20 May, 2022
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Il nuovo #allarme ambientale determinatosi a Portoscuso negli ultimi mesi per il superamento dei limiti di contaminazione per metalli pesanti nel latte ovicaprino e dei valori di attenzione e/o dei valori limite per #diossine e PCB diossinosimili nel latte ovicaprino, sarà affrontato domani mattina al ministero dell’Ambiente, nel corso di un vertice al quale parteciperà una delegazione del comune di Portoscuso guidata dal sindaco Giorgio Alimonda. La situazione venutasi a determinare, oltre ai problemi ambientali, ha creato enormi difficoltà alle aziende interessate che rivendicano giustamente attenzione, interventi immediati per compensare il danno subito e interventi strutturali per quello che continueranno a subire fino a quando non sarà stata superata l’emergenza e potranno riprendere serenamente la loro attività.

I controlli vanno avanti senza interruzione ed al fine di «assicurare una più puntuale e continua verifica dello stato dei luoghi e dell’impatto sulla catena alimentare, anche il relazione a possibili variazioni del quadro correlate a interventi puntuali di bonifica, a revisioni nelle modalità di conduzione delle tecniche agricole e di allevamento ovvero ai cicli stagionali e/o fisiologici nelle produzioni agroalimentari, il #Dipartimento di prevenzione, di concerto con il comune di Portoscuso e con #ARPAS – come scrivono il direttore del Dipartimento di prevenzione, Antonio Onnis, e il direttore generale della #Asl 7 di Carbonia, Maurizio Calamida, al presidente dell’associazione ecologista Gruppo di intervento giuridico, Stefano Deliperi, in risposta alla richiesta di informazioni ambientali e all’adozione di provvedimenti riguardo il monitoraggio prodotto a uso alimentare nel comune di Portoscuso (nota trasmessa per conoscenza al ministro per la Salute; al presidente della regione Sardegna; all’assessore regionale della Sanità; al direttore del Dipartimento del Sulcis dell’ARPAS; al sindaco di Portoscuso; al procuratore della Repubblica presso il tribunale di Cagliari; e, infine, alla Commissione europea) – stanno procedendo all’analisi delle migliori ipotesi per la creazione di un sistema di monitoraggio permanente che consenta i più solleciti interventi a tutela della salute. Ciò nelle more di una più definitiva assunzione di decisioni rispetto alle scelte sull’uso del territorio, sulle quali i competenti organismi del governo regionale hanno assicurato il rispettivo interessamento».

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«Mentre gli assessorati regionali competenti mostrano un disinteresse disarmante e lasciano al comune di Portoscuso l’incombenza di affrontare, da solo e con le proprie risorse il problema, che ormai sta assumendo contorni sempre più drammatici, è arrivata oggi un’ordinanza comunale di divieto di macellazione e commercializzazione delle carni di alcuni allevamenti del territorio di Portoscuso contaminate da agenti inquinanti, sostanze già riscontrate nei prodotti caseari di diverse aziende zootecniche presenti nel territorio comunale.»

La denuncia è di Ignazio Locci, consigliere regionale di Forza Italia.

«Nella giornata di ieri – aggiunge il consigliere regionale di Sant’Antioco – la Asl 7 ha comunicato all’Amministrazione comunale di Portoscuso la presenza di sostanze nocive in determinanti allevamenti di carni, imponendo al sindaco Giorgio Alimonda di emanare un’ordinanza di divieto di macellazione e commercializzazione delle carni contaminate. Riguardo alla dolorosa vicenda degli alimenti compromessi, gli assessorati regionali all’Agricoltura e alla Sanità mostrano un immobilismo senza precedenti. È inaccettabile che gli allevatori interessati dalle ordinanze comunali vengano lasciati soli e siano costretti ad assistere impotenti all’azzeramento del proprio reddito.»

«La Giunta regionale – sottolinea ancora Ignazio Locci – deve intervenire al più presto fornendo sostegno all’Amministrazione comunale di Portoscuso e istituendo un fondo di solidarietà per gli allevatori, senza attendere che il Consiglio regionale discuta le mozioni presentate sul tema. Francesco Pigliaru e i suoi assessori – conclude Locci – si mettano subito al lavoro: sono ormai in carica da circa tre mesi ed è arrivato il momento che si diano da fare.»

