17 September, 2026
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La sala consiliare lunedì 14 settembre ha ospitato il convegno “1946: la democrazia nasce a Carbonia”

La sala consiliare di piazza Roma, a Carbonia, lunedì 14 settembre ha ospitato il convegno “1946: la democrazia nasce a Carbonia”, organizzato da Fondazione Enrico Berlinguer, SBIS – Sezione di storia locale, Umanitaria – Centro Servizi Culturali, Associazione culturale – amici della miniera, con il patrocinio dell’amministrazione comunale e il supporto della Fondazione di Sardegna.

Sono intervenuti il sindaco di Carbonia Pietro Morittu; Moreno Pilloni, direttore della Società Umanitaria, Centro Servizi Culturali Carbonia; Tore Cherchi, presidente della Fondazione Enrico Berlinguer, ex sindaco di Carbonia, promotore del convegno; Antonangelo Casula, ex sindaco di Carbonia; Maria Giovanna Musa, SBIS – sezione di storia locale; Mauro Pistis, studioso; Mario Zara, presidente dell’associazione culturale amici della miniera; Luigi Mistroni, figlio di Renato, primo sindaco eletto della città di Carbonia; Irene Diana, dipendente comunale in pensione, parente di uno dei primi consiglieri eletti a Carbonia nel 1946.

Se il 1946, a seconda guerra mondiale terminata, segnò il ritorno, in forme più avanzate, della democrazia nei comuni italiani, per Carbonia (e per gli altri centri fondati durante il ventennio fascista) quell’anno segnò la nascita della democrazia. Il 31 marzo 1946, si votò per eleggere il primo Consiglio comunale: prima di allora l’amministrazione della città era stata retta da un podestà e, caduto il fascismo, da un commissario prefettizio sia pure con la partecipazione in vario modo delle formazioni politiche. La città di Carbonia ebbe il suo primo Consiglio comunale, il suo primo sindaco, Renato Mistroni, e la sua prima giunta. Successivamente, il 2 giugno, vennero il referendum per scegliere tra monarchia e repubblica e l’elezione dell’Assemblea costituente. Votarono le donne. Le donne, infatti, grazie ad un decreto del governo di Ivanoe Bonomi, emanato quando era ancora in corso la guerra di liberazione dall’occupazione nazi-fascista, infine, avevano acquisito il diritto al voto e il diritto ad essere elette. Due donne, Alessandra Cardia e Rosa Dessì, furono elette nel primo consiglio comunale: una minoranza esigua a causa del sostanziale maschilismo di cui tutti i partiti erano intrisi.

«A fronte della gravità della situazioneha concluso Tore Cherchi -, non c’è in piedi un movimento di protesta e di proposta. Anzi c’è una calma che rassomiglia alla rassegnazione a fronte della reattività sociale del passato. Bisogna non rassegnarsi al declino, correggere errori, anche cambiare strada ma reagire. In questo un compito primario spetta a partiti, sindacati e forze politiche.»

Dal 2 al 6 ottobre,
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