21 June, 2026
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È stato inaugurato al Centro Ricerche Sotacarbo il primo progetto in Italia finanziato dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri col bando degli Ecosistemi dell’Innovazione al Sud.
Recover, in Italiano “Recupero”, è il nome del progetto che ha reso possibile la restaurazione dell’ex ufficio tecnico della Grande Miniera di Serbariu, convertendo un edificio dismesso in uno stabile moderno che oggi ospita laboratori avanzati, di livello mondiale, per lo sviluppo di tecnologie innovative nell’ambito dell’idrogeno verde e dei combustibili rinnovabili. Presentato da Sotacarbo, il progetto ha rappresentato una delle iniziative più significative nel quadro del bando per la creazione di ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno, posizionandosi come terzo classificato tra oltre 350 proposte progettuali.
Il progetto ha previsto la realizzazione di cinque laboratori principali: il laboratorio “idrogeno ed e-fuels”, il laboratorio “Bio-H2”, il laboratorio di “accumulo termico”, il laboratorio “materiali” e il laboratorio di “chimica generale”. A queste infrastrutture si aggiunge un sistema integrato costituito da elettrolizzatore PEM, impianto fotovoltaico, sistema di stoccaggio di idrogeno e cella a combustibile PEM per la riconversione in energia elettrica.
La cerimonia di inaugurazione del progetto Recover ha visto la presenza dei rappresentanti del Dipartimento per le Politiche di Coesione, dell’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani, del Capo Gabinetto dell’Assessorato regionale alla Programmazione e Bilancio Gian Luigi Sotgia e del sindaco di Carbonia Pietro Morittu. Il Prorettore Fabrizio Pilo ha portato il contributo dell’Università degli Studi di Cagliari, mentre il consigliere d’amministrazione Michele Ennas ha rappresentato l’ENEA, storico socio della Sotacarbo.
Nell’auditorium del Centro Ricerche Sotacarbo, la visione di un video sommario del progetto Recover, oltre a un breve riferimento all’avanzamento dei progetti SulkHy e Refuel, ha dato il via alla giornata inaugurale.

La presentazione del progetto Recover, i suoi risultati e le best practice associate sono stati gli argomenti trattati nella parte introduttiva della cerimonia, aperta dal discorso dell’Amministratore Unico della Sotacarbo Mario Porcu: »Oggi inauguriamo non solo nuovi laboratori, ma una nuova fase della storia di Sotacarbo. RECOVER non è stato solo un progetto importante: è stata una vera impresa. Molti, con realismo, ci avevano suggerito di rinunciare, per evitare un probabile fallimento. Abbiamo fatto una scelta diversa. Abbiamo deciso di provarci, mettendo in campo competenze, determinazione e un grande lavoro di squadra. Non solo abbiamo rispettato le scadenze, ma siamo stati tra i primi in Italia a farlo. I laboratori che inauguriamo oggi si inseriscono in una visione più ampia: quella del progetto della Hydrogen Valley del Sulcis Iglesiente finalizzato ad alimentare con H 2 verde i pullman dell’ARST con l’obiettivo di sviluppare la catena del valore dell’idrogeno verde. Una visione che, con la realizzazione del progetto Refuel finanziato dal Just Transition Fund per la produzione di combustibili sostenibili, trasformerà Sotacarbo in un Hub tecnologico di ricerca integrato, con pochi uguali a livello europeo. Qui si incontrano ricerca sulla scala laboratorio, scala pilota, sperimentazione dimostrativa e applicazione industriale. Qui costruiamo soluzioni concrete, con un impatto reale sul territorio e sul sistema energetico ed economico. Abbiamo immaginato un futuro diverso per Sotacarbo e per il nostro territorio, e i risultati ci confermano che siamo stati all’altezza di quell’ambizione, non solo vincendo bandi altamente competitivi, ma soprattutto dimostrando di saper trasformare quei finanziamenti in infrastrutture, in competenze e in nuove opportunità. Ora possiamo e dobbiamo dimostrare con risultati concreti che l’attività Sotacarbo è un valore aggiunto determinante per lo sviluppo della Sardegna e del Paese».
Uno dei partner del progetto è stato anche il comune di Carbonia: «Con l’inaugurazione dei laboratori presso la Grande Miniera di Serbariu, Carbonia compie un passaggio simbolico e concreto. Recover rappresenta molto più dell’intervento edilizio infrastrutturale. Il valore del progetto è la capacità di unire memoria e futuro. Non cancella l’identità della città di Carbonia, la trasforma. La miniera non è solo un patrimonio da conservare, è una struttura viva, in grado di creare competenze e opportunità. Per Carbonia, il progetto Recover rafforza il ruolo del territorio nella transizione energetica: questo significa formare ruoli altamente specializzati, contrastare lo spopolamento, e sviluppo di ricerca, innovazione e qualità del lavoro.
È l’esempio che innovazione e coesione territoriale possono procedere insieme. Dalla città del carbone a quella delle tecnologie pulite. Da miniera del passato a energia del futuro. Costruire energia, conoscenza e nuove opportunità per il nostro territorio», ha spiegato il sindaco Pietro Morittu.

In rappresentanza dell’assessore regionale della Programmazione e Bilancio Giuseppe Meloni, è intervenuto il Capo Gabinetto dell’assessorato Gian Luigi Sotgia: «Il Sulcis viene annoverato tra le regioni più povere d’Italia, ma ciò non significa che si parta da una situazione di assenza di possibilità di sviluppo e di crescita. L’Amministrazione si impegna a dare a questo territorio quelle stesse opportunità di sviluppo e di crescita che hanno le altre parti dell’isola. Non ci possono essere territori di serie A e di serie B. La Regione mette a disposizione strumenti per concretizzare questo sviluppo nelle nostre comunità. La transizione energetica è un settore fondamentale, che necessita strumenti di innovazione e ricerca. Da questo punto di vista, ribadiamo, abbiamo un’ambizione: quella di fare della Sardegna un luogo in cui ricerca e innovazione possano essere di casa, e che non si limitino a Sotacarbo. Questo esempio vogliamo trasmetterlo a tutta l’Isola, in tutti i settori».

