23 September, 2021
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Solidarietà della Regione Sardegna al mondo della cooperazione e delle ONG per la tragedia aerea verificatasi in Etiopia.

«In questi anni la Regione Sardegna ha coordinato la materia delle Politiche di cooperazione allo sviluppo nell’ambito della Conferenza delle Regioni e in questo ruolo ha seguito da vicino tutti i temi legati allo straordinario impegno di tanti nostri cooperanti che, con grande dedizione e competenza, si dedicano a una causa nobile nell’esclusivo interesse di popoli in difficoltà. Siamo vicini in questo momento drammatico al mondo della cooperazione che ha perso nella tragedia aerea avvenuta ad Addis Abeba otto persone straordinarie.»

Lo ha detto stamane, l’assessore uscente degli Affari Generali, Filippo Spanu.

«Ho avuto l’onore e la fortuna di conoscere, nell’ambito del lavoro svolto nella Conferenza delle Regioni, il mondo delle organizzazioni non governative e ho incontrato più volte Paolo Dieci, presidente del Cisp, il Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli e rete LinK 2007, un’associazione che raggruppa 14 importanti ONG italiane, deceduto nella tragedia aerea avvenuta in Etiopia. Il suo carisma era pari alla concretezza delle sue posizioni come singolo operatore e profondo conoscitore del contesto internazionale. Fortunatamente Paolo, e tutti coloro che, purtroppo, sono mancati in questo tragico incidente, non sono soli e non sono i soli. Ci hanno indicato la strada di uno sviluppo per tutti, equilibrato e duraturo, che deve essere – conclude Filippo Spanu – la strada maestra da percorrere per tenere vivo il loro ricordo.»

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La Regione sottoscriverà un protocollo d’intesa con il ministero della Giustizia per destinare temporaneamente, per un periodo di un anno, proprio personale alla realizzazione di progetti mirati prioritariamente ad intervenire sulle più gravi criticità organizzative dell’apparato giudiziario della Sardegna.

Lo ha deciso la Giunta su proposta dell’assessore degli Affari Generali Filippo Spanu. Analoghi accordi sono stati stipulati in altre regioni italiane.

«La Regione, in base alle sue competenze esclusive, intende potenziare – sottolinea l’assessore degli Affari Generali Filippo Spanu – la formazione del personale dipendente in materie che hanno un impatto sulla giurisdizione e allo stesso tempo creare opportune sinergie per migliorare l’efficienza degli uffici regionali con particolare riferimento al governo e alla sicurezza del territorio. Inoltre è interesse dell’amministrazione regionale  implementare l’efficacia dell’apparato giudiziario per garantire un miglioramento dei servizi da erogare in favore dei cittadini, delle imprese e degli enti locali.»

Il passaggio temporaneo avverrà solo dopo un avviso interno per acquisire la disponibilità degli interessati all’assegnazione.

I lavoratori, pur rimanendo nella dipendenza organica della Regione, svolgeranno le proprie attività, secondo le modalità e le finalità dell’ufficio giudiziario interessato, nell’ambito delle mansioni della categoria di appartenenza.

I progetti dovranno indicare le varie fasi dei procedimenti con aspetti di particolare criticità e gli obiettivi specifici da raggiungere secondo tempistiche e obiettivi determinati e controllabili.

  

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La Regione Sardegna presenta ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto Sicurezza (convertito in legge n. 132). Lo ha deciso oggi la Giunta approvando una delibera proposta dalla Presidenza in cui si contesta la violazione di importanti precetti costituzionali e dello Statuto  della Sardegna, rilevando al contempo la violazione di diritti dei cittadini, costituzionalmente riconosciuti.

«In stretto coordinamento con altre regioni italiane, rafforzati dal nostro Statuto di Autonomia – spiega il presidente Francesco Pigliaru – abbiamo scelto la strada del ricorso. Il decreto Sicurezza nasce da presupposti errati e sta danneggiando seriamente un sistema di accoglienza dei richiedenti asilo faticosamente costruito in questi anni grazie alla proficua sinergia di Regione, Comuni e Prefetture. Restiamo dell’idea che sia possibile attuare un processo di inclusione e integrazione in modo equilibrato e in un quadro di regole che non sono certamente quelle imposte con il recente decreto.»

