7 July, 2022
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«La Regione dia attuazione alla Rete ospedaliera del 2017, a tutt’oggi valida, e ripristini a Iglesias tutti i servizi sanitari di cui è stata depauperata negli anni, ad iniziare dalla riapertura immediata del Pronto Soccorso del Cto.»

È l’accorata richiesta della consigliera regionale di Idea Sardegna, Carla Cuccu, che ha presentato un’interpellanza urgente al presidente della Regione ed all’assessore della Sanità e stamane ha partecipato alla manifestazione davanti a Villa Devoto. Il nuovo atto ispettivo fa seguito ad un’interrogazione, sempre sullo stesso tema, depositata immediatamente dopo aver appreso della decisione sconsiderata della Direzione generale della Asl del Sulcis Iglesiente di chiudere l’importante reparto di emergenza-urgenza del Cto.

«La Rete ospedaliera, approvata nella scorsa legislaturasottolinea Carla Cuccuha avuto il consenso dei sindaci del Sulcis Iglesiente ed è a tutt’oggi valida. Tuttavia, è rimasta lettera morta nei cassetti della burocrazia, posto che non sono stati emanati nemmeno gli atti aziendali, nonostante l’emergenza sanitaria ulteriormente aggravata dalla recrudescenza della pandemia da Covid-19.»

Con l’interpellanza, al presidente Christian Solinas ed all’assessore Mario Nieddu viene chiesto quali misure intendano mettere in atto per consentire l’immediata riapertura del Pronto Soccorso del C.T.O. di Iglesias e quando intendano dare attuazione alla Rete ospedaliera del 2017.

 

L’urlo di dolore misto a rabbia del Sulcis Iglesiente per il continuo impoverimento del servizio sanitario pubblico, arrivato qualche giorno fa fino alla chiusura del Pronto Soccorso dell’ospedale CTO di Iglesias e alla condizione ormai prossima al collasso del Pronto Soccorso dell’ospedale Sirai di Carbonia, per la mancanza di medici, è arrivato questa mattina davanti a Villa Devoto, sede della Giunta regionale, a Cagliari. Alcune centinaia di persone hanno risposto alla mobilitazione proclamata dalle organizzazioni sindacali territoriali CGIL, CISL e UIL, alla quale hanno aderito anche l’Unione sindacale di base, la Rete Sarda per la Difesa della Sanità Pubblica e la ConsultAnzianIglesias. Presenti il sindaco di Iglesias Mauro Usai con alcuni assessori ed il presidente del Consiglio comunale Daniele Reginali, i sindaci di Carbonia Pietro Morittu e di Buggerru Laura Cappelli, Paola Liscia consigliera del comune di Fluminimaggiore con delega alla Sanità, il consigliere comunale di Carloforte Pierangelo Rombi, la consigliera regionale Carla Cuccu.

La prima rivendicazione urlata alla Giunta regionale, con richiesta di incontro con il presidente Christian Solinas (non corrisposta), è stata quella della riapertura immediata del Pronto Soccorso dell’ospedale CTO, ma sono state poi elencate tutte le principali emergenze di un sistema sanitario pubblico che fa acqua da tutte le parti e si presenta in continuo, apparentemente inarrestabile decadimento.

E’ poi intervenuto il sindaco di Iglesias, Mauro Usai, che in quasi un quarto d’ora ha sintetizzato la piattaforma rivendicativa del territorio, tesa ad avere un adeguamento della pianta organica per la riapertura dei servizi chiusi ed il consolidamento di quelli da tempo in sofferenza, ed ha spaziato sulle grandi tematiche che vanno anche al di là delle emergenze territoriali, legate ad un ormai inaccettabile mantenimento del numero chiuso per l’accesso alla Facoltà di Medicina e a criteri inseriti nei bandi di concorso che consentono ai vincitori di scegliere la destinazione che, quasi sempre, penalizza il territorio del Sulcis Iglesiente a vantaggio dei Comuni capoluogo, Cagliari e Sassari, che si ritrovano con un’abbondanza di professionisti, anche superiori alle reali necessità.

Uno degli interventi, quello di Salvatore Cappai, ha rimarcato la modesta presenza di amministratori comunali e la necessità di una maggiore unità su tematiche così importanti quali sono quelle legate al sistema sanitario pubblico.

