28 March, 2026
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«E’ stato compiuto un passo decisivo. Aver posto le basi per scongiurare la fermata della Portovesme Srl si traduce in una nuova partenza per lo stabilimento.»

Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale Gianluigi Rubiu manifesta un cauto ottimismo sulla realizzazione del decimo argine della discarica di Genna Luas.

«Il via libera della Regione lascia intravedere nuovi spiragli per il proseguo dell’attività della fabbrica ma, sopratutto, per il grande valore economico ed occupazionale con ricadute positive per tutto il Sulcis Iglesiente. Senza la costruzione di un sito in cui conferire i residui di lavorazione sarebbe stata certa, infatti, la fermata straordinaria del polo metallurgico sardo del piombo e dello zinco – conclude Gianluigi Rubiu -, con effetti devastanti per i lavoratori dell’area.»

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«La situazione di Abbanoa richiede un intervento urgente del presidente della Regione perché, nonostante la capitalizzazione, la gestione della società è negativa sotto tutti i punti di vista: rapporti con gli utenti e con le amministrazioni locali, conflitti con l’Egas e la Regione, blocco degli investimenti, mancati pagamenti dei fornitori, crisi del personale.»

Lo ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda presentando una mozione sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione ed anche da alcuni consiglieri della maggioranza, con cui si denunciano gravi criticità ed inefficienze del gestore del servizio idrico.

Il vice capogruppo Marco Tedde ha aggiunto che «all’origine della situazione c’è la mancanza del controllo analogo affidato dalla legge ai Comuni-azionisti attraverso l’Egas, che invece Abbanoa ha aggirato liberandosi con modalità discutibili dei vertici Egas ritenuti scomodi».

«Anche dal punto di vista finanziario – ha proseguito – i dati sono molto preoccupanti perché, a fronte di 700 milioni di crediti iscritti in bilancio, Abbanoa ha chiesto un prestito obbligazionario di 180 milioni pagando una provvigione di oltre 1 milione e ciò significa che i crediti o buona parte di essi sono inesigibili.»

«Sono numeri fuori controllo – ha concluso Marco Tedde – rispetto ai quali il presidente Pigliaru e l’assessore Balzarini non possono continuare a restare in silenzio: per noi, al contrario, basta e avanza per la rimozione del management.»

Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha affermato che «Abbanoa sta provocando gravi danni alla Sardegna e questi danni non devono pagarli i sardi; il presidente Pigliaru deve occuparsene al più presto e se non lo fa è solo perché non vuole mettere a repentaglio i già fragilissimi equilibri della maggioranza». «Però non si può continuare a far finta di nulla – ha proseguito – davanti ad uno spreco evidente di risorse pubbliche ed a pratiche gestionali più che censurabili».

Dai dati sull’attività del Consiglio regionale, ha poi osservato il capogruppo dell’Udc Gianluigi Rubiu, «emerge che in questa legislatura sono stati più di 100 gli atti su Abbanoa, come interpellanze interrogazioni e mozioni e questo significa che i sardi non possono continuare ad assistere passivamente a disservizi e bollette pazze e che è arrivato il momento di cambiare i vertici: fra l’altro il 30 giugno scade il contratto del direttore e non si ha notizia di alcuna procedura avviata».

«E’ una di battaglia di legalità che viene da lontano – ha ricordato il consigliere Antonio Gaia di Cps – e che ora bisogna portare a termine individuando le responsabilità che stanno a monte, chiamando la politica a decisioni che dovranno essere severissime». «Oggi – ha sottolineato – Abbanoa e l’ente più litigioso della Sardegna (perfino più dell’Agenzia delle entrate), pignora stipendi e pensioni, anche di ultra-novantenni, privandoli di un servizio essenziale, manda bollette dai 25.000 ai 200.000 euro a fronte di consumi medi che al massimo dovrebbero arrivare ai 350 euro annui: tengo a precisare che non sono contro Abbanoa ma sono contro questa gestione».

Il capogruppo di Fdi Paolo Truzzu, infine, ha auspicato che la politica riprenda il controllo di un servizio pubblico essenziale come quello idrico, anche per evitare una deriva «particolaristica che ha trasformato Abbanoa in un centro di potere al servizio di pochi». «L’ultimo esempio in ordine di tempo – ha segnalato – ha riguardato alcune economie di Egas per 3.5 milioni che dovevano essere destinate agli Enti locali per interventi sulle reti, invece questi soldi sono finiti ad amici degli amici, proprio sotto elezioni: presidente della Regione ed assessore devono mettere fine a queste cose».

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«La proposta di bilancio dell’Unione europea rischia di abbattersi sull’agricoltura della Sardegna.»