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Cresce l’allarme ambientale a Portoscuso. Dopo aver ricevuto la nota del Dipartimento di prevenzione della Asl 7, sulla base delle risultanze preliminari delle indagini in corso comprendenti il rilievo di superamenti dei limiti di contaminazione per metalli pesanti nel latte ovicaprino e di superamenti dei valori di attenzione e/o dei valori limite per diossine e PCB diossinosimili nel latte ovicaprino, il sindaco di Portoscuso, Giorgio Alimonda, ha firmato stamane un’ordinanza contingibile ed urgente in materia sanitaria, con la quale, a titolo precauzionale, «vieta, sino al completamento delle indagini in corso per ricerca di diossine e PCB diossinosimili, la movimentazione per vita, commercializzazione, macellazione o distribuzione a qualunque titolo dei capi ovinocaprini e bovini e dei relativi prodotti zootecnici» di 12 allevamenti operanti nel territorio del comune di Portoscuso.

L’ordinanza del sindaco impone ai rappresentanti legali delle 12 aziende, fino al completamento delle indagini in corso o diverso provvedimento assunto dalla Asl 7 di Carbonia, anche la distruzione e lo smaltimento del latte prodotto dalle stesse aziende nel rispetto delle norme vigenti; l’Ufficio tecnico comunale procederà, in via d’urgenza e per assicurare il mantenimento delle condizioni igienico sanitarie nel territorio comunale, alla raccolta e smaltimento del latte prodotto nei suddetti allevamenti presenti nel territorio comunale.

L’ordinanza raccomanda inoltre ai 12 allevatori interessati, di segnalare ai servizi veterinari della Asl di Carbonia ogni sintomo, fenomeno morboso o decesso osservato nella conduzione dell’attività.

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Nuovo allarme ambientale a Portoscuso per la presenza di diossine nel latte caprino. Il sindaco Giorgio Alimonda ha ordinato ad un’azienda la distruzione e lo smaltimento del latte prodotto. La decisione del primo cittadino è maturata dopo il ricevimento della nota del Dipartimento di Prevenzione della Asl 7 di Carbonia, con la quale si comunica che l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale ha trasmesso il rapporto di prova che evidenzia superamenti dei limiti delle norme di legge per quanto riguarda la presenza di diossine, furani e PCB e Diossina-simile nel latte prodotto nell’allevamento caprino di un’azienda sita nelle campagne di Portoscuso, in località Terra Noa e si richiede al sindaco del comune di Portoscuso di emettere specifica ordinanza che obblighi l’allevatore alla distruzione e allo smaltimento del latte prodotto dalla stessa azienda nel rispetto delle norme vigenti.

La situazione è estremamente delicata, anche perché questa nuova ordinanza del sindaco di Portoscuso si aggiunge alle precedenti emesse recentemente per disporre la distruzione e lo smaltimento del latte ovino in cui è stata accertata la presenza di una quantità di piombo superiore ai limiti delle norme di legge.

 

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«Ho appreso con grande preoccupazione di nuove ordinanze di distruzione dei prodotti lattiero-caseari di due aziende di Portoscuso, emanate dal sindaco Giorgio Alimonda. La Asl, dopo i controlli del mese scorso, ha provveduto a fare nuovi accertamenti in tutte le aziende del territorio comunale, trovando valori fuori norma rispetto alle direttive europee.»

Lo afferma Ignazio Locci, consigliere regionale di Forza Italia.

«È un momento delicatissimo – aggiunge Locci – in cui non posso fare a meno di esprimere tutta la mia solidarietà verso quei lavoratori che si vedono costretti a distruggere il frutto del loro sudore. D’altra parte è doveroso garantire pieno sostegno all’amministrazione comunale che non dispone degli strumenti necessari per fronteggiare questa emergenza. Occorre un intervento strutturale della Regione Sardegna, nello specifico degli assessorati all’Agricoltura, all’Ambiente e alla Sanità, riuniti attorno a tavoli tecnici e politici per l’individuazione delle cause e delle strategie risolutive. E sarebbe inoltre opportuno istituire un fondo di solidarietà per le aziende zootecniche interessate dai provvedimenti di distruzione dei loro prodotti, che vedono azzerati, da un giorno all’altro, i propri guadagni. È fondamentale – conclude l’on. Locci – che tutti gli enti interessati affrontino il problema nell’interesse dei cittadini e della salute pubblica, ma anche delle aziende coinvolte.»

Il Consiglio comunale di Portoscuso ha deliberato, secondo quanto previsto dal dl 102/2013 modificato e convertito in legge il 28/10/13, di applicare per l’anno 2013 le tariffe Tarsu come nel 2012, anziché quelle previste dalla Tares. La delibera immediatamente esecutiva prevede, rispetto all’imposta 2012, il solo aggravio voluto e destinato allo Stato di 0,30 euro al mq. Le modalità di pagamento e scomputo dell’eventuale prima rata Tares già pagata, verranno rese note dal Comune quanto prima con ampia comunicazione che verrà diffusa nei prossimi giorni dall’ufficio tributi.
L’importante decisione era stata preannunciata la scorsa settimana dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco, Giorgio Alimonda.
Il Consiglio comunale di Portoscuso.

