Anci Sardegna, su iniziativa del delegato per l’Industria Romeo Ghilleri, della presidente Anci Sardegna Daniela Falconi e del presidente del Consiglio Regionale Francesco Spiga, ha inviato una richiesta ufficiale all’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani e, per conoscenza, alla presidente della Regione Alessandra Todde, al presidente del Consiglio regionale Giampietro Comandini e al presidente della V Commissione del Consiglio regionale Antonio Solinas, per un intervento immediato sulla crisi dell’Area Industriale di Portovesme: Portovesme S.R.L (Glencore), Eurallumina, Sideralloys, Centrale Enel Grazia Deledda.
«Anci Sardegna, attraverso la Presidenza dell’associazione, i suoi delegati all’industria ed a tutti gli amministratori del territorio, sta seguendo con crescente preoccupazione la situazione drammatica che si sta venendo a creare nel territorio dell’Area Industriale di Portovesme – si legge nella nota -. Situazione che se non risolta rischia seriamente di impoverire ulteriormente un territorio già fragilissimo. Siamo perfettamente consapevoli che il Polo Industriale di Portovesme, un tempo considerato motore dell’economia del Sulcis Iglesiente, stia attraversando un periodo di grande crisi del settore che crea grande incertezza sul futuro delle aziende del territorio e sul futuro di tutti i lavoratori del sito. Siamo però più che mai convinti che il Sulcis è un territorio di grande potenzialità che offre numerose risorse, ed essendo sito di produzioni strategiche a livello Nazionale è necessario avviare immediatamente politiche di incentivazione e supporto per nuovi investimenti, anche avviando un importante percorso di riqualificazione e innovazione.»
«L’Anci Sardegna, al fianco di tutti i lavoratori e delle loro famiglie, infine, chiede con urgenza all’Assessorato dell’Industria della Regione Sardegna, la programmazione di un piano di recupero, e l’immediato coinvolgimento a livello nazionale delle autorità competenti per poter salvare le industrie del Polo Industriale di Portovesme e di tutte le aziende presenti nel territorio», conclude la nota.
Circa 45 milioni di euro di fondi europei assegnati da bandi nazionali, è il finanziamento complessivo ricevuto dai tre progetti ideati da Sotacarbo per lo sviluppo della catena del valore dell’idrogeno verde nel Sulcis Iglesiente.
Le soluzioni per superare le criticità tecniche e burocratiche legate alla realizzazione a Carbonia di un polo tecnologico basato sullo sviluppo dell’idrogeno verde e dei combustibili puliti sono state al centro dell’incontro tra l’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani, il sindaco di Carbonia Pietro Morittu e l’amministratore unico della Sotacarbo Mario Porcu.
«La Regione Sardegna ha la massima attenzione per questi progetti, che possono rappresentare l’occasione per avviare nel territorio del Sulcis Iglesiente un percorso virtuoso che coniuga innovazione tecnologica e uno sviluppo industriale finalmente in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione dell’Europa – ha affermato l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani -. È nostro dovere creare le condizioni per sfruttare quanto prima tutti i fondi a disposizione per rilanciare la nostra regione. Per questo motivo l’assessorato regionale dlel’Industria è impegnato a sostenere Sotacarbo e l’Amministrazione comunale per la risoluzione dei problemi che possono rallentare o impedire l’attuazione dei progetti nei termini previsti dai bandi.»
Un impegno apprezzato dall’amministratore unico della Sotacarbo: «Il sostegno della Regione e la stretta collaborazione del comune di Carbonia sono fondamentali per consentirci di rispettare i tempi molto stringenti dei progetti – ha detto Mario Porcu -, assicurare l’integrazione di questi progetti, che permetterà a Carbonia di vantare un hub dell’idrogeno e dei combustibili puliti unico a livello europeo A differenza di altri progetti simili che hanno nella mancanza dell’utilizzatore finale il punto debole, nel nostro progetto è invece già presente, grazie all’accordo sottoscritto da Sotacarbo con Arst».
