27 September, 2022
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Alle 15.30 si riunisce la commissione d’inchiesta istituita dal Consiglio comunale sulla vertenza AIAS, alle 15.00 si svolgerà l’assemblea dei lavoratori davanti al Palazzo del Consiglio regionale, l’on. Carla Cuccu (M5S) ha presentato una nuova interpellanza.

«Il 26 aprile scorso ho presentato un’interpellanza per chiedere all’assessore alla Sanità Nieddu di poter sapere quali misure urgenti intendesse adottare per risolvere l’annosa vertenza Aias. Purtroppo, devo constatare che sinora l’assessore non ha dato alcuna risposta né presentato alcun progetto a riguardo. Il quadro è critico: il numero degli stipendi arretrati cresce, sempre più lavoratori si stanno licenziando, il tavolo tecnico istituito dalla Regione è in fase di stallo. Mi chiedo, quanti appelli occorrano prima che la Regione Sardegna faccia qualcosa di concreto per i lavoratori – spiega Carla Cuccu -. La Fp – Cisl ha lanciato l’allarme sulla carenza di personale. I sindacati segnalano la mancanza di medici, infermieri e Oss nei centri di Cortoghiana, Decimomannu e Domusnovas. Apprendiamo addirittura dalla stampa che in quest’ultimo centro manca l’unico infermiere in turno la notte. Un fatto gravissimo. Che si somma ad altri episodi preoccupanti, come quelli avvenuti a Cortoghiana, dove alcuni infermieri sono stati aggrediti dai pazienti.»

«Chi lavora nei centri di assistenza – sottolinea Carla Cuccu – sa bene quanto sia importante che il clima sia sereno e che il personale sia messo nelle condizioni migliori per poter lavorare. I livelli di stress che devono sopportare gli operatori socio sanitari sono molto alti, e a questi, non si deve certo sommare la preoccupazione per lo stipendio che non arriva ormai da quasi un anno. Questa è una bomba ad orologeria – conclude Carla Cuccu –. Disinneschiamola prima che scoppi.»

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La commissione Sanità del Consiglio regionale presieduta da Domenico Gallus (Udc) ha approvato all’unanimità la risoluzione che impegna l’assessore regionale della Sanità «a valutare, nel più breve tempo possibile, l’opportunità di impartire indirizzi conformi alla volontà espressa dal Consiglio regionale e coerenti con la normativa vigente, finalizzati a salvaguardare i 38 operatori sociosanitari inseriti nelle graduatorie approvate dal 1 gennaio 2010 al 31 dicembre 2013 che attualmente prestano servizio (a tempo determinato o con contratti di lavoro flessibile) presso le Aziende sanitarie sarde e coloro che, pur non prestando più servizio, erano inseriti nella predetta graduatorie. A vigilare affinché le aziende sanitarie si conformino in maniera uniforme ai predetti indirizzi e individuino le soluzioni organizzative più adeguate per coprire il fabbisogno delle strutture ospedaliere, procedendo allo scorrimento delle graduatorie».

Nella risoluzione si chiede all’assessore, inoltre, di effettuare un monitoraggio relativo ai contratti di lavoro diversi da quelli a tempo indeterminato (compresi quelli di somministrazione), stipulati dalle Aziende sanitarie sarde. Il voto favorevole della Commissione, che ha l’obiettivo di salvaguardare un diritto acquisito dai lavoratori, è arrivato ieri mattina dopo che il Parlamentino ha sentito in audizione l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, il quale ha ricostruito, carte alla mano, la situazione in cui si trovano gli Oss delle graduatorie 2010-2013. L’esponente dell’Esecutivo ha manifestato la sua disponibilità a trovare una soluzione concreta per sbloccare la situazione degli operatori socio sanitari. La risoluzione era stata proposta dal vice presidente della Commissione, Daniele Cocco (Leu), durante l’audizione degli Oss appartenenti alle graduatorie 2010-2013 ed era stata condivisa da tutti i commissari.

Al dibattito sono intervenuti il vice presidente della Commissione, Daniele Cocco (Leu) Annalisa Mele (Lega Salvini Sardegna), Giorgio Oppi (Udc), Antonello Peru (FI), Antonio Mundula (FdI), Francesco Agus (Progressisti), Gianfranco Ganau (Pd).

La Commissione ha sentito in audizione il presidente della Cooperativa sociale Approdi, Giovanna Murgia. La Comunità Terapeutica riabilitativa e residenziale ad alta intensitàApprodo” opera dal 1996, a Dorgali, e può accogliere otto ospiti, sofferenti psichici. Al suo interno lavora un’equipe multidisciplinare composta da 15 figure professionali tra psicologi, infermieri, oss, educatori e collaboratori, che si occupa di assistere i pazienti, a volte con riconosciuta pericolosità sociale, attraverso programmi di riabilitazione psichiatrica, mirati al miglior recupero psichico, fisico e relazionale per ottenere un reinserimento nella vita familiare e sociale.

