21 May, 2024
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Serata memorabile alla comunità La Collina in occasione della 35a giornata Internazionale per la Pace. Richiamato da un incontro di dialogo interreligioso e interculturale organizzato dalla Collina insieme al gruppo Interazione, recentemente costituito per divulgare messaggi di tolleranza, rispetto e pace, oltre un centinaio di persone si è riunito nella sala conferenze della Comunità per partecipare a una serata in cui, messi da parte pregiudizi e incomprensioni, si è lasciato spazio alla comprensione, alla voglia di conoscere le differenze culturali al fine di crescere attraverso le esperienze di chi ha vissuto situazioni diverse.

Dopo un’introduzione di don Ettore Cannavera, che ha arricchito la serata con argute osservazioni su come la pace sia semplice da ottenere se si accoglie il concetto di fratellanza, si sono susseguiti esponenti di religioni e culture tra loro molto differenti ma le cui voci hanno fatto comprendere chiaramente che la pace è raggiungibile, che i popoli non vogliono altro che questo, che le barriere sono solo nelle nostre teste e che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1948 è lo strumento più efficace di cui l’umanità è in possesso per ottenere la pace che desidera.

Gli approfondimenti hanno preso avvio con l’intervento di un fedele Hare Krishna, Yudhishtira Das, il quale, esponendo concetti provenienti dagli inni vedici, ha spiegato come l’ottenimento della pace abbia a fondamento una crescita interiore che, attraverso un cammino di fede, porta l’individuo a scoprire prima di tutto in sé la pace e successivamente sarà naturale esportarla perché tutti ne diventino beneficiari.

A seguire Genet Woldu, responsabile regionale dell’Associazione degli Immigrati del Corno d’Africa, ha messo in luce come la pace sia raggiungibile se l’uomo ha fede nell’uomo e basa le proprie scelte e azioni in primo luogo sulla comprensione che esistono situazioni sconosciute e tragiche che alcuni vivono. Commovente il momento in cui Genet Woldu ha espresso una preghiera affinché l’illuminazione e la voglia di pace rendano il Mediterraneo un mare di salvezza.

L’intervento successivo è stato di Mohamed Doreid, presidente dell’Associazione Sardegna Libano, il quale ha osservato la stretta relazione tra l’accettazione della diversità e il raggiungimento della pace. Doreid ha poi fatto notare come le guerre siano il frutto di decisioni mirate all’arricchimento di questa o quella nazione, prese da folli incoscienti e sempre a discapito delle popolazioni. E raccontando le situazioni che vivono i musulmani, ha osservato come la sua sia una cultura che è stata rovinata dalla politica, che nel Medio Oriente ha provocato una scissione tra popolazioni tra loro molto vicine usando pretesti religiosi che non si riscontrano nelle scritture del profeta Maometto.

Partendo dal concetto di L. Ron Hubbard, fondatore della religione di Scientology, secondo cui l’uomo è fondamentalmente buono, Ignazio Deriu, funzionario delle Relazioni Pubbliche della Chiesa di Scientology, ha interagito con il pubblico mostrando che la strada per la pace passa per la scoperta di ciò che c’è di buono nelle persone. Ed è stato uno shock per la sala scoprire dalla voce di Deriu che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ha effetto di legge solamente in uno stato nel mondo, il Messico, mentre nel resto del globo non è che un foglio di carta.

Dopo di lui Dolores Zoraida, rappresentante regionale degli immigrati dalla Repubblica Dominicana, ha rimarcato come la voglia di conoscere chi viene da altre terre, scoprire nuove usanze e stili di vita, sia una strada che conduce a maggior comprensione della vita e quindi conduce inevitabilmente alla pace perché tutti siamo cittadini del mondo.

A conclusione della conferenza è stato proiettato il video “La Storia dei Diritti Umani” e ogni partecipante ha ricevuto una copia del relativo dvd prodotto dalla fondazione “Uniti per i Diritti Umani” contenente, oltre al video, altri trenta brevi filmati ognuno dedicato a uno dei diritti riconosciuti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Conclusi gli interventi, la serata è proseguita nella cappella della comunità per un momento di raccoglimento spirituale. Qui ognuno dei relatori ha portato al pubblico un pezzo dell’esperienza religiosa della propria cultura di provenienza. Inutile a dirsi: la voce sembrava essere sempre la stessa, a parlare era la voglia di umanità, di rispetto, di fratellanza e di chi è consapevole che l’uomo è un essere spirituale immortale, che in quella dimensione può raggiungere la libertà totale e nel suo cammino terreno, può infondere realmente pace.

Dulcis in fundo, tutti assieme, relatori e pubblico, hanno condiviso una cena a base di piatti delle diverse terre rappresentante in questa conferenza. Il gruppo Interazione, ancora una volta – e non avrebbe potuto esserci occasione migliore di questa – ha potuto dare il suo saluto col motto: la pace sia con voi.