Il Consiglio comunale di Portoscuso.

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Piano Sulcis un anno dopo. Si è svolto ieri sera, nella sala conferenze della Grande Miniera di Serbariu, un convegno organizzato dal Movimento partite Iva del Sulcis Iglesiente, per esaminare lo stato d’attuazione dello strumento approvato dal Governo per cercare di dare risposte ad un territorio, quello dell’ex Provincia di Carbonia Iglesias, considerato, numeri alla mano, il più povero d’Italia.

All’invito degli organizzatori hanno risposto numerosi sindaci dei Comuni del territorio, parlamentari, consiglieri regionali, artigiani, commercianti, lavoratori del polo industriale di Portovesme, consiglieri comunali, cittadini.

Ha aperto i lavori l’intervento del presidente del Movimento partite IVA del Sulcis Iglesiente, Paolo Bullegas, che ha fatto una rapida analisi della situazione seguita all’approvazione del Piano Sulcis, sottolineando la gravità della situazione in cui versano artigiani e commercianti e l’intero territorio e l’inadeguatezza degli interventi programmati con il Piano Sulcis.

Il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, ha invitato tutti ad una precisa analisi della crisi e delle responsabilità, rimarcando come i Comuni stiano facendo la loro parte, frenati nella loro azione dalla drastica riduzione dei trasferimenti ed ha sottolineato le pesanti inadempienze della Regione e del Governo. Giuseppe Casti ha parlato anche dell’incontro svoltosi mercoledì al ministero dello Sviluppo economico, dal quale è emerso che il principale risultato al momento è costituito dalla prossima pubblicazione del bando sulla fiscalità di vantaggio, che metterà a disposizione 124 milioni di euro per micro e piccole imprese del territorio.

Massimo Cara, rappresentante della RSU Alcoa, ha ricostruito quanto è accaduto negli ultimi dodici mesi ed ha espresso un giudizio molto critico sui ritardi accumulati, annunciando che la mobilitazione non si fermerà fino a quando Governo e Regione non avranno rispettato gli impegni assunti con il territorio. Cara ha spiegato che la stessa fiscalità di vantaggio che pure dovrebbe essere in dirittura d’arrivo, potrebbe essere rimessa in discussione da eventuali ricorsi di cittadini, essendo finanziata prevalentemente con i ricavi delle sanzioni comminate dall’Unione europea all’Alcoa per gli aiuti di Stato indebitamente ricevuti che erano stati concessi attraverso l’imposizione di un’accisa sul costo dell’energia consumata dalle famiglie.

Particolarmente critico sul Piano Sulcis, l’intervento di Guido Vacca, ex assessore della Provincia di Carbonia Iglesias, che ha invitato tutti ad esaminare sia i contenuti del provvedimento del Governo sia il suo reale spirito. «Buona parte delle risorse sbandierate nel Piano Sulcis – ha detto Guido Vacca – erano già presenti in precedenti provvedimenti di Governo e Regione e sono stati successivamente inglobati nel Piano Sulcis. Le reali nuove risorse sono circa la metà dei quasi 500 milioni annunciati».

Guido Vacca ha poi messo l’accento sulle procedure di spesa e sui ritardi, determinati soprattutto dalla mancanza di linee comuni. Altro aspetto rimarcato dall’ex assessore provinciale è lo spirito del Piano Sulcis, indirizzato verso lo sviluppo e non verso le emergenze. «Chi si aspetta dal Piano Sulcis interventi di lotta alle gravi emergenze del territorio, commette un gravissimo errore».

E’ poi intervenuto Giorgio Alimonda, sindaco di Portoscuso e presidente del Consorzio industriale provinciale di Carbonia Iglesias ed è seguito un lungo e approfondito dibattito, dal quale sono emersi ancora una volta la drammaticità della situazione in cui versa il territorio e la necessità di interventi immediati per il superamento dell’emergenza e la programmazione del futuro.

