19 September, 2026
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Dal 27 al 30 agosto torna a Portoscuso il Big Blue Festival, giunto alla sua undicesima edizione. Quattro giornate dedicate al mare, alla natura e all’ambiente attraverso incontri, laboratori, arte, fotografia e spettacolo, nella cornice dell’Antica Tonnara Su Pranu.

Promosso da ArgoNautilus, con il patrocinio del Comune di Portoscuso e il contributo della Fondazione di Sardegna, il festival mantiene la sua vocazione alla divulgazione: avvicinare il pubblico a temi ambientali e scientifici attraverso il racconto di chi studia, vive e protegge il territorio.

«Il nostro obiettivo è creare occasioni di conoscenza spiega il direttore artistico, il biologo Maurizio Cristellaperché solo ciò che impariamo a conoscere può diventare oggetto di rispetto e di cura.»

Ad aprire il programma, giovedì 27 agosto, alle 21.00, sarà Federico Erbì con “Viti-CULTURA e rigenerazione”, un progetto dedicato al recupero di antiche vigne in stato di abbandono e al ricambio generazionale in agricoltura.

La Cantina Erbì, condotta da Federico Erbì ed Eliza Matisone, segue i principi dell’agricoltura biologica con un approccio di minimo intervento, tecnica e consapevolezza. L’incontro sarà accompagnato da una degustazione dei vini della Cantina Erbì.

Alle 21.30 sarà la volta di Edoardo Brodasca, fondatore e direttore del Posidonia Green Project, con Posidonia Art Reef, il primo museo sottomarino ecologico partecipato. Un progetto che mette in relazione arte, scienza e partecipazione e che trasforma il fondale marino in uno spazio di tutela, ricerca e coinvolgimento della comunità.

Alle 22.30 Stefano Vascotto presenterà Sagarmatha, proiezione del docufilm e talk dedicati alla storia delle esplorazioni, dalle conquiste della Compagnia delle Indie Orientali alla scoperta dell’Everest. Guida ambientale escursionistica, esperto di kayak e autore del progetto divulgativo Velasquez’s Logbooks, Stefano Vascotto porta al festival il racconto dell’esplorazione e del viaggio lento.

Il pomeriggio è ancora dei più piccoli, con la seconda estemporanea d’arte per bambini“I colori dell’estate” (18.30-20.30, gratuita, dai 6 ai 13 anni, iscrizioni a numero chiuso): un laboratorio all’aperto che invita la fantasia infantile a tradurre in colore l’esperienza dell’estate.

Alle 19.00 si inaugura la mostra fotografica “Meraviglie sotto il mare della Sardegna”, a cura di Subacquei per la Scienza – Costa Ovest Sardegna. Il gruppo riunisce ricercatori, subacquei e fotografi impegnati in progetti di Citizen Science per documentare la biodiversità dei fondali sardi e sensibilizzare il pubblico sulla tutela del mare.

La mostra sarà visitabile il 28, 29 e 30 agosto.

Si comincia alle 18.30 con “Per un mare più vivo”, incontro con Albano Salis, referente MareVivo Sardegna, dedicato alle attività dell’associazione per la tutela e la pulizia dei litorali. A seguire, il laboratorio creativo per famiglie “Crea il tuo acquario con i tappi di plastica”.

Alle 21.00 Alberto Bardi, Lupo di Mare, parlerà della laguna attraverso l’esperienza quotidiana del pescatore con Vivere d’acqua. Alle 21.30 la biologa Sonia Cheratzu proporrà La laguna che cambia, dedicato agli ecosistemi lagunari, alle loro trasformazioni e alle specie aliene.

Alle 22.30 chiuderà la serata Luigi Sanciu, geologo e divulgatore scientifico, con Fake Rock – Le bufale geologiche in Sardegna e nel mondo. Direttore di importanti poli museali sardi, tra cui il GeoMuseo MonteArci di Masullas, Luigi Sanciu si occupa di tutela paleontologica e museologia e, attraverso la divulgazione, promuove la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio geo-archeologico dell’isola.

