24 May, 2024
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La 2ª commissione (Lavoro-informazione), presieduta dall’on. Gavino Manca (Pd) ha sentito in audizione i rappresentanti del Corecom Sardegna (Comitato regionale delle comunicazioni) sull’attività svolta nel 2013 ed i programmi per l’anno in corso.

Nella sua relazione il presidente Giorgio Atzori ha fornito alcune cifre molto significative sull’attività svolta dall’organo di consulenza del Consiglio regionale che, su alcune materie, opera sulla base di deleghe specifiche assegnategli dall’Agcom, Autorità nazionale delle comunicazioni.

In particolare, Atzori ha sottolineato positivamente i risultati delle conciliazioni relative alle controversie fra utenti e (prevalentemente) gestori della telefonia mobile e fissa, che il Corecom ha attivato per la prima volta l’anno scorso. In Sardegna sono state presentate ad oggi 600 istanze ed una buona parte di esse è stata definita in senso favorevole al consumatore, per un controvalore di circa 350.000 euro. A fronte del dato nazionale del 2013 di 75.000 istanze col riconoscimento di 25 milioni di euro agli utenti, quello dell’Isola non è certo trascurabile.

Da segnalare inoltre le attività di indagine avviate dal Corecom, sul sistema radio televisivo regionale, il rapporto fra minori e nuove tecnologie, la presenza sui media del mondo dell’immigrazione, quest’ultima in collaborazione con la Caritas e lo Iales-Acli.

Ma la parte più interessante, anche in prospettiva, del lavoro del Comitato, ha riguardato il rapporto con la Rai regionale e nazionale alla luce dell’impianto normativo a tutela delle minoranze linguistiche e della riforma del Titolo V° della Costituzione.

Di queste attività, dopo che il presidente Giorgio Atzori ha fornito alla commissione un inquadramento generale dei problemi più attuali, ha riferito Mario Carboni.

Carboni ha osservato in apertura che «a fronte dello spazio assegnato dalla Rai alle minoranze nel campo delle comunicazioni, quello riservato alla Sardegna era assolutamente marginale se paragonato ad esperienze di altre Regioni autonome come Trentino Aldo Adige, Val d’Aosta e Friuli Venezia Giulia. Grazie ad un costante confronto istituzionale sia con la commissione parlamentare di Vigilanza il Corecom Sardegna – ha spiegato Carboni – ha ottenuto l’inserimento della lingua sarda nel prossimo contratto di servizio fra lo Stato e la Rai, che entrerà in vigore non appena sarà firmato dal ministro per le Infrastrutture e le Comunicazioni Maurizio Lupi».

Nello stesso tempo, nella prospettiva prevista dalla legge di un contratto di servizio “regionale” fra Rai e Regione, i componenti del Corecom hanno incontrato il direttore generale della Rai Giuseppe Gubitosi al quale hanno prospettato la necessità di assegnare alla Sardegna spazi adeguati a rappresentare l’identità culturale e linguistica sarda sia nei palinsesti della terza rete che nelle produzioni e nelle trasmissioni giornalistiche, ottenendo ampia disponibilità purchè nell’ambito di una adeguata programmazione.

Si pone, a questo punto, un problema di copertura finanziaria; per avere un riferimento generale la Regione Friuli Venezia Giulia contribuisce per 11 milioni di euro annui e la val D’Aosta per 2,2 milioni (entrambe sono Regioni più piccole della Sardegna). L’Isola, con uno stanziamento di 300.000 euro nella finanziaria 2014, è ancora ai primi passi. «Ma la partita – secondo Carboni – è ancora tutta da giocare».