14 August, 2026
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L’approvazione definitiva alla Camera delle modifiche al DL Carcere in materia di dipendenze, con gli interventi sulla legge 309/90 relativi all’accesso delle persone detenute ai programmi terapeutici, rappresenta un passaggio storico per il sistema italiano delle dipendenze e per il mondo delle comunità terapeutiche.
A sottolinearne il valore è Biagio Sciortino, presidente nazionale di Intercear e presidente di Casa Emmaus, che accoglie con favore il provvedimento approvato dal Parlamento.
«Si tratta di un passo avanti importantedichiara Biagio Sciortino che riconosce finalmente il valore terapeutico delle comunità e afferma un principio fondamentale: di fronte alla dipendenza, la risposta non può essere esclusivamente detentiva, ma deve mettere al centro la cura, la riabilitazione e il reinserimento sociale della persona.»
La riforma introduce, infatti, un rafforzamento delle possibilità di accesso ai programmi terapeutici per le persone con dipendenza coinvolte nel circuito penale, recependo anche numerose proposte avanzate nel tempo dalla rete nazionale delle comunità terapeutiche.
«Ogni giorno trascorso in carcere quando potrebbe essere vissuto all’interno di un percorso terapeutico – prosegue Biagio Sciortinoè un tempo sottratto alla speranza, alla ricostruzione della persona e alla sicurezza della collettività. La comunità terapeutica non rappresenta un’alternativa alla giustizia, ma uno strumento attraverso cui la pena può diventare realmente occasione di cambiamento.»
Il provvedimento costituisce anche un importante riconoscimento del lavoro svolto negli anni dalla cooperazione sociale e dal Terzo settore impegnati nel trattamento delle dipendenze. «È un risultato che arriva dopo un lungo lavoro di confronto istituzionale e che recepisce molte delle istanze sostenute dai coordinamenti regionali delle comunità terapeutiche. Per questo desidero esprimere un sincero apprezzamento al dipartimento per le Politiche contro la droga e le altre dipendenze e al Sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano, che hanno saputo accompagnare questa riforma riconoscendone il valore come autentica scelta di civiltà.»
Sciortino sottolinea tuttavia come l’approvazione della norma rappresenti soltanto il primo passo: «Adesso occorre renderla concretamente applicabile. Servono investimenti, risorse adeguate, personale e una forte sinergia tra magistratura, servizi territoriali, sistema sanitario e comunità terapeutiche. Solo così questa importante riforma potrà produrre effetti reali sui territori e garantire pari opportunità di accesso ai percorsi di cura in tutto il Paese».
Per Casa Emmaus, che da quasi quarant’anni opera nel campo della cura delle fragilità e delle dipendenze, il provvedimento conferma una convinzione maturata nell’esperienza quotidiana: investire sulla persona significa investire sulla sicurezza, sulla salute pubblica e sulla possibilità concreta di restituire alla società cittadini consapevoli, responsabili e liberi dalla dipendenza.
«La comunità terapeuticaconclude Biagio Sciortino continua a rappresentare il luogo in cui la fragilità può trasformarsi in responsabilità, autonomia e futuro. Questa riforma rafforza un modello che mette al centro la persona e ci invita, come istituzioni e come società, a credere ancora di più nella forza della cura.»
Per Casa Emmaus questo provvedimento rappresenta un segnale importante: riconoscere il valore delle comunità terapeutiche significa investire in percorsi che trasformano la fragilità in responsabilità, restituendo alle persone la possibilità concreta di ricostruire il proprio futuro.

Una giornata di festa, memoria e condivisione per celebrare i 38 anni di attività di Casa Emmaus. Lo scorso 5 giugno, presso il Centro Giovanile Santa Barbara di Iglesias, tutte le comunità, i servizi e i progetti della cooperativa si sono riuniti per festeggiare insieme il trentottesimo anniversario dalla fondazione, avvenuta il 25 aprile 1988.
La giornata si è aperta con la celebrazione eucaristica nella Chiesa di San Francesco, officiata da don Luca Manconi. Durante l’omelia, il fondatore di Casa Emmaus, Nico Grillo, ha ricordato il valore delle relazioni e dell’incontro come fondamento dell’esperienza comunitaria. «La comunità non si stanchi mai di cercare tutte le occasioni di incontro», ha affermato.
A seguire è stato proiettato un video celebrativo che ha ripercorso, attraverso immagini e testimonianze, i momenti più significativi vissuti nell’ultimo anno dalle diverse strutture. Un racconto corale concluso da un messaggio che sintetizza l’identità stessa di Casa Emmaus: “A Casa Emmaus la fragilità si trasforma in fiducia”.
Particolarmente partecipato l’intervento del neo-presidente Biagio Sciortino, che ha voluto trasformare la ricorrenza in un momento di riflessione sul significato del tempo e delle relazioni.
«Il compleanno sembra il conteggio del tempo passato, ma per me è uno spazio sacro in cui il tempo si ferma per farci riflettere. Il confronto e la relazione sono la vera esperienza terapeutica. Solamente stando assieme potremo andare avanti», ha dichiarato.
Nel corso della giornata è stata letta anche una lettera dell’ex presidente Giovanna Grillo, mentre il tradizionale taglio della torta ha visto insieme il presidente Biagio Sciortino, il fondatore Nico Grillo e la direttrice generale Emanuela Sanna.
Nel pomeriggio, Nico Grillo ha ripercorso la nascita della comunità, ricordando gli inizi di un progetto nato da un sogno e cresciuto negli anni fino a diventare una realtà articolata che oggi opera nei settori delle dipendenze, della salute mentale, dell’accoglienza, della tutela dei minori e dell’inclusione sociale.
Tra i momenti più emozionanti della giornata, lo scambio dei doni tra le comunità e i servizi di Casa Emmaus: canzoni, racconti, opuscoli multilingue, letture e produzioni creative realizzate dalle persone accolte e dagli operatori, a testimonianza della ricchezza delle relazioni costruite all’interno delle strutture.
A conclusione dell’evento, la direttrice generale Emanuela Sanna ha ringraziato tutte le persone che hanno contribuito all’organizzazione della giornata e alla preparazione delle attività, sottolineando l’importanza di continuare a lavorare insieme, pur nella diversità dei servizi e dei percorsi.
Trentotto anni dopo la sua fondazione, Casa Emmaus continua a rappresentare un punto di riferimento per il territorio e per tutte le persone che, attraverso percorsi di cura, accoglienza e inclusione, cercano nuove opportunità di crescita e di rinascita.

