9 August, 2026
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Con l’insediamento del nuovo Consiglio comunale di Sanluri ha preso ufficialmente il via il nuovo mandato amministrativo guidato dal sindaco Alberto Urpi, che ha affidato deleghe e
responsabilità a una squadra costruita per trasformare la fiducia dei cittadini in risultati concreti.
«I cittadini ci hanno dato un mandato chiaro: lavorare insieme, far crescere Sanluri e costruire il suo futuro. È una responsabilità che affrontiamo con entusiasmo, competenza e grande spirito di servizio», ha detto il sindaco Alberto Urpi.
Ad affiancare il sindaco saranno il vicesindaco Paolo Usai, con delega alle Attività produttive e all’Agricoltura, Pamela Tonin, assessora ai Servizi sociali e alla Borgata di Sanluri Stato, Franco Nurra, assessore all’Ambiente, Roberta Casta, assessora alla Cultura e al Turismo, e Carlo Murru, assessore alla Pubblica Istruzione. Il Consiglio comunale sarà presieduto da Fabrizio Collu.
La composizione della Giunta rappresenta il punto di partenza di un percorso amministrativo che, nel corso del mandato, prevederà anche una turnazione degli assessori. Una scelta pensata per valorizzare il consenso ottenuto dai candidati della maggioranza, riconoscendo il contributo espresso dagli elettori e consentendo alle migliori energie della coalizione di mettere a disposizione della comunità competenze ed esperienza, nel segno della condivisione e della partecipazione
L’intera maggioranza sarà protagonista dell’azione amministrativa. Il capogruppo Massimiliano Paderi seguirà le Entrate tributarie, Stefania Onnis avrà la delega all’Innovazione tecnologica e al Personale, Cristian Fenu si occuperà delle Politiche giovanili, Eleonora Porru delle Politiche per la famiglia, Salvatore Floris dell’Urbanistica e della Sicurezza del territorio e Roberta Maccioni della Valorizzazione delle tradizioni e dei Grandi eventi.
Le priorità sono già definite. «Partiremo immediatamente con la conclusione del PUC e del PAI, strumenti fondamentali per dare certezze ai cittadini, alle imprese e a chi vuole investire a Sanluri. Parallelamente faremo partire gli interventi di rigenerazione urbana già programmati, perché la nostra comunità ha bisogno di vedere opere realizzate, quartieri valorizzati e una città sempre più moderna, attrattiva e vivibile.»
Il consenso ricevuto ci rende orgogliosi, ma soprattutto ci carica di responsabilità. Da oggi ogni energia sarà dedicata a trasformare la fiducia dei cittadini in nuovi risultati concreti, lavorando ogni giorno con serietà, presenza e ascolto per costruire la Sanluri che tutti desideriamo.

Sono 12 i monumenti che Sanluri proporrà ai visitatori, nelle giornate di sabato 28 e domenica 29 maggio, in occasione di Monumenti Aperti.
Per il sindaco, Alberto Urpi, l’assessora alla Cultura, Antonella Pilloni e quello al Turismo, Fabrizio Collu: «Aderire alla manifestazione Monumenti aperti significa per noi raccontare con orgoglio l’eredità del nostro passato. Non esiste futuro senza il passato, conoscere la nostra storia, le proprie radici, i luoghi, i monumenti, le tradizioni significa avere la consapevolezza della propria identità. I volontari e gli studenti guideranno i visitatori, lungo il percorso, alla scoperta del nostro patrimonio artistico, il nostro Castello Giudicale, i nostri Musei, le nostre Chiese, documenti di pietra che non solo ci parlano del passato ma sono testimoni del tempo. Uno degli elementi identitari più forti della comunità di Sanluri è il pane Civraxu, con il Museo del Pane, si apre una finestra sulle tradizioni e la cultura del mondo contadino che profuma di terra e di antichi sapori. Aprire le porte dei nostri monumenti ai visitatori, significa far conoscere ciò che siamo e il senso di ciò che ci circonda, un luogo di incontro dove, attraverso un percorso di conoscenza, si può condividere la ricchezza che ogni persona porta con sé.»
Questi i 12 siti aperti: il Museo del Pane e della Panificazione del Civraxu che si trova a casa Villasanta, e la Chiesa di Sant’Antiogu becciu che si trova nell’Agro di Sanluri al confine con Villanovaforru, dove fu edificata nel 1610.
Sono visitabili poi altre 7 chiese: San Francesco, San Lorenzo, San Pietro, San Martino Vescovo, San Rocco, San Sebastiano, e la Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie.
Vengono poi confermate come nelle passate edizioni: il Castello, l’unico ancora abitabile dei tanti costruiti in Sardegna in età Giudicale, Sa porta de su Casteddu e l’Ex Montegranatico.
Antonio Caria