Intorno alle 11.30, vista la prolungata attesa dell’incontro richiesto ai rappresentanti della Giunta, molti hanno lasciato Villa Devoto ma intorno a mezzogiorno una delegazione formata dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, dai sindaci di Iglesias Mauro Usai e di Buggerru Laura Cappelli e dalla consigliera di Fluminimaggiore Paola Liscia, è stata ricevuta dai delegati del presidente della Regione Christian Solinas che hanno ascoltato le rivendicazioni dei rappresentanti del territorio del Sulcis Iglesiente.

Domani pomeriggio, alle 17.00, l’assessore della Sanità, Mario Nieddu, parteciperà alla riunione della conferenza socio-sanitaria.

Giampaolo Cirronis

 

   

«Il Museo dell’Arte mineraria di Iglesias deve riaprire immediatamente». Lo ha chiesto con urgenza la consigliera regionale di Idea Sardegna, Carla Cuccu, che ieri ha scritto al Direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Francesco Feliziani, e presentato un’interpellanza all’assessore della Pubblica Istruzione e Cultura, Andrea Biancareddu.

Carla Cuccu interviene con il dirigente regionale «per stigmatizzare l’incresciosa e preoccupante situazione posta in essere nella gestione del Museo dell’arte mineraria, ubicato nello stabile dell’istituto Minerario in Iglesias. I periti minerari, da tanti anni e a mero titolo di volontariato, hanno garantito all’intera città di Iglesias un servizio qualificato, efficiente che ha valorizzato ulteriormente le potenzialità della cittadina medievale-mineraria sia a livello regionale che nazionale ed internazionale».

«Il divieto di accesso al Museo sta causando afferma ancora la consiglieraun grave ed irreparabile danno sotto i profili culturali, economici, sociali, professionali, turistici poiché, lapalissianamente, oltre a mortificare l’immenso lavoro profuso con dedizione e zelo dai volontari, impedisce, altresì, ai tanti visitatori che da oltre un ventennio si succedono nel visitare il museo, di poter fruire e beneficiare della memoria storica e dell’ingente patrimonio di ingegneria tecnologica mineraria che lo caratterizza.»

Contestualmente, Carla Cuccu ha predisposto una interpellanza con la quale investe anche la Regione del problema: all’assessore Andrea Biancareddu, la consigliera chiede di individuare «una soluzione, con l’Ufficio Scolastico regionale, che consenta l’immediata riapertura e la ripresa delle attività del Museo, oltre che per reimmettere nel possesso della collezione i Periti minerari».

«In un momento come questo, nel quale ci prepariamo ad accogliere centinaia di bambini, minori non accompagnati, orfani, ancor più sarebbe stato necessario avere il Garante regionale dell’infanzia, figura vacante da oltre un anno per l’inerzia del Consiglio regionale.»
Sono queste le parole della consigliera regionale del Gruppo Misto, Carla Cuccu, che oltre tre mesi fa ha sollecitato al presidente dell’Assemblea «il rispetto della legge regionale».
«Non è accettabile che non si trovi un’intesa e si proceda con la convocazione del Consiglio per la nomina conclude Carla Cuccu -. In situazioni come quella che stiamo vivendo il ruolo del Garante sarebbe importantissimo, l’accoglienza sacrosanta di questi minori viene accompagnata da procedure di affido che necessitano sicuramente di un coordinamento ed una vigilanza. Almeno nell’emergenza umanitaria mettiamo da parte ridicole contrapposizioni e procediamo al più presto alla nomina. Procediamo nel rispetto della normativa vigente, come per legge.»
Antonio Caria

«Ben vengano i quasi 13 milioni del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, il PNRR, destinati agli enti locali, ma occorre capire come saranno utilizzati e se la Regione ha già dei progetti sui quali investire.»

All’indomani della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri che ripartisce il Fondo per la progettazione territoriale e destina alla Sardegna quasi 12,800 milioni per Comuni, Province e la Città Metropolitana di Cagliari, la consigliera regionale del Gruppo Misto, Carla Cuccu, ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione, Christian Solinas, e all’assessore degli Enti locali, Quirico Sanna, per far chiarezza sulla spendita delle ingenti risorse.  

Nel documento – sottoscritto anche dai colleghi di Gruppo, Roberto Caredda e Giovanni Antonio Satta -, Carla Cuccu chiede come saranno suddivise le risorse destinate alla Sardegna, quali interventi siano già in fase di progettazione e quali pronti per la realizzazione.

