24 June, 2024
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L’INAIL, Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, ha trasferito 50 milioni di euro ad Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, in attuazione dell’articolo 43, comma 1, del decreto legge n. 18 dello scorso 17 marzo, che ha varato nuove misure straordinarie per fronteggiare l’epidemia da Covid-19.

I fondi saranno erogati alle aziende per potenziare i livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso l’acquisto di dispositivi e altri strumenti di protezione individuale e potrebbero essere utilizzati anche per sostenere il processo di riconversione industriale delle aziende impegnate  nelle nuove produzioni di dispositivi.

«È un modo concreto per garantire una protezione adeguata ai lavoratori, considerata la gravità della situazione – spiega il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello dopo l’approvazione del decreto ci siamo subito messi in contatto con il commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, per effettuare il trasferimento dei fondi ad Invitalia nel più breve tempo possibile. È un modo concreto per garantire livelli di protezione adeguati ai lavoratori sostenendo la continuità dei processi produttivi delle imprese, come prevede anche il protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro sottoscritto il 14 marzo da sindacati e associazioni di categoria.»

Questa misura si aggiunge a quanto previsto dall’articolo 5 del decreto Cura Italia, che autorizza il commissario straordinario, attraverso Invitalia, a erogare 50 milioni di euro alle imprese produttrici per assicurare la disponibilità dei dispositivi di protezione individuale (dpi) e dei dispositivi medici necessari per fare fronte all’emergenza.

«All’Istituto il compito di validare i dpi realizzati per fronteggiare l’emergenza. Nelle ultime settimane abbiamo già collaborato con la Protezione civile per la verifica dei dispositivi arrivati anche da altri Paesiaggiunge il presidente dell’Inail, Franco Bettoni -. Ora, come disposto dal terzo comma dall’articolo 15 del decreto Cura Italia, l’Istituto è formalmente chiamato alla validazione dei dpi realizzati per fronteggiare l’epidemia, che devono comunque assicurare il rispetto degli standard di sicurezza previsti dalla normativa vigente.»

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Partire dalla scuola per educare le future generazioni alla cultura della sicurezza, della prevenzione e della salute. Con questo obiettivo, oggi 12 dicembre, si è svolto a Roma il convegno “Memory Safe: la cultura della sicurezza”, alla presenza dei rappresentanti del governo. Il dibattito, moderato dalla giornalista Maria Concetta Mattei, è stato introdotto dal direttore generale di Indire, Flaminio Galli, e ha visto la partecipazione di Giovanna Boda, Capo Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, Franco Bettoni, presidente nazionale ANMIL, Fabio Pontrandolfi, Area lavoro e Welfare di Confindustria, Michele Lepore, docente di diritto della sicurezza sul lavoro alla Sapienza Università di Roma.

La riflessione è partita dagli ultimi dati dell’INAIL che evidenziano come in Italia nel 2016 si siano registrati 641.345 infortuni sul lavoro, 16.557 malattie professionali e 1.104 vittime derivanti dagli incidenti. A livello europeo, secondo una ricerca dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) realizzata con altri partner stranieri, il costo stimato per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali sostenuti dai paesi dell’Unione è pari a 476 miliardi di euro all’anno, che equivale al 3,3% del PIL europeo.

«È necessario investire con forza sull’educazione culturale delle nuove generazioni – ha dichiarato il direttore generale di Indire, Flaminio Galli – per migliorare le condizioni di sicurezza e salute nel lavoro e nella vita. Infatti, nonostante vi siano norme, controlli e sanzioni severissime, gli incidenti e le malattie professionali non diminuiscono in maniera evidente. Dobbiamo spostare l’attenzione dal “dopo”, quando il danno è fatto, al “prima”, con la prevenzione. Possiamo farlo – ha aggiunto Galli – solo investendo sulla cultura della sicurezza e dando al giovane, al futuro lavoratore, la sensibilità, la conoscenza e la consapevolezza del rischio. Cultura, sicurezza e lavoro devono viaggiare insieme».

Nel corso della giornata sono stati presentati i risultati del progetto “Memory Safe”. L’iniziativa, grazie agli strumenti introdotti dal Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro (legge 81/2008), ha rappresentato una grande occasione per diffondere le buone pratiche in tema di prevenzione e cultura della sicurezza, con un impatto su oltre 43 mila studenti, 3.100 docenti e 2.175 classi nelle scuole italiane.

Nel pomeriggio sono stati premiati gli istituti scolastici che hanno partecipato a “Memory Safe”. Dal 2015 a oggi, grazie a un finanziamento del ministero del Lavoro, Indire ha assegnato 4 milioni di euro a 1342 soggetti, tra scuole, enti e associazioni di categoria, selezionando 41 progetti tra 203 candidature finanziabili.

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L’Anmil, l’associazione nazionale dei lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, ha tenuto ieri e oggi a Carbonia la 40ª tappa del Tour per la sicurezza sul lavoro. Stamane, nella sala conferenza della Grande Miniera, si è svolto un incontro con la partecipazione del presidente nazionale Franco Bettoni, del presidente della provincia di Cagliari Antonello Sabiu, del consigliere di Carbonia Dante Ennas. E’ intervenuto il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti. Presente in sala anche Paola Massidda, protagonista con il sindaco uscente del ballottaggio per l’elezione del nuovo sindaco, in programma domenica 19 giugno. Ha partecipato una delegazione della RSU dell’Eurallumina di Portovesme, in rappresentanza della quale è intervenuto Antonello Pirotto.

Il Tour per la sicurezza sul lavoro, iniziato il 28 aprile, si concluderà venerdì 17 giugno, dopo 4.000 km percorsi per sensibilizzare quante più persone possibile sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.

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Il 13 e il 14 giugno 2016, Carbonia ospiterà una tappa del  “Tour per la Sicurezza sul Lavoro” organizzato dall’ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro), per promuovere la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali nei luoghi di lavoro.

Il tour, partito il 28 aprile, è una sorta di “pellegrinaggio laico” che attraversa l’Italia per circa 4.000 km.

Il 13 giugno, intorno alle 16.00, il tour arriverà a Carbonia dopo essere stato a Villa San Pietro e, alle 16.30, circa saranno realizzate delle riprese cinematografiche nella Grande Miniera di Serbariu. Il 14, a partire dalle 9.30, presso la sala Convegni del Museo del Carbone, Grande Miniera di Serbariu, si terrà un incontro alla presenza del presidente nazionale ANMIL, Franco Bettoni, rappresentati regionali e locali dell’ANMIL, studenti e autorità locali. Intorno alle 12.30, il Tour ripartirà verso Porto Torres.