31 January, 2023
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Mercoledì 24 giugno, presso il giardino della Biblioteca Comunale “N. Canelles” in via Diana, a Iglesias, inizieranno gli incontri della XIII edizione della Scuola Civica di Storia, “Memoria, Identità, Futuro”, organizzata dalla professoressa Grazia Villani e da Fabio Manuel Serra, con il patrocinio dell’assessorato della Cultura del comune di Iglesias comunica che, da m

«La Scuola Civica di Storia riparte, inaugurando la stagione estiva delle manifestazioni culturali, nonostante le limitazioni rese necessarie dall’emergenza Covid-19 spiega l’assessore della Cultura, Claudia Sanna -. Con una rassegna di appuntamenti dedicati alla storia ed ai racconti della nostra Città e non solo, accolti per le prime sei lezioni in un salotto particolare come il giardino della nostra Biblioteca. Anche quest’anno la rassegna avrà un calendario ricco, con tanti nuovi argomenti, grazie all’apporto sia di giovani relatori che di veterani della manifestazione.»

Il calendario della rassegna:

– 24 giugno – ore 21.00 (Giardino Biblioteca “N. Canelles”)
“La festa in onore di Sant’Antioco Sulcitano in alcuni documenti iglesienti
di Celestina Sanna

– 9 luglio – ore 21.00 (Giardino Biblioteca “N. Canelles”)
“Piazza Sella tra il 1950 e il 1970: trasformazioni ed aneddoti”
di Laura Aru Pintus

– 23 luglio – ore 21.00 (Giardino Biblioteca “N. Canelles”)
“Streghe ed eretici: il Tribunale della Santa Inquisizione a Iglesias”
di Alessandro Podda

– 6 agosto – ore 21.00 (Giardino Biblioteca “N. Canelles”)
“Fra scudi e blasoni: stemmi di nobiles pisani nel Sigerro”
di Giampiero Vacca

– 27 agosto – ore 21.00 (Giardino Biblioteca “N. Canelles”)
“La donna delinquente: infanticide e adultere nell’Ottocento iglesiente”
di Roberta Piras

– 10 settembre – ore 21.00 (Giardino Biblioteca “N. Canelles”)
“Siamo tutti Indiana Jones? Contenuti e metodi della storia”
Di Fabio Manuel Serra

– 24 settembre – ore 18.00 (Sala Remo Branca)
“Le epidemie ad Iglesias: aspetti medici e sociali”
di Nuccio Guaita, Fabio Manuel Serra, Grazia Villani

– 8 ottobre – ore 18.00 (Sala Remo Branca)
“Addio, Su Maimoni! L’emigrazione iglesiente nello scenario internazionale”
di Simone Cara

– 22 ottobre – ore 18.00 (Sala Remo Branca)
“Gli ultimi feudatari: i Gessa-Asquer di Fluminimaggiore”
di Ester Lai

– 12 novembre – ore 18.00 (Sala Remo Branca)
“Fra escudos e reales: la monetazione spagnola tra Cinquecento e Seicento”
di Andrea Murenu

– 26 novembre – ore 1.00 (Sala Remo Branca)
“Il patrimonio archeologico del Comune di Iglesias”
di Simone Ledda

– 3 dicembre – ore 18.00 (Sala Remo Branca)
“Testimonianze pisane nel sottosuolo di Iglesias”
di Luciano Ottelli

– 17 dicembre – ore 18.00 (Sala Remo Branca)
“Quando ad Iglesias si parlava con accento piemontese”
di Grazia Villani