L’assessore degli Affari generali Filippo Spanu, con delega ai flussi migratori, ribadisce che «la Sardegna sin dall’inizio si sta muovendo in raccordo con altre Regioni, Umbria, Toscana e Piemonte in primis, perché siamo convinti che il decreto poi diventato legge genera insicurezza e crea gravi problemi ai Comuni chiamati a gestire le conseguenze provocate dalla sua applicazione. La decisione di oggi – chiarisce Filippo Spanu – è in piena sintonia con i principi umanitari di accoglienza e solidarietà che la Sardegna ha sempre messo in pratica. Con il ricorso viene data una veste nuova e più solida alle tante critiche arrivate dai sindaci, perché la ribellione a una legge ingiusta passa prima di tutto per gli strumenti Costituzionali. È quindi assolutamente improprio parlare di illegalità delle proteste, ma nel ricorso si trovano le risposte alle gravi preoccupazioni esposte dai primi cittadini, delle quali la Regione si fa completamente carico».

La violazione della Costituzione parte, in primo luogo, dall’art. 28 che concerne attribuzioni di diretta spettanza regionale, poiché l’ordinamento degli enti locali è materia di competenza regionale esclusiva per la Regione Autonoma della Sardegna in virtù dell’art. 3, comma 1, lett. b), dello Statuto. Il decreto, infatti, prevede poteri straordinari in capo al Prefetto, per il Commissariamento degli Enti locali, violando, quindi gravemente l’Autonomia Regionale Sarda. Tali poteri risultano inoltre avulsi dal contesto dello stesso Decreto Sicurezza, e generici nelle motivazioni. Il ricorso  evidenzia inoltre la grave lesione dei diritti di autonomia, nello stabilire norme (art. 1,12 e 13 appunto) che, riformando i criteri della protezione umanitaria e delle conseguenti tutele legate all’assistenza, all’integrazione ed al riconoscimento anagrafico, violano gravemente diritti costituzionalmente garantiti dei cittadini stranieri, incidendo impropriamente nella normativa regionale legata in particolare all’assistenza, all’istruzione, al lavoro. Nello specifico, benché l’art. 117, comma 2, lett. b) e h), della Costituzione, ricomprenda la materia “immigrazione” e la materia “ordine pubblico e sicurezza” tra quelle assegnate alla competenza esclusiva dello Stato, la stessa Costituzione, all’art. 118, comma 3, riconosce esplicitamente l’esistenza di un profondo legame fra queste materie e quelle di competenza concorrente, affidate (anche) alla cura delle Regioni, dove recita: «La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell’articolo 117 […]». Ciò equivale a dare atto dell’intreccio di competenze fra queste due materie e quelle di competenza regionale. Nel caso della Regione Autonoma della Sardegna sono coinvolte le competenze statutarie sia di tipo esclusivo (“polizia locale urbana e rurale” ex art. 3, comma 1 dello Statuto) che concorrente; competenze che, concretamente, la Regione Sardegna ha puntualmente esercitato.

 

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Le storie di Ismael, Adriano, Sambu, Ali e Hussein hanno caratterizzato l’incontro promosso dalla Regione che si è svolto nella Palestra del Liceo De Castro a Oristano sui temi dell’accoglienza e dell’inclusione dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale. Storie dolorose di giovani che hanno lasciato i paesi d’origine: Bangladesh, Guinea Bissau, Gambia, Mali, Sudan. Ma anche storie di tenacia e speranza in un futuro più sereno in linea con sogni e aspirazioni. Esemplare l’esperienza del 26enne sudanese Hussein che, dopo il viaggio attraverso il deserto, la prigionia nei campi libici e la traversata a bordo di un barcone nel Mar Mediterraneo, è arrivato in Sardegna con una nave del sistema Frontex. Ora studia al Centro d’Istruzione per adulti di Oristano e tutela gli interessi di tutti i compagni di scuola in qualità di presidente del Consiglio di Istituto. In questo modo rafforza la sua legittima aspirazione di svolgere, alla conclusione del percorso di studi, la professione di avvocato.

Nel corso dell’incontro l’assessore degli Affari Generali Filippo Spanu ha dialogato con oltre 200 studenti del “De Castro” insieme al dirigente scolastico Pino Tilocca, agli insegnanti. alla mediatrice culturale Genet Woldu Keflay, al mediatore culturale Mike Onuoho e alla psicologa Stefania Cossu che operano rispettivamente nei centri di accoglienza Gesar di Oristano e Nuragheruiu di Norbello.

