16 August, 2022
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Appuntamento “in trasferta” per il Festival Nuoro Jazz, il cartellone di concerti che affianca, giorno per giorno, le attività didattiche del trentunesimo Seminario Jazz in corso nel capoluogo barbaricino fino a venerdì prossimo (30 agosto). Questa sera la manifestazione pianta le tende a Onanì, il piccolo paese a una quarantina di chilometri da Nuoro: di scena in piazza Funtana Manna, con inizio alle 21.00, un quartetto originale intestato al pianista e trombettista Dino Rubino, titolare della classe di tromba ai Seminari jazz nuoresi, affiancato da altri tre docenti degli stessi corsi: il sassofonista Emanuele Cisi, il contrabbassista Paolino Dalla Porta ed il batterista Stefano Bagnoli.

Siciliano di Biancavilla, classe 1980, Dino Rubino ha iniziato a studiare pianoforte classico al Conservatorio di Catania nel 1991 prima di dedicarsi alla tromba, tre anni più tardi, dopo aver visto suonare Tom Harrell (il grande trombettista statunitense atteso proprio a Nuoro, da lunedì a giovedì prossimi, per tenere col suo quartetto una masterclass ai Seminari jazz e un concerto, mercoledì 28). Vincitore del premio Massimo Urbani, nel 1998, come miglior talento nazionale emergente, nel 2000 Furio Di Castri lo chiama a far parte del progetto “Giovani artisti d’Europa“, con cui suona per un paio d’anni tenendo concerti in Italia e all’estero. Nel 2001 ricomincia lo studio del pianoforte e decide di abbandonare la tromba, che riprenderà comunque a suonare sei anni dopo. Nel 2008 entra nel gruppo del sassofonista Francesco Cafiso, col quale collabora per cinque anni incidendo sei dischi. Nel 2009 si diploma in pianoforte e inizia la specialistica in jazz al Conservatorio di Messina dove si laurea nel 2012. Leader dell’On Air Trio con Paolino Dalla Porta al contrabbasso ed Enzo Zirilli alla batteria, e di Kairos, un progetto con Giuseppe Mirabella, Riccardo Fioravanti, Adam Nussbaum più un ensemble di quattro fiati, Dino Rubino collabora in duo con Paolo Fresu, che nel 2011 lo ha convocato a far parte della sua etichetta discografica, la Tuk Music, che ha pubblicato quattro album a suo nome e il più recente “Tempo di Chet”, cooprodotto con lo stesso Paolo Fresu e Marco Bardoscia, in cui è raccolta la colonna sonora dell’omonimo spettacolo teatrale dedicato alla leggendaria figura di Chet Baker.

Dino Rubino (ph © Roberto Cifarelli)

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Seconda giornata domani, mercoledì 9 agosto, per Time in Jazz, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu nel suo paese natale, Berchidda, ma con tappe anche in altri centri del nord Sardegna, che oggi ha aperto i battenti della sua trentesima edizione a bordo del traghetto della Sardinia Ferries da Livorno a Golfo Aranci, e che prosegue fino al 16 agosto con un calendario fitto di eventi.

La mattinata di mercoledì 9 riporta Time in Jazz, dopo diversi anni, nel verde della natura del Demanio Forestale Monte Limbara Sud, sopra Berchidda, per un doppio momento musicale: si comincia alle 9.00 al laghetto Nunzia col piano solo di Enrico Zanisi, uno dei più interessanti giovani talenti emersi dalla scena jazzistica nazionale; classe 1990, dopo gli studi e la formazione, culminata alla Manhattan School of Music di New York, ha pubblicato nel 2009 il primo disco con Pietro Cigalini al contrabbasso e Ettore Fioravanti alla batteria, cui seguiranno altri due album sempre in trio, ma con Joe Rehmer e Alessandro Paternesi (“Life Variations” nel 2012 e “Keywords” nel 2014), e uno in duo con Mattia Cigalini (“Right Now” 2015). Nel frattempo matura esperienze esibendosi in alcuni tra i più importanti festival e club italiani e all’estero, e collaborando con musicisti come Sheila Jordan, David Liebman, Andy Sheppard, Francesco Cafiso, Roberta Gambarini, Stefano Di Battista, Francesco Ponticelli; ben presto arrivano anche i riconoscimenti da parte della critica: nel 2012 si è aggiudicato il premio Top Jazz come Miglior Nuovo Talento per la rivista Musica Jazz, e il Premio Siae per la creatività nel 2014.

Una produzione originale caratterizza la mattina di giovedì 10, terza giornata del festival, chiamando in azione due musicisti salentini legati da tempo da proficua collaborazione: il sassofonista Raffaele Casarano e il contrabbassista Marco Bardoscia. Il titolo, “Locomotive”, allude al contesto ferroviario in cui si svilupperà l’evento: le stazioni di Oschiri e Berchidda. 

Il programma musicale della giornata prosegue verso il tramonto sulla spiaggia di Porto Taverna, nei pressi di Loiri Porto San Paolo, sempre sulla costa orientale, dove alle 18.00 ritorna in scena Giovanni Guidi, stavolta in compagnia del suo solo pianoforte.

E si resta in riva al mare anche per il concerto serale, alle 21, alla Torre di San Giovanni, a Posada con il duo formato da Uri Caine e Paolo Fresu. Il pianista americano e il trombettista sardo si sono conosciuti nel 2002 proprio al festival di Berchidda dando in seguito vita a un fecondo sodalizio artistico testimoniato da tanti concerti e tre dischi (il più recente è il live “Two Minuettos”), dove la tromba lirica e sognante di Fresu, con il suo timbro malinconico e onirico, si sposa felicemente con il pianismo di Uri Caine, fatto di mille citazioni, dalla canzone americana al blues, dal jazz più mainstream all’avanguardia, fino alla musica classica.