Domenica 30 agosto il festival si congeda con la giornata più corale. Dalle 18.30 prende il largo la 6ª edizione del Carnevale del Mare, grande festa in maschera aperta a bambini, famiglie e a tutti coloro che vorranno partecipare, con musica, colori e maschere a tema marino.

Alle 21.00 la biologa Silvia Cera presenterà La Sardegna: una farmacia a cielo aperto per gli impollinatori, un approfondimento sulla flora mediterranea e sul suo potenziale per lo sviluppo di nuove strategie antiparassitarie a basso impatto.

Alle 22.00 sarà protagonista Alosha, Danzastorie di Sicilia, con Natura Composta, una performance che unisce danza, narrazione e poesia. La parola poetica di Paola Bontà, attraverso testi di autori come Walt Whitman, Emily Dickinson, Bertolt Brecht e Giorgio Caproni, dialogherà con le coreografie e le storie danzate di Alosha, creando un ponte tra corpo e parola, natura e cultura.

A chiudere l’undicesima edizione, alle 22.30, sarà l’archeologa Sara Porru con Archeologia per tutti, un invito ad avvicinarsi al patrimonio archeologico attraverso la divulgazione.

Accanto agli incontri, nei quattro giorni del festival saranno presenti laboratori per bambini e famiglie, attività creative, mostre e momenti dedicati alla scoperta e alla partecipazione.

Il Big Blue Festival conferma così la propria vocazione: portare la conoscenza fuori dagli spazi tradizionali e renderla accessibile, attraverso persone, esperienze e linguaggi diversi. Perché conoscere il mare, il territorio e le trasformazioni che li attraversano è il primo passo per imparare a rispettarli e proteggerli.

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Giornata fitta di impegni, domani (giovedì 23 agosto), a Nuoro Jazz. Alla Scuola Civica di Musica “Antonietta Chironi”, dove martedì sono iniziate le lezioni del trentesimo Seminario jazz, prende il via (per andare avanti fino a sabato 25) la masterclass internazionale di Peter Bernstein: nel bagaglio di esperienze del chitarrista newyorkese, classe 1967, un centinaio di dischi compresa una quindicina da leader, collaborazioni con jazzisti come Lou Donaldson, Jimmy Cobb, Larry Goldings, Joshua Redman, Diana Krall, Dr. Lonnie Smith e apparizioni nei gruppi di Nicholas Payton, Sonny Rollins, Lee Konitz, Tom Harrell, tra gli altri.

Quattro diversi appuntamenti fanno da corollario alle attività didattiche. Il buongiorno si vede dal mattino con una nuova “Colazione Jazz” che, dopo quella di lunedì scorso al caffè I Grani, trova ospitalità, alle 9.00, al Grand Bazaar Cafè in via Satta: di scena, in questa occasione, un ensemble formato da quattro dei dieci musicisti che partecipano alla residenza dell’Intercultural Creation Session in corso a Nuoro (dal 16 al 30 di questo mese) nell’ambito dell’OJM, l’Orchestra Giovanile del Mediterraneo, e della rete Medinea (Mediterranean Network for Emerging Artists), che sostiene l’inserimento professionale di giovani musicisti dell’area del Mediterraneo. Si tratta di Ezgi Elkirmis (Turchia) alla darbuka, Leïla Soldevila (Francia) al contrabbasso, Aya El Dika (Libano) al canto, e Lucie de Saint Vincent (Francia) al pianoforte.

Da un caffè a un altro: al Tettamanzi, al civico 71 del corso Garibaldi, Enrico Merlin tiene alle 16.45 il primo dei suoi “Quattro passi nel jazz”, la serie di conferenze del musicista e musicologo (tra i massimi esperti di Miles Davis) incentrate sul tema del jazz come musica senza confini. Prossimi incontri venerdì 24 e sabato 25 sempre alla stessa ora e aperti gratuitamente al pubblico.

