22 May, 2026
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Il sindaco di Carbonia Pietro Morittu esprime forte preoccupazione per la situazione che riguarda il Centro AIAS di Cortoghiana

Il sindaco di Carbonia Pietro Morittu esprime forte preoccupazione per la situazione che riguarda il Centro AIAS di Cortoghiana, presidio socio-riabilitativo di fondamentale importanza per il territorio del Sulcis Iglesiente e per numerose famiglie che ogni giorno affrontano condizioni di particolare fragilità.
Secondo le informazioni attualmente disponibili, si starebbe procedendo, per mezzo di ARES, all’acquisto di un budget significativamente inferiore rispetto all’anno precedente, con conseguente riduzione di oltre il 30% dei posti letto in regime socio-riabilitativo residenziale. Un dato che, se confermato, aprirebbe uno scenario di estrema gravità, con possibili ricadute sia sulla continuità assistenziale degli ospiti attualmente ricoverati sia sulla tenuta occupazionale della struttura.
Il Centro AIAS di Cortoghiana accoglie prevalentemente pazienti psichiatrici e persone con bisogni assistenziali complessi, per le quali la presa in carico non può essere interrotta o ridimensionata senza adeguate soluzioni alternative. Si tratta di pazienti che necessitano di continuità, competenze specialistiche, presenza costante del personale e percorsi costruiti nel tempo, spesso in equilibriodelicato con le famiglie e con la rete dei servizi.
In attesa di ricevere informazioni dettagliate e ufficiali da parte dell’assessorato regionale della Sanità e alle Politiche sociali e di ARES, si manifesta profonda preoccupazione per ciò che potrebbe accadere nel breve periodo. Il rischio è quello di determinare un vuoto assistenziale per persone che non possono essere semplicemente ricollocate senza una valutazione attenta e senza strutture realmente in grado di accoglierle. A questo si aggiunge il disagio delle famiglie, che potrebbero trovarsi improvvisamente esposte a situazioni gravose, difficili da sostenere sul piano umano, organizzativo ed economico.

La questione riguarda anche la tutela dei professionisti che operano nella struttura: psichiatri, psicologi, assistenti sociali, fisioterapisti, educatori, operatori socio-sanitari e personale amministrativo. In un territorio già duramente segnato dalla crisi occupazionale, il Centro AIAS di Cortoghiana rappresenta una realtà importante anche dal punto di vista del lavoro qualificato e della presenza di competenze socio-sanitarie specialistiche.
A manifestare forte preoccupazione è anche Gianluca Arru, uno dei coordinatori della struttura, che richiama in particolare il peso che un eventuale ridimensionamento avrebbe sulle famiglie. Il timore è che molti nuclei familiari possano trovarsi, da un giorno all’altro, a dover affrontare una situazione del tutto inattesa, senza strumenti adeguati e senza alternative realmente praticabili per la gestione quotidiana dei propri cari.
Emblematico è il caso di un paziente psichiatrico affetto da picacismo, un disturbo caratterizzato dall’ingestione persistente di sostanze non alimentari e non nutritive, la cui vicenda è già stata portata all’attenzione della cronaca nazionale e della Garante regionale delle persone private della libertà personale. Si tratta di una condizione che può portare la persona a mangiare letteralmente qualunque cosa trovi, anche materiali e oggetti pericolosi o non commestibili. Le conseguenze possono essere molto gravi, perché l’ingestione di questi materiali può provocare soffocamento, lesioni interne, ostruzioni intestinali, intossicazioni e altre complicanze sanitarie rilevanti.
Al di là del clamore suscitato dalla vicenda e della delicatezza con cui casi simili devono essere raccontati, resta un dato essenziale: situazioni di questa complessità richiedono una presa in carico altamente specializzata, continua e protetta. Il Centro AIAS di Cortoghiana rappresenta, allo stato attuale, una struttura effettivamente idonea a garantire l’assistenza necessaria a pazienti con bisogni così specifici, attraverso la presenza di personale formato, un’organizzazione dedicata e un rapporto assistenziale personalizzato.
Come riportato anche dalle cronache, si tratta di un paziente che necessita di presenza costante, attenzione continuativa e interventi calibrati sulla sua condizione. Soluzioni improvvisate, trasferimenti non adeguatamente programmati o un ritorno a casa non sarebbero realisticamente sostenibili per la famiglia e rischierebbero di esporre il paziente a gravi pericoli.
Per queste ragioni, si auspica che vengano individuate soluzioni immediate e adeguate, capaci di evitare interruzioni nell’assistenza agli ospiti della struttura, ulteriori difficoltà per le famiglie e ricadute occupazionali sui lavoratori. La tutela dei pazienti fragili, la continuità dei percorsi terapeutici e la salvaguardia delle professionalità coinvolte devono rappresentare una priorità assoluta.
Il sindaco Pietro Morittu chiede che la situazione venga affrontata con la massima urgenza e con pieno senso di responsabilità istituzionale, affinché nessun paziente venga lasciato senza assistenza e nessuna famiglia sia costretta ad affrontare da sola una condizione già profondamente complessa.

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