Il grido d’allarme arriva dal Gianluigi Ruiu, capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale.

«Sottrarre risorse all’universo delle campagne è una scelta incomprensibile e dannosa – aggiunge Gianluigi Rubiu – soprattutto alla luce dell’elevato numero di domande sui fondi destinati alla Politica Agricola Comune (PAC) che evidenzia il forte interesse ed esigenza pressante degli imprenditori agricoli a investire ed innovare e dimostra quanto sarebbe importante per il mondo produttivo non solo non spostare le risorse, ma destinarne ulteriori. Il Consiglio regionale dovrà ribellarsi di fronte a questo piano, che prevede un decremento pari al 7 per cento dei fondi destinati all’agricoltura, con un ordine del giorno da portare all’attenzione della Commissione europea. Il taglio – conclude Gianluigi Rubiu – inciderà negativamente sulle entrate dirette, trascinando le campagne in una recessione senza fine.»

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Un maggiore controllo sui litorali del Sulcis Iglesiente, per scongiurare la distruzione delle attrezzature degli operatori locali. A sollecitare un intervento urgente, con una mozione, è il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale Gianluigi Rubiu.

«Sono tante le Regioni che hanno già adottato delle misure urgenti per proteggere la fauna ittica. Si pensi al posizionamento in mare di “scogli tripodi” entro le tre miglia dalla costa. Perché la Sardegna non difende allo stesso modo il suo mare e l’economia della filiera ittica? – si interroga Gianluigi Rubiu -. Nelle ultime settimane si sono registrati danni alle nasse sul litorale di Porto Pino e del Golfo di Palmas.»

Un ulteriore colpo per i pescatori del territorio, che si devono difendere dall’assalto di alcuni pescherecci che utilizzano le reti a strascico sotto costa. «La filiera ittica è in crisi e la pesca a strascico irregolare non aiuta – aggiunge Gianluigi Rubiu -. Gli operatori di Sant’Anna Arresi e del Sulcis Iglesiente lamentano la distruzione delle attrezzature (in particolare nasse e gabbie) oltre ad un danno ambientale incalcolabile prodotto dalla devastazione del fondale. E’ opportuno che si consenta ai pescatori del Sulcis Iglesiente la possibilità di accedere ai finanziamenti pubblici per l’ammodernamento degli armamentari per l’attività ittica. Senza poi dimenticare l’eventualità di perimetrare un’area marina protetta, da concertare tra associazioni di categoria, pescatori ed enti locali, in grado di tutelare e salvaguardare l’universo ittico della provincia. Non basta. Si auspica l’incremento dei controlli da parte della Capitaneria di Sant’Antioco – conclude Gianluigi Rubiu – per bloccare i pescherecci illegali che praticano l’attività con le reti a strascico a poche miglia dalla costa.»

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Le imprese interessate ad ottenere i contributi a fondo perduto e i mutui agevolati, derivanti dall’inserimento nelle aree di crisi complessa, potranno infilarsi nell’ultima finestra aperta dalla Regione e dal ministero dello Sviluppo economico. Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale Gianluigi Rubiu non nasconde la soddisfazione per questo risultato «perché la crisi sta scavando ferite profonde nel Sulcis Iglesiente. Non bisogna però abbassare la guardiaE’ necessario vigilare affinché i progetti di riconversione e riqualificazione possano avere una corsia preferenziale con tempi di approvazione dei progetti super veloci e immediatamente finanziabili». E’ un’opportunità unica per il capogruppo Udc. «L’auspicio che non sia una replica del “Piano Sulcis”, con criticità dovute alla lentezza ed alle lacune evidenti dell’iter per la corresponsione delle risorse. Per il Sulcis Iglesiente potrebbe diventare una boccata d’ossigeno per una delle zone più martoriate e devastate in termini di crisi economica ed occupazionale. La politica e la burocrazia si devono adeguare per dare la possibilità alla Sardegna intera ed in modo ad alcuni territori quella spinta che da anni richiedono con pratiche veloci per le imprese».

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«Davanti all’assessorato regionale della sanità si è consumato un fatto gravissimo. I sindaci del Sulcis Iglesiente, arrivati per sollecitare spiegazioni sul declino inarrestabile della sanità sul territorio, sono stati mandati via dagli uffici ai piedi della via Roma.»

Esprime sdegno e rabbia il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale Gianluigi Rubiu, che si spinge a chiedere le dimissioni dell’assessore della Sanità.

«I primi cittadini hanno peraltro invocato un appuntamento all’assessore Arru – aggiunge Gianluigi Rubiu – per conoscere le motivazioni sul peggioramento della qualità del sistema sanitario nel territorio. Un degrado senza fine che sta producendo disagi nei cittadini, con i sindaci che diventano la prima frontiera del malcontento.»