«Insieme a Fabio Manuel Serra, come organizzatori, abbiamo pensato, a causa dell’emergenza epidemiologica, di utilizzare per gli incontri una modalità mista: le conferenze si terranno contemporaneamente in presenza contingentata (presso il giardino della Biblioteca Comunale in estate e presso la Sala Branca da fine settembre in poi) e in streaming sul canale YouTube della Scuola Civica di Storia di Iglesias. Verrà anche aperto un gruppo Facebook dedicato, per poter pubblicizzare ulteriormente il programma e riflettere sulle diverse tematiche proposte – spiega la professoressa Grazia Villani -. L’intento è, infatti, nonostante le difficoltà del momento, di continuare quella serie di incontri culturali che attesi, richiesti e partecipati, costituiscono per la città quasi una tradizione. Ci piace anche l’idea di rappresentare la dimostrazione reale, che, quando una comunità condivide ideali e valori, non esistono elementi esterni che possano ostacolarne gli obiettivi. Il calendario è molto ricco e vario nei contenuti, tutti incentrati sulla storia di Iglesias, ma con un respiro più vasto, proiettato verso l’intero distretto: si va dall’archeologia a problemi contemporanei quali l’emigrazione, cogliendo anche aspetti sanitari, sociali e religiosi della comunità iglesiente. Un programma a tutto tondo, presentato da relatori di diverse età e formazioni culturali, ma tutti di certificata competenza.»

«Questo sarà la prima rassegna senza il dottor Sebastiano Forteleoni, a cui va il nostro ricordo conclude l’assessore Claudia Sannale persone che sono state sue compagne di strada per tanto tempo nella Scuola Civica di Storia porteranno avanti anche quest’anno un lavoro ultradecennale, diventato una tradizione che in tanti ci invidiano, fatta di cultura, di passione, e di amore per la nostra città.»

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saito-yasunori

Proseguono i rapporti tra Carbonia e Sorachi, nell’ambito del progetto Sora – Degna (Sorachi – Sardegna), che mette in evidenza le similitudini tra la zona di Sorachi in Giappone e l’area di Carbonia. Entrambi i territori, infatti, sono situati in due zone morfologicamente simili in cui si estraeva il carbone.

A novembre dell’anno scorso, Sorachi ha ospitato la mostra fotografica sulla Grande Miniera di Serbariu, “La città del Carbone”, ideata da Davide e Lorenzo Uccheddu in collaborazione con Ester Lai, con il patrocinio gratuito dell’assessorato della Cultura del comune di Carbonia, del Centro Italiano della Cultura del Carbone (CICC) e del Servizio Bibliotecario Interurbano del Sulcis. Il progetto è patrocinato, inoltre, dall’Ambasciata d’Italia a Tokyo, dalla provincia di Sorachi, dal Comune di Iwamizawa, dal comune di Mikasa, dall’associazione italo-giapponese dell’Hokkaido e dalla catena di ristoranti italiani in Giappone Eastone Srl.

Recentemente è stato realizzato il modellino di uno dei castelli dei pozzi della Grande Miniera di Serbariu. L’autore è Saito Yasunori, un minatore addetto al controllo dei macchinari che ha lavorato a Sorachi dal 1965 fino al 1989, anno di chiusura della miniera. Saito Yasunori ha sempre avuto la passione di costruire oggetti in legno e, una volta in pensione, ha iniziato a riprodurre i dettagli della miniera in cui aveva lavorato. Dopo aver visto, a Sorachi, la mostra fotografica sulla miniera di Carbonia, ha deciso di collaborare al progetto con la realizzazione di modellini della Grande Miniera di Serbariu, partendo dalle fotografie esposte nella mostra.

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E’ stata inaugurata domenica 8 novembre, nella provincia giapponese di Sorachi, accolta da un pubblico numeroso e interessato, la Mostra “La Città del carbone”, ideata da Davide e Lorenzo Uccheddu, in collaborazione con Ester Lai (dottoressa in Beni Culturali). I tre giovani sardi hanno anche curato l’allestimento insieme agli addetti del Sorachi Carbon Community Center.

Il patrocinio è dell’assessorato della Cultura del comune di Carbonia, del Centro Italiano della Cultura del Carbone (CICC), del Servizio Bibliotecario Interurbano del Sulcis, dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo, della Provincia di Sorachi, del comune di Iwamizawa, del comune di Mikasa, dell’Associazione italo-giapponese dell`Hokkaido e della catena di ristoranti italiani in Giappone, Eastone Srl.

