6 December, 2022
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Il coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani in occasione dell’8 marzo, giornata dedicata alla commemorazione delle vittime di un’industria tessile di New York, in considerazione anche delle indicazioni scaturite nel corso della Conferenza mondiale sulle donne tenutasi il 26, 27 e 28 settembre 2015 a Milano, sottolinea la necessità di promuovere in tutte le scuole, non solo nell’ambito dell’insegnamento dei Diritti umani, ma come contenuti di carattere trasversale, l’effettiva parità tra i generi, non da intendersi meramente come principio inderogabile della Costituzione (art. 3 della Costituzione), ma soprattutto come “linea di comportamento” universalmente condivisa da realizzare concretamente nella realtà di ogni giorno.

I femminicidi e le discriminazioni sociali che tutt’ora funestano la nostra società sono ascrivibili a un’unica causa immediata: il mancato riconoscimento della dignità umana e del valore della donna.

I mass media, incentrati sul consumismo, sulle sperequazioni e la mercificazione del corpo femminile indubbiamente disorientano i giovani. A scuola, però, si può e si deve intervenire cogliendo ogni opportunità per condannare qualsiasi forma di prevaricazione e per educare al dialogo, al confronto e al rispetto tra i sessi. A tal proposito, il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani, durante il mese di marzo, invita tutte le scuole di ogni ordine e grado a sviluppare una serie di attività tese all’approfondimento di tale problematica: discussione in classe, proiezioni di film attinenti al tema, lettura di opere realizzate dalle scrittrici di ogni tempo.

Ricordando le grandi intellettuali e i personaggi al femminile del passato e del presente è possibile coinvolgere e sensibilizzare i giovani in maniera più incisiva. Infatti, Ipazia, Madame Curie, Hanna Arendt, San Suu Kyi, Maria Montessori, Elisabetta I d’Inghilterra, Simone de Beauvoir, Giovanna d’Arco, Eleanor Roosevelt e tante altre ancora hanno contribuito al cambiamento della società e della storia, malgrado le avversità di un mondo ostile e maschilista.

In un simile contesto sarebbe appropriato ricordare anche alcune eroine e/o vittime della mafia, che hanno perso la loro vita a causa della cieca barbarie della criminalità (vedi elenco).     

Solo rimuovendo gli ostacoli di natura ideologica/economica e contribuendo alla equiparazione tra gli individui è ipotizzabile la costruzione di un mondo più giusto e civile.

Un esempio per tutti è il caso di Malala Yousafzai, la giovane Nobel pakistana che è diventata un simbolo della campagna a favore dell’istruzione di tutti i bambini e bambine del mondo.

Non esiste autentico progresso per l’umanità senza il coraggio, il contributo e la forza delle donne.