Le liste d’attesa che si allungano per una visita specialistica, i reparti ormai soppressi, il taglio dei servizi: «Un crollo, non solo simbolico, della sanità nel Sulcis Iglesiente che ha indotto le fasce tricolori ad un summit con l’assessorato della sanità. Il mancato rispetto delle istituzioni è un fatto di per sé intollerabile. I sindaci, i veri rappresentanti delle istituzioni, sono stati abbandonati al loro destino. La sanità nel Sulcis Iglesiente, disegnata dal centrosinistra, è lo specchio del fallimento dell’esecutivo. Questo episodio – conclude Gianluigi Rubiu – rappresenta uno schiaffo al territorio, ormai relegato a fanalino di coda degli interessi di questa maggioranza».

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Ieri la direzione dell’ATS Sardegna ha risposto alle pesanti critiche ricevute nelle ultime settimane per i problemi legati al servizio sanitario nel Sulcis Iglesiente, prospettando i vantaggi che deriverebbero dalla realizzazione di un ospedale unico; oggi il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, replica in termini molto critici.

«Una ricetta miracolistica? No, semplicemente l’ennesimo gioco di prestigio del manager dell’Ats per nascondere il fallimento del riordino della rete ospedaliera nel Sulcis Iglesiente – scrive in una nota Gianluigi Rubiu -. L’ultima scappatoia è quella relativa all’ospedale unico. Davvero singolare registrare la giravolta verso questo progetto, senza avere consapevolezza sui passaggi legislativi, dal recupero delle risorse utili alla realizzazione dell’infrastruttura (con una cifra pari a circa 100 milioni di euro) sino alla localizzazione dell’area con un piano che metta tutti sulla stessa lunghezza d’onda ed ai tempi per la costruzione del presidio.»

«Si auspica che Fulvio Moirano possa vedere in modo diretto – aggiunge Gianluigi Rubiu – i disservizi della sanità nel Sulcis Iglesiente, con un’attesa nelle sale del pronto soccorso che dura sino ad otto ore, accompagnata da una sentenza negativa dei pazienti nella speranza delle prime cure. Si pensa a progetti mastodontici ma nel frattempo al Cto di Iglesias come al Sirai di Carbonia le strutture si sbriciolano come castelli di carte, con una sanità ridotta in macerie. E si costringono i pazienti a rivolgersi in altri presidi sanitari, con una mobilità passiva dei pazienti senza precedenti.»

«La verità è che si cerca di distogliere i pazienti ed i cittadini dai reali problemi che attanagliano i complessi sanitari ormai in stato di perenne abbandono. Sarebbe indicativo conoscere dalla Corte dei Conti il parere sugli investimenti stanziati per la ristrutturazione di diversi reparti ormai fatiscenti, con una grande fetta di impianti mai utilizzati. Si pensi alle quattro sale operatorie del Cto di Iglesias, inaugurate senza poi entrare in attività. Sarebbe il momento – conclude Gianluigi Rubiu – di ripensare ad una sanità sul territorio che incroci le vere esigenze dei malati, garantendo servizi essenziali per le cure ai pazienti.»

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Il consigliere di Forza Italia Edoardo Tocco è stato eletto presidente della commissione di inchiesta sull’amianto in Sardegna, che si è formalmente costituita questo pomeriggio.

Nel suo incarico Tocco sarà affiancato dalla vice presidente Daniela Forma, del Pd.

La commissione è stata istituita dal Consiglio regionale alla fine dell’anno scorso, dopo l’approvazione di un ordine del giorno (primo firmatario Pietro Pittalis) sottoscritto da tutti i capigruppo.

Ne fanno parte Annamaria Busia (Misto), Piero Comandini, Antonio Solinas e Gianmario Tendas (Pd), Alessandra Zedda e Mariano Contu (Forza Italia), Luigi Crisponi (Riformatori sardi), Domenico Gallus (Psd’Az-La Base), Pierfranco Zanchetta (Cps) e Gianluigi Rubiu (Udc Sardegna).

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«La sicurezza strutturale dell’edilizia ospedaliera è uno dei temi che non può e non deve essere trascurato. La sanità del Sulcis Iglesiente è ormai declassata, con condizioni da terzo mondo. Una polveriera che sta esplodendo in queste settimane, con reparti inaugurati ma ancora inutilizzati ed un’incuria senza precedenti.»

Il capogruppo dell’UDC in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu è durissimo dopo il crollo del solaio nelle sale operatorie del Cto di Iglesias, avvenuto stamattina all’interno di uno dei padiglioni del complesso.