«L’istruzione – ha detto l’assessore Spanu – è la chiave di volta del processo di inclusione dei richiedenti asilo. La conoscenza della lingua e della cultura italiana è fondamentale per il loro inserimento nella nuova realtà. Ma aiuta anche i giovani italiani ad acquisire maggiore coscienza del fenomeno migratorio e del destino di chi lascia il proprio paese per affrontare viaggi drammatici attraverso il deserto africano ed il mar Mediterraneo. In questi incontri con gli studenti delle scuole superiori della Sardegna abbiamo cercato di trasmettere buone informazioni per riportare il fenomeno migratorio entro i giusti confini che non sono quelli del pregiudizio e dell’intolleranza.»

L’iniziativa “La Regione incontra le scuole” ha coinvolto, nel corso di 18 appuntamenti, circa 3mila studenti.

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Sant’Antioco ha ricordato oggi le vittime del naufragio avvenuto lo scorso 16 novembre davanti all’isola del Toro e tutti i giovani algerini morti durante la traversata dall’Algeria verso la Sardegna, in un’iniziativa organizzata dalla Regione Sardegna, con la collaborazione del comune di Sant’Antioco, del Corpo Forestale e della Caritas. Alla presenza dell’assessore degli Affari generali Filippo Spanu, che ha la delega ai flussi migratori, il momento più intenso della commemorazione delle giovani vittime algerine lungo la rotta tra Annaba e le coste del Sulcis è stato quello della deposizione di una corona di fiori al largo di Sant’Antioco, nel tratto di mare in cui è avvenuto il tragico naufragio che ha provocato 2 morti e 8 dispersi, “Harragas”, secondo il modo di dire algerino, che volevano raggiungere le coste sarde attratti dal miraggio di una vita migliore. Le due vittime identificate sono Kebir Ghilas, 25 anni, e Khebad Abdelhadi, 34 anni. Due i superstiti, Ayadi Sifeddin, 21 anni, ed Ayoub Fouchane, 24 anni, che con grande emozione sono tornati nei luoghi in cui hanno perso la vita i loro compagni di viaggio.

«Il giorno della tragedia avevo assunto l’impegno di portare un fiore per ricordare le vittime del naufragio. Siamo venuti a Sant’Antioco per rinnovare una memoria dolorosa che dobbiamo tenere viva. È stato un gesto di umanità per i due ragazzi morti nel naufragio dello scorso 16 novembre, per gli otto dispersi e per tutti coloro che nel Mar Mediterraneo hanno perso la vita durante viaggi affrontati con sentimenti di disperazione e speranza. L’umanità è un valore essenziale ogni volta che si affronta la questione delicata di chi, in base alle norme internazionali, ha diritto di trovare ospitalità e accoglienza», ha detto l’assessore Filippo Spanu che dalla barca messa a disposizione dal Corpo forestale e di Vigilanza ambientale ha lanciato in mare la corona di fiori. Con Filippo Spanu, hanno condiviso momenti di raccoglimento e preghiera il sindaco Ignazio Locci, l’Imam Golam Kibria e don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana.

La giornata si è conclusa con l’assemblea pubblica, nella sala convegni della Polizia municipale, con il pensiero rivolto agli “harragas” morti durante il viaggio verso la Sardegna e a tutti i migranti che non sono riusciti a portare a termine il loro viaggio attraverso il Mediterraneo. 

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È stata presentata oggi, nella sede della provincia di Nuoro, Sardinia East Land, azione strategica inserita nel progetto Visit Nuorese che, con un finanziamento di 820mila euro, è parte integrante del Piano di Rilancio del Nuorese promosso dalla Regione e ormai in fase di attuazione.

Con Sardinia East Land è stato creato un quadro strategico disponibile on line nel sito della Provincia di Nuoro utile a progettare la nuova destinazione turistica Nuorese-Ogliastra.

«Il Piano di Rilancio del Nuorese, di cui oggi vediamo un significativo concreto sviluppo, è un ottimo esempio di collaborazione tra istituzioni, tra il livello regionale e quello locale e di proficuo coinvolgimento dei soggetti privati – ha detto il presidente della Regione, Francesco Pigliaru -. La strada è quella giusta. Abbiamo creato una squadra e la capacità di lavorare insieme ha prodotto progetti utili che avranno positive ricadute, soprattutto attraverso la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale, sullo sviluppo delle comunità.»

