29 March, 2026
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Maggiori investimenti e risorse destinate ai trapiantati di organi, tessuti e cellule. Il potenziamento della nuova casa di accoglienza Lions per i pazienti. Sono le richieste contenute in un’interpellanza presentata in Consiglio regionale dal capogruppo dell’Udc Gianluigi Rubiu, anche sull’onda delle invocazioni delle associazioni di volontariato dei donatori d’organi.

«La Sardegna potrebbe rappresentare un polo di eccellenza nel Mediterraneo nel settore dei trapianti – spiega Gianluigi Rubiu –  Occorre un salto di qualità. Si può ragionevolmente arrivare a raggiungere un’organizzazione che potenzia e migliora la quantità e la qualità dei trapianti dell’Ospedale Brotzu per raggiungere gli standard previsti dalla legge. Attraverso il supporto delle associazioni impegnate nel settore – conclude Gianluigi Rubiu – è opportuno dare un segnale significativo per favorire l’adeguamento delle strutture e delle prestazioni sanitarie alle esigenze dei cittadini.»

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Cresce, nel Sulcis Iglesiente, la mobilitazione generale contro la riduzione del budget assegnato alle strutture riabilitative per l’assistenza ai pazienti affetti da sclerosi multipla.

Sulla grave emergenza interviene oggi il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale Gianluigi Rubiu: «E’ solo l’ultimo elemento del disfacimento dei servizi sanitari essenziali all’interno dell’Azienda sanitaria del Sulcis Iglesiente. Non bastano le soppressioni di reparti e la cancellazione di importanti prestazioni socio assistenziali – sottolinea Gianluigi Rubiu che sul tema ha presentato un’interpellanza -. Con la riduzione delle risorse alle residenze sanitarie per la riabilitazione si mette in forse un servizio di vitale importanza. Un’ancora di salvezza per l’autonomia di migliaia di disabili del territorio. E’ opportuno che l’assessore Luigi Arru e il direttore generale dell’Azienda tutela della Salute Fulvio Moirano – conclude Gianluigi Rubiu – rivedano la decisione di tagliare i finanziamenti per le strutture riabilitative del Sulcis Iglesiente, con il rischio di una chiusura generalizzata dei poli di eccellenza sparsi sul territorio».

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«Non dobbiamo fare sì che le richieste delle Associazioni di categoria degli agricoltori rimangano inascoltate. La Regione deve dare risposte celeri ed attivarsi su tutti i livelli istituzionali. La profonda crisi attraversata dall’universo delle campagne impone che siano approvati tutti gli strumenti per il rilancio del settore agricolo e zootecnico isolano»

Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, denuncia così la sua preoccupazione per quello che definisce l’immobilismo della Giunta regionale sulla vertenza agricoltura.

«La risoluzione approvata lo scorso 1° febbraio, sulla scia della mobilitazione indetta dalla Coldiretti, non sembra aver prodotto gli effetti sperati. I trattori scaldano i motori per una nuova protesta nelle strade di Cagliari. Unico risultato – evidenzia Gianluigi Rubiu in un’interrogazione urgente sul tema – lo sblocco di una fetta ridottissima dei premi comunitari e del benessere animale. Solo silenzio assordante sulle altre tematiche. Si attende ancora la definizione dei bandi per i giovani agricoltori, con l’avvio delle domande sospeso e rinviato a data da destinarsi. Una situazione ridicola e scandalosa, viste le tante aspettative. Nessuna azione per interrompere la caduta libera del prezzo del latte, anche attraverso un intervento di sostegno alle aziende lattiero casearie. C’è poi la questione dei ritardi relativi al piano di sviluppo rurale, con la necessità di dare vita ad un ente isolano per l’erogazione dei contributi. Lo scenario è preoccupante ed incerto – conclude Gianluigi Rubiu – con tante aziende agricole che rischiano di essere devastate dai costi ormai inattuabili per tenere in piedi le attività e le continue dilazioni per l’arrivo delle risorse.»

