9 June, 2026
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Riflettori puntati su Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, programma simbolo del giornalismo d’inchiesta, che (si) racconta in “Diario di un Trapezista”, in cartellone venerdì 12 giugno, alle 20.30, al Teatro Centrale di Carbonia sotto le insegne del CeDAC Sardegna: un one-man-show dai ritmi incalzanti dove il pluripremiato autore di importanti inchieste e reportages di scottante attualità ripercorre i momenti più significativi della sua carriera, mettendo l’accento sugli incontri e le scelte che hanno definito il suo percorso. Un monologo avvincente, per una riflessione sulla libertà d’informazione e sul ruolo della stampa e dei mass media alle soglie del terzo millennio: la storia personale e professionale del giornalista romano, dalla collaborazione con Paese Sera all’approdo in Rai, dal TG3 a Rai News 24, alla redazione di Report, si intreccia a alcuni degli eventi cruciali tra la fine del Novecento e gli inizi del Terzo Millennio. Inviato nei Balcani poi a New York dopo l’11 settembre, Sigfrido Ranucci ha curato inchieste sulla mafia e sul traffico di rifiuti, sull’uso di missili all’uranio impoverito nella ex Jugoslavia e sui bombardamenti con il fosforo bianco a Fallujah; nel 2001 ha ritrovato l’agenda di Paolo Borsellino, è stato a Sumatra dopo lo tsunami del 2004 e ha contribuito alla scoperta della pinacoteca segreta di Calisto Tanzi, ex patron di Parmalat.

Nel “Diario di un Trapezista” il conduttore di Report (che dal 2021 vive sotto scorta dopo le minacce della criminalità organizzata, e nel 2025 è sfuggito a un attentato dinamitardo) ricorda anche le persone fondamentali della sua esistenza, come il padre e come il suo maestro, Roberto Morrione, fondatore di Rai News 24, e tutti coloro che hanno fornito notizie e indicazioni preziose, rendendo possibile la realizzazione delle inchieste. E, citando Jorge Luis Borges, per il quale «ogni persona e passa nella nostra vita è unica… sempre lascia un po’ di sé, e si porta via un po’ di noi…»Sigfrido Ranucci aggiunge alla «prova evidente che due anime non s’incontrano per caso» dello scrittore e poeta argentino, il suo pensiero: «Ogni persona che passa nella nostra vita ha un compito. Chi se ne va ha finito il suo. Ma tutte le persone che incontriamo nella vita ci insegnano qualcosa, Alcune persino a non essere come loro».