L’intervento della funzionaria del Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri Antonia Sanna ha voluto illustrare il valore strategico dell’opera nel quadro delle politiche nazionali di coesione e rigenerazione territoriale: “Il progetto Recover ha sposato completamente l’intento del bando degli Ecosistemi per l’innovazione al Sud: promuovere lo sviluppo di capitale umano specializzato, promuovere ricerca e risorse innovative. Questi sono interventi complessi che richiedono un’ampia collaborazione e sinergia tra Università, centri di ricerca, organizzazioni pubbliche e organizzazioni del terzo settore, allo stesso tempo cercando di valorizzare il ruolo di tutti gli attori coinvolti. Recover si integra perfettamente nelle politiche che il Comune di Carbonia aveva già avviato, oltre agli altri progetti mirati a creare un distretto energetico innovativo. Non bisogna sottovalutare l’ambizione di creare un modello replicabile. Il progetto si è distinto in fase selettiva della proposta su altre 270 proposte, collocandosi terzo nella graduatoria nazionale, unico finanziato in Sardegna sulla misura degli Ecosistemi per l’Innovazione al Sud. Recover non solo ha riqualificato l’edificio, ma ha acquisito strumentazioni scientifiche. Il tutto caratterizzato da elevati standard di efficienza energetica e rispettando la tutela per i beni storici culturali della miniera. Il progetto contribuisce all’innovazione ambientale, energetica, paesaggistica e all’impatto sociale, guardando alle nuove generazioni, alla riconversione di professionalità esistenti e alla creazione di nuove professionalità. Recover è il primo di tutta la misura che inaugura la sua realizzazione: il progetto si è concluso prima ancora che fosse effettuato il sopralluogo in cantiere. In rappresentanza del Dipartimento delle politiche di coesione, vi dico grazie per averci restituito, di fronte al mero finanziamento economico, una realtà concreta e di respiro internazionale».

Ha partecipato, con un breve intervento, anche Marcello Capra, senior energy advisor del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica: «Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in questi anni ha seguito attentamente il percorso di crescita della società, che è avvenuto tramite vari strumenti, come Ricerca di Sistema, alimentato a componente tariffaria. Sotacarbo è un partner attivo e molto efficace, grazie anche collaborazione con ENEA, che è azionista insieme alla Regione Sardegna. Attualmente Sotacarbo sta completando una hydrogen valley: una misura che il Ministero aveva lanciato nell’ambito del PNRR, dopo il Covid. Sotacarbo ha sempre amato cimentarsi con iniziative complesse, cogliendo anche tutte le opportunità innovative provenienti dall’ambito nazionale comunitario. L’evento di oggi, che riguarda l’idrogeno, che è uno dei temi d’attualità, è un elemento di grande capacità. Sulle hydrogen valley abbiamo avuto parecchie rinunce, perché sono progetti complessi. Sotacarbo ha sempre avuto questa capacità di cogliere opportunità, svilupparsi e valorizzare le risorse pubbliche che ha acquisito, riuscendo a capitalizzarle, realizzare impianti e sviluppare competenze».

Michele Ennas, consigliere d’Amministrazione ENEA, ha sottolineato: «Sotacarbo presenta un punto di riferimento per lo sviluppo di tecnologie avanzate nel settore energetico. Nel corso degli anni la società ha saputo reinterpretare la sua missione, passando dall’utilizzo del carbone alla transizione energetica. La presenza di ENEA, oggi, non è solo istituzionale ma profondamente radicata in una relazione storica e strategica. ENEA è azionista Sotacarbo sin dalla sua fondazione: un legame che ha prodotto una collaborazione continua e proficua. Sotacarbo ha un ruolo di grande rilievo all’interno del progetto nazionale dell’idrogeno e, in generale, della ricerca. Con l’inaugurazione di questi laboratori si compie un ulteriore passo avanti per il settore energetico. Queste sono le tecnologie che rivestono un ruolo cruciale nel percorso di decarbonizzazione».

«Recover si incardina perfettamente nella visione strategica in materia di politiche energetiche e industriali. Una società pubblica dovrebbe essere come Sotacarbo, ossia a disposizione del sistema attraverso attività di ricerca e lo sviluppo di progetti, per permettere la sperimentazione sul campo di benefici e criticità dell’applicazione della ricerca. Una società pubblica deve essere a disposizione della ricerca, delle Università, dei professionisti e soprattutto a disposizione del sistema produttivo. Il tema idrogeno è complesso. L’idrogeno è uno strumento che ci permette di valutare il grande tema dei trasporti e la sfida dell’elettrificazione. Come ci dimostra Recover, l’idrogeno può venirci in contro. L’altro tema importante riguarda i costi di produzione dell’idrogeno: questo progetto ci metterà nella condizione di valutare aspetti, criticità e meccanismiha commentato l’assessore dell’Industria della Regione Sardegna Emanuele Cani -. Questo sistema è importante per tutto il mondo imprenditoriale, che deve avere a disposizione progetti industriali solidi, vantaggiosi e sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico. Il progetto, e in generale Sotacarbo, rappresenta le best practice per l’amministrazione di fondi pubblici, mostrando la capacità di drenare i soldi, ossia spendere soldi, dove ci sono soldi.»

La seconda sessione della giornata, a carattere tecnico, è iniziata con il discorso del Prorettore dell’Università di Cagliari Fabrizio Pilo: «L’Università degli Studi di Cagliari è partner di questo progetto, perché abbiamo colto l’importanza di Recover e della collaborazione con Sotacarbo. Abbiamo una facility a pochi km dall’Università che ci consente di fare ricerche congiunte, per lavorare insieme verso l’innovazione. È questo il concetto importante: fare rete tra istituzioni. Recover è un esempio magnifico di questo e sono contento di far parte di questa rete. Innovazione e sostenibilità devono essere driver di crescita. La transizione energetica non è facile, presenta sfide difficoltose, proprio perché è una rivoluzione. Ma se stiamo fermi perdiamo treni importanti».

A completare la parte introduttiva della cerimonia, moderata dal giornalista Mario Frongia, il direttore tecnico della Sotacarbo Alberto Pettinau: «La nuova infrastruttura di ricerca, che integra quella già esistente, consentirà di sviluppare tecnologie per rendere competitivi l’idrogeno verde e i combustibili sostenibili».

La cerimonia è proseguita con l’inaugurazione ufficiale dei nuovi laboratori all’interno dello stabile restaurato, dando formalmente il via alle attività di ricerca previste dal progetto. Gli ospiti hanno potuto partecipare alla visita guidata dell’edificio, accompagnati dalle spiegazioni dei ricercatori Sotacarbo che hanno illustrato la strumentazione scientifica all’interno dei laboratori.

Il progetto RECOVER valorizza e rafforza l’identità della città di Carbonia e della Grande Miniera di Serbariu, da sempre avamposti di innovazione e progresso, inserendo il territorio all’interno di una rete internazionale di ricerca e sviluppo che si impegna a catalizzare la transizione energetica.
Dall’estrazione del carbone allo studio di tecnologie innovative per la produzione di energia pulita, Sotacarbo si ripropone come esempio concreto di come un sito simbolo della storia industriale del Sulcis possa trasformarsi in infrastruttura abilitante per innovazione, ricerca applicata e sostenibilità ambientale.

