10 October, 2026
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«La Regione Sardegna rischia di trasformare un’opportunità per i giovani agricoltori in un autentico percorso a ostacoli. Il bando SRE01 – Annualità 2026 impone infatti l’esclusività assoluta dell’attività agricola per cinque anni.»
È quanto denuncia il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, primo firmatario dell’interrogazione sottoscritta anche dai consiglieri regionali del gruppo, rivolta alla presidente della Regione Alessandra Todde e all’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus.
«La clausola prevista dalla Regione – sottolinea Gianluigi Rubiu – rischia di colpire anche giovani che, pur dedicando all’agricoltura il proprio impegno prevalente e costruendo concretamente il futuro dell’azienda, mantengano attività complementari e strettamente connesse alla sostenibilità familiare o produttiva. Pensiamo, ad esempio, alla partecipazione come socio in una piccola impresa di famiglia, come un mini caseificio o simili. Una regola eccessivamente rigida che penalizza chi lavora davvero nelle campagne e prova a rendere economicamente sostenibile una nuova impresa. La disciplina nazionale sull’imprenditore agricolo professionale IAP, del resto, prevede già parametri chiari legati al tempo di lavoro e al reddito derivante dall’attività agricola: criteri seri e verificabili, più equilibrati di un divieto assoluto.»
Secondo il consigliere di Fratelli d’Italia, la Sardegna avrebbe scelto una strada «più restrittiva rispetto ad altre Regioni, come Toscana, Puglia e Sicilia, dove vengono richiesti requisiti di professionalità, prevalenza dell’attività agricola o il conseguimento dello status di agricoltore in attività entro un determinato termine, senza imporre un divieto assoluto per l’intero quinquennio».
«La Regione deve spiegare con chiarezza – prosegue Gianluigi Rubiu – quali siano le ragioni giuridiche, tecniche ed economiche alla base di questa scelta. Se l’esclusività assoluta non è imposta dalla normativa europea, dal Piano strategico nazionale della PAC o dalla legislazione statale, perché la Sardegna ha deciso di introdurre il vincolo più severo? E quanti giovani rischiano concretamente di essere esclusi o di perdere il beneficio per una semplice attività integrativa?».
«Sostenere chi investe e non scoraggiare i giovani. L’agricoltura sarda ha bisogno di nuovi imprenditori, di energie giovani e di strumenti capaci di accompagnare concretamente chi decide di investire nelle campagne e nelle aree rurali. Non possiamo chiedere ai giovani di subentrare nelle aziende familiari, recuperare terreni abbandonati e affrontare i costi dell’avvio d’impresa, per poi imporre condizioni irragionevoli che rischiano di comprometterne la sostenibilità economica.»
Per Gianluigi Rubiu, l’obiettivo della Regione deve essere quello di garantire che l’attività agricola sia effettiva, qualificata e prevalente, non quello di «punire automaticamente chi, soprattutto nei primi anni, è costretto a mantenere un’attività integrativa per sostenere sé stesso e la propria famiglia».
«Servono regole chiare, proporzionate e uguali per tutti. La Regione deve rivedere il requisito dell’esclusività assoluta e sostituirlo con parametri oggettivi legati alla prevalenza dell’attività agricola, al reddito, al tempo di lavoro e al raggiungimento degli obiettivi del Piano di sviluppo aziendale. In caso contrario, il rischio è quello di restringere la platea dei beneficiari, rallentare il ricambio generazionale e favorire l’abbandono dei terreni».
«La Sardegna – conclude Gianluigi Rubiu – deve fare di tutto per sostenere la nascita di nuove imprese agricole e rafforzare quelle già esistenti. Ogni scelta amministrativa dovrebbe andare nella direzione di semplificare, accompagnare e incentivare chi produce, non di creare ostacoli burocratici e condizioni più penalizzanti rispetto al resto d’Italia.»

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La Giunta regionale proporrà una rimodulazione del Psr per dare risposte ai giovani esclusi dai bandi per il primo insediamento in agricoltura.

E’ l’impegno assunto dall’assessore regionale dell’Agricoltura Pierluigi Caria al termine dell’incontro con i rappresentanti della Coldiretti e la commissione “Attività produttive” del Consiglio regionale dopo la protesta dei giovani agricoltori per le vie di Cagliari.

