14 August, 2026
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Sabato 4 luglio lo stadio Monteponi di Iglesias, ha “indossato l’abito da sera più importante dell’estate inglesiente 2026”, quello per il gran finale dell’RDS Summer Festival, ultima tappa del tour estivo ed unica tappa in Sardegna. La cittadina del Sulcis Iglesiente si è “accaparrata” un evento che ha portato più di 10mila spettatori arrivati da tutta l’isola e non solo. Un ottimo biglietto da visita per portare i turisti in città a cpnoscere le bellezze della natura che le appartengono. L’evento è stato ripreso dai principali media nazionali, da ANSA a Sky Tg 24, per raggiungere tutto il Paese. Il 18 luglio in prima serata su TV8, Sky e in streaming su Now, lo stadio Monteponi, riqualificato da poco, verrà visto da alcuni milioni di spettatori in tutta Italia. Una visibilità a cui è stata abbinata la valorizzazione dei siti minerari e del Cammino di Santa Barbara, uno straordinario itinerario storico, culturale e spirituale di circa 500 km che si snoda ad anello dal Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna Sud-Occidentale (Sulcis-Iglesiente-Guspinese), un percorso dedicato alla patrona dei minatori, che ripercorre i sentieri un tempo battuti dagli operai; tante tappe che toccano luoghi mozzafiato tra mare, montagne e miniere dismesse riconosciute dall’UNESCO.

Sul palco di RDS Tom Search, l’Ambassador del Cammino Minerario di Santa Barbara che solo da poche settimane ha concluso l’intero percorso di 500 km insieme alla sua compagna Mara. E, dopo i saluti istituzionali e l’Ambassador, le luci sono state solo sui tanto attesi artisti: da Alessadro Chioli a Chiello, Marco Masini, Ermal Meta, Luk 3 ed insieme a lui a sorpresa Cristina Lora, Nico Santos, Mr Rain, Sarah Toscano, Trigno, Dolcenera, Madame, Levante, Tommaso Paradiso e per concludere Mark and Kremont. A presentarli Rossella Brescia e Filippo Ferrari insieme alle talent di RDSNEXT Samara Tramontana e Lisa Luchetta, che hanno guidato esibizioni e momenti esilaranti della serata con interviste a tutti gli artisti.

Ad arricchire le esibizioni dei cantanti il gruppo di ballo di RDS composto da ballerine e ballerini che si sono distinti per bravura, dinamicità e vitalità, brillando anche per le coreografie dalle varie sfaccettature.

Un ventaglio variegato di artisti capace di rappresentare stili e generazioni differenti, che ha offerto al pubblico uno spettacolo carico di energia, che ha coinvolto facendo cantare e ballare tutto lo stadio.

L’evento ha rappresentato per la città di Iglesias un’occasione di promozione del territorio, un evento a cui si è arrivati attraverso un cammino lungo e ricco di sinergie, che hanno coinvolto per mesi tutti gli assessorati del comune di Iglesias, permettendo in questo modo di raggiungere un obiettivo così importante.

Storia, cultura, musica, natura un “pacchetto” che sarebbe stato un vero peccato non valorizzare.

Nadia Pische

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Passare il pomeriggio dell’ultimo giorno dell’anno nel centro storico di Arzachena è sicuramente un’esperienza che, chi non conosce il luogo dovrebbe assolutamente fare.

Arzachena con 13.544 abitanti è il terzo comune più popolato della Gallura, situato tra Olbia (58.723 abitanti) e Tempio Pausania (14.342), i due comuni capoluogo dell’ex provincia di Olbia Tempio.

Il centro storico si snoda tra viuzze lastricate su cui si affacciano le case e le attività della cittadina, sollevando lo sguardo lungo la via principale si scorge una salita e in fondo la chiesa di Santa Lucia, dedicata alla santa protettrice della vista. Edificata grazie ad un ex voto pronunciato nel 1904 da un cittadino di Arzachena e benedetta nel 1937.

Ben 76 scalini per raggiungere il sagrato, conducono anche ad un belvedere mozzafiato da cui si gode il panorama del centro abitato, dei vigneti e degli orti, il tutto circondato da piante ed arbusti della macchia mediterranea.

La chiesa consta di tre navate e un abside con un altare centrale su cui si trova la statua di Santa Lucia risalente ai primi del ‘900.

Al suo interno, in questi giorni di feste natalizie, si può ammirare una mostra di presepi realizzati da associazioni e scuole primarie del territorio.

Intorno alla piazza principale del centro storico che si preparava ad accogliere il concerto della cantante Dolcenera, una serie di stand artigianali ed agroalimentari attendevano i visitatori per ammirare ed assaggiare i loro prodotti.

Tra loro Franca e Alberto di Birori che con “La natura in barattolo” ti accompagnano in un mondo di profumi e sapori all’insegna della genuinità… dalla crema di cipolla, di aglio, di carciofi, di peperoncino, arrivando al pesto e al patè di olive, dai corposi funghi porcini sott’olio a quelli essiccati da mani sapienti. Prodotti della madre terra che la simpatica coppia raccoglie e con grande passione trasforma in bontà per palati raffinati… dalle creme per crostini, alle marmellate sino ai liquori dal gusto sopraffino.