Un’esperienza culturale in una cornice da sogno, un festival con radici sarde e interesse internazionale, un programma eterogeneo in un parco archeologico di formazione multietnica. Sono gli ingredienti del festival internazionale ‘Notti a Monte Sirai’, che celebra la piena ‘maturità’ – siamo alla XVIII edizione -, offrendo al proprio pubblico diverse chiavi di lettura, toccando arte, musica, letteratura, danza per spalancare le porte all’immaginazione e alla riflessione.
Forte di un successo ormai pluriennale, il festival sulcitano riparte nell’estate 2026 con il consueto entusiasmo. Il progetto culturale, che intercetta e soddisfa prontamente esigenze di socialità e ricerca di conoscenza, mette insieme profumi identitari e note cosmopolite. Il legame con il territorio disegna uno scambio bi-direzionale, con la kermesse che si giova del luogo, teatro dell’evento, e la comunità che riceve in cambio scintille di rigenerazione e di rinnovamento.
Saranno 4 date da vivere tutte d’un fiato, distribuite nel corso della bella stagione. Si parte il 27 giugno con Roberto Giacobbo per approfondire il mondo dell’arte, si prosegue a luglio, il 4 e l’11, con due date per vedere sul palco due big del cinema e della televisione italiana quali Gianmarco Tognazzi e Laura Morante, tra musica e letteratura; si chiude il 1° agosto con uno spettacolo dedicato alla danza: Resounding.
«Investire sulla cultura significa alimentare la qualità della vita sociale e offrire strumenti di lettura critica del presente – dichiara il sindaco di Carbonia Pietro Morittu -. E significa anche sostenere la crescita economica. Basti pensare al valore di un sito come il Parco Archeologico di Monte Sirai e all’interesse che esso suscita nei campi dell’archeologia, del turismo, dell’accoglienza. La sua valorizzazione ha inevitabilmente una ricaduta positiva sul piano economico. E proporlo come location di un festival di caratura internazionale come Notti a Monte Sirai, con un cartellone composto da artisti anche quest’anno di assoluto spessore, permette di generare un doppio vortice emozionale. I carboniesi lo sanno e continuano a premiare la rassegna, i turisti hanno modo di scoprirlo in corso d’opera, confermando così la vocazione della città a unire cultura e territorio, e a porsi come spazio di incontro e di racconto.»
La prima serata del festival nel Parco Archeologico di Monte Sirai porta in Sardegna un’istituzione dei programmi televisivi dedicati alla divulgazione culturale: Roberto Giacobbo, che a Carbonia porta in scena ‘Leonardo ed il Mistero del Cenacolo’. Lo spettacolo svela i progressi della scienza, con un focus sulla grande opera milanese dello scienziato e artista. Il giornalista e nuovo volto di punta dell’informazione delle reti Mediaset tocca i momenti chiave che hanno caratterizzato l’evoluzione scientifica, in una linea temporale che abbraccia l’antico Egitto e si spinge fino agli studi anatomici condotti da Leonardo Da Vinci. Giacobbo indaga sui misteri che si celano dietro il Cenacolo proprio in occasione dei 500 anni dalla morte dell’artista. Gli intermezzi musicali al pianoforte sono a cura del Maestro Stefano Nanni.

Il secondo appuntamento di Notte a Monte Sirai, il primo di luglio, racconta la favola di Fabrizio De André, considerato da gran parte della critica uno dei più grandi cantautori di tutti i tempi.
Conosciuto anche con l’appellativo di Faber, amava raccontare storie di emarginati, ribelli, prostitute in brani che vengono ancor oggi considerati come vere e proprie poesie. Sul palco l’Orchestra Saverio Mercadante, guidata dal M° Rocco Debernardis, ripropone i brani di maggior successo del cantautore genovese, rielaborati con grande maestria dal compositore Damiano D’Ambrosio. E a guidare il pubblico in questo fantastico viaggio nella musica d’autore italiana ecco Gianmarco Tognazzi. Figlio d’arte e diplomato all’Istituto per la Cinematografia ‘Rossellini’ di Roma, è stato protagonista di tanti film di successo, lavorando con i migliori registi d’Italia, e nel 1989 ha condotto una singolare edizione del Festival di Sanremo.
Una settimana dopo sbarca in Sardegna Laura Morante, che in occasione dei 100 anni dalla consegna del Premio Nobel propone un omaggio alla ‘nostra’ Grazia Deledda, donna eccezionale e scrittrice straordinaria, letta e amata in tutto il mondo. Prima e unica italiana insignita nel 1926 del Nobel per la letteratura, è da sempre considerata uno straordinario simbolo di riscatto, modernità e progresso. Esempio per intere generazioni di donne, affinché prendano coscienza delle proprie potenzialità e imparino a non abbassare mai la testa, sarà un’occasione per ricordarne la figura, insieme a tutta la potenza narrativa delle sue opere. E sarà anche un’opportunità per rinnovare la consapevolezza di come il percorso dell’emancipazione femminile continui a essere un libro incompiuto e con tante pagine ancora da scrivere.
Ad agosto l’ultimo appuntamento dedicato alla danza. Resounding, a cura della Compagnia Gruppo e-Motion, con la collaborazione di Batuca Studio, è un viaggio nel canto delle pietre, nei paesaggi sonori, nella natura, nei mondi animale, vegetale e minerale. Un dispositivo per riaccendere la memoria collettiva attraverso fili che si intrecciano alla ricerca di connessioni. Un’esperienza fisica e immersiva nella quale gli artisti e gli spettatori si incontrano in una nuova condizione percettiva. La performance prevede l’utilizzo della Realtà Aumentata, con una drammaturgia creata casualmente dal pubblico attraverso la scelta di 4 carte – Flow States, Animale Motion, In Motion e Playing -, che determineranno la sequenza delle scene. I corpi-suono costruiranno lo spazio architettonicamente, diventando pietre, vegetali e animali per esplodere successivamente nella bellezza e nella ricchezza di suoni e immagini che appartengono a tutte le comunità.
Notti a Monte Sirai 2026 prevede anche un ulteriore spettacolo, programmato in collaborazione con le scuole di danza di Carbonia. Giovedì 6 agosto nell’Anfiteatro Piazza Marmilla del centro città andrà in scena Pre-Giudizio, di Ilenja Rossi. Il pregiudizio travisa e piega la realtà, insinua il dubbio, muta l’ambiente, genera opinioni già scritte, pronte a diventare ingiuste. Questo atteggiamento radicato nutre il pregiudizio silente, che striscia tra le persone, sviluppando opinioni invisibili che separano, condannano, vincolano, come i corpi che danzano sul palco, in un progetto coreografico di movimenti drammatici: legami ingiusti, imposizioni false, verità negate. Ogni passo diventa resistenza, ogni gesto una lotta contro le catene del pensiero precostituito.
Il festival internazionale ‘Notti a Monte Sirai’, promosso dal Comune di Carbonia, si inserisce all’interno del più ampio programma del Festival Multidisciplinare Sardegna ‘Dancing Histor(y)ies’, curato dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, finanziato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale dello Spettacolo e dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato al Turismo. Gode inoltre del sostegno della Fondazione di Sardegna.
Come da tradizione gli eventi hanno tutti inizio alle 21.30. L’organizzazione mette a disposizione del pubblico un bus navetta, affinché sia possibile raggiungere Monte Sirai senza il proprio mezzo, con la comodità di non doversi preoccupare del parcheggio e dando così anche un piccolo contributo per la salvaguardia dell’ambiente. Il bus, gratuito per i possessori di ticket per lo spettacolo, partirà dal centro di Carbonia alle 21.00 e ripartirà al termine delle iniziative per fare ritorno al punto di partenza.