 

L’Amministrazione comunale di Portoscuso guidata dal sindaco Giorgio Alimonda sta valutando la possibilità di ritornare alla Tarsu. A seguito della conversione in legge del DL 102/2013, recentemente pubblicato in GU e come anticipato nei comunicati ufficiali, infatti, l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giorgio Alimonda, ha avviato le verifiche di capienza di bilancio e le procedure amministrative per giungere ancora per l’anno 2013 all’applicazione delle vecchie tariffe Tarsu più favorevoli ai cittadini. Tale possibilità, prevista nel nuovo DL 102/2013, consentirà all’Amministrazione comunale di Portoscuso di giungere a sgravare i propri cittadini e le imprese da oneri così elevati in periodi di forte crisi economica, tornando appunto alla Tarsu.
La proposta della Giunta Alimonda porterà le nuove modalità di pagamenti della tassa all’esame del Consiglio comunale nella riunione che si terrà il 29 novembre.
Una ferma opposizione alla Tares era stata espressa alcune settimane fa dai consiglieri di opposizione dei gruppi “Portoscuso nel cuore” (Rossano Loddo, Erminio Melis, Maurizio Nuscis e Selena Galizia) e “Lista civica Portoscuso” (Marinella Grosso). In un documento proponevano l’immediata revoca del recente incarico di riscossione ad Equitalia; la revisione dell’attuale regolamento e quindi delle tariffe Tares approvate dal Consiglio comunale il 22 maggio 2013 con i voti contrari dei consiglieri di opposizione o, ancora meglio, il ripristino del precedente sistema impositivo (Tarsu), in sostituzione della nuova tassa che oltretutto avvantaggia la grande industria; la riduzione della tassa con l’utilizzo della quota part degli introiti del Parco eolico Enel; l’ulteriore dilazione delle rate della tassa; la chiara descrizione del metodo di calcolo da riportare nei bollettini di pagamento; una corretta e puntuale informazione ai cittadini; e, infine, la convocazione del Consiglio comunale straordinario e urgente.
Il Consiglio comunale di Portoscuso.

Il Consiglio comunale di Portoscuso.

La Regione ha deciso l’avvio del programma di formazione e aggiornamento professionale per altri 120 lavoratori dell’indotto Alcoa. E’ il risultato emerso dall’incontro tra l’assessore regionale del Lavoro, Mariano Contu, il sindaco di Portoscuso, Giorgio Alimonda, i rappresentanti delle ditte d’appalto, delle organizzazioni sindacali e datoriali, svoltosi stamane nella sede dell’assessorato. 
A fronte delle difficoltà manifestate dalle aziende dell’indotto Alcoa, che in assenza di commesse non riescono a garantire i livelli occupazionali, l’assessore del Lavoro Mariano Contu ha assunto l’impegno di coinvolgere la Giunta nella verifica dello stato d’attuazione dei percorsi di riconversione e bonifica del territorio, finalizzati a rimettere in moto il sistema produttivo.
RSU Alcoa

 

Piano Sulcis un anno dopo: cosa resta nella provincia di Carbonia Iglesias dopo la partenza dei ministri?

Trascorso un anno dal 13 novembre 2012, giorno che avrebbe dovuto segnare la svolta per la provincia più povera d’Italia, verso un futuro fatto di crescita e occupazione, le Istituzioni locali si incontrano per fare il punto; per guardare in faccia la realtà, e con obiettività tracciare una linea di valutazione, sulle promesse non mantenute, sulla programmazione inattuata, e sulla irresponsabile assenza di una concreta soluzione al grande tema della riconversione industriale, delle bonifiche ambientali, e più in generale del lavoro. “Piano Sulcis, un anno dopo” è il titolo del convegno organizzato dal Movimento partite iva Sulcis Iglesiente che nella locandina riproduce una più che simbolica immagine di un binario morto; sullo sfondo le torri della Grande Miniera di Serbariu, sede della firma del “Piano Sulcis” e sede scelta per svolgere i lavori del convegno.

Nell’auspicio degli organizzatori, “non una resa dei conti, ma una seria riflessione sulle prospettive di questo territorio”, afferma Paolo Bullegas – Presidente del Movimento partite iva.

Sono attesi gli interventi degli Amministratori gli Enti locali e territoriali, delle Rappresentanze sindacali, del mondo dell’Associazionismo e del Volontariato. Appuntamento alle ore 17.30 di giovedì 14 novembre nell’Aula magna della Lampisteria, presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia.

Sono previsti gli interventi di:

Giuseppe Casti, Sindaco di Carbonia; Giorgio Alimonda, Presidente del Consorzio Industriale di Portovesme; Guido Vacca, ex Assessore Pianificazione Provincia Carbonia Iglesias; Luca Piras, Docente Facoltà di Economia Università di Cagliari; Franco Porcu, Coordinatore Sindaci del Sulcis Iglesiente; Paolo Bullegas, Presidente Movimento Partite Iva Sulcis Iglesiente; Massimo Cara, Rappresentanza Sindacale Unitaria Alcoa.

Interverranno inoltre i Sindaci del Sulcis Iglesiente

I lavori sarannomoderati da Manolo Mureddu.

Firma del Piano Sulcis 2 copia