E che dire poi dei prodotti de “Su Carrettoneri” di Stefano di Orotelli… crema di formaggio, formaggio arrosto, pistoccu bagnato nel brodo di vitello o pistoccu in “pani frattau”, il tutto accompagnato dal tipico rosso cannonau. Sapori di un tempo, propri di un’entroterra ricco di tradizioni che rischierebbero di perdersi se non fosse per chi come loro si impegna a tramandarle.

E di tradizioni si parla anche quando si scopre l’arte del maestro Giuseppe Amato, un giovane di Sarule dalle mani d’oro… abile nella realizzazione di basso rilievi in granito ed oggetti come lampade e tavolini. Il marmo freddo e duro assume, dopo essere stato lavorato dall’artista, sembianze di morbidezza, le sue opere acquisiscono un’anima e catturano lo sguardo di chi si ferma ad ammirarle.

Poco più in là la macelleria Orecchioni-Filigheddu mette in mostra le sue carni provenienti da allevamenti liberi dove gli animali pascolano e si nutrono senza l’utilizzo di mangimi.

Massimo accoglie i suoi clienti spiegando come sono trattate le carni e quanto siano sani i prodotti in vendita, preparati con cura ed attenzione.

Un pomeriggio tra cultura e tradizione, condiviso con voi cari lettori, rinforza sempre più l’importante concetto della necessità di far conoscere i paesi del centro della Sardegna ai tanti turisti che vengono nella nostra isola per la bellezza delle spiagge e non sanno quanto di magico ci sia tra le campagne e i monti della nostra amata terra sarda.

Nadia Pische

                         

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Un festival da record: la settima edizione del Porto Cervo Wine Festival, organizzata dalla Starwood Costa Smeralda, si è chiusa ieri sera dopo tre giorni di degustazioni, incontri, convegni e cene di gala. La stagione estiva di Porto Cervo è partita al meglio: il Wine Festival, infatti, rappresenta ormai da anni l’inizio ufficiale dell’estate e la rassegna, quest’anno, ha consegnato numeri mai raggiunti finora. Le persone che hanno visitato gli stand e partecipato alle iniziative collaterali nei tre giorni del Wine sono state circa 6mila. Questo dato rappresenta un segnale importante per l’intero comparto turistico della Costa Smeralda, oltre che un ottimo auspicio in vista dell’imminente stagione turistica, per gli alberghi che la Starwood gestisce per conto del Qatar. I produttori di vino che hanno scelto di portare i loro stand nel Conference center di Porto Cervo sono stati 88, per un totale di circa 400 vini da degustare, tutti di altissima qualità. Tra le etichette, una giuria ha scelto di premiare – tramite una “degustazione alla cieca” – il vino migliore: il premio è andato al Cinque stelle Sfursat della cantina valtellinese Nino Negri. Mentre Mauro Remondino, del magazine Style del Corriere della Sera, ha scelto di consegnare il premio Style alla Cantina Gallura di Tempio.

Il festival è iniziato venerdì 15 maggio, con il taglio del nastro inaugurale affidato alle mani dell’Area manager Starwood, Franco Mulas, e della madrina della manifestazione, Caterina Murino. La prima giornata era riservata, soprattutto, all’incontro tra produttori vinicoli e stampa che hanno avuto modo di confrontarsi sulle ultime novità del settore e di degustare i vini migliori della produzione nazionale. Nel pomeriggio di venerdì il Conference center ha ospitato anche un incontro con i “padri” delle ricerche sulla longevità in Sardegna: Gianni Pes, docente di Scienze biomediche all’Università di Sassari e Alessio Tola, insegnante di Merceologia nell’ateneo sassarese. Al convegno ha partecipato anche l’attrice Caterina Murino.

Sabato e domenica gli stand sono stati presi letteralmente d’assalto dai visitatori. Sabato pomeriggio, nella piazza di Porto Cervo, si è svolta la Fashion wine walk, ossia la passeggiata tra le prestigiose boutique della località turistica che, per l’occasione, hanno ospitato le cantine protagoniste del festival. Mentre la sera, al Cala di Volpe, c’è stata la cena di gala riservata ai produttori, con una ospite d’eccezione: la cantante Dolcenera, che si è esibita in un concerto molto applaudito. Domenica, giornata di chiusura, la più famosa food blogger italiana, Sonia Peronaci, salita agli onori della cronaca con GialloZafferano, ha partecipato al dibattito organizzato come evento collaterale del festival:

«Noi siamo quello che mangiamo, molte intolleranze alimentari sono dovute al fatto che il cibo è industrializzato e non esistono più i cibi naturali di una volta. Quando vieni in Sardegna capisci perché qui ci sono le Blue Zone: avete un territorio incontaminato, tutto quello che si respira è pulito, si fa molta attività fisica e si mangia in modo sano». Inevitabile  un giudizio sulla cucina sarda: «La adoro. Il mio piatto sardo preferito è la fregola con arselle. Mentre, per quanto riguarda i vini, ho assaggiato delle novità di cui mi sono innamorata: un vermentino frizzante e un passito rosso. C’è grande voglia di fare cose diverse e la qualità è indiscussa. Il marketing un po’ manca, abbiamo cose belle ma facciamo fatica a far vedere che esistono. Ma questo vale in tutta Italia».