Prosegue anche la collaborazione con il sistema museale locale (www.carboniamusei.it): l’acquisto del biglietto per il Festival varrà anche per questa edizione l’accesso gratuito, entro il 31 agosto 2026, al Parco Archeologico. L’area di Monte Sirai è stata frequentata sin dal 750 a.C., in virtù dell’invidiabile posizione panoramica, strategica per il controllo del territorio circostante. E per lo stesso motivo, oltre che per la bellezza del luogo, è diventato uno dei siti più apprezzati in Sardegna dalle antiche civiltà, diventando uno straordinario punto d’incontro, di dialogo e di integrazione. Lo confermano i tanti ritrovamenti archeologici, sia riguardo le strutture, quali fortificazioni, templi, case a corte e necropoli, sia riguardo altri materiali d’utilizzo. Oggi è palcoscenico d’eccezione per le serate del Festival.

Il programma
Sabato 27 giugno – ore 21.30
Leonardo e il mistero del cenacolo
con Roberto Giacobbo
Sabato 4 luglio – ore 21.30
La favola De Andrè
Voce narrante Gianmarco Tognazzi
Musica Orchestra Saverio Mercadante
Direttore Rocco Debernardis
Sabato 11 luglio – ore 21.30
Omaggio a Grazia Deledda
Voce recintante Laura Morante, legge ‘Canne al vento’
Sassofoni, duduk Maurizio Camardi
Liuto cantabile Mauro Palmas
Adattamento del testo a cura di Eugenia Costantini
Produzione e distribuzione esclusiva AidaStudioProduzioni
Sabato 1 agosto – ore 21.30
Resounding
a cura della Compagnia Gruppo e-Motion
in collaborazione con Batuca Studio
Prevendite e prenotazioni
Posto unico € 15,00 (esclusi i diritti di prevendita)
Circuito Box Office Ticket
Tel. 070 657428
www.boxofficesardegna.it
Valentina 338 9838142 (dalle ore 9.00 alle ore 13.00)
Nei giorni di spettacolo biglietteria del Parco Archeologico Monte Sirai aperta dalle ore 19:00
Bun navetta gratuita A/R
Partenza da piazza Roma ore 21.00

Foto LaPresse – Fabio Ferrari
26 Luglio 2020 Cagliari, Italia
spettacolo
Photo call “Filming Italy Sardegna Festival” – 3a edizione – Day 4.
Nella foto: Gianmarco Tognazzi
Photo LaPresse – Fabio Ferrari
July 26, 2020 Cagliari, Italy
entertainment
Photo call “Filming Italy Sardegna Festival” – 3rd edition – Day 4.
In the pic: Gianmarco Tognazzi

E’ stata presentata questo pomeriggio, nella sala polifunzionale del comune di Carbonia, la 20ª edizione della Fiera “Il Sulcis Iglesiente espone”, in programma sabato 6 e domenica 7 giugno. Erano presenti il presidente del Consorzio Fieristico Sulcitano Mauro De Sanctis, il sindaco Pietro Morittu, il vice sindaco e assessore delle Attività produttive Michele Stivaletta ed il direttore artistico Giuliano Marongiu.

La Fiera verrà inaugurata sabato 6 giugno, alle 19.30, in presenza di Uccio De Santis, Los Locos e delle autorità civili in piazza Roma. Presenterà Giuliano Marongiu. L’inaugurazione verrà preceduta dall’esibizione di combattimento di scherma storica a cura dell’ASD Iscola Castellana e dal battesimo della sella a cura dell’ASD Meurreddus di Andrea Locci di San Giovanni Suergiu. Alle 21.15 è in programma l’sibizione dl comico Uccio De Santis, che sarà seguita dal concerto dei Los Locos.

Domenica 7 giugno, alle 18.00, il battesimo della sella e il raduno dei gruppi folk in piazza Roma, presentato da Giuliano Marongiu. Alle 18.30 sfilata dei gruppi folk lungo le strade della fiera, alle 19.30 il Ballutundu da record in piazza Roma e l’esibizione dei gruppi folk; alle 20.30, infine, esibizione musicale di Giuliano Marongiu, Roberto Tangianu alle launeddas e Peppino Bande all’organetto. Alle 22.00 il concerto di Michele Zarrillo.

Per tutta la durata della fiera saranno aperti gli stand degli espositori.

Vediamo ora le interviste realizzate con il presidente del Consorzio Fieristico Sulcitano Mauro De Sanctis e il vice sindaco e assessore delle Attività produttive Michele Stivaletta.

Mauro De Sanctis Michele Stivaletta

Dopo il successo della seconda edizione, Carbonia si prepara ad accogliere la terza edizione di “Carta Carbonia”, il festival letterario in programma dal 23 al 26 luglio 2026, con un progetto culturale ampio, multidisciplinare e fortemente legato al territorio.

Il festival, presentato ufficialmente giovedì 28 maggio, negli spazi del Teatro Massimo di Cagliari, è promosso dal comune di Carbonia con il sostegno del Fondo FSE+, Priorità 5, Obiettivo Specifico 4.11, e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.