Nella serata dell’inaugurazione il Sorachi Carbon Community Center e i membri del Comune di Iwamizawa hanno organizzato una festa a sorpresa.

La Mostra è visitabile sino al 23 novembre.

Il progetto Sora-Degna, di cui la Mostra è parte, mette in evidenza le similitudini tra la zona di Sorachi (in Giappone) e di Carbonia: entrambi i territori si trovano in due isole morfologicamente simili e in entrambe le zone si estrae o si estraeva il carbone.

La Mostra è allestita su due piani: al primo piano sono esposte circa 150 recenti fotografie della Grande Miniera di Serbariu, realizzate da Lorenzo Uccheddu, in collaborazione con Ester Lai.

Il secondo piano è dedicato alla Sezione storica della Mostra, curata dalla Sezione di Storia locale del Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis (SBIS) in collaborazione con il Centro Italiano della Cultura del Carbone (CICC). Nello stesso piano è possibile assistere alla proiezione del video “Carbonia Landscape Machine”, realizzato in occasione della seconda edizione del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa, vinto dal comune di Carbonia.

La Mostra è articolata in quattro sezioni che rispecchiano la successione temporale dall’apertura alla chiusura delle miniere del Sulcis, dalla seconda metà dell’Ottocento ai giorni nostri. La prima sezione è dedicata alle miniere carbonifere di Bacu Abis e Terras Collu sfruttate dal 1853 e a Caput Acquas in attività dal 1879. Sono state selezionate undici immagini del fotografo biellese Besso e dell’iglesiente Pizzetti, entrambi fotografi industriali, che evidenziano il metodo di coltivazione a giorno o a cielo aperto in uso fino ai primi anni del Novecento. La seconda sezione che si compone di ventisei fotografie, è dedicata alla Grande Miniera di Serbariu in esercizio dal 1937 a Carbonia, unico esempio di città di fondazione costruita “a bocca di miniera”. Il percorso delle immagini rappresenta le mansioni principali dei lavoratori impegnati nel sottosuolo e nel soprasuolo e il ciclo di produzione del carbone: estrazione, trattamento, trasporto e imbarco. La terza sezione, con ventidue scatti, è nata con l’intento di promuovere il grande lavoro fatto dal Comune di Carbonia per riqualificare gli edifici dell’area mineraria rimasti inutilizzati dalla chiusura della miniera sino alla creazione dell’attuale polo culturale-scientifico, costituito dal Museo del Carbone, dal Museo Paleontologico PAS E. A. Martel, dalla Sezione di Storia locale, dall’Auditorium, dalla Sotacarbo e dalla Fabbrica del cinema. La quarta sezione, con diciotto immagini, illustra il periodo contemporaneo e l’attività della miniera di Nuraxi Figus (Gonnesa). Sono rappresentati gli attuali metodi di coltivazione del carbone per mezzo di modernissimi macchinari, l’estrazione e il trattamento del minerale, gli impianti di omogeneizzazione e tutte le infrastrutture che fanno parte del sito minerario.

Mostra a Sorachi 1 Mostra a Sorachi 2Mostra a Sorachi 4 Mostra a Sorachi 3

 

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Miniera Serbariu 2 copiaMuseo del Carbone Serbariu 1Miniera Serbariu 89 copia Miniera Serbariu 9 Miniera Serbariu 1  Miniera Serbariu 3 copiaLorenzo Uccheddu Miniera Serbariu 10

E’ in programma dall’8 al 23 novembre a Sorachi, in Giappone, la mostra fotografica su Carbonia “La città del carbone”. Le fotografie sono di Lorenzo Uccheddu e dell’assistente Ester Lai. La mostra è stata realizzata da Sora-degna Project (J.I. Exchange Inc.), Sorachi Carbon Memorial Center, con i patrocini dell’Ambasciata italiana in Giappone, del comune di Carbonia, del comune di Iwamizawa, del comune di Mikasa, della prefettura di Sorachi, dell’associazione italo-giapponese dell’Hokkaido. Le foto storiche sono state fornite dal comune di Carbonia, Grande Miniera di Serbariu (Centro Italiano della Cultura del Carbone).