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La grave situazione in cui si trovano i lavoratori della Polar s.r.l. che lavorano la bentonite estratta dal Rio Palmas e dal Rio Bra nei territori di Piscinas e Giba, è stata esaminata nel corso di un’assemblea pubblica aperta indetta dal sindaco, Mariano Cogotti, svoltasi ieri sera, nella sala consiliare del comune di Piscinas, cui hanno partecipato ai lavori l’Unione dei Comuni del Sulcis, rappresentata dal suo presidente Gianfranco Trullu, il sindaco di Masainas Ivo Melis, i consiglieri regionali Gianluigi Rubiu e Luca Pizzuto, le associazioni sindacali territoriali, i lavoratori oggetto di provvedimento di licenziamento ed un folto pubblico di cittadini.

Dall’assemblea è scaturita una situazione abbastanza critica da parte della azienda Polar s.r.l. e la drammaticità che vede coinvolti tutta una serie di lavoratori che sono stati espulsi dal ciclo produttivo ed in parte trasferiti presso altro stabilimento in Liguria.

Considerata, inoltre, la situazione giudiziaria che vede coinvolti detti lavoratori e l’azienda che comporterebbe ripercussioni anche sulla stabilità finanziaria dell’azienda, è stata assunta una posizione unitaria sulle seguenti attività politiche e sindacali da attuarsi:

– Piena solidarietà ai lavoratori espulsi e trasferiti;

– Salvaguardia del livello occupazionale dell’azienda tramite verifica delle autorizzazioni minerarie regionali affinché le stesse possano e debbano essere utilizzate soltanto da chi è in grado di condurre l’azienda in un processo di sviluppo sia produttivo che occupazionale;

– Immediato incontro con l’assessore regionale dell’Industria, con le parti sindacali e politiche, già fissato per domani 16/02/2017;

– Interrogazione in Consiglio regionale dei consiglieri regionali Gianluigi Rubiu e Luca Pizzuto,

affinché la Regione Sardegna effettui un immediato intervento al fine di sbloccare la situazione creatasi sotto il profilo occupazionale e socio-territoriale, in quanto il Sulcis non può permettersi ulteriori chiusure di aziende che parrebbero avere la possibilità di espansione.

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La commissione Lavoro predisporrà in tempi brevi una proposta per risolvere definitivamente il problema dei lavoratori dell’Agenzia Forestas.

La decisione, annunciata dal presidente del Consiglio Gianfranco Ganau, è arrivata al termine di un incontro dei lavoratori dell’Agenzia con i capigruppo, nel quale sono state esaminate le complesse questioni relative all’inquadramento contrattuale dei lavoratori.

Come hanno spiegato i rappresentanti dei dipendenti Forestas l’assetto dell’Agenzia, nelle due principali aree professionali di operai ed impiegati (per una platea complessiva di oltre 1.200 unità), si è stratificato nel tempo attraverso l’attribuzione e lo svolgimento di “mansioni superiori”, ora vietate dalla normativa ad eccezione di alcuni casi disciplinati da disposizioni molto rigide.

Di qui la recente decisione del vertice dell’Ente di interrompere una gestione delle risorse umane non regolare e la protesta dei dipendenti, per la brusca interruzione di percorsi professionali consolidatisi negli anni con l’acquisizione di conoscenze, competenze e professionalità.

Il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha assicurato in apertura che «c’è la volontà comune di mantenere l’impegno assunto con le organizzazioni sindacali di individuare una soluzione definitiva, alla quale stanno lavorando anche la direzione generale di Forestas e l’assessorato dell’Ambiente». Cocco ha poi ipotizzato percorsi differenziati per gli operai e gli impiegati, dei quali però dovrà essere verificata la praticabilità per evitare l’insorgere di impugnazioni e contenziosi.

Per il capogruppo di Sel Daniele Cocco l’obiettivo del Consiglio deve essere quello di «un giusto riconoscimento per quanti hanno lavorato con impegno e professionalità per mandare avanti l’azienda in tutti questi anni, obiettivo che va però inquadrato in un contesto-tecnico giuridico non facile, che ha bisogno di verifiche puntuali ed accurate».

Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia, ha fatto riferimento ad una proposta di legge presentata dal suo gruppo sostenendo che «vanno tenuti separati i problemi dell’inquadramento contrattuale e delle mansioni nel senso che, se ai lavoratori di Forestas fosse applicata la disciplina della legge regionale 31 poi si potrebbero istituire nuove fasce professionali senza costi aggiuntivi per la Regione».

A nome dell’Udc il capogruppo Gianluigi Rubiu ha citato il precedente di circa 400 contrattisti a progetto del sistema Regione che sono stati recentemente stabilizzati per osservare che «le situazioni non sono automaticamente sovrapponibili ma ciò non toglie che dobbiamo fare ogni sforzo per i lavoratori di Forestas».

Un appello a procedere in tempi molto brevi prestando forte attenzione ad individuare soluzioni concrete e giuridicamente sostenibili è arrivato anche dal consigliere Gaetano Ledda (La Base) e dai capigruppo dei Riformatori sardi Attilio Dedoni e del Partito dei Sardi Gianfranco Congiu.

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Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, sollecita nuovi finanziamenti per ampliare i cimiteri, in emergenza in molte città.

«In molti centri isolani le amministrazioni locali requisiscono i loculi già venduti – e non ancora occupati – per fronteggiare la carenza di spazi nei cimiteri – sottolinea Gianluigi Rubiu -. E’ il caso di Iglesias, dove la mancanza di nicchie per ospitare il caro estinto è diventata ormai cronica. Assemini segue lo stesso copione. In passato Macomer è stata costretta alla misura dei loculi in prestito. Non bastano, quindi, i finanziamenti approvati la scorsa settimana con il piano delle infrastrutture. Occorre trovare nuove risorse nella finanziaria in discussione, perché si sta ormai toccando il fondo. In molti centri isolani si interrompe la tradizione dei loculi dati in concessione ai viventi per dare precedenza ai defunti. Una mancanza di rispetto verso tante famiglie che già devono subire il dolore per la perdita dei loro cari.»

«Nella prossima finanziaria occorre mettere delle risorse da destinare ai Comuni per l’ampliamento dei cimiteri e la realizzazione di nuovi spazi funebri. E’ una priorità per dare un segnale di civiltà e costruire opere pubbliche fondamentali in tutti i centri isolani. Non dobbiamo più rincorrere le emergenze, ma dare agli enti locali gli strumenti necessari che evitino scelte drastiche anche nei confronti dei defunti – conclude Gianluigi Rubiu -, che rischiano di essere sfrattati dai siti funebri visto che in molti siti si va verso l’esaurimento dei loculi.»

Il cimitero di Carbonia.

Il cimitero di Carbonia.

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La commissione delle Attività Produttive, impegnata nell’esame del Testo Unico sul turismo, ha sentito in audizione rappresentanti della Fondazione “Cammino minerario di Santa Barbara” che hanno realizzato un itinerario culturale in 24 tappe tra il Sulcis Iglesiente e il Medio Campidano. Un percorso di oltre 400 km lungo gli antichi sentieri dei minatori tra archeologia industriale, paesaggi mozzafiato e luoghi di culto.

«Il progetto è nato alcuni anni fa grazie all’iniziativa di un gruppo di volontari che per diletto ha ripristinato i sentieri percorsi per anni dai minatori del Sulcis – ha spiegato il presidente della Fondazione Giampiero Pinna – questa idea è stata subito accolta con entusiasmo dalle istituzioni e dagli escursionisti. La Regione ha istituito il registro regionale dei cammini religiosi e il progetto è piaciuto a enti locali e Vaticano. Un interesse tradotto in un protocollo d’intesa firmato nel 2013 da 20 comuni e dalle Province del Sulcis e del Medio Campidano. Successivamente il Cammino di Santa Barbara è stato presentato all’Expo di Milano e inserito dal Ministero tra i primi quattro itinerari di eccellenza a livello nazionale.»

