circolo Su Brugu, con il concerto di The Andrews Brothers Trio, formazione jazz con Andrea Schirru al pianoforte, Andrea Murtas alla batteria e Andrea Lai al contrabbasso.

Gli appuntamenti legati alla cultura enogastronomica cominciano invece al mattino, per un evento dedicato ai bambini delle scuole dell’infanzia e primaria di Neoneli, Ardauli, Nughedu Santa Vittoria e Ula Tirso. Con ritrovo alle 8.30 nel piazzale della scuola, prende il via “S’innenna a s’antiga”, la tradizionale pratica della vendemmia che prevede la partenza per la vigna, la raccolta dell’uva, il carico e trasporto col carro a buoi. I piccoli vendemmiatori si ritrovano quindi in Piazza Barigadu per la pigiatura con i piedi. In programma anche una colazione tradizionale offerta al pubblico presente.

Il percorso sulla cultura vitivinicola prosegue poi alle 11.00, quando nella palestra della scuola primaria si apre il convegno “Neoneli e i suoi vitigni”. Intervengono Gianni Nieddu, presidente del corso di studi “Tecnologie viticole, enologiche ed alimentari” all’Università di Sassari, e Luca Mercenaro, che sempre a Sassari è docente di Viticoltura.

Il programma della prima giornata de Sa Fregulada si articola poi nel pomeriggio: alle 17.00, nel salone di Corrale, inaugurazione di “Magnificat”, mostra d’arte a cura di Anna Rita Punzo e Baingio Cuccu, in collaborazione con il Museo Unico Regionale Arte Tessile. L’esposizione sarà visitabile per tutta la durata della rassegna.