«Scene dure da mandare giù. Solo per puro caso non ci sono feriti – aggiunge Gianluigi Rubiu -. Tanta paura e ora anche il rischio che nei prossimi giorni non si riesca a far proseguire l’attività chirurgica. E’ l’ennesimo cedimento che appare come uno schiaffo per la città, con i medici e gli infermieri umiliati e mortificati nel loro lavoro quotidiano. E’ un episodio gravissimo che pone un interrogativo sullo stato del presidio sanitario.»

«La caduta del sottotetto nelle sale operatorie, a causa delle infiltrazioni d’acqua – sottolinea ancora Gianluigi Rubiu, recatosi stamane al CTO per accertare l0entità dei danni – è l’ennesima conferma dello stato di abbandono del complesso ospedaliero ma, soprattutto, indica una superficialità ed un pressapochismo senza precedenti nella gestione degli impianti sanitari nel Sulcis Iglesiente, con disservizi e incidenti che si ripetono senza interruzione.»

Gianluigi Rubiu sollecita provvedimenti urgenti ed annuncia la presentazione di una mozione per fare chiarezza sul degrado delle strutture.

«Questi fatti dovrebbero portare alle dimissioni dei vertici della Azienda socio sanitaria di Carbonia Iglesias. Si bruciano risorse che dovrebbero essere impiegate per il miglioramento continuo dei servizi ai pazienti. Si pensi che sono ancora chiuse quattro sale operatorie, inaugurate in pompa magna, per cavilli burocratici e incapacità della dirigenza. Il cedimento nel blocco operatorio del Cto si tradurrà – conclude Gianluigi Rubiu – nell’ennesimo trasferimento dei servizi a Carbonia. Non può essere un ulteriore alibi per rinviare gli adeguamenti e le manutenzioni del presidio ospedaliero·»

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Il Consiglio regionale si riunisce domani, martedì 8 maggio, alle 10.30, con all’ordine del giorno la nomina di un segretario del Consiglio, il testo unificato in materia di dislessia, l’istituzione di due commissioni speciali, una sulla crisi delle imprese dell’artigianato e del commercio, ed un’altra sul fallimento delle politiche industriali nell’area di Ottana. In discussione anche sette mozioni: due in materia di istruzione (mozione n. 387 – Daniele Cocco e più,  mozione 389 – Daniela Forma e più); due riguardanti l’attività venatoria ed il piano faunistico (mozione n. 259 – Marco Tedde e più, mozione  n. 365 – Gianluigi Rubiu e più); mozione n. 406 (Francesco Agus e più) sul mantenimento di un presidio sanitario nell’Ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari; mozione n. 377 (Gennaro Fuoco e più) sul riconoscimento della piena rappresentanza sindacale aziendale all’ORSA nell’azienda CTM di Cagliari e mozione n. 376 (Lai e più) sulla situazione delle parafarmacie in Sardegna. La conclusione dei lavori dell’Assemblea è prevista per mercoledì mattina.

Mercoledì 9 maggio, alle 15.30, è convocata la Quarta commissione per l’audizione dell’assessore dell’Urbanistica e l’esame della deliberazione n. 52/22 del 22 novembre 2017 (Approvazione preliminare della Direttiva riportante la “specificazione dei dati dimensionali” in materia di servizi strettamente connessi alla residenza ai fini dell’entrata in vigore dell’articolo 11, comma 2, della legge regionale n. 23 del 1985 smi, come sostituito dall’articolo 7 della legge regionale n. 11 del 2017). A seguire è prevista l’audizione del direttore generale della società di gestione dell’aeroporto di Alghero sulle problematiche della SoGeAAl.

Il parlamentino presieduto da Antonio Solinas (Pd) proseguirà nei suoi lavori giovedì 10 maggio, alle 10.30, con l’audizione dell’amministratore dell’Arst (trasporto pubblico e trenino verde) e, alle 16.00, con l’audizione dell’assessore regionale dei Trasporti sulla continuità territoriale aerea.

Giovedì 10 marzo, alle 10.30, è convocata anche la Quinta commissione per l’audizione dell’assessore regionale dell’Agricoltura sullo stato di attuazione dell’ordine del giorno approvato in Consiglio lo scorso 13 marzo per fronteggiare la crisi di Ara, Aipa e Apa; l’audizione di un comitato spontaneo di aziende agricole sulle difficoltà di accesso ai bandi di finanziamento e l’audizione del consorzio Biotecnomare su alcune proposte operative per lo sviluppo del comparto pesca e acquacoltura in Sardegna.

La Terza commissione è invece convocata giovedì 10 marzo, alle 16.30, per la prosecuzione del monitoraggio sullo stato di attuazione degli interventi previsti per il sostegno alle imprese (bandi T1-T2-T3-T4).