«Vogliamo, inoltre, capire – aggiunge Carla Cuccuquali ricadute concrete ci saranno per i cittadini sardi e per quali territori in particolare, con quale tempistica saranno assegnate le risorse agli Enti locali e con quale saranno, invece, individuati e realizzati i progetti.»

Nell’interrogazione Carla Cuccu, Roberto Caredda e Giovanni Antonio Satta chiedono alla Giunta regionale, infine, se abbia in programma il reclutamento di nuovi professionisti come supporto per la predisposizione dei progetti, quali siano le figure eventualmente necessarie, come si intenda selezionarle e contrattualizzarle.

“Ho presentato un’interpellanza per chiedere al presidente della Regione e all’assessore della Sanità di rivedere, in via straordinaria, i tetti di spesa per le prestazioni ambulatoriali convenzionate del Sulcis Iglesiente. Da settembre è chiuso il servizio di Analisi Ematochimica dell’ospedale Sirai e del Santa Barbara di Iglesias, che copriva un territorio con 126.324 residenti, 57.540 pazienti esenti ed un fabbisogno di oltre un milione di prestazioni annue. Si tratta di esami che i cittadini dell’Iglesiente e del Sulcis hanno diritto di poter richiedere ed eseguire senza essere costretti a percorrere chilometri di strada.”

Lo annuncia la consigliera regionale del Gruppo Misto, Carla Cuccu, che aggiunge: “Le strutture private convenzionate non riescono a sopperire alle carenze del Servizio Sanitario pubblico, perché il budget loro assegnato non copre le prestazioni richieste. Per questo è indispensabile rideterminare i tetti di spesa e consentire ai privati convenzionati di dare risposte alle richieste del nostro territorio”.

Antonio Caria

Carla Cuccu ha lasciato il M5S ed ha aderito al gruppo Misto del Consiglio regionale della Sardegna. Si è conclusa così, con il divorzio, l’esperienza della consigliera regionale iglesiente, eletta con il M5S nella circoscrizione di Cagliari. Carla Cuccu ha ufficializzato la sua decisione con un comunicato stampa e la contestuale comunicazione al presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, della sua adesione al gruppo Misto.

«Mio malgrado, ho deciso di concludere la mia esperienza di portavoce del MoVimento 5 Stellescrive Carla Cuccu -. Ho provato fino all’ultimo a cercare un’agibilità politica per il mio ruolo di consigliere regionale, agibilità che mi è stata costantemente e caparbiamente impedita nonostante il largo supporto di consensi di cui ho sempre goduto tra gli attivisti, gli elettori pentastellati ed i cittadini. Ancora oggi, i colleghi del gruppo consiliare regionale nelle persone di Michele Ciusa, Desirè Alma Manca, Alessandro Solinas e Roberto Li Gioi, persistono nell’isolarmi dai lavori del gruppo rifiutandosi, perfino, di farmi avere collaboratori per l’esercizio del mio mandato elettorale, nonostante la legge regionale me lo consenta conformemente alla Costituzione italiana. Non hanno voluto condividere le mie proposte di legge, ancora pendenti nelle commissioni pertinenti, paralizzandone l’iter. E, per di più, non versano le restituzioni di denaro delle indennità consiliari nel conto corrente nazionale del M5S, come io ho sempre fatto, trattenendole, invece, in un conto corrente cointestato tra loro quattro.»
«La necessità, morale e politica, di portare avanti la realizzazione del programma per cui sono stata eletta non mi lascia altra scelta, sebbene dolorosa e sofferta, che quella di proseguire l’attività consiliare nel gruppo Misto in seno al Consiglio regionale della Sardegnaaggiunge Carla Cuccu -. Del resto, dopo il cambio di paradigma delM5S nazionale, che ha disatteso i principi ispiratori tradendo la fiducia dei cittadini, attuato con l’approvazione di uno statuto seicentesco che è la negazione di quello che regolava la vita associativa quando aderii al M5S nel lontano 2010, dopo la modifica del significato delle 5 stelle, l’unica possibilità di rimanere fedele e coerente agli ideali di coloro che mi hanno eletta e primariamente a me stessa è il recupero della centralità di una pratica di democrazia diretta attraverso il consolidamento dei rapporti con quelle numerose realtà cittadine, sociali e culturali che meglio rappresentano la virtù del civismo e l’amore sincero per la nostra amata Sardegna, facendo dell’attività consiliare il momento di raccordo tra istanze della popolazione ed istituzioni.»