Alle 19.00 Nuoro Jazz entra per la prima volta a Casa Rosas, la gioielleria in via Lamarmora, cornice ideale per il concerto d’arpa di Ottavia Rinaldi: vincitrice di numerosi concorsi nazionali e internazionali, finalista (lo scorso giugno) al ventiduesimo Premio Internazionale “Massimo Urbani” di Camerino (il più importante concorso per solisti jazz italiano), l’arpista nata a Messina nel 1991 è è stata selezionata per far parte del gruppo dell’Intercultural Creation Session della rete Medinea che si sta tenendo in questi giorni a Nuoro.

Altre sonorità e atmosfere, alle 21.00, nel consueto concerto serale nei cortili del Museo del Costume; in programma “Lumină”, progetto ideato e prodotto su disco da Paolo Fresu con la sua etichetta Tŭk Music, che vede in scena cinque giovani musicisti: Carla Casarano alla voce, Leila Shirvani al violoncello, Marco Bardoscia al contrabbasso, William Greco al pianoforte e Emanuele Maniscalco alla batteria e alle percussioni. “Lumină” – come suggerisce il titolo – ruota intorno al tema della Luce, declinato in dieci composizioni musicali diverse, ognuna col titolo “Luce”, appunto, nelle diverse lingue del mondo. Fanno parte del progetto anche quattro testi originali sullo stesso tema, scritti da Erri De Luca, Lella Costa, Marcello Fois e Flavio Soriga, oltre a una poesia di Emily Dickinson. Il concerto, che due settimane fa è stato proposto anche a Berchidda nell’ambito del trentunesimo festival Time in Jazz, è organizzato con il sostegno di MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”.

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Uno dei sassofonisti più importanti della scena jazzistica internazionale tiene banco a Berchidda nella sesta giornata di Time in Jazz. Charles Lloyd è l’atteso protagonista della serata di domani (sabato 13) in piazza del Popolo, “palco centrale” del festival ideato e diretto da Paolo Fresu nel suo paese natale (ma con appuntamenti sparsi anche in altri centri del nord Sardegna). Classe 1938, direttore musicale nel gruppo di Chico Hamilton e poi compagno di band di Cannonball Adderley nei primi anni Sessanta, Charles Lloyd ha guidato nella seconda metà di quel decennio una formazione storica (con un giovanissimo Keith Jarrett, tra gli altri membri) che ha registrato uno dei primi album jazz a vendere oltre un milione di copie (“Forest Flower”, 1967). Praticamente assente dalla scena jazz negli anni Settanta, il sassofonista compare invece in dischi dei Doors, dei Canned Heat e dei Beach Boys. Avvicinato dal pianista Michel Petrucciani nel 1981 riprende a suonare per due anni, per poi ritirarsi di nuovo. Torna a esibirsi occasionalmente nel 1987 e 1988, poi nel 1989 ricomincia a girare. Inizia anche a registrare per l’ECM, inaugurando una lunga serie di dischi in cui figurano musicisti come Bobo Stenson, Billy Hart, Billy Higgins, John Abercrombie, Brad Mehldau, Geri Allen, Zakir Hussain. Uscito lo scorso gennaio per la Blue Note, “I Long To See You”, la sua più recente fatica discografica, lo vede in compagnia, tra gli altri, del chitarrista Bill Frisell. Jason Moran al pianoforte, Harish Raghavan al contrabbasso e Eric Harland alla batteria sono invece i membri del suo quartetto di scena nel secondo set di domani (sabato 13) a Berchidda.