«La Regione ha ricevuto 2.985 domande per le misure del pacchetto giovani – ha detto Pierluigi Caria – di queste ne sono state finanziate 883 con 70 milioni di euro. Restano fuori 2100 richieste per le quali cercheremo di trovare una soluzione. Questa passa necessariamente attraverso una rimodulazione del Psr con lo spostamento di risorse verso gli investimenti.»

Per soddisfare tutte le domande, servirebbero tra gli 80 e i 100 milioni di euro. «La questione sarà affrontata lunedì prossimo nel Tavolo verde convocato in Regione – ha aggiunto Pierluigi Caria – in quella sede dovrà essere indicata una strada da percorrere per presentare una piattaforma unitaria a Bruxelles. Il primo marzo sarà in Sardegna una delegazione della Commissione Europea che ascolterà le nostre proposte. La Ue non esclude una rimodulazione del Psr ma, per ottenere il via libera dalle istituzioni europee, occorre aver prima aver “lanciato” tutte le misure del Piano».

Dall’assessore Pierluigi Caria è arrivata anche una precisa presa di posizione sulle modalità da seguire per dare ristoro ai giovani che hanno presentato le domande: «Credo che la soluzione migliore sia quella di uno scorrimento delle graduatorie del primo bando anche se il Psr prevede la pubblicazione di un secondo bando – ha affermato Pierluigi Caria – se così fosse ci batteremo perché siano rispettati i requisiti previsti nel primo bando e non ci siano esclusi per sopravvenuti limiti di età».

I giovani della Coldiretti, accompagnati da alcuni agronomi e dai sindaci di Villasor e di Barrali, hanno raccontato le loro vicissitudini nella presentazione delle domande. «Chiedere di insediarsi prima di aver ottenuto il via libera al finanziamento – hanno spiegato i ragazzi della Coldiretti – ha creato grosse difficoltà di natura finanziaria a noi ed alle nostre famiglie». Contestata anche la scelta di procedere con i bandi a sportello.

D’accordo sulla necessità di trovare una soluzione per i giovani aspiranti agricoltori tutti i componenti della Commissione agricoltura.

«Non si possono mandare a casa 2.000 ragazzi che hanno creduto in questa possibilità – ha detto il capogruppo dell’Udc Gianluigi Rubiu – la Commissione e la Giunta si attivino per individuare il percorso migliore». Sulla stessa lunghezza d’onda gli altri rappresentanti della minoranza. «Siamo pronti a dare il nostro contributo – ha detto Antonello Peru (Fi) – solo la politica può trovare una soluzione. Occorre mettercela tutta». Secondo Giovanni Satta (Psd’Az-La Base) «il futuro della Sardegna passa attraverso l’agricoltura. Gli errori del bando sono imputabili alla politica e alla burocrazia regionale. C’è l’obbligo politico e morale a trovare una soluzione». Anche per Luigi Crisponi (Riformatori) occorre dare una risposta al più presto: «Se così non fosse potremmo parlare di totale fallimento del Piano di sviluppo rurale».

Favorevoli ad una rimodulazione del Psr anche i consiglieri di maggioranza Antonio Gaia (Upc), Mario Tendas e Piero Comandini del Pd. «La Commissione si faccia carico di verificare quali risorse possono essere recuperate per procedere a una modifica del Piano – ha detto Antonio Gaia – in caso affermativo sarebbe meglio procedere a uno scorrimento delle graduatorie del primo bando». Per Mario Tendas occorre guardare in faccia alla realtà:  «Nel bilancio regionale non ci sono risorse disponibili, la rimodulazione del Psr è una scelta obbligata». Stesso giudizio da parte di Piero Comandini: «Ai giovani deve essere data una risposta, gli appuntamenti delle prossime settimane con i rappresentanti della Commissione Europea saranno decisivi. La protesta di oggi deve essere il punto di partenza per costruire un percorso comune e ottenere la rimodulazione del Psr».

Il presidente della Commissione “Attività Produttive” Luigi Lotto ha garantito l’impegno del parlamentino per trovare una soluzione percorribile che soddisfi le richieste dei giovani. «L’assessore ha indicato una via – ha detto Lotto – la Commissione farà la sua parte fino in fondo».