Un progetto vincente che adesso necessita di interventi promozionali e di valorizzazione per sfruttarne le potenzialità. «Il cammino di Santa Barbara può diventare uno straordinario strumento di promozione turistica del territorio – ha aggiunto Giampiero Pinna – occorre però intervenire su due fronti: definire una normativa organica sull’escursionismo e individuare le risorse (circa 500mila euro) per realizzare una segnaletica permanente e provvedere alla manutenzione di alcuni tratti del percorso».

Il presidente Lotto, sentiti anche i pareri favorevoli dei consiglieri di maggioranza e opposizione Pietro Cocco, Gianluigi Rubiu e Luigi Crisponi, ha assicurato l’impegno della Commissione per un intervento normativo: «Il Testo unico sul turismo è l’occasione per normare la materia. C’è la necessità di facilitare l’accesso degli escursionisti nei terreni privati e allo stesso tempo garantire i diritti dei proprietari – ha detto Luigi Lotto – per mettere tutti d’accordo serve uno specifico articolo di legge. Sulle risorse necessarie per le opere di manutenzione e la segnaletica, occorrerà invece valutare la disponibilità finanziaria in occasione dell’esame della prossima manovra di bilancio».

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«Il Governo non può fermare il rilancio produttivo di Eurallumina.» Lo dice Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, alla vigilia dell’incontro supplemento della conferenza dei servizi in programma domani mattina al Palazzo della Regione, in viale Trento, a Cagliari.

«L’auspicio è che domani ci possa essere la svolta definitiva – sottolinea Gianluigi Rubiu -. Basta con le lungaggini e i tentennamenti. Gli operai devono tornare nel loro stabilimento. Occorre un fronte unico. La Sardegna non può permettersi umiliazioni e soprusi da parte del Governo. Il ministero dei Beni culturali, con cavilli assurdi sull’altezza della centrale, vorrebbe fermare la ripresa produttiva in una delle aree più depresse in Italia. Non ci stiamo. La situazione sta diventando ridicola. E’ giunta l’ora – conclude Gianluigi Rubiu – di ridare speranza ai lavoratori che da anni attendono il rilancio economico del territorio.»

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Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, ha inviato una lettera al presidente della Regione Francesco Pigliaru e al numero uno dell’assemblea di via Roma Gianfranco Ganau, per una convocazione urgente del Consiglio regionale davanti al Quirinale, dopo l’ennesimo stop al riavvio dello stabilimento Eurallumina.

«E’ una nuova mostruosa beffa – denuncia Gianluigi Rubiu -. Uno stop davvero schizofrenico e folle con una valutazione paesaggistica sul sito di stoccaggio imposta dal Ministero dei beni culturali. La preoccupazione è salita tra gli operai perché questo intoppo rischia di minare anni di trattative e interlocuzione tra l’azienda e le istituzioni locali. E’ un atteggiamento illogico davanti alla crisi lavorativa del territorio.»

Da una vertenza all’altra, con la Portovesme Srl esposta a sanzioni salatissime e la vertenza Alcoa ancora in alto mare. «Un provvedimento che sarebbe dovuto – aggiunge Gianluigi Rubiu – alla sentenza della Corte di giustizia europea. E non si comprende che a pagare potrebbero essere i lavoratori, ormai privi di ogni certezza sul loro futuro. Sono partite le bonifiche, senza creare posti di lavoro per i dipendenti espulsi dai processi produttivi. E’ un vero e proprio dramma senza fine per il Sulcis Iglesiente. Non dobbiamo però lasciare spazio al pessimismo. Non possiamo accettare che si assista ad un omicidio premeditato dell’economia isolana. Occorre una reazione forte contro un governo centralista e patrigno, che nega ogni possibile via di rilancio per il lavoro nell’Isola. Da qui l’appello – conclude Gianluigi Rubiu – per convocare il Consiglio regionale davanti al Quirinale, per far sentire il grido di dolore di una Sardegna ormai allo stremo.»