Il progetto “SulkHy”, finanziato dall’assessorato dell’Industria della Regione Sardegna con 12,6 milioni di euro di fondi Pnrr, prevede infatti la produzione di idrogeno verde per l’alimentazione di una decina di pullman ad idrogeno dell’Azienda regionale dei trasporti operanti nel Sulcis Iglesiente. Un’iniziativa sinergica con il progetto “Refuel”, individuato come strategico dalla Commissione europea, e finanziato con oltre 19 milioni di euro dal Just Transition Fund, per la realizzazione di un impianto dimostrativo per la sintesi del metanolo rinnovabile da idrogeno verde e anidride carbonica direttamente separata dall’aria. A questi si aggiunge il progetto “Recover”, già in avanzato stato di realizzazione, finanziato con 12 milioni di euro dall’Agenzia per la Coesione territoriale, per recuperare i locali dell’ex “ufficio tecnico” della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia e farne un laboratorio di valenza internazionale per la produzione di idrogeno e altri combustibili da energia rinnovabile.
L’importanza per la comunità di Carbonia di creare un’iniziativa di sviluppo che sappia attrarre nuove competenze e professionalità è sottolineata dal sindaco Pietro Morittu: «La recente legge regionale sulle aree idonee ci consente di programmare con nuove certezze gli interventi per il nostro territorio sia in campo energetico che industriale. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è sostenere le iniziative Sotacarbo nel campo dell’idrogeno verde, in modo da creare, anche attraverso questi progetti, le basi per invertire lo spopolamento di Carbonia e consentire a studenti, ricercatori, professionisti e imprese locali di trovare qui le opportunità che cercano».
A distanza di 24 ore dalla richiesta arrivata ieri dall’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, al termine dell’incontro con le organizzazioni sindacali tenuto in assessorato, oggi il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha convocato per il 17 gennaio 2024, alle ore 12.00, a Palazzo Piacentini, una riunione con la Regione Sardegna dedicata alle grandi vertenze del polo industriale di Portovesme: Portovesme srl, Eurallumina e Sider Alloys. Ieri mattina, nel corso dell’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della Sider Alloys, le organizzazioni sindacali avevano sollecitato alla Regione, in presenza dell’assessore dell’Industria Emanuele Cani, un intervento forte per sbloccare la vertenza Sider Alloys e, come sollecitato dalle organizzazioni sindacali e dalle istituzioni locali, il ministro – presente alla Portovesme srl con la ministra del Lavoro Marina Calderone e la sottosegretaria del Mimit Fausta Bergamotto, ha deciso di affrontare nella loro globalità le crisi delle tre grandi aziende del polo industriale.
«Sider Alloys via!!! Adesso basta!! Urso convochi! Invitalia complice!!!» E’ il durissimo messaggio che ha accolto all’alba i partecipanti all’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori organizzata dalle segreterie FIOM CGIL, FSM CISL e UILM UIL davanti ai cancelli dello stabilimento della Sider Alloys, a Portoscuso, dopo gli negativi sviluppi dell’infinita vertenza. Presenti, sotto la pioggia che è caduta abbondante a tratti, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, i consiglieri regionali di Sinistra Futura Luca Pizzuto e di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, alcuni sindaci del Comuni del Sulcis guidati dal primo cittadino di Portoscuso Ignazio Atzori, don Antonio Mura, responsabile della Pastorale Sociale e Lavoro della Diocesi di Iglesias e parrocco delle chiese di Portoscuso e Paringianu. Al termine dell’assemblea una delegazione delle organizzazioni sindacali s’è recata a Cagliari, per l’incontro organizzato dall’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.
Allegati l’intervento di Emanuele Cani registrato nel corso dell’assemblea, e le interviste con i segretari di FIOM CGIL, FSM CISL e UILM UIL, Roberto Forresu, Giuseppe Masala e Renato Tocco.
«Quando qualche giorno fa ho annunciato la mia intenzione di venire qui a Portovesme oggi, non avrei mai potuto pensare di trovare una così straordinaria unità di intenti tra tutte le parti in causa: il Governo, con la ministra del Lavoro Marina Calderone e la sottosegretaria Fausta Bergamotto, la presidente della Regione con la sua Giunta, le parti politiche senza distinzione di colore, tutti i sindaci, le organizzazioni sindacali. Insieme sono certo che raggiungeremo l’obiettivo.»
Il titolare del ministero delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, lo ha detto stamane, nell’incontro tenutosi nello stabilimento della Portovesme srl, nel corso del quale è stata esaminata la gravissima situazione venutasi a determinare con la decisione della Glencore di fermare definitivamente la linea zinco.
