


Venerdì 13 febbraio, alle 15.30, la sala conferenze di Sotacarbo – ss 126, Grande miniera Serbariu, Carbonia – ospita la prima delle quattro tappe regionali su valorizzazione biomasse residuali, agricole e da altre fonti. Il progetto Rse-Università di Cagliari – successivi step il 17 febbraio a Olbia, il 18 a Nuoro e il 24 a Cagliari – coinvolge istituzioni, ricercatori, imprenditori, enti pubblici e privati, comunità locali e portatori di interesse su transizione energetica, efficiente, da rinnovabili, nel rispetto ambientale e nell’essere un’opportunità per il territorio.
Saluti e relatori. Apriranno i lavori Mario Porcu (amministratore unico Sotacarbo), Marco Borgarello (direttore Rse spa), Pietro Morittu (sindaco di Carbonia), Manolo Mureddu (assessore Lavori pubblici, Carbonia). Interventi di Emanuele Cani (assessore regionale all’Industria), Fabrizio Pilo (responsabile scientifico, prorettore Innovazione e territorio UniCa) e Alberto Pettinau (direttore tecnico, Sotacarbo). Attesi i saluti di esponenti dell’amministrazione e della politica regionale.
Il bersaglio: affrancamento da carbone e fonti rinnovabili. «La ricerca e l’applicazione di nuove tecnologie per la valorizzazione delle biomasse sono importanti perché possono concorrere a rendere efficaci le politiche di decarbonizzazione della Sardegna e le strategie definite dal Piano energetico regionale, per una transizione energetica verso un’economia non più basata sui combustibili fossili», dice l’ingegner Mario Porcu.
Il messaggio viene ripreso dal dottor Marco Borgarello che spiega: «Il progetto Pnrr-Sardegna, e.InsEcosystem of innovation for next generation Sardinia, Spoke 7 è finalizzato a consolidare le condizioni per realizzare un‘economia locale meno dipendente dai combustibili fossili, attraverso la valorizzazione della produzione e dell’uso efficiente e sostenibile delle risorse energetiche presenti sul territorio».
Per il professor Fabrizio Pilo «nell’affrancamento dal carbone il biogas avrebbe un peso del 10 per cento del carico termico industriale e limiterebbe le emissioni di CO2. Un passo virtuosoche unisce ricerca, sviluppo, innovazione, ambiente, tradizioni e territorio».
Il focus scientifico e operativo. Mappatura e censimento delle biomasse residuali in Sardegna e studi di dettaglio su biomasse di rilevanza per il territorio. Il percorso progettuale prevede approfondimenti tecnologici e operativi innovativi per massimizzarelo sfruttamento del potenziale energetico della risorsa per produrre idrogeno. Ma non solo. Anche i biocarburanti liquidi, solidi e gassosi sono al centro del progetto che riveste un ruolo chiave nella transizione energetica sarda.
Il racconto di una vita dedicata ai tesori nascosti della Sardegna: debutta, con una proiezione in anteprima, “Antonio Zara – L’uomo che amava scavare”, film documentario di Antonio Sanna prodotto da ArKaosfilm in collaborazione con Società Umanitaria Carbonia e Associazione Amici della Miniera.
L’appuntamento è per giovedì 12 febbraio, al Cineteatro centrale di piazza Roma, a Carbonia, con ingresso gratuito a partire dalle 18.00.
Dopo i saluti istituzionali dell’assessora regionale della Cultura Ilaria Portas e del sindaco Pietro Morittu, interverranno il regista del film Antonio Sanna, il direttore regionale dei CSC della Società Umanitaria in Sardegna Paolo Serra, Piero Agus, presidente dell’associazione Amici della Miniera e i familiari del compianto Antonio Zara.
Il film, della durata di 49 minuti, alterna tra immagini in bianco e nero e a colori, materiali d’archivio e riprese contemporanee per raccontare la vita e le scoperte di Antonio Zara, figura fondamentale – e a lungo rimasta ai margini dei riflettori – dell’archeologia sarda.
Nato a Gairo e cresciuto a Carbonia, Zara scopre giovanissimo la passione per l’archeologia grazie ai racconti degli anziani e all’esplorazione dei nuraghi e delle grotte del territorio. A 14 anni compie il suo primo ritrovamento nel Monte Crobu, consegnando poi i reperti alla Soprintendenza. L’incontro con l’ispettore Vittorio Pispisa segna l’inizio di un apprendistato sul campo che lo porterà, nel 1962, a soli 16 anni, alla scoperta del Tofet di Monte Sirai, sito chiave per lo studio della civiltà fenicio-punica in Sardegna.
Da quel momento Antonio Zara parteciperà a decine di campagne di scavo, in qualità di assistente tecnico della Soprintendenza, sviluppando una straordinaria capacità di “leggere” il paesaggio e individuare siti archeologici di grande importanza. Tra le campagne più importanti cui partecipò Zara ricordiamo il lavoro di scavo e ripristino del Pozzo Sacro di Santa Cristina e quella che portò al ritrovamento del celebre bronzetto del cosiddetto “Sardus Pater” a Fluminimaggiore (oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari).
Il documentario, scritto e diretto da Antonio Sanna, che firma anche fotografia, editing e riprese con drone insieme a Renzo Gualà, nasce da un’idea di Sergio Zara e si avvale delle musiche originali di Mauro Usai per il pianoforte di Omar Bandinu; e delle voci narranti di Maria Giovanna Ganga e Gianni Cossu, con un testo introduttivo di Enea Bagiella e brani tratti dai libri di Antonio Zara Io c’ero – I racconti dell’assistente e I racconti del pozzo.
Il film intreccia testimonianze di studiosi, amici e familiari – tra cui Piero Bartoloni, Giorgio Secci, Angelo Saba e Giovanna Pietra – con fotografie originali di Antonio Zara, Ugo Virdis, Piero Bartoloni e Peter Paul Mackey, restituendo un ritratto intimo e corale di un uomo mosso da curiosità, ostinazione e amore per la terra.
La proiezione sarà un’occasione per riscoprire non solo la figura di Antonio Zara, ma anche un pezzo fondamentale della storia archeologica e culturale del Sulcis Iglesiente.
L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (L.R. 48/2018, art. 11, comma 26), della Fondazione di Sardegna e dei Comuni di Carbonia e Paulilatino, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, il Sistema Museale di Carbonia, Archeotour Paulilatino e il Parco e Museo Genna Maria di Villanovaforru.