Il presidente della Regione ha poi ricordato le iniziative portate a termine a favore del nuorese con particolare riferimento alla lotta contro la peste suina: «Siamo vicini al raggiungimento di un eccezionale risultato che ha richiesto, anche in questo caso, un grande lavoro di squadra. Sconfiggere la peste suina significa offrire ai territori nuove opportunità di sviluppo e creare un argine allo spopolamento».

Coordinata dall’assessore Filippo Spanu si è poi riunita la cabina di regia del Piano di Rilancio del Nuorese. L’organismo ha fatto il punto sull’iter di attuazione. Nei prossimi giorni saranno sottoscritte le convenzioni per il concreto avvio dei progetti Distretto Culturale (Camera di Commercio) e Sistema Museale (Comunità Montana Gennargentu-Mandrolisai), con un investimento complessivo di oltre 10 milioni di euro. Con queste azioni si vuole costruire un sistema ambientale, produttivo, culturale ed enogastronomico che possa essere proposto, in modo integrato, come attrattore turistico di forte richiamo. La Cabina di Regia ha preso atto del buono stato di avanzamento del progetto pilota, finanziato con 3 milioni e 552 mila euro, per contrastare la dispersione scolastica e incrementare le competenze degli alunni del primo ciclo di istruzione. Va avanti anche il progetto per le scuole del secondo ciclo sulla base di un finanziamento di 5 milioni e 340mila euro. Avviato poi il progetto Geoartnet, proposto dalla Fondazione Nivola con il comune di Orani in qualità di soggetto attuatore, che mira a creare, con uno stanziamento di 2 milioni e 500mila euro, l’offerta culturale del Museo Nivola. In particolare viene realizzato il progetto pilota “Pergola village” sviluppo di un’idea dell’artista oranese Costantino Nivola che aveva pensato di unire le case del paese attraverso pergole di vite. Avviata anche la proposta “Export reti imprese” per incentivare l’aggregazione e rafforzare nei mercati internazionali la presenza delle aziende che operano nei settori dell’artigianato e dell’agroalimentare. Le risorse disponibili ammontano a un milione di euro.  In corso di realizzazione, sulla base di un finanziamento di 550 mila euro, il progetto per migliorare l’attrattività del compendio del Parco di Tepilora anche a fini turistici. Nel campo delle infrastrutture stanno per essere avviati gli interventi che riguardano il nuovo collegamento e lo svincolo della zona industriale di Pratosardo con la 131 dcn e l’adeguamento del porto turistico di La Caletta, a Siniscola, per un finanziamento complessivo di 4 milioni e 800mila euro. Un milione e 400mila sono poi destinati ad altri interventi per la viabilità di accesso ai siti culturali.

Il finanziamento complessivo ammonta a 54 milioni e 638mila euro per la realizzazione di 22 progetti. Altri 30 milioni sono destinati a iniziative nel territorio come quelle che riguardano la valorizzazione del Parco di Tepilora, della miniera di Sos Enattos a Lula e dell’area di Su Suercone. Gli ambiti tematici sono Ambiente e Cultura, Infrastrutture, Manifatturiero, Scuole e Area Vasta. 

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Per ricordare le vittime del naufragio avvenuto lo scorso 16 novembre davanti all’isola del Toro e tutti i giovani algerini morti durante la traversata dall’Algeria verso la Sardegna la Regione domani, sabato 26 gennaio, ha organizzato a Sant’Antioco una giornata di commemorazione. Alla presenza dell’assessore degli Affari generali Filippo Spanu, che ha la delega ai flussi migratori, alle 14.00, verrà deposta nelle acque antistanti il porto una corona di fiori. A seguire, nella sala consiliare del Comune, è in programma un momento di riflessione a cui prenderanno parte, oltre all’assessore Spanu, il sindaco Ignazio Locci, l’Imam di Cagliari Triki Mehrez, il direttore della Caritas diocesana di Cagliari don Marco Lai, Houssa Seduci, giornalista di France24 e Dzair news e la scrittrice Arianna Obinu.

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Si è riunito oggi nel palazzo della Regione, a Cagliari, il Tavolo partenariale per il reimpiego dei lavoratori del bacino ex Ati Ifras. All’incontro hanno preso parte l’assessore degli Affari Generali Filippo Spanu, coordinatore del Tavolo, insieme ai responsabili degli enti e delle strutture regionali con specifiche competenze e ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dei Comuni e degli enti che hanno presentato progetti.