«Con la Dgr del 28 dicembre 2018 e successiva deliberazione del Direttore generale dell’Ats del 28 marzo 2019 è stato definito il tetto di spesa per l’acquisto di prestazioni di assistenza alle persone con disturbo mentale per il triennio 2018/2020 per complessivi 11.686.800 euro. Tale importo – ha spiegato Giovanna Murgia – si è rivelato insufficiente a coprire le reali necessità dei pazienti in carico presso i vari Dipartimenti di Salute mentale e Dipendenze (DSMD) dell’Ats. Tale insufficienza è ulteriormente aggravata per l’anno 2019 dall’aumento delle tariffe delle prestazioni per adulti e minori. Nella stessa delibera la Giunta regionale precisa che le strutture psichiatriche debbono assicurare un minimo di 10 posti letto al fine di garantire un equilibrio economico e finanziario.»

Giovanna Murgia ha spiegato che l’accreditamento per la Comunità approdo è di 8 pazienti, ma che gli ospiti che potrebbe prendere in carico in base al tetto di spesa assegnato per il 2019 è di 6 pazienti. Attualmente tra gli ospiti della Comunità «sono presenti 3 pazienti in misura di sicurezza, uno in misura alternativa alla detenzione, oltre a due pazienti con grave disabilità motoria».

Per Giovanna Murgia «i requisiti richiesti non rispondono alla reale necessità del servizio e, allo stato attuale, lo stesso non sia sostenibile economicamente» ed ha ricordato che «nonostante la grave crisi economica dello scorso anno dovuta al blocco degli inserimenti e che, in seguito a una mobilitazione di amministratori locali e regionali, famiglie e cittadini, la Comunità a continuato a garantire il servizio con professionalità e serietà e alla determinazione dei soci lavoratori e dipendenti che hanno tutt’oggi diversi stipendi arretrati». 

Il presidente della Cooperativa ha poi concluso: «Chiediamo interventi concreti che ci consentano di proseguire il nostro lavoro con le risorse necessarie e visto che abbiamo firmato un contratto con Ats, una maggiore regolarità nel pagamento dei servizi erogati, che dovrebbero essere corrisposti entro i 60 giorni e che invece raggiungono i 70-80 giorni. Per una struttura che già è in difficoltà, anche questi ritardi creano ulteriore difficoltà».

Il presidente Domenico Gallus ha manifestato, a nome di tutta la commissione, la disponibilità sostenere le richieste della Cooperativa con l’assessore regionale della Sanità, affinché sia garantita con atti concreti la piena operatività e sostegno a una Comunità che svolge un lavoro importantissimo per il territorio e per tante famiglie.

Nel dibattito sono intervenuti il vice presidente della Commissione Daniele Cocco (Leu), Giorgio Oppi (Udc), Carla Cuccu (M5S) ed Antonio Mundula (FdI).

La Commissione ha sentito in audizione anche il presidente della Federazione regionale Toelettatori Sardi, Fabiana Perra, sui problemi della categoria e, in particolare, sulla necessità di una normativa che regolamenti la professione.

 

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«Il reparto di Chirurgia pediatrica del Cto di Iglesias, attivo da 37 anni, ha cessato la sua attività nel dicembre dello scorso anno. Rappresentava un’eccellenza nell’ambito della rete ospedaliera sarda ed oggi ha chiuso i battenti perché, secondo quanto dichiarato dall’ex assessore alla Sanità Luigi Arru, il bacino d’utenza della zona non sarebbe sufficientemente ampio da poter giustificare la presenza di un reparto di Chirurgia Pediatrica. Credo che un ragionamento di questo tipo, limitato ai numeri, debba essere rimodulato. È necessario guardare il problema da vicino e considerare molteplici fattori finora non considerati. L’attuale Giunta dovrebbe tenere in considerazione che stiamo parlando di un territorio, come quello del Sulcis Iglesiente, messo in ginocchio dalla crisi economica e che stiamo parlando di pazienti in tenera età. Bambini che non possono essere lasciati da soli in ospedale. Con la chiusura del Reparto di pediatria stiamo costringendo intere famiglie a costose trasferte nel capoluogo.»