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Si è svolta questo pomeriggio nella sala conferenze della provincia del Sulcis Iglesiente, in via Mazzini, a Carbonia, la prima conferenza sociosanitaria provinciale per la nuova Direzione generale della ASL Sulcis Iglesiente, presenti sindaci e assessori di quasi tutti i Comuni della Provincia, il consigliere regionale Alessandro Pilurzu e alcuni dirigenti della ASL Sulcis Iglesiente. I lavori sono stati aperti dal presidente della Conferenza sociosanitaria e presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, che ha ringraziato la presidente della Regione e assessore della Sanità ad interim, Alessandra Todde, rappresentata dal Capo di Gabinetto Stefano Ferreli e da alcuni componenti dello staff, per l’attenzione riservata al territorio e per la forte volontà di accompagnare il processo di crescita del sistema sociosanitario del Sulcis Iglesiente.
Nel sottolineare l’importanza e la centralità di un rapporto strutturato e continuativo con la Conferenza sociosanitaria, orientato al raggiungimento di obiettivi comuni, il direttore generale della ASL, Paolo Cannas, ha evidenziato la necessità di rafforzare l’organizzazione aziendale, valorizzando le professionalità presenti e procedendo con l’attribuzione degli incarichi a tutti i livelli.
In vista di una futura riorganizzazione della rete ospedaliera, alla quale sarà comunque riservata la massima attenzione, la priorità strategica individuata è il potenziamento dei servizi territoriali. Particolare rilievo – ha rimarcato Paolo Cannas – sarà dato alla medicina di prossimità, alla prevenzione, alle Case di Comunità, alla telemedicina e allo sviluppo delle Centrali Operative Territoriali, strumenti fondamentali per garantire una presa in carico più efficace dei pazienti e una gestione appropriata dei percorsi di cura. Nel corso del confronto, i sindaci hanno richiamato l’attenzione sulle criticità legate alla medicina di base, sull’evoluzione dei bisogni sanitari connessi all’invecchiamento della popolazione e sulla necessità di rendere il sistema sanitario sempre più attrattivo, anche attraverso il rafforzamento delle collaborazioni con le università e del lavoro in rete tra le aziende sanitarie. È stata inoltre evidenziata l’esigenza di innovare le modalità di reclutamento del personale, promuovendo strumenti e procedure concorsuali più mirate e coerenti con le specifiche esigenze del territorio.
La conferenza si è conclusa con l’impegno a programmare incontri periodici – a cadenza di 45-60 giorni salvo urgenze determinate da particolari eventi -, finalizzati a seguire l’evoluzione del percorso avviato e a monitorare i risultati raggiunti.
Vediamo le interviste realizzate con il nuovo direttore generale Paolo Cannas, il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai e i sindaci di Carbonia Pietro Morittu e Carloforte Stefano Rombi.








A Carbonia, l’ultima sera dell’anno, il countdown è iniziato con il gruppo musicale “Rockside” che ha rilasciato nell’aria ora canzoni nostalgiche, ora canzoni divertenti sino al momento, intorno alle 00.20 di una vera e propria leggenda che ha “fatto uscire” da casa migliaia di persone.










Sul palco “re della scena” Jimmy Sax, a soli 39 anni il più famoso saxofonista al mondo. Di origine francese, di Marsiglia, suona sin da quando aveva 10 anni, intrattiene sin da giovane, grandi ali di pubblico col suo prezioso saxofono. Innumerevoli i suoi tour in tutto il mondo, una carica di emozione particolare quella davanti a Papa Francesco nello stadio Vélodrome di Marsiglia. La sua musica carica di energia sembra coinvolgere un pubblico senza età, una grinta ed una capacità di emozionare trasformando ogni nota in pura magia. Eclettico e versatile, polistrumentista che ama in particolare l’Italia, ha persino vissuto a Napoli per un periodo, una dozzina di anni fa. Arriva ad una svolta della sua carriera con il successo ottenuto da alcuni suoi video su YouTube che lo ha portato all’attenzione delle più grandi case discografiche.




















Il suo nome e la sua fama hanno dato modo alla città di Carbonia di iniziare il nuovo anno con un’immensa folla accorsa in piazza Roma per applaudirlo e ballare al suono del suo travolgente sax. Che questo possa essere di buon auspicio per un ritorno “sfavillante” che possa riportare Carbonia al luogo di attrazione che è stata in passato. Una bella città che sa ospitare ed intrattenere chiunque voglia conoscerla, anche perché seppur giovane ha tanto da offrire.
Grande soddisfazione per gli eventi di fine è stata espressa dall’Amministrazione comunale che ha curato l’organizzazione tramite l’assessorato delle Attività produttive e Carbonia Turismo, con l’intervento sul palco del sindaco Pietro Morittu, l’assessore delle Attività produttive, Turismo, Sviluppo economico e vicesindaco Michele Stivaletta e il presidente della I commissione Affari istituzionali, Generali, Personale, Polizia locale, Cultura, Sport, Politiche giovanili e Turismo Giacomo Floris.



Buon anno a tutti
Nadia Pische