Romano Pesavento

Presidente Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani

Alcune donne vittime della Mafia

Ilaria Alpi

Luciana Arcuri

Rita Atria

Carmela Attrice

Barbara Rizzo Asta

Agata Azzolina

Maria Rosa Bellocco

Nicolina Biscozzi

Santa «Tita» Boccafusca

Annalise Borth

Marilena Braccaglia

Teresa Buonocore

Rita Cacicca

Graziella Campagna

Liliana Caruso

Rossella Casini

Ida Castellucci

Nicolina Celano

Margherita Clesceri

Maria Concetta Cacciola

Annamaria Cambria

Raffaella Chindamo

Rosalba Codispoti

Maria Colangiuli

Angela Costantino

Leonarda Costantino

Lucia Costantino

Anna Maria Cozza

Giuseppa Cozzumbo

Mariagrazia Cutuli

Maria Grazia Cuomo

Domenica De Girolamo

Luigina De Luca

Anna Dell’Orme

Annalisa Durante

Maria Giovanna Elia

Gelsomina Esposito, Mina

Francesca Familiari

Rosa Fazzari

Annunziata Ferraro

Angela Fiume

Renata Fonte

Anna Forcignano

Elisabetta Gagliardi

Maria Teresa Gallucci

Lea Garofalo

Rosaria Genovese

Valentina Guarino

Ornella Greco

Rosellina e Barbara Indrieri

Carmela Rosalia Iuculano

Vincenzina La Fata

Simonetta Lamberti

Roberta Lanzino

Emanuela Loi

Concetta Iaria Macrì

Maria Immacolata Macrì

Antonella Oronza Maggio

Maria Maiolo

Maria Marcella

Vincenza Marino Mannoia

Palmira Martinelli

Liberata Martire

Cristina Mazzotti

Giuditta Milella

Francesca Moccia

Lucia Montagna

Filomena Morlando

Francesca Morvillo

Eleonora Moschetto

Nadia e Caterina Nencioni

Letizia Palumbo

Carmela Pannone

Mariangela Passiatore

Masina Perricone

Annunziata Pesce

Fortunata Pezzimenti

Lucia Precenzano

Angelica Pirtoli

Anna Prestigiacomo

Maria Teresa Pugliese

Paola Rizzello

Silvia Ruotolo

Emanuela Sansone

Giuseppina Savoca

Palma Scamardella

Grazia Scimè

Raffaella Scordo

Mirella Silocchi

Nunziata Spina

Vincenza Spina

Maria e Natalia Stillitano

Giovanna Sandra Stranieri

Angela Talluto

Marcella Tassone

Valentina Terracciano

Salvatora Tieni

Adriana Vassalla

Rosa Zaza

Agata Zucchero

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Marilisa Piga e Nicoletta Nesler L'attore David Bower del SignDance Collective InternationalVeronica Pivetti in Lunàdigas

Da Barbie a Coco Chanel. Da Giovanna D’Arco ad Adelasia di Torres. Una costellazione di icone femminili che non ha avuto figli sarà protagonista domani, sabato 21 novembre, delle Icone Lunàdigas di Approdi, spettacolo-installazione in scena alle 17.00 (con due repliche alle 19 e alle 21) in un appartamento privato del quartiere cagliaritano Villanova. L’appuntamento è inserito nel secondo modulo di Approdi, festa d’arte e comunità organizzata da Carovana SMI insieme a numerosi partner.

Nato dai Monologhi impossibili scritti dall’arteologo Carlo Antonio Borghi per il web doc “Lunàdigas”, delle registe e autrici Marilisa Piga e Nicoletta Nesler, lo spettacolo vedrà in scena, nelle vesti delle eroine protagoniste, Alia Sellami, cantante e musicista tunisina, Isolte Avila, performer cubana fondatrice del SDC, e Adele Madau, nota musicista sarda, attualmente trapiantata in Catalogna e presente sulla scena internazionale.

Nel lingua sarda si chiamano lunàdigas le pecore che non figliano: Marilisa Piga e Nicoletta Nesler nell’omonimo web documentario, svelano quella parte del mondo femminile che sceglie di non avere figli, attraverso testimonianze di donne come Maria Lai, Lea Melandri, Margherita Hack, Lidia Menapace, Veronica Pivetti.

Fanno parte di questo lavoro anche i “Monologhi Impossibili” di Carlo Antonio Borghi: figure femminili della letteratura, della storia, dei fumetti, del cinema, dell’arte, si raccontano attraverso la sua penna e nel documentario sono impersonate dalle attrici Lia Careddu, Tiziana Troja, Michela Sale Musio, Vanessa Podda, Gisella Vacca e Cinzia Mocci.

Medas-foto di Giorgio Russo

Secondo evento del “Festival della Cultura Popolare”, la rassegna organizzata dai Figli d’Arte Medas per indagare sulle nostre radici identitarie e costruire un itinerario per dare spazio alle diverse espressioni della cultura popolare. Giovedì 14 maggio, alle ore 21.00, sul palco del Teatro Fratelli Medas di Guasila, andrà in scena Donne sull’orlo – Ritratti in nero di eroine “in negativo”, spettacolo della compagnia teatrale Origamundi, scritto e interpretato da Francesca Falchi. Al termine della rappresentazione, nella sala “Valeria Murgia”, buffet a cura dell’Istituto professionale per l’agricoltura e l’ambiente di Senorbì e degustazione di vini delle cantine Gostolai e Trexenta. Ingresso 5 euro.

Destinata a una sicura distruzione/autodistruzione, l’eroina “negativa” è colei che, conscia della “devianza” del suo agire, vi indugia, subendone le conseguenze senza sottrarvisi, sapendo che il suo anelito di libertà, di auto-affermazione comporta un prezzo da pagare, a volte la vita stessa. Lo spettacolo si propone di tratteggiare una galleria di anti-eroine, appartenenti al mondo del mito, della letteratura, del teatro, che, nel difendere la propria libertà, nell’affermare se stesse come esseri umani, hanno scelto la via del tradimento, dell’omicidio, dell’inganno, consce del fatto che, per loro, quello era l’unico modo per vivere/sopravvivere. Da Clitennestra a Circe, da Medea a Salomè, da Lady Macbeth a Giovanna d’Arco, da Madame Bovary alla Lupa: streghe, assassine, dark ladies per scelta o per necessità. Sorelle legate dal sangue. Loro. Di altri.