«Chiederemo alla multinazionale Glencore di rivedere le decisioni prese, con la ripresa della produzione di piombo, unitamente a quella dello zinco e, qualora decidesse di restare ferma sulle sue posizioni, di tenere lo stabilimento nella condizione di poter ripartire con il coinvolgimento di un altro soggetto imprenditoriale, per il quale ci siamo già messi in moto con grande fiducia – ha aggiunto il ministro Adolfo Urso – che ha rimarcato anche l’impegno del Governo teso a favorire l’insediamento nell’area industriale di Portovesme, di nuove iniziative imprenditoriali in grado di dare una boccata d’ossigeno al territorio, con la creazione di nuove opportunità lavorative.»
L’incontro è iniziato poco dopo le 11.00 nella sala riunioni dello stabilimento di Portovesme. I lavoratori, intanto, sono rimasti in attesa davanti ai cancelli.
Prima dell’intervento del ministro Adolfo Urso, ho intervistato la presidente della Regione, Alessandra Todde, e il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini. La Giunta era rappresentata anche dagli assessori dell’Industria Emanuele Cani e del Lavoro Desirè Manca.
Il ministro Adolfo Urso, prima di addentrarsi nelle vicende della Portovesme srl, ha ricostruito nel dettaglio tutti gli interventi fatti dal Governo in altre realtà industriali, conclusi con risultati positivi e s’è detto certo che anche nel Sulcis verrà raggiunto l’obiettivo prefissato di tenere in piedi, rafforzare e rilanciare il sito industriale.
Dopo il ministro Adolfo Urso, è stata la volta della collega del Lavoro Marina Calderone.
Alle durissime parole del ministro del Lavoro, sono seguite quelle altrettanto dure di Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna.
Per le organizzazioni sindacali sono intervenuti il segretario generale della CGIL Sardegna Fausto Durante, il segretario generale della COSL Sardegna Pier Luigi Ledda e la segretaria nazionale della UILTEC UIL Daniela Piras. Il loro è stato un coro unanime, con una sollecitazione al Governo e alla Regione di chiamare la Glencore alle sue responsabilità, perché il territorio e i suoi lavoratori meritano rispetto e se non ha più intenzione di operare nel Sulcis, favorisca il passaggio verso un nuovo soggetto imprenditoriale che ha intenzione di dare continuità produttiva.
Sono seguiti gli interventi del sindaco di Portoscuso, Ignazio Atzori, di don Antonio Mura, responsabile della Pastorale sociale e il lavoro della diocesi di Iglesias, Don Antonio Mura, e di Andrea Lai, segretario organizzativo UIL Sardegna.
Al termine degli interventi, le conclusioni sono state affidate al ministro Adolfo Urso, che ha esposto il piano di lavoro che il Governo seguirà fin dalle prime settimane del nuovo anno.
La giornata di lavoro è proseguita all’esterno dello stabilimento, per le comunicazioni ai lavoratori.
Davanti ai cancelli, hanno ripreso la parola il ministro Adolfo Urso, la ministra Marina Calderone e la presidente della Regione Alessandra Todde.
Giampaolo Cirronis
Unire le forze verso obiettivi utili a risollevare il territorio dalla crisi ed avviare un nuovo modello di sviluppo. Sono le indicazioni emerse ieri a Carbonia nel corso di un incontro promosso da Sardegna Avanti, la formazione politica guidata dall’ex consigliere regionale Fabio Usai, cui hanno partecipato l’ex presidente della Regione Antonello Cabras, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani (Pd), il consigliere regionale Gianluigi Rubiu (Fratelli d’Italia), rappresentanti di diverse forze politiche di diversa estrazione, l’amministratore unico della Provincia del Sud Sardegna Sergio Murgia, amministratori locali (assessori e consiglieri di diversi Comuni), amministratori di società.
“Le buone pratiche della politica” è lo slogan scelto, condiviso da tutti i presenti. E di buona politica, in una fase storica importantissima e decisiva, nella quale non mancano le risorse per avviare percorsi virtuosi (JTF, PNRR, Piano Sulcis), il Sulcis Iglesiente ha assoluto bisogno, perché – come è stato sottolineato in diversi interventi – nel territorio, nel passato più o meno recente, le risorse sono arrivate ma spesso non sono state investite in progetti di lungo respiro, a volte addirittura non sono state spese interamente (l’esempio più recente è il Piano Sulcis).