Questo l’accorato intervento della consigliera del M5S Carla Cuccu che in questi giorni ha presentato due interpellanze sull’emergenza sanitaria del Sulcis Iglesiente: la prima sulla chiusura del reparto di chirurgia pediatrica del Cto di Iglesias, la seconda sulla carenza di personale nel centro dialisi dell’ospedale Sirai di Carbonia.

«La programmazione futura – sottolinea Carla Cuccu – deve tenere in considerazione le carenze della rete viaria sarda e del sistema dei trasporti. Il Reparto di Chirurgia Pediatrica è un servizio pubblico essenziale per la comunità, per questo chiedo all’assessore della Sanità Mario Nieddu se non ritenga necessario e urgente intervenire per ripristinare le attività di questo reparto dedicato ai più piccoli.»

Carla Cuccu, segretaria della commissione Sanità, ha presentato un’interpellanza che punta a risolvere la grave carenza di personale nei centri Dialisi.

«E’ necessario intervenire per garantire un’adeguata dotazione ai centri dialisi della Sardegna – conclude Carla Cuccu – ed assicurare la prosecuzione del progetto sperimentale di emodialisi notturna intermittente in atto presso la struttura.»

 

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La III (Bilancio) e la VI commissione (Sanità), riunite in seduta congiunta, presiedute rispettivamente da Paolo Truzzu (FdI) e Domenico Gallus (Udc) hanno dato il via libera stamane alla variazione di bilancio per l’avvio delle attività del Mater Olbia. Dopo i chiarimenti forniti dagli assessori del Bilancio, Giuseppe Fasolino, e della Sanità, Mario Nieddu, è arrivato il via libera al Disegno di legge n. 24, che autorizza la spesa di 25 milioni per il 2019, di 60,6 milioni di euro anni per il 2020 e di altrettanti 60,6 milioni per il 2021. Hanno votato a favore i commissari della maggioranza e Giuseppe Meloni (Pd). Si sono astenuti Carla Cuccu, Elena Fancello ed Alessandro Solinas (Movimento 5 Stelle), Gianfranco Ganau e Cesare Moriconi (Pd), mentre hanno espresso voto contrario i consiglieri Francesco Agus e Massimo Zedda (Progressisti), Eugenio Lai e Daniele Cocco (Leu).

I Parlamentini hanno respinto l’emendamento sostitutivo parziale al comma 3 dell’articolo 1 del disegno di legge, presentato dai consiglieri Gianfranco Ganau, Daniele Cocco e Francesco Agus, per destinare le eventuali economie «esclusivamente a interventi di miglioramento del sistema di assistenza della sanità pubblica».

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La commissione Salute e Politiche sociali del Consiglio regionale, ha iniziato questa mattina il sopralluogo programmato nei tre ospedali del Sulcis Iglesiente e nell’ospedale di San Gavino Monreale. Il “Viaggio” all’interno della Sanità del “Sud Ovest Sardo”, ha avuto come prima tappa, alle 10.30, all’ospedale Sirai di Carbonia, dove ad accogliere la Commissione guidata dal presidente Domenico Gallus e dal vicepresidente Daniele Secondo Cocco, c’erano il direttore della ASSL di Carbonia, Maria Maddalena Giua, ed alcuni sindaci, guidati dal sindaco di Paola Massidda, presidente della conferenza socio-sanitaria, ed i colleghi di San Giovanni Suergiu, Elvira Usai, di Villamassargia, Debora Porrà, e di Piscinas, Mariano Cogotti. Con loro alcuni dirigenti medici e funzionari della stessa ASSL di Carbonia. Presenti anche altri due consiglieri regionali del territorio, Michele Ennas e Carla Cuccu.

Nella saletta riunioni del Sirai si è svolto un breve incontro, coordinato prima dal presidente Domenico Gallus, poi dal consigliere regionale Fabio Usai, nel corso del quale sono intervenuti il direttore della ASSL Maria Maddalena Giua, il sindaco di Carbonia Paola Massidda, l’ex assessore regionale della Sanità Giorgio Oppi ed il primario del reparto di Anestesia e Rianimazione Tiziana Serci. E’ seguita una breve visita al reparto di Radiologia.

La commissione ha lasciato il Sirai intorno a mezzogiorno, per recarsi a Iglesias, per il sopralluogo al CTO e al Santa Barbara. Il sopralluogo si concluderà nel pomeriggio, all’ospedale “Nostra Signora di Bonaria” di San Gavino Monreale.

Domani pubblicheremo gli interventi registrati al Sirai, dell’on. Fabio Usai, della dottoressa Maria Maddalena Giua, del sindaco di Carbonia, Paola Massidda, dell’on. Giorgio Oppi e della dottoressa Tiziana Serci, primario del reparto di Anestesia e Rianimazione.