«Carta Carboniadichiara il sindaco di Carbonia Pietro Moritturappresenta per la nostra città un investimento culturale e strategico. La terza edizione conferma la volontà dell’Amministrazione comunale di costruire un progetto capace di valorizzare Carbonia non solo come luogo della memoria mineraria e operaia, ma anche come spazio contemporaneo di confronto, formazione e produzione culturale. In un tempo segnato da profonde tensioni internazionali, conflitti, trasformazioni geopolitiche e nuove fragilità sociali, riteniamo fondamentale offrire alla comunità occasioni di lettura critica del presente. La presenza di autori, giornalisti e studiosi che si occupano di geopolitica, attualità internazionale e grandi scenari globali permette di portare questi temi anche nel Sulcis, rendendo Carta Carbonia un festival capace di parlare del presente con attenzione, competenza e apertura e di mettere la nostra città al centro del dibattito culturale regionale e nazionale·»

«Carta Carbonia 2026 – afferma l’assessora della Cultura della Città di Carbonia Giorgia Melinasce con l’obiettivo di intrecciare linguaggi diversi – libri, podcast, divulgazione, fotografia, memoria, geopolitica e nuove forme di racconto – costruendo non solo un calendario di eventi, ma un vero percorso culturale e formativo. La Scuola di Narrazione e Podcast Genius, aperta gratuitamente ai partecipanti, rappresenta uno degli elementi centrali del progetto perché permette alla comunità, e in particolare ai giovani, di diventare parte attiva del racconto della città. Accanto agli appuntamenti principali, che avranno nell’Arena Mirastelle il loro cuore, il festival vivrà anche attraverso iniziative collaterali, laboratori e proposte dedicate alle scuole. La mostra fotografica dedicata a Giovanni Coda e il laboratorio multimediale rivolto agli studenti confermano la volontà di ampliare il perimetro di Carta Carbonia: un festival che guarda alla letteratura, ma anche all’immagine, alla didattica innovativa e alla responsabilità dello sguardo, raccontando Carbonia a partire dalla sua identità e aprendola a una prospettiva contemporanea, educativa e internazionale.»

Il percorso di avvicinamento al festival ha preso ufficialmente forma il 22 maggio, con i primi passi pubblici della seconda edizione della Scuola di Scrittura Genius, quest’anno dedicata alla narrazione audio e al podcast. Un laboratorio gratuito che accompagnerà il cammino verso Carta Carbonia 2026 e che rappresenta uno dei tasselli più significativi dell’intero progetto: non solo un’esperienza formativa, ma anche uno spazio di partecipazione, racconto del territorio e coinvolgimento diretto della comunità.

«La terza edizione di CartaCarbonia – racconta Giovanni Follesa, direttore artistico del festivalnasce con un obiettivo chiaro: lavorare affinché Carbonia diventi uno spazio accogliente dedicato al racconto contemporaneo. In un tempo dominato dalla velocità, dalla frammentazione e dal consumo rapido delle informazioni, la cultura deve tornare a essere uno spazio di incontro reale, capace di unire pensiero, emozione e comunità. Per questo CartaCarbonia non è soltanto un festival letterario, ma un laboratorio aperto dove letteratura, giornalismo, fotografia, musica e nuovi media dialogano tra loro per interpretare il presente. Carbonia, con la sua storia operaia, mineraria e profondamente umana, non è semplicemente una cornice: è il cuore simbolico del festival. Una città – continua Follesa – nata dal lavoro e dalla trasformazione sociale che oggi sceglie di investire nella cultura come strumento di futuro. Il programma, sfaccettato e plurale, si inserisce in questo solco con alcune delle voci più autorevoli della cultura italiana contemporanea, capaci di dialogare con pubblici diversi, generazioni differenti e sensibilità lontane.»

La terza edizione di Carta Carbonia

L’edizione 2026 del festival si annuncia come un appuntamento capace di intrecciare libri, divulgazione, memoria, geopolitica, spettacolo, podcast, arti visive e partecipazione civica. Non una semplice rassegna di incontri, dunque, ma un percorso culturale che partirà dalla formazione e arriverà alle serate pubbliche dell’Arena Mirastelle, cuore degli eventi principali.

Il programma presentato a Cagliari conferma una direzione chiara: Carta Carbonia vuole portare nel Sulcis alcune delle voci più interessanti del panorama culturale e letterario nazionale, costruendo un dialogo tra letteratura, attualità, scienza, geopolitica, memoria e nuove forme di racconto.

Tra i protagonisti della terza edizione figurano Giacomo Mameli, con Pedrito, lamette a Caracas, fiori a OrgosoloEmanuele Trevi, con Mia nonna e il ConteVincenzo Schettini, con lo spettacolo La fisica che ci piaceMiguel Gotor, con Lomicidio di Piersanti MattarellaTelmo Pievani, con Il delitto di Darwin. Storia di un segreto spaventosoFrancesco Abate e Fabio Farigu, protagonisti del karaoke letterario de Gli Indegni.

Nel cartellone anche Matteo Caccia e Giulia Bertasi, con Orazio liveFrancesco Piccolo, con TotòMassimo Franco, con Papi, dollari e guerreElio Turno Arthemalle, con un reading dedicato a Carbonia; Anthony Muroni, con La firma del RePaola Soriga, con lo spettacolo Un irresistibile viaggio del mondo Grazia Deledda, Joyce Lussu e Maria GiacobbeAndrea Serra con Fernando o della melanconia dell’irreversibile ed Edoardo Prati, atteso con un talk pensato per dialogare anche con le nuove generazioni.

Le quattro giornate, dal 23 al 26 luglio, saranno attraversate da presentazioni di libri, talk, reading, spettacoli e momenti di approfondimento. Al centro ci saranno i grandi temi del nostro tempo: il rapporto tra memoria e identità, le trasformazioni sociali, le tensioni geopolitiche, la divulgazione scientifica, il racconto del Novecento, il dialogo tra generazioni e il modo in cui i territori possono diventare spazi vivi di narrazione.

La giornata conclusiva, domenica 26 luglio, avrà un valore particolarmente simbolico. Oltre alla presentazione pubblica dei lavori della Scuola di Narrazione Genius, il festival chiuderà il proprio percorso mettendo insieme letteratura, divulgazione e racconto orale, confermando la volontà di trasformare Carta Carbonia in un luogo di incontro tra linguaggi diversi.

La Scuola Genius

Dentro l’articolato percorso di Carta Carbonia 2026 si inserisce la programmazione della Scuola di Narrazione e Podcast Genius, curata dall’Associazione Story Genius. Il laboratorio, completamente gratuito, si svolgerà in presenza a Carbonia dal 20 al 26 luglio, in orario pomeridiano e serale.

L’iniziativa sarà aperta a tutte le persone interessate, residenti e non residenti a Carbonia, a partire dai 12 anni. Le iscrizioni resteranno aperte fino al 10 luglio attraverso il form disponibile sul sito www.cartacarbonia.it e sui canali social Facebook e Instagram di Carta Carbonia Festival Letterario.

La Scuola Genius porterà dentro Carta Carbonia un laboratorio intensivo di sette giorni dedicato al podcast e alla narrazione sonora, pensato per dare voce alle storie, alle idee e agli sguardi di chi vive, attraversa e racconta Carbonia. L’obiettivo è trasformare il territorio in materia narrativa, facendo emergere memorie, esperienze, luoghi, linguaggi e prospettive nuove.