Al termine dell’incontro le parti hanno condiviso l’accordo che definisce aspetti operativi che riguardano le misure a favore dei lavoratori ex ATI-IFRAS ai fini dell’attuazione della legge regionale n. 34 del 2016. Condiviso anche il Protocollo d’Intesa che delinea gli obiettivi generali, gli ambiti di operatività e il sistema di governance di un Piano generale di sviluppo strategico per il rilancio del territorio del Parco Geominerario.

«Abbiamo fatto passi avanti significativi in questi ultimi mesi con l’intento di dare risposte a tutti gli addetti nell’ambito di una vertenza che presentava aspetti di grande complessità. Il Tavolo oggi ha preso atto – dichiara l’assessore Filippo Spanu – che sono ormai definite le posizioni degli oltre 350 lavoratori coinvolti nelle procedure finalizzate al reimpiego a tempo determinato in attesa del bando internazionale che deve individuare il soggetto che realizzerà l’intervento nel contesto del Parco storico e ambientale della Sardegna. Per altre 147 persone si darà corso alle procedure di esodo. Ringrazio tutti i componenti del Tavolo partenariale che hanno lavorato in modo costruttivo per trovare queste soluzioni.»

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La Regione sottoscriverà una convenzione per migliorare le dotazioni tecniche e informatiche del Comando regionale della Guardia di Finanza che, attraverso le sue componenti operative, è impegnato in importanti attività investigative finalizzate al contrasto di illeciti a carattere economico-finanziario.

Lo ha deciso la Giunta nei giorni scorsi, su proposta dell’assessore degli Affari generali Filippo Spanu.

L’intervento è previsto nell’ambito del progetto “Giustizia Digitale” sulla base della programmazione Por Fesr 2014-2020.

«Con uno stanziamento di 109mila euro verrà realizzato un laboratorio informatico digitale con l’intento di rafforzare l’intero dispositivo delle indagini della Guardia di Finanza. Intendiamo incrementare, in un’ottica di leale collaborazione – sottolinea l’assessore Filippo Spanu -, la diffusione di prodotti e servizi ad alta valenza tecnologica. L’utilizzo delle tecnologie digitali e informatiche migliora i controlli e le verifiche investigative contro i reati di natura economica e finanziaria.»

La Regione, con il progetto Giustizia Digitale affidato alla Direzione generale dell’assessorato degli Affari generali, sta attuando un programma di interventi a favore della semplificazione amministrativa e della modernizzazione dell’apparato giudiziario in Sardegna, con la realizzazione di specifici progetti di innovazione in raccordo con il ministero della Giustizia. Il processo di informatizzazione vuole offrire servizi migliori ai cittadini. Le nuove tecnologie sono infatti in grado di determinare una notevole riduzione dei tempi delle procedure e delle indagini. La Regione non si sostituisce allo Stato, ma agisce in via sussidiaria tenendo conto dell’obiettivo del miglioramento della qualità dell’organizzazione giudiziaria con positive ricadute sociali ed economiche. Lo scorso mese di settembre è stato inaugurato il nuovo laboratorio informatico a disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica e della Direzione Distrettuale Antimafia.

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L’assessore degli Affari generali con delega ai flussi migratori, Filippo Spanu, ha tenuto oggi una conferenza stampa in cui ha fatto il punto, insieme alla responsabile del Servizio Prevenzione dell’ATS ASSL di Cagliari Silvana Tilocca, su tutte le iniziative in corso nell’accoglienza dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale.

«Siamo impegnati su più fronti per dare corso ai principi sanciti dalla nostra Costituzione e dalle norme del diritto internazionale – ha detto Filippo Spanu – per garantire accoglienza a tutti coloro che ne hanno diritto e, contemporaneamente, opportunità di crescita per le nostre comunità.»

Sulla salute dei migranti la Regione, con l’ATS, ha attuato un progetto FAMI finanziato dal ministero dell’Interno che ha coinvolto 1.262 tra richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. In particolare medici e operatori sanitari hanno seguito 155 persone in condizione di vulnerabilità post-traumatica o con grave disagio psico-sanitario. 51 minori stranieri anche non accompagnati sono stati presi in carico nell’ambito psico-socio-sanitario. Nel corso del progetto sono stati formati 84 operatori su vulnerabilità post-traumatica e grave disagio psicosanitario. Nell’ambito della salute il ministero dell’Interno ha positivamente valutato il progetto e ha per questo deciso di finanziarie ulteriori attività per il triennio 2019-2021.