                                            

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La commissione Salute e Politiche sociali del Consiglio regionale, lunedì 1 luglio visiterà i tre ospedali del Sulcis Iglesiente e l’ospedale di San Gavino Monreale. Il “Viaggio” all’interno della Sanità del “Sud Ovest Sardo”, inizierà alle 10.30 all’ospedale Sirai di Carbonia, proseguirà a Iglesias, al CTO e al Santa Barbara e si concluderà nel pomeriggio all’ospedale “Nostra Signora di Bonaria” di San Gavino Monreale.

Le visite della commissione Salute e Politiche sociali, composta dal presidente Domenico Gallus (Udc), il vice Daniele Secondo Cocco (Leu), i segretari Antonio Mario Mundula (Fratelli d’Italia) e Carla Cuccu (M5S) e i componenti Francesco Agus (Progressisti), Gianfranco Ganau (PD), Annalisa Mele (Lega), Antonello Peru (Forza Italia), Giorgio Oppi (Udc), Giovanni Antonio Satta (Riformatori sardi), Stefano Schirru (PSd’Az) e Fabio Usai (PSd’Az), arrivano 53 giorni dopo quelle effettuate dall’assessore Mario Nieddu.


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«Già l’anno scorso l’Associazione Nazionale Emodializzati aveva segnalato la carenza di personale sanitario nei centri dialisi del territorio regionale. A giugno 2018 il comitato regionale dell’ANED aveva inviato una lettera all’assessore alla Sanità per denunciare come la mancanza di organico fosse talmente grave da rendere persino impossibile offrire il trattamento di dialisi a turisti e non residenti. Nel corso dell’ultimo anno la situazione, purtroppo, è peggiorata. In particolare nella struttura complessa di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Sirai di Carbonia in cui attualmente vengono seguiti 84 pazienti, 12 dei quali ammessi al progetto di emodialisi notturna intermittente. Un progetto che ha permesso un notevole miglioramento dei pazienti e che oggi, data la grave carenza di organico, rischia di non poter proseguire nella sua attività di fondamentale importanza.»

E’ un quadro critico dalle serie conseguenze quello descritto dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Carla Cuccu, firmataria di una interpellanza sulla grave carenza di organico nei centri dialisi della Sardegna, con particolare attenzione alle criticità presenti nell’Ospedale Sirai di Carbonia.

La consigliera dei Cinquestelle, nella sua interpellanza, si sofferma sui risultati ottenuti dal progetto di Emodialisi notturna, una realtà che, oltre a due centri della Penisola, può vantare soltanto il presidio ospedaliero di Carbonia.

«I pazienti ammessi al progetto – aggiunge Carla Cuccu – sono testimoni di un tangibile miglioramento della qualità della vita non solo sul piano clinico ma anche sul versante sociale, lavorativo e relazionale, dato che il protocollo Tassin consente loro di lavorare in modo più regolare e di dedicare più tempo ed energie a passioni e affetti. Non possiamo privare i pazienti sardi di questo prezioso aiuto.»

Carla Cuccu si rivolge quindi all’assessore Mario Nieddu «per sapere se non ritenga necessario e urgente intervenire per garantire un’adeguata dotazione organica ai centri dialisi della Sardegna e in particolare alla S.C. di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Sirai di Carbonia, anche per assicurare la prosecuzione del progetto sperimentale di emodialisi notturna intermittente in atto presso la struttura».

 

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«Il Consiglio regionale ha istituito una Commissione d’inchiesta sul perdurare dello stato di insolvenza economica da parte dell’AIAS verso i propri dipendenti. Adesso attendiamo di poter acquisire i bilanci AIAS degli ultimi anni. Auspico che questa vicenda possa concludersi in tempi brevi a favore dei lavoratori che da oltre nove mesi non ricevono lo stipendio.»

Lo ha detto la consigliera regionale del M5S Carla Cuccu, dopo l’istituzione della Commissione d’inchiesta che punta a far chiarezza sul perdurare dello stato di insolvenza economica nei confronti dei dipendenti AIAS, sulla qualità dei servizi e la tutela dei diritti dei lavoratori.

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«Ancora oggi, dopo anni di vertenze, manifestazioni e scioperi da parte dei lavoratori che, giustamente, chiedono di essere pagati, a intascare i soldi è sempre e soltanto la famiglia Randazzo. Il sacrificio più grande viene chiesto ai dipendenti, che non sanno come pagare affitti, bollette, né come fare la spesa. Questa strada non è più percorribile. La Sanità sarda deve cambiare rotta. Voglio ricordare al Governatore e all’assessore Mario Nieddu che l’art. 1676 del codice civile, impone all’appaltante, in caso di morosità dell’appaltatore, di pagare direttamente i lavoratori. Una materia sulla quale si sono già espressi Tar e Consiglio di Stato.»