Durante il percorso, i partecipanti impareranno a scrivere per essere ascoltati, utilizzare microfoni e strumenti audio, condurre al microfono, realizzare interviste, registrare e montare la propria voce, scegliere musiche ed effetti sonori coerenti con il racconto da costruire.

Il percorso si concluderà con la realizzazione del “numero zero”, la prima puntata di un podcast originale ideata, scritta, registrata e montata dai partecipanti. Le voci raccolte entreranno così nel racconto del festival e del territorio, trasformando la Scuola di Narrazione in un vero laboratorio di cittadinanza sonora, dove Carbonia si ascolta, si archivia e si condivide.

A guidare il percorso saranno docenti con esperienze consolidate nel campo della scrittura, della radio, del giornalismo, del cinema, della narrazione audio e della formazione. Tra loro figurano nomi di rilievo come Lucia Pappalardo, scrittrice, giornalista e filmmaker; Paolo Restuccia, scrittore e regista della trasmissione Il Ruggito del Coniglio su Rai Radio2; Loredana Germani, tra i fondatori della Scuola di scrittura creativa Genius e impegnata nella scrittura, nella formazione e nella divulgazione letteraria; e Andrea Borgnino, giornalista, autore e conduttore radiofonico.

Scuole, mostra fotografica ed eventi autunnali

Durante le giornate del festival sarà proposto anche il Workshop su prenotazione Haiku, condotto da Daniela Cimino a cura dell’Associazione Cherimus.

L’haiku è un’antica forma poetica giapponese che, attraverso tre versi e diciassette sillabe, riesce a racchiudere un gesto, un’immagine, un’intuizione o un istante. Privo di titolo e di rima, chiede soprattutto attenzione: invita a fermarsi, osservare, cogliere un dettaglio minimo della realtà e trasformarlo in parola poetica. Per la sua immediatezza e semplicità, rappresenta una forma ideale per avvicinare adulti e bambini alla poesia, rendendo l’esperienza creativa accessibile, leggera e coinvolgente.

Nel corso del laboratorio i partecipanti saranno accompagnati in un piccolo viaggio nel tempo e nello spazio: impareranno a riconoscere emozioni nelle foglie, nei gesti, nei paesaggi e nei frammenti della quotidianità, scoprendo la possibilità di essere poeti attraverso lo sguardo. I componimenti realizzati durante il workshop saranno poi raccolti in un libro di immagini e parole, costruito direttamente dai partecipanti.

Sempre nell’ambito delle giornate del festival, la dimensione visiva troverà spazio con AS IT IS, la mostra fotografica scandaglia i 35 anni di attività di Giovanni Coda, regista, autore, fotografo e curatore cagliaritano, da oltre trentacinque anni impegnato in una ricerca che attraversa cinema, fotografia, videoarte e impegno civile. Direttore artistico del V-Art – Festival Internazionale Immagine dAutore, fondatore di The Social Gallery a Quartu Sant’Elena e autore di opere presentate in contesti museali e internazionali, Coda porterà a Carta Carbonia un percorso espositivo capace di dialogare con i temi centrali del festival: la memoria, il corpo, i luoghi, la dignità umana e la responsabilità dello sguardo.

La mostra proporrà opere della collezione LOGUS e immagini tratte dal reportage umanitario realizzato in Bangladesh nell’ambito del progetto internazionale di cooperazione promosso da Farmacisti nel Mondo. Un racconto fotografico che non si limita a documentare, ma invita a sostare davanti alle immagini, a riconoscere ciò che resta e ciò che resiste, trasformando la fotografia in una forma di testimonianza, relazione e memoria visiva dedicata agli esseri umani.

Il progetto non si esaurirà nelle quattro giornate del festival. Accanto agli appuntamenti principali sono previste attività collaterali, percorsi formativi e iniziative dedicate al rapporto tra memoria, arti visive, partecipazione e nuovi linguaggi del racconto.

La dimensione formativa proseguirà quindi in autunno con il laboratorio multimediale “La storia immersiva”, rivolto alle scuole superiori e dedicato all’uso della realtà virtuale nella didattica della storia, a partire dai bombardamenti di Cagliari e Carbonia del 1943. Un’occasione di formazione, dialogo e confronto che conferma la vocazione del festival a unire memoria, innovazione e consapevolezza critica.

Con la presentazione ufficiale al Teatro Massimo di Cagliari, Carta Carbonia 2026 entra così nella sua fase pubblica e conferma l’ambizione di riportare Carbonia e il Sulcis al centro di un racconto culturale capace di unire territorio, comunità e grandi voci della scena nazionale.

Dopo il successo della seconda edizione, Carbonia si prepara ad accogliere la terza edizione di “Carta Carbonia”, il festival letterario in programma dal 23 al 26 luglio 2026, con un progetto culturale ampio, multidisciplinare e fortemente legato al territorio.

Il festival è stato presentato ufficialmente questa mattina, giovedì 28 maggio, negli spazi del Teatro Massimo di Cagliari, durante la conferenza stampa convocata alle ore 12.00, alla quale hanno partecipato il sindaco di Carbonia Pietro Morittu e il direttore artistico della terza edizione Giovanni Follesa.

L’evento è promosso dal Comune di Carbonia con il sostegno del Fondo FSE+, Priorità 5, Obiettivo Specifico 4.11, e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.

Allegate le interviste al direttore artistico Giovanni Follesa e al sindaco di Carbonia Pietro Morittu.

Giovanni Follesa Pietro Morittu

 