«Purtroppo, viviamo in un contesto in cui troppo spesso la politica si trasforma in un’arena di rivalità e odio. Questo approccio distruttivo non solo alimenta tensioni inutili, ma allontana i cittadini dalla fiducia nelle istituzioni. Noi dobbiamo essere diversi. Sardegna Avanti, con la sua visione aperta e pragmatica, si distingue proprio per questa volontà di superare i vecchi steccati ideologici – ha detto Fabio Usai -. Quando affrontiamo situazioni complesse, come ad esempio la condizione sanitaria del nostro territorio, non possiamo permetterci di basarci su slogan, emozioni o interessi di parte. Dobbiamo utilizzare parametri oggettivi, dati concreti e analisi approfondite. La politica deve essere al servizio delle soluzioni, non dei conflitti. Parlare di sanità significa guardare ai bisogni reali delle persone: investire nelle infrastrutture, rafforzare i servizi nei territori più isolati, garantire personale qualificato. Non si tratta di un problema di destra o di sinistra, ma di una questione che riguarda la dignità di ogni cittadino. La politica deve essere in grado di cogliere le opportunità che si presentano, come il Just Transition Fund o i fondi del PNRR. Questi strumenti rappresentano occasioni straordinarie per trasformare il nostro territorio, ma solo se riusciamo a collaborare per utilizzarli al meglio – ha concluso Fabio Usai -. La politica non è un’arena per dimostrare chi urla più forte, ma un luogo dove si decide il destino di una comunità. Sta a noi scegliere se essere costruttori di ponti o demolitori di speranze.»
Sono stati numerosi gli interventi, in materia di Sanità, Lavoro, Industria e Agricoltura, per una panoramica che ha gettato le basi per un lavoro a medio e lungo termine, da sviluppare in successivi incontri, dedicati a singoli settori. Nei diversi interventi è emersa chiaramente l’importanza dell’unità del territorio, ritrovata negli anni in cui venne istituita la provincia di Carbonia Iglesias e poi nuovamente persa dopo la sua cancellazione sancita dal referendum abrogativo, con il risultato che le comunità locali hanno ripreso a pensare e programmare iognuna per proprio conto.
Il consigliere comunale di Carbonia Nino Spanu ha evidenziato le difficoltà dei Comuni, alle prese con una grave carenza di personale che rallenta la macchina amministrativa, in particolare in una fase come quella attuale che vede gli enti locali alle prese con la programmazione degli interventi sui progetti finanziati dai fondi comunitari.
Il dottor Antonio Macciò, Responsabile UOC Ginecologia Oncologica, Ospedale A. Businco, di Cagliari, si è soffermato sulla difficile situazione vissuta dal sistema sanitario regionale, dalla quale si potrebbe venire fuori se si valorizzassero le competenze, che non mancano.
Sono poi intervenuti Bruno Angioni, ex consigliere comunale di Carbonia ed infermiere in pensione; Antonello Cuccuru, Direttore della SC Professioni Sanitarie della Asl Sulcis Iglesiente; l’ex consigliere regionale Peppino La Rosa; l’ingegner Mario Porcu, amministratore unico della Sotacarbo; il professor Cristian Galbiati, responsabile del progetto Aria nelle miniere della Carbosulcis; Marco Antonio Piras, assessore e vicesindaco del comune di Tratalias; Paolo Luigi Dessì, sindaco di Sant’Anna Arresi ed ex consigliere regionale; Andrea Pisanu, sindaco di Giba e presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis; Manolo Mureddu, assessore dei Lavori pubblici e Ambiente del comune di Carbonia; Michele Stivaletta, assessore delle Attività produttive e vicesindaco del comune di Carbonia; l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani; il consigliere regionale Gianluigi Rubiu.
L’intervento conclusivo è stato quello di Antonello Cabras, ex presidente della regione e sottosegretario di Stato del Ministero del Commercio con l’Estero, oggi vicepresidente della Bper, che riportiamo integralmente.
Giampaolo Cirronis