«Abbiano rilevato – ha detto Silvana Tilocca – che il disagio complessivo della persona si sia tradotto in molti casi in problematiche di ordine psichiatrico e di natura fisica. Il progetto ha evidenziato l’importanza di proseguire il sostegno nei tempi successivi allo sbarco ai fini della prevenzione di patologie di natura psicologica o psichiatrica.»

«Stiamo lavorando insieme alle altre Regioni – ha chiarito Filippo Spanu – al ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto Sicurezza. E’ in via di completamento la fase di acquisizione degli elementi tecnici e giuridici a sostegno delle nostre argomentazioni contro un provvedimento che riteniamo iniquo e in grado sia di disintegrare un sistema di accoglienza faticosamente costruito in questi ultimi anni insieme ai Comuni, sia di creare insicurezza ed allarme sociale nelle nostre comunità.»

L’assessore Filippo Spanu si è soffermato sul Global Compact for migration, voluto dall’ONU al fine di concordare una risposta globale e unitaria alle questioni legate al fenomeno migratorio: la Regione nei giorni scorsi ha inviato una lettera al capo dello Stato Sergio Mattarella a seguito dell’iniziativa della Sardegna di promuovere, con altre 6 regioni, comuni, università e associazioni, un appello rivolto a Governo e Parlamento affinché l’Italia sottoscriva il documento. «Pur nel rispetto dell’autonomia parlamentare e del suo ruolo di super partes – si legge nella lettera – chiediamo il suo autorevole sostegno perché la nostra posizione possa essere appoggiata nell’ambito del dibattito a livello nazionale affinché l’Italia possa partecipare in maniera attiva e propositiva alla discussione globale, la cui vasta complessità non può esaurirsi in meri slogan politici o nell’avallo di posizioni affatto risolutive dei problemi, se non quando addirittura contrarie a principi umanitari».

Anche alla luce dei dati drammatici forniti nei giorni scorsi dal ministro degli Interni algerino Noureddine Bedoui, la Regione continua a manifestare preoccupazione per la rotta tra Algeria e Sardegna che ha provocato nel 2018 tante vittime (circa 200 tra morti e dispersi secondo quanto dichiarato dall’esponente del governo di Algeri). «A fronte dei tanti impegni assunti dal ministero dell’Interno e delle nostre richieste di intervento il flusso resta costante. La Regione, dal canto suo, ha messo a punto un progetto – ha spiegato l’assessore – per contrastare lo sbarco nell’isola di migranti in arrivo dal paese nordafricano».

Per ricordare le vittime lungo questa rotta, il prossimo 26 gennaio è stata organizzata una commemorazione al largo di Sant’Antioco, davanti all’Isola del Toro. Saranno presenti l’assessore Filippo Spanu, il sindaco Ignazio Locci, il direttore della Caritas diocesana di Cagliari don Marco Lai, Houssa Seduci, giornalista France24 e Dzair news Don Marco Lai ed Arianna Obinu, scrittrice ed autrice del libro “Harraga. Migranti irregolari dall’Algeria. Il sogno europeo passa dalla Sardegna”, e  i rappresentanti della comunità algerina in Sardegna.

Sul Centro di Permanenza per i rimpatri (Cpr) a Macomer Filippo Spanu ha dichiarato che «è tutto fermo, non abbiamo informazioni che ci inducono a ritenere che il Cpr possa essere aperto entro l’estate perché importanti procedure amministrative non sono state ancora completate».

Attualmente sono 2.552 le persone ospiti delle strutture di accoglienza della Sardegna. Sono 2328 i rifugiati ospiti dei 97 Cas, 224 sono inseriti nei 16 Sprar. 222 i minori stranieri non accompagnati presenti nell’isola. La Regione, per favorire il processo di inclusione, con il Piano per l’accoglienza recentemente approvato dalla Giunta ha messo in campo diversi progetti: dalle attività di volontariato in ambiti di pubblica utilità alle iniziative sportive all’agricoltura sociale per valorizzare le competenze dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale nel settore agricolo e pastorale, con particolare riferimento ai Centri di accoglienza ubicati nelle aree rurali.