E’ stato presentato oggi nella Casa di Comunità il progetto sanitario destinato a diventare il fulcro dell’assistenza di prossimità, con particolare attenzione alla presa in carico dei pazienti cronici e al rafforzamento dell’integrazione tra servizi territoriali e strutture ospedaliere. Sono intervenuti alla presentazione, a fianco del direttore generale della ASL Sulcis Iglesiente Paolo Cannas, il sindaco di Carbonia Pietro Morittu, il presidente della conferenza socio-sanitaria della ASL Sulcis Iglesiente Paolo Luigi Dessì e il direttore facente funzioni del distretto di Carbonia Lorenzo Espa. Prende così forma a Carbonia il nuovo modello di sanità territoriale del Sulcis Iglesiente.
La struttura di Carbonia, individuata come Hub del nuovo modello organizzativo insieme al Presidio Santa Barbara di Iglesias, rappresenta il primo tassello operativo della rete territoriale che nei prossimi mesi collegherà anche le sedi spoke di Carloforte, Giba, Sant’Antioco, Fluminimaggiore e Domusnovas.
Un modello costruito per avvicinare la sanità ai cittadini, semplificare l’accesso alle cure e rafforzare la continuità assistenziale attraverso una presenza più capillare dei servizi sul territorio.
All’interno della Casa di Comunità troveranno spazio specialistica ambulatoriale, medicina generale, servizi infermieristici e percorsi integrati dedicati ai pazienti fragili e cronici, con un’organizzazione orientata alla collaborazione costante tra professionisti sanitari.
Elemento centrale del progetto è l’utilizzo delle nuove tecnologie per telemedicina, teleconsulto e telemonitoraggio. Strumenti che consentiranno ai medici di medicina generale e agli specialisti di condividere valutazioni cliniche in tempo reale, migliorando la rapidità delle risposte e riducendo gli spostamenti dei pazienti, soprattutto nelle aree più periferiche del territorio.
Particolare attenzione sarà dedicata alla gestione delle patologie croniche, con programmi di monitoraggio continuo per pazienti affetti da scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e diabete. L’obiettivo è intercettare precocemente eventuali peggioramenti clinici, limitando ricoveri ospedalieri e accessi impropri al pronto soccorso.
«La Casa di Comunità rappresenta un cambiamento concreto nel modo di fare sanità sul territorio: più vicina ai cittadini, più integrata e supportata dalla tecnologia. Vogliamo costruire una rete capace di garantire continuità assistenziale e risposte rapide ai bisogni delle persone, soprattutto dei pazienti più fragili», sottolinea il direttore generale della ASL Sulcis Iglesiente, Paolo Cannas.
Il progetto rientra tra gli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), attraverso la Missione 6 Salute, il programma nazionale che punta a ridisegnare l’organizzazione della sanità territoriale italiana dopo la pandemia, rafforzando l’assistenza di prossimità e l’integrazione tra ospedale e territorio.
Le Case di Comunità rappresentano uno degli assi strategici della riforma: strutture aperte e multidisciplinari pensate per offrire ai cittadini un punto unico di accesso ai servizi sanitari territoriali, riducendo frammentazione, tempi di attesa e disuguaglianze nell’accesso alle cure.

Giovedì 28 maggio 2026, alle ore 10.30, la sala consiliare del comune di Carbonia, in Piazza Roma, ospiterà la presentazione ufficiale del progetto “Includis Carbonia 2024”, iniziativa promossa dal PLUS di Carbonia, nell’ambito dell’Avviso pubblico regionale INCLUDIS 2024 finanziato dal PR FSE+ Sardegna 2021-2027.
Il progetto nasce con l’obiettivo di promuovere percorsi di inclusione socio-lavorativa rivolti a persone con disabilità attraverso interventi personalizzati di orientamento, formazione e tirocinio, costruiti in collaborazione con servizi sociali, servizi sanitari, ASPAL, Terzo Settore e imprese del territorio.
“Includis Carbonia 2024” coinvolgerà circa 70 destinatari e prevede l’attivazione di 38 tirocini inclusivi della durata media di 18 mesi, accompagnati da tutoraggio educativo, supporto alle aziende e attività di monitoraggio e accompagnamento all’autonomia.
L’evento del 28 maggio rappresenterà un momento pubblico di confronto e condivisione sulle politiche territoriali per l’inclusione e il diritto al lavoro delle persone con disabilità.
Dopo l’accoglienza dei partecipanti, prevista alle ore 10.00, apriranno i lavori i saluti istituzionali del sindaco del comune di Carbonia, Pietro Morittu, e dell’assessora delle Politiche sociali, Politiche di genere, Pari opportunità e Benessere animale, Irina Piras.
Seguirà l’intervento della Direttrice del Servizio Interventi integrati alla persona della Regione Autonoma della Sardegna, dott.ssa Marika Batzella, dedicato alla presentazione dell’Avviso regionale “Includis 2024”.
Nel corso della mattinata verrà illustrato il progetto territoriale “Includis Carbonia 2024”, con approfondimenti sul ruolo del comune di Carbonia e ì dell’Ufficio di Piano dell’Ambito PLUS, oltre ai contributi delle cooperative sociali partner Isar, Le Api e Il Delfino.
Spazio anche alle testimonianze dirette di destinatari e aziende ospitanti che racconteranno esperienze e buone pratiche di inclusione lavorativa.
Il progetto punta a rafforzare la rete territoriale tra enti pubblici, imprese e Terzo Settore, promuovendo un modello di inclusione stabile, partecipato e replicabile, capace di valorizzare le competenze delle persone e generare nuove opportunità di autonomia e partecipazione sociale.

Nel corso dell’Assemblea del GAL Sulcis Iglesiente, Capoterra e Campidano di Cagliari, tenutasi nella giornata di ieri a Giba, i comuni di Carbonia e Musei sono entrati ufficialmente a far parte del Gruppo di Azione Locale.
Per il comune di Carbonia era presente, con delega del sindaco Pietro Morittu, il vicesindaco e assessore delle Attività produttive Michele Stivaletta.
L’ingresso di Carbonia nel GAL rappresenta un passaggio importante per il territorio e, in particolare, per il sistema delle attività produttive, che potrà accedere alle opportunità, ai percorsi di sviluppo e ai finanziamenti legati alla programmazione del GAL.
L’Amministrazione comunale ha espresso viva soddisfazione per questo risultato e ringrazia il GAL, il Presidente, la Direttrice, lo staff, il Direttivo e tutti i soci per aver approvato l’ingresso della città.
«Un passo avanti significativo per rafforzare la partecipazione di Carbonia alle strategie di sviluppo locale e creare nuove opportunità per imprese, territorio e comunità.»

Il sindaco di Carbonia Pietro Morittu esprime forte preoccupazione per la situazione che riguarda il Centro AIAS di Cortoghiana, presidio socio-riabilitativo di fondamentale importanza per il territorio del Sulcis Iglesiente e per numerose famiglie che ogni giorno affrontano condizioni di particolare fragilità.
Secondo le informazioni attualmente disponibili, si starebbe procedendo, per mezzo di ARES, all’acquisto di un budget significativamente inferiore rispetto all’anno precedente, con conseguente riduzione di oltre il 30% dei posti letto in regime socio-riabilitativo residenziale. Un dato che, se confermato, aprirebbe uno scenario di estrema gravità, con possibili ricadute sia sulla continuità assistenziale degli ospiti attualmente ricoverati sia sulla tenuta occupazionale della struttura.
Il Centro AIAS di Cortoghiana accoglie prevalentemente pazienti psichiatrici e persone con bisogni assistenziali complessi, per le quali la presa in carico non può essere interrotta o ridimensionata senza adeguate soluzioni alternative. Si tratta di pazienti che necessitano di continuità, competenze specialistiche, presenza costante del personale e percorsi costruiti nel tempo, spesso in equilibriodelicato con le famiglie e con la rete dei servizi.
In attesa di ricevere informazioni dettagliate e ufficiali da parte dell’assessorato regionale della Sanità e alle Politiche sociali e di ARES, si manifesta profonda preoccupazione per ciò che potrebbe accadere nel breve periodo. Il rischio è quello di determinare un vuoto assistenziale per persone che non possono essere semplicemente ricollocate senza una valutazione attenta e senza strutture realmente in grado di accoglierle. A questo si aggiunge il disagio delle famiglie, che potrebbero trovarsi improvvisamente esposte a situazioni gravose, difficili da sostenere sul piano umano, organizzativo ed economico.