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Sono oltre 720mila i nuclei familiari presenti in Sardegna, composti in media da 2,29 persone. Soggetti sociali rilevanti e centrali, secondo il dettato costituzionale, ma spesso in gravi difficoltà per ragioni economiche o per carenza di servizi tanto da collocare la Sardegna agli ultimi posti in Italia per indice di natalità. Ragioni che hanno convinto la politica a muoversi unitariamente e a presentare una proposta di legge trasversale in Consiglio.

Il documento, firmato dai capigruppo di maggioranza e opposizione, è stato presentato questa mattina alla stampa. «La proposta prende spunto dal manifesto delle associazioni dei familiari pubblicato nel 2014 in piena campagna elettorale per le elezioni regionali e sottoscritto da candidati di tutti gli schieramenti – ha spiegato Walter Piscedda, consigliere del Pd, tra i principali promotori dell’iniziativa parlamentare – colmiamo un vuoto legislativo, l’obiettivo è quello di mettere in campo risorse per sostenere i nuclei familiari con interventi a favore dell’infanzia, dei diversamente abili e degli anziani e favorire, allo stesso tempo, la formazione di nuovi nuclei».

La proposta di legge punta al riconoscimento delle famiglie numerose e al potenziamento delle politiche per la casa. Mette in campo stanziamenti straordinari a favore dei comuni per il sostegno alle famiglie in difficoltà, promuove l’associazionismo familiare. Tra i punti rilevanti del provvedimento, l’istituzione di una Consulta regionale, degli Osservatori comunali e la creazione dei Centri integrati per le famiglie. Questi ultimi avranno il compito di prevenire le situazioni di disagio e sostenere i nuclei con minori in situazioni di difficoltà. Sono previste inoltre azioni integrate con le politiche sanitarie e del sociale come il potenziamento dei nidi per l’infanzia, le ludoteche, i servizi domiciliari, la valorizzazione del lavoro di cura familiare non retribuito con la copertura assicurativa dei rischi infortunistici casalinghi. Spazio, infine, anche per le unioni civili con la promozione dei registri nei Comuni e l’applicazione del regime amministrativo anche agli stranieri residenti in Sardegna.

«Mettiamo a disposizione 25 milioni di euro in un triennio – ha sottolineato il capogruppo del Pd Pietro Cocco -, questa proposta di legge è la dimostrazione che sui grandi temi la politica riesce a restare unita.»

«E’ il primo tentativo di dare una risposta organica a una materia complessa – ha aggiunto il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis – questo è l’aspetto innovativo della proposta di legge – ha aggiunto il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis – contiamo di portarla al più presto in Aula per l’approvazione definitiva.»

Secondo Daniele Cocco, capogruppo di Sel, si tratta di un provvedimento importante «che può benissimo integrarsi con il Reis (Reddito di inclusione sociale). La Sardegna è attenta alle emergenze sociali, sta alla politica fare in modo che le leggi vengano attuate».

«Per rendere la proposta più efficace servirà asciugarla e renderla più snella – ha detto il capogruppo dell’Udc Gianluigi Rubiu – non deve essere una semplice erogazione di risorse ma uno strumento al servizio della famiglia e del volontariato.»

Secondo il capogruppo dei Cristiano Popolari Socialisti Pierfranco Zanchetta «l’obiettivo della legge è dare speranza e fiducia a chi vuole formare una famiglia. Il rischio è che il basso indice di natalità trasformi la Sardegna in una terra sempre più vecchia e senza prospettive».

«Dove il latte divide la famiglia unisce – ha ironicamente affermato il capogruppo sardista Angelo Carta riferendosi ai contrasti emersi ieri in Aula tra maggioranza e opposizione sulla crisi del settore lattiero-caseario – è un bel passo del Consiglio, una risposta concreta ai giovani che guardano al futuro.»

Giudizio condiviso dal capogruppo dei Riformatori sardi Attilio Dedoni che ha mostrato soddisfazione per il percorso seguito dalla proposta di legge «sono state recuperate iniziative legislative presentate negli anni scorsi e fatta una sintesi – ha detto Dedoni – speriamo che il provvedimento arrivi presto in Aula.»