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Un’occasione unica per confrontarsi e aggiornarsi sulle buone politiche di welfare del nostro tempo, insieme ad alcuni fra i maggiori esperti italiani del settore, da Vito Mancuso a Mario Giro, da Laura Dalla Ragione ad Augusto Consoli: è questo che offre Aprire Orizzonti, la conferenza che lAssociazione Casa Emmaus Impresa Sociale di Iglesias organizza il 22 novembre nellaula magna de Sa Manifattura, in viale Regina Margherita 33 a Cagliari, dalle ore 8.30 alle 20.00.

Le aree prese in esame sono cinque: Immigrazione, Povertà Educativa, Disturbi Alimentari, Dipendenze Patologiche Adulti e Dipendenze Patologiche Minori, corrispondenti ai settori di cui si occupa l’Associazione Casa Emmaus.

Non solo: questa giornata formativa permetterà agli iscritti di acquisire 10 crediti ECM per le seguenti professioni: psicologo (specializzazioni in psicologia e psicoterapia), medico chirurgo (specializzazioni in psichiatria), biologo, educatore professionale, infermiere, assistente sociale. Verrà inoltre rilasciato un attestato al termine dei lavori. Per iscriversi esiste un’area dedicata: http://www.casaemmausiglesias.it/registrazione/.

Si comincia alle 8.30 con i saluti istituzionali di Christian Solinas, presidente della Regione Sardegna; Mario Nieddu, assessore della Sanità della Regione autonoma della Sardegna; Gianni Salis, direttore della Formazione ATS Sardegna ed il senatore Giuseppe Lumia.

Alle 8.45 Stefano Zamagni, professore ordinario di economia politica allUniversità di Bologna, si collega per affrontare le “Luci e ombre del sistema di welfare in Italia”.

Il primo incontro “Sono qui, guardami!”, sulle Dipendenze dei minori, vede come relatori Arturo Casoni, neuropsichiatra delletà evolutiva e Roberto Mazza, docente di psicologia e metodologia dei servizi sociali dellUniversità di Pisa; il moderatore è Biagio Sciortino, responsabile del DSMD dellArea Vasta Nord Sardegna ATS.

“Fammi scendere”, sulle Dipendenze Patologiche negli adulti, pone in dialogo Mauro Cibin, direttore del Centro SORANZO; Augusto Consoli, direttore del Dipartimento Patologia delle Dipendenze ASL Torino 5 e Leopoldo Grosso, psicoterapeuta, presidente onorario del Gruppo Abele. Modera Guido Faillace, presidente nazionale della Società scientifica FEDERSERD.  

Dopo il light lunch Laura Dalla Ragione, psichiatra e psicoterapeuta, direttrice della Rete per i DCA della USL 1 dellUmbria; Maria Gabriella Gentile, primario emerito in SC Dietetica e Nutrizione Clinica all’AO Niguarda e Paolo Santonastaso, professore ordinario di psichiatria alla Scuola di Medicina dellUniversità di Padova, si confrontano sui disturbi alimentari (“Linganno dello specchio”); modera Alessandro Coni, direttore del Dipartimento Salute Mentale – Zona Sud di ATS.  

“Barche di pace”, sull’Immigrazione è il tema dell’intervento di Mario Giro, responsabile del settore internazionale della Comunità di Sant’Egidio, ex viceministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, che dialoga con Barbara Barbieri, psicologa, ricercatrice e docente di Psicologia delle risorse umane allUniversità di Cagliari.

L’ultimo incontro Hanno tutto, non hanno niente”, sulla Povertà Educativa, prevede gli interventi di Vito Mancuso, docente di Teologia moderna e contemporanea dellUniversità San Raffaele di Milano ed Andrea Morniroli, coordinatore del Forum delle Disuguaglianze e delle Diversità. Modera Riccardo Sollini, direttore della Fondazione Capodarco ETS.

Segue la discussione finale / tavola rotonda su “Aprire orizzonti: il domani del welfare”, con Francesco Birocchi, presidente dellOrdine dei Giornalisti della Regione Sardegna e Fernando Nonnis, presidente dell’Associazione Casa Emmaus Impresa Sociale

La giornata si chiude con la compilazione del questionario ECM.

Tutti gli interventi sono seguiti da una parte di confronto domanda/risposta e accompagnati dalle elaborazioni grafiche su schermo di Marco Serra, esperto di metodologie visuali della comunicazione, realizzate in diretta durante la conferenza.

Nell’aula magna saranno inoltre allestite alcune mostre tematiche.