La questione riguarda anche la tutela dei professionisti che operano nella struttura: psichiatri, psicologi, assistenti sociali, fisioterapisti, educatori, operatori socio-sanitari e personale amministrativo. In un territorio già duramente segnato dalla crisi occupazionale, il Centro AIAS di Cortoghiana rappresenta una realtà importante anche dal punto di vista del lavoro qualificato e della presenza di competenze socio-sanitarie specialistiche.
A manifestare forte preoccupazione è anche Gianluca Arru, uno dei coordinatori della struttura, che richiama in particolare il peso che un eventuale ridimensionamento avrebbe sulle famiglie. Il timore è che molti nuclei familiari possano trovarsi, da un giorno all’altro, a dover affrontare una situazione del tutto inattesa, senza strumenti adeguati e senza alternative realmente praticabili per la gestione quotidiana dei propri cari.
Emblematico è il caso di un paziente psichiatrico affetto da picacismo, un disturbo caratterizzato dall’ingestione persistente di sostanze non alimentari e non nutritive, la cui vicenda è già stata portata all’attenzione della cronaca nazionale e della Garante regionale delle persone private della libertà personale. Si tratta di una condizione che può portare la persona a mangiare letteralmente qualunque cosa trovi, anche materiali e oggetti pericolosi o non commestibili. Le conseguenze possono essere molto gravi, perché l’ingestione di questi materiali può provocare soffocamento, lesioni interne, ostruzioni intestinali, intossicazioni e altre complicanze sanitarie rilevanti.
Al di là del clamore suscitato dalla vicenda e della delicatezza con cui casi simili devono essere raccontati, resta un dato essenziale: situazioni di questa complessità richiedono una presa in carico altamente specializzata, continua e protetta. Il Centro AIAS di Cortoghiana rappresenta, allo stato attuale, una struttura effettivamente idonea a garantire l’assistenza necessaria a pazienti con bisogni così specifici, attraverso la presenza di personale formato, un’organizzazione dedicata e un rapporto assistenziale personalizzato.
Come riportato anche dalle cronache, si tratta di un paziente che necessita di presenza costante, attenzione continuativa e interventi calibrati sulla sua condizione. Soluzioni improvvisate, trasferimenti non adeguatamente programmati o un ritorno a casa non sarebbero realisticamente sostenibili per la famiglia e rischierebbero di esporre il paziente a gravi pericoli.
Per queste ragioni, si auspica che vengano individuate soluzioni immediate e adeguate, capaci di evitare interruzioni nell’assistenza agli ospiti della struttura, ulteriori difficoltà per le famiglie e ricadute occupazionali sui lavoratori. La tutela dei pazienti fragili, la continuità dei percorsi terapeutici e la salvaguardia delle professionalità coinvolte devono rappresentare una priorità assoluta.
Il sindaco Pietro Morittu chiede che la situazione venga affrontata con la massima urgenza e con pieno senso di responsabilità istituzionale, affinché nessun paziente venga lasciato senza assistenza e nessuna famiglia sia costretta ad affrontare da sola una condizione già profondamente complessa.

L’Amministratore unico di Area, Matteo Sestu, questa mattina ha presentato nel corso di una conferenza stampa, nella sede di Area, in via G.M. Angioy, a Carbonia, il programma Rinnovarea lanciato dalla Giunta regionale con uno stanziamento di 300 milioni di euro, 200 dei quali già programmati, per la riqualificazione del patrimonio immobiliare. Nel Sulcis, a Carbonia, Iglesias e Sant’Antioco, nella prima fase di attuazione del programma sono previsti interventi in 92 alloggi, per un investimento di 6,1 milioni di euro; seguiranno interventi in via Londra a Domusnovas, via G.B. Melis a Gonnesa, Corso Colombo e via Torricelli a Iglesias, viale Italia a Portoscuso, piazza Berlinguer a San Giovanni Suergiu e via Matteotti a Sant’Antioco, per complessivi 150 alloggi e un investimento di 9 milioni di euro. Con ulteriori interventi in corso con altre fonti di finanziamento a Carbonia, verranno investiti 3,5 milioni di euro nel CQII Rosmarino, 400.000 euro in via Sirri, 400.00 euro in via Dalmazia Ospedale e 400.000 euro in via Della Libertà a Bacu Abis; a Iglesias 1,7 milioni di euro in via Aldo Moro e 400.00 euro in via S’Argiola e via Cala Domestica a Nebida.

Un altro intervento riguarda il recupero dei cosiddetti alloggi di risulta che verrano risistemati e messi a disposizione di altri assegnatari. Nel 2024 ne sono stati recuperati 24, nel 2025 64, nel 2026 per ora ne sono previsti 17. Nel 2025 43 di questi alloggi, altri 16 nel 2026, sono stati assegnati «con condizione». Si tratta di alloggi abitabili con qualche situazione da sistemare, in parte da parte di Area, in parte dagli assegnatari che hanno accettato questa condizione.

Hanno partecipato alla conferenza stampa il direttore generale di Area Claudio Castagna, due funzionarie dell’Ente, i sindaci di Carbonia Pietro Morittu e di Sant’Antioco Ignazio Locci, anche nella veste di presidente del Consiglio delle Autonomie Locali e Giuseppe Casti, assessore delle Politiche della Casa del comune di Carbonia. Pietro Morittu e Ignazio Locci hanno riconosciuto il nuovo passo imposto da Area negli ultimi anni nell’esercizio delle sue attività, in particolare per la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, in molti casi realizzato da diversi e quindi bisognoso di interventi urgenti, sottolineando – cosa che ha fatto anche il direttore generale di Area Claudio Castagna – la rilevanza delle risorse stanziate, 300 milioni di euro, che emerge ancora di più se raffrontata con lo stanziamento di 1 miliardo di euro per il settore annunciato recentemente dal Governo nazionale per tutta l’Italia.

Prima della conferenza stampa è stato consegnato uno dei cantieri del programma Rinnovarea, nel quartiere di via Dalmazia, a Carbonia, alla presenza dell’amministratore unico di Area, Matteo Sestu.

Giampaolo Cirronis

Allegate le interviste all’amministratore unico di Area Matteo Sestu e all’assessore delle Politiche della Casa del comune di Carbonia Giuseppe Casti

Matteo Sestu Giuseppe Casti