A precedere il concerto Charles Lloyd, la prima parte della serata, con inizio alle 21.30, propone una produzione originale del festival con l’inedito incontro tra due musicisti dalle diverse esperienze e provenienze artistiche: la pianista romana Rita Marcotulli, nome di primo piano della scena jazzistica italiana, e l’eclettico polistrumentista francese, con radici in Martinica, Mino Cinelu. Un duo che promette sorprese, sull’onda della vocazione alla sperimentazione e all’interplay che caratterizza entrambi. Partita da studi classici per approdare al jazz, Rita Marcotulli raggiunge presto il successo grazie al suo stile intimo e allo stesso tempo capace di amplificare le emozioni, che la porta a calcare le scene internazionali accanto a jazzisti come Jon Christensen, Palle Danielsson, Peter Erskine, Joe Lovano, Michel Portal, Enrico Rava, Pat Metheny, Billy Cobham. Originario della Martinica, Mino Cinelu è un artista dai molti talenti, come testimonia anche il lungo e prestigioso elenco delle sue collaborazioni, in studio di registrazione e sul palco, con artisti di ambiti diversi (jazz, funk, rap, electro, flamenco e pop) e del calibro di Miles Davis, Weather Report, Herbie Hancock, Sting, Lou Reed, Antonio Carlos Jobim, Brandford Marsalis, Cassandra Wilson, Dizzy Gillespie, Elton John, Gato Barbieri, Gil Evans, Kenny Barron, Laurie Anderson, Pat Metheny, Pino Daniele, Richard Galliano, Stevie Wonder, Wayne Shorter, Zucchero, per fare qualche nome. 

Rita Marcotulli arriverà all’appuntamento serale in piazza del Popolo reduce dall’altro impegno che la attende invece in mattinata, a mezzogiorno, nei pressi di Loiri San Paolo, sulla spiaggia di Porto Taverna, con il progetto BAM, acronimo ricavato dalle iniziali dei tre componenti dell’organico: l’eclettico contrabbassista pugliese Marco Bardoscia, il versatile quartetto d’archi Alborada (Anton Berovski e Sonia Peana ai violini, Nico Ciricugno alla viola e Piero Salvatori al violoncello) e appunto, Rita Marcotulli. Un progetto nato da un’idea di Bardoscia e della violinista Sonia Peana, e che si muove, originariamente, intorno a brani dello stesso contrabbassista e adattamenti studiati per questa formazione, per arrivare a composizioni della Marcotulli e del quartetto Alborada, lasciando spazio anche all’improvvisazione. Le diverse fonti musicali si fondono per dare spazio a qualcosa di nuovo, fresco e originale, tra sonorità macedoni, isolane e mediterranee, che emergono naturalmente e senza forzature, sottolineando l’essenza stessa di ogni componente: il quartetto d’archi svolge un ruolo di sostegno ai solisti e, al tempo stesso, è anche una terza entità musicale autonoma.

Nel pomeriggio il festival fa tappa a Telti, dove, alle 18.00, nella chiesa di Santa Vittoria, è di scena un altro nome di spicco della scena jazzistica italiana, Stefano Battaglia, con un programma di improvvisazioni al piano che, sotto il titolo “Questo ricordo lo vorrei raccontare”, ripercorre in musica l’opera del fotografo Mario Giacomelli (1925-2000), ispirata dai versi di poeti come Emily Dickinson, Franco Costabile, Cesare Pavese, Edgar Lee Master. Classe 1965, Stefano Battaglia è un pianista attento al suono e alla melodia: forte di una solida preparazione musicale che l’ha portato dapprima a mettersi in luce in ambito “classico”, conta un vasto curriculum di collaborazioni importanti e progetti propri, qualcosa come tremila concerti all’attivo e una discografia di oltre cento titoli che gli ha fruttato premi e riconoscimenti in patria e all’estero. Nel 2004 ha inaugurato la collaborazione con la prestigiosa etichetta tedesca ECM, che ha pubblicato cinque suoi album; i tre più recenti lo vedono alla testa del suo collaudatissimo trio, con Salvatore Maiore al contrabbasso e Roberto Dani alla batteria, che anche il pubblico di Time in Jazz potrà apprezzare in concerto domenica pomeriggio a Tula, nella chiesa di Santa Maria di Coros (ore 18.00).

BAM (ph © Roberto Cifarelli) m Mino Cinelu 1 Rita Marcotulli (foto di Paolo Soriani) (2m) Stefano Battaglia (foto@Caterina Di Perri)01 (m)Charles Lloyd (2m)