 

La consigliera regionale e segretaria della commissione Sanità e Politiche sociali del Movimento Cinque stelle, Carla Cuccu ha presentato un’interrogazione al governatore Christian Solinas ed agli assessori regionali competenti per chiedere conto della mancata attivazione, dopo ben 23 anni, della Zona Franca a Cagliari e Portovesme.
«Sarebbe interessante capire ha dichiarato Carla Cuccu quali siano le motivazioni per le quali, dopo quel 7 giugno del 2001, data in cui venne emanato il decreto della Presidenza del Consiglio che dava il via libera allo stesso documento legislativo del 1998, quest’ultimo non sia stato reso ancora attuativo dalla Regione Sardegna.»
Il 16 maggio del 2019 lo stesso procedimento ha interessato il porto di Portovesme. Inoltre Carla Cuccu continua ad avere interlocuzioni con comitati ed associazioni che, da tempo ormai, si battono per la Zona Franca, tuttavia, ancora in attesa di esiti circostanziati. In qualità di avvocato, ancor prima di essere eletta consigliera regionale, inviai all’allora Governatore della Regione Sardegna, dott. Ugo Cappellacci, una formale richiesta per dare attuazione a quanto la normativa prevedeva in materia.
«Chiedo immediatamente di avere risposte sia da parte del governatore Solinas che dagli assessori competentiha concluso Carla Cuccudel perché di tali ritardi. Tutto ciò va a danno dei residenti in questi territori che, qualora venissero attuati i decreti, avrebbero numerosi vantaggi dal punto di vista sociale, economico ed ambientale.»

«Il Comitato di Garanzia del MoVimento 5 Stelle dopo aver annullato il provvedimento di espulsione di Carla Cuccu, ha oggi provveduto a cassare anche la sanzione della sospensione disciplinare che le aveva irrogato il Collegio dei Probiviri, il tutto a evidente  riprova che la nostra assistita ha sempre tenuto una condotta irreprensibile e conforme al Codice etico del M5S. Si chiude così il contenzioso giudiziario civile, con conseguente cessazione delle funzioni del curatore speciale, la cui nomina era stata richiesta e disposta  a fini meramente processuali. Rimangono invece in piedi, nelle sedi deputate,  gli accertamenti atti ad individuare  i responsabili di condotte collaterali che hanno gravemente compromesso i diritti politici della nostra assistita.»

Ad annunciarlo sono i legali della consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle, Carla Cuccu, Patrizio Rovelli e Lorenzo Borrè.

«Il tempo è galantuomoha dichiarato Carla Cuccu -. Ero certa di questo esito perché non ho mai violato regola alcuna. Adesso, attendo che i primi responsabili a livello locale di queste dolorose ed annose persecuzioni e di tutti i danni cagionati al M5S abbiano la giusta mercede.»

Antonio Caria

«Serve una legge per tutelare i caregiver». A dirlo è Carla Cuccu, consigliera regionale e segretaria della Commissione Sanità e Politiche sociali.

«Sono storie particolari e commoventi quelli dei cosiddetti caregiver, persone che sono costrette ad accudire i genitori malati e che, di conseguenza, devono trascurare il loro lavoro oppure lo studiosostiene Carla Cuccu -. Di recente, su alcuni organi di stampa, è apparsa la storia di Antonio Demarcus di Pattada che ogni giorno accudisce sua madre, costretta a letto da problemi di salute, ma che non vuole rinunciare al suo sogno di conseguire la laurea.»
«Una vicenda, quella di Antonio, che mi ha colpito moltoaggiunge Carla Cuccu -. Sono del parere che chi si occupa dei genitori malati debba essere agevolato dallo Stato in ogni modo.»
«Mi farò promotrice presso gli organi competenti affinché venga promossa una legge che vada a tutela dei caregiverconclude Carla Cuccu -. Dobbiamo fare in modo che queste persone possano sia aiutare i loro genitori malati, ma nello stesso tempo dare loro modo di poter continuare la loro attività lavorativa o di studio, per poter realizzare i loro sogni.»