9 December, 2022
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Dopo il Museo Archeologico, sarà un altro Museo, quello delle Cere anatomiche, a ospitare il prossimo appuntamento di “Settembre il mese azzurro” – il teatro interpreta l’arte visiva, la rassegna del Crogiuolo, diretta da Rita Atzeri.

Domani, martedì 19 settembre, il prezioso scrigno nella Cittadella dei Musei di Cagliari, intitolato al famoso ceroplasta del ‘700 Clemente Susini, diventerà teatro ideale, alle 17.30 (replica alle 18.15), per “Marini – L’imbalsamatore”, di Giorgio Todde, con Antonio Luciano, pittura su corpo a cura di Arianna Caredda e Piercarlo Carella.

La figura dello scienziato cagliaritano Efisio Marini, studioso di medicina e storia naturale, conosciuto come “il Pietrificatore” per le sue ricerche nel campo della conservazione di parti anatomiche del corpo umano, è divenuta nota al grande pubblico grazie all’opera di Todde, che l’ha resa protagonista di alcuni dei suoi romanzi di  maggior successo (Lo stato delle anime, per esempio). L’amicizia dello scrittore cagliaritano con il professor Alessandro Riva, storico curatore e direttore del Museo delle Cere anatomiche, ha permesso al Crogiuolo di mettere in cantiere questa breve performance, omaggio alla Collezione Susini e anteprima del nuovo libro di Todde.

La messa in scena per attore e pittori ha un impianto semplice, senza alcun ausilio musicale, solo una partitura di parole, respiri, sussulti e silenzi. Antonio Luciano darà voce alle incisive, malinconiche, visioni di Todde e nel contempo sarà tela per i pennelli di Arianna Caredda e Piercarlo Carella, che metteranno a nudo le fibre del corpo dell’attore.

La rassegna “Settembre il mese azzurro” è organizzata da Il Crogiuolo, su idea e progetto di Rita Atzeri, con il sostegno dell’assessorato della Cultura del comune di Cagliari e la collaborazione del Museo Archeologico, dell’Università (Museo delle Cere Anatomiche “Clemente Susini”) e dei Musei Civici di Cagliari.

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“Settembre il mese azzurro”, questo il titolo della nuova rassegna teatrale firmata Il Crogiuolo. Parole tratte dal verso iniziale di una nota poesia di Bertolt Brecht, autore caro alla compagnia cagliaritana nella lunga ricerca dedicatagli dal suo storico fondatore, Mario Faticoni; verso scelto, in questo caso, anche per il felice riferimento cromatico che consente un immediato accostamento alle arti visive, richiamato nel sottotitolo della rassegna: il teatro interpreta l’arte visiva. Dal 9 al 30 settembre un cartellone denso di proposte, con alcune, significative, ospitalità nazionali – scelte fra le realtà più interessanti del nostro panorama teatrale – e gli spettacoli (diverse le prime assolute regionali) che si svolgeranno nello spazio Fucina Teatro, alla Vetreria di Pirri, ma non solo: al Museo Archeologico, al Museo delle Cere Anatomiche, nella Galleria Comunale d’Arte di Cagliari.

Per Rita Atzeri, direttrice artistica del Crogiuolo e ideatrice del progetto, la possibilità di portare avanti un’indagine sistematica del rapporto fra teatro e arti visive è iniziata ai tempi della collaborazione con il Centro Culturale Man Ray di Wanda Nazzari.

«Immergersi con il teatro nell’universo dell’arte visiva – sottolinea Rita Atzeri – significa rivedere i codici di quest’arte, offrire allo spettatore un’esperienza inedita, recuperando un aspetto originario del teatro, così come della creazione, da parte dell’artista, della sua opera. Significa, con sensibilità contemporanea, ritrovare i diversi paradigmi dell’espressione artistica, per indagare quella coscienza collettiva a volte percepita come priva d’anima, così lanciata com’è nel suo consumo di immagini, informazioni, emozioni”.