La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Carla Cuccu, segretaria della Commissione Sanità e prima firmataria di un’interpellanza sulla vertenza AIAS, interviene così alla vigilia del nuovo sit-in organizzato dai lavoratori AIAS per domani mattina, sotto il Palazzo del Consiglio regionale, in via Roma, a Cagliari.

«Medici, infermieri, Oss, intere categorie di lavoratori si trovano in una situazione di estrema sofferenza finanziaria. I lavoratori sono stanchi di sentirsi dire che devono pazientare, che devono aspettare l’esito del tavolo tecnico. Sono d’accordo con il coordinamento Usb sul fatto che la Regione debba rivedere l’accordo in essere e dettare condizioni più rigide all’Assistenza italiana spastici – aggiunge Carla Cuccu -. Vorrei sapere quali sono i tempi che l’assessore Mario Nieddu e il presidente della Regione intendono rispettare per arrivare alla chiusura del tavolo tecnico. Non solo: assieme ai lavoratori e ai sindacati, chiedo di poter avere garanzie sull’affidabilità dell’AIAS alla luce dell’ultimo incontro, nel quale, la dirigenza non ha presentato la documentazione richiesta imponendo di fatto un ulteriore e dannosissimo rinvio dei lavori.»

«Vorrei sapere – conclude Carla Cuccu – in che modo Regione e AIAS intendano occuparsi di tutti quei lavoratori ai quali l’AIAS non ha rinnovato il contratto e che oggi si trovano disoccupati.»

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«Nel Nord Sardegna il diritto alla cure mediche è andato in vacanza. Ad Alghero, cittadina che si appresta ad accogliere migliaia di turisti, il pronto soccorso è in tilt, il reparto di Oculistica ha sospeso l’attività operatoria. Situazione analoga a Ozieri, per mancanza di attrezzature e materiali essenziali allo svolgimento dell’attività operatoria. È inaccettabile che Ozieri ed Alghero si trovino in questa situazione emergenziale. Ozieri è sempre stato il fiore all’occhiello per la chirurgia oculistica in Sardegna. La riforma della rete sanitaria della Giunta Pigliaru continua a far emergere il suo totale fallimento. È questo è un dato di fatto. Ma fino ad ora qual è stata la pronta reazione dell’attuale Giunta e del presidente Christian Solinas per riportare la situazione a uno stato almeno minimo di decenza? La stiamo ancora aspettando, e speriamo arrivi prima che anche gli amministratori vadano in vacanza, lasciando la Sanità sarda nel caos e tutti i cittadini a pregare di non dover aver bisogno del pronto soccorso in questi mesi.»

Questo l’amaro intervento della consigliera regionale del M5S Carla Cuccu, dopo l’incontro organizzato ieri dal Movimento con gli attivisti sardi, i quali hanno portato all’attenzione del Gruppo e in particolare di Cuccu, segretaria della VI Commissione Sanità, le innumerevoli piaghe degli ospedali sardi. Non solo: le notizie che apprendiamo oggi dalla stampa, riferiscono ancora di reparti chiusi, personale medico in sofferenza, mancanza di strumentazione.

«Ogni giorno è un bollettino di guerra. Dobbiamo constatare, amaramente – prosegue la consigliera del M5S – che ciò che conta per i nostri amministratori non è il diritto alla salute dei cittadini ma soddisfare il proprio appetito di potere.»

Il secondo affondo riguarda l’attività del direttore dell’Ats Fulvio Moirano, il quale appena tre giorni fa ha firmato “l’ennesima delibera non autorizzata”.

«Era addirittura il 18 aprile scorso – sottolinea la consigliera dei Cinquestelle – quando in Regione è stata protocollata una mia interpellanza in cui chiedevo che Fulvio Moirano smettesse di firmare delibere dopo la sospensione richiesta dal Governatore. Il direttore Moirano invece non si è mai astenuto dall’adottare atti che esulassero dall’ordinaria amministrazione, contravvenendo al divieto di Christian Solinas. Ciò significa che, nonostante la mia interpellanza, non è ancora stato preso alcun provvedimento.»

«Ancora oggi – conclude Carla Cuccu – Fulvio Moirano continua indisturbato a firmare delibere e affidare incarichi. Ancora oggi i cittadini sardi non sanno in quale ospedale farsi curare: se uno rischiano di trovarlo chiuso, l’altro rischiano di trovarlo sguarnito. Il buon senso dei nostri amministratori è già in vacanza.»