L’evento fotografico sulla miniera di Carbonia sarà il primo di una serie di eventi che aiuteranno a scoprire due aree ancora reciprocamente sconosciute: da una parte la provincia di Sorachi (Hokkaido) per gli italiani e dall’altra l`isola della Sardegna per i giapponesi. Il progetto Sora-degna (un gioco di parole che deriva dai nomi delle due località: Sora-chi e Sar-degna) è nato con il proposito di costruire rapporti di amicizia e scambi culturali tra queste due aree. L’idea nacque quando Davide Uccheddu (origini sarde, residente nella città di Mikasa e direttore della ditta J.I.Exchange Inc.) vide casualmente per la prima volta una mappa della provincia di Sorachi a un evento vinicolo. Il primo pensiero che gli sorse fu il seguente: «Perché in un azienda vinicola giapponese è presente una cartina della Sardegna?». Ci volle un po’ di tempo per capire che quella non era una mappa della Sardegna ma, bensì, della provincia di Sorachi. Sorpreso dalla similitudine tra le forme delle due zone, Davide Uccheddu iniziò a informarsi trovando diversi punti in comune: storia del carbone (con porti e ferrovie che nacquero solo per trasportarlo), agricoltura, presenza di aziende vinicole importanti e in ultimo, ma non per importanza, il fatto che queste due zone sono considerate posti turistici per eccellenza per il loro patrimonio naturale. Inoltre, sfogliando vari reperti storici, Davide Uccheddu notò che il primo europeo a mettere piede in Hokkaido fu proprio un italiano nel lontano 1618. Il suo nome è Girolamo De Angelis, evangelizzatore gesuita.

Attualmente nella prefettura dell’Hokkaido ci sono diversi gemellaggi con città estere: 25 con città canadesi, 23 con città americane, 17 con città russe, 12 con città cinesi ecc… Purtroppo però non è ancora presente una connessione con nessuna città italiana. Questo progetto è nato proprio con la speranza di un futuro rapporto interculturale e di un eventuale gemellaggio. ”Sora” in giapponese significa “cielo azzurro”. “Sora-Degna”, “degna del cielo azzurro”. Due parole che ci esprimono il valore nascosto di questi due territori ancora tutti da scoprire.

«La mia passione per la fotografia – spiega Lorenzo Uccheddu – nasce fin da quando ero bambino. Solo dieci anni ho acquistato la mia prima reflex ed ho iniziato a capire quali fossero veramente le difficoltà e i divertimenti della fotografia. Ho collaborato diverse volte per tanti eventi ma reputo questo progetto particolarmente significativo. Davide ha avuto una bellissima idea; inizialmente ero incredulo, poi le cose pian piano si sono fatte più concrete, Davide ha contattato tutti gli enti che hanno accolto con entusiasmo il nostro progetto e da quel momento mi son gettato a capofitto sul lavoro. Per questo devo assolutamente ringraziare lui ma anche il direttore della Grande Miniera di Serbariu, Mauro Villani, per la disponibilità concessami sin dai primi giorni di lavoro, per tutti i chiarimenti e la stupenda esperienza all’interno della miniera stessa.»

La mostra sarà ulteriormente arricchita da una conferenza sulla Sardegna che verrà presentata in tutte le sue più belle vesti: dalla parte storico-culturale (argomentata dalla mia assistente e compagna di viaggio Ester Lai – dott.ssa in Beni Culturali e studentessa del Corso di Laurea Magistrale in Archeologia e Storia dell’Arte dell’università di Cagliari), si proseguirà con un excursus sui parchi regionali, nazionali, i monti, i mari e, naturalmente, le miniere del Sulcis, non dimenticando il vero obiettivo principale del progetto: La Grande Miniera di Serbariu.