La rassegna “Settembre il mese azzurro” è organizzata da Il Crogiuolo, su idea e progetto di Rita Atzeri, con il sostegno dell’assessorato della Cultura del comune di Cagliari e la collaborazione del Museo Archeologico, dell’Università (Museo delle Cere Anatomiche “Clemente Susini”) e dei Musei Civici di Cagliari.

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Martedì 29 novembre, a Modena, è stato presentato il portale bilingue della prima Rete dei musei universitari italiani. Il portale, descritto ai media da Angelo O. Andrisano (rettore Università Modena-Reggio Emilia) e da Elena Corradini (coordinatrice nazionale Rete dei musei universitari, docente di Museologia) – mette in rete per la prima volta in Italia musei, centri e sistemi museali universitari. Per l’ateneo di Cagliari hanno perso parte alla presentazione le professoresse Micaela Morelli e Anna Maria Deiana, pro rettore per la Ricerca e responsabile del team che ha curato localmente l’iniziativa.

Nella prima fase del progetto è stata catalogata una piccola parte del patrimonio cagliaritano, pari a 1.442 i reperti. I percorsi tematici riguardano, tra gli altri, gli scienziati Eva Mameli Calvino, Patrizio Gennari, Gennaro Gorga, Domenico Lovisato e Clemente Susini. «Il portale consente a pubblici diversi di apprezzare la varietà dei patrimoni dei musei universitari, migliora la comprensione di significati di oggetti con l’utilizzo delle tecnologie informatiche. La sezione dedicata alle storie degli atenei contribuisce alla costruzione dei valori identitari delle nostre Università con percorsi dedicati ad alcuni dei più importanti docenti che hanno contribuito alla conoscenza scientifica» dice la professoressa Morelli. «La visita virtuale ci racconta le vicende degli uomini che hanno fatto la storia della scienza e ci mostra gli ambienti e gli strumenti con cui hanno operato. Inoltre, si offre orientamento a studenti e giovani laureati, si può produrre occupazione qualificata, si supporta la formazione e si apre un confronto proficuo con la società civile» spiega la professoressa Deiana. L’Università di Cagliari ha preso parte al progetto con il Centro interdipartimentale musei, collezioni e archivio storico. Le Collezioni archeologiche e l’Archivio storico (dipartimento beni culturali e territorio – referenti i professori Carlo Lugliè e Cecilia Tasca), Museo di fisica (dipartimento di fisica, Francesco Casula), il Museo sardo di antropologia ed etnografia, il Museo di zoologia e il Museo herbarium (dipartimento scienze della vita e dell’ambiente – Emanuele Sanna, Anna Maria Deiana e Annalena Cogoni), il Museo sardo di geologia e paleontologia “Domenico Lovisato” e il Museo di mineralogia “Leonardo De Prunner” (dipartimento scienze chimiche e geologiche – Gian Luigi Pillola) e la Raccolta delle cere anatomiche di Clemente Susini (dipartimento scienze biomediche, Francesco Loy ed Alessandro Riva) tra le strutture coinvolte.

Il portale fa capo al progetto di accordo avviato nel 2013, finanziato dal Miur (ministero istruzione, università e ricerca – legge per la diffusione della cultura scientifica), segue la costituzione nel 2012 di una Rete, che ha messo assieme i musei delle Università di Bari, Cagliari, Chieti-Pescara, Ferrara, Firenze, Modena-Reggio Emilia, Parma, Perugia, Roma “La Sapienza”, Salento, Siena, Tuscia, coordinate da Modena e Reggio Emilia. Sessantaquattro musei, 38 collezioni, nove Orti botanici/erbari, 28mila esemplari, reperti, oggetti e strumenti catalogati riferibili a sette macro-aree disciplinari declinabili in diciassette aree: questi i numeri della Rete dei musei universitari. Il progetto – basato su tecnologie informatiche, networking e valorizzazione del patrimonio culturale scientifico – ha per obiettivo, oltre al rendere operativa con il portale la rete tra le dodici università, il monitoraggio del patrimonio, l’ideazione e lo sviluppo di percorsi tematici e itinerari culturali sul territorio.