29 September, 2026
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Sin dalla nascita i tentativi della civica amministrazione di Carbonia sono stati sempre quelli di liberarsi dal giogo delle Direzioni minerarie dell’A.Ca.I. (Azienda Carboni Italiani) e della S.M.C.S. (Socità Mineraria Carbonifera Sarda) o Carbosarda per la sua condizione di città aziendale che non permetteva alcuna autonomia amministrativa comunale.
Già il dott. Ovidio Pitzurra, primo Commissario prefettizio poi primo Podestà di Carbonia, da zelante funzionario pubblico inviava numerose relazioni alla Prefettura di Cagliari nelle quali evidenziava lo sfruttamento dei minatori e la mancanza di adeguate misure di sicurezza imputabili alle due Direzioni Minerarie dell’A.Ca.I. e della Carbosarda. Tant’è vero che fu rimosso e sostituito dal successivo podestà Vitale Piga Serra molto più sottomesso alle indicazioni delle due Direzioni Minerarie.

Altri tentativi di liberarsi dal giogo delle Direzioni minerarie continuarono a manifestarsi in seguito. La Carbosarda, forte della condizione di azienda militarizzata, attuò un regime di sfruttamento con provvedimenti arbitrari come l’aumento del costo dei viveri di prima necessità negli spacci aziendali e del costo dell’energia, fino all’aumento degli affitti per le case dei minatori e per gli alberghi operai, in contrasto con gli accordi contrattuali, tanto che vi fu quasi subito un’unanime reazione di contrapposizione da tutti i lavoratori del bacino carbonifero del Sulcis. Così il 2 maggio 1942 nella città vi fu uno sciopero, il primo in Sardegna e tra i primi in Italia durante il ventennio e la guerra, organizzato contro il caro vita da cellule clandestine del Partito Comunista ma diretto da Tito Morosini, delegato confederale del sindacato corporativo fascista dei lavoratori, iniziato con l’astensione totale dal lavoro nei pozzi carboniferi di Sirai.
Dal 5 ottobre 1948 al 16 dicembre dello stesso anno fu effettuato lo “sciopero bianco” di 72 giorni per contrastare le misure repressive e provocatorie della Direzione della Carbosarda, in attuazione di una rigida politica di costi e ricavi nella gestione aziendale, posta in essere con licenziamenti e trasferimenti di personale (soprattutto quello più politicizzato e sindacalizzato), aumento indiscriminato dei fitti delle case e degli alberghi operai, dei viveri negli spacci aziendali, dei prezzi dell’energia e del carbone ceduto alle maestranze, riduzioni arbitrarie degli stipendi anche con applicazione delle multe ai dipendenti responsabili di presunti disservizi. Lo sciopero bianco si attuò con la “non collaborazione”; i minatori, presenti regolarmente al lavoro nei cantieri minerari, dopo le 8 ore di normale servizio giornaliero non effettuarono più prestazioni straordinarie a cottimo (retribuite secondo la quantità di carbone estratto), in base a precedenti accordi aziendali, tanto che la produttività della Carbosarda scese del 50%. La Direzione della Carbosarda reagì con misure drastiche e incontrollate ancora più pesanti di quelle sopra indicate, ricorrendo con intimidazioni alla Polizia e alla Magistratura. Esplose così, non solo a Carbonia e nel Sulcis, ma anche in tutta la Sardegna e nel resto della penisola, un vasto movimento popolare di solidarietà e sostegno alla lotta dei minatori carboniferi con i seguenti gesti significativi: parecchi lavoratori sottoscrissero a loro favore mezza giornata di paga, come i dipendenti comunali di Carbonia; i commercianti della città aprirono crediti alle famiglie dei minatori; la C.G.I.L. nazionale inviò più volte un contributo di un milione di lire; i minatori di tutta Italia proclamarono uno sciopero di 24 ore in segno di solidarietà. Un tentativo di mediazione fra la direzione mineraria e le rappresentanze sindacali, promosso dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale il 19 novembre 1948, fallì per rigidità e intransigenze della Carbosarda. Dopo un lungo braccio di ferro nel quale la Direzione della Carbosarda minacciò di non corrispondere salari e gratifiche natalizie, e dopo che i minatori licenziati si barricarono nei pozzi minerari per non essere allontanati dal posto di lavoro con l’intervento della Polizia, la S.M.C.S., con la mediazione del presidente dell’A.Ca.I., ing. Mario Giacomo Levi (contrario alla posizione portata avanti dalla Carbosarda finora), sottoscrisse un accordo con le rappresentanze sindacali il 17 dicembre 1948, annullando tutti i provvedimenti restrittivi presi (licenziamenti, multe, aumenti dei prezzi nei viveri, nei fitti e nell’energia) e aumentando le retribuzioni, con vittoria quasi totale nella vertenza dei lavoratori carboniferi. Per questo e altri episodi in cui l’intera popolazione cittadina difese in quegli anni le vertenze sindacali legate al lavoro nelle miniere, Carbonia fu soprannominata dalla stampa con l’appellativo di Stalingrado sarda.
Nel 1953, Pietro Cocco, sindaco di allora propose una Rinascita di Carbonia per liberarsi completamente dal giogo delle Direzioni minerarie dell’A.Ca.I. e della Carbosarda per la sua condizione di città aziendale che non permetteva alcuna autonomia amministrativa comunale, che si realizzerà anni dopo quando queste due società carbonifere cessarono la loro attività.
Nella seduta del 7 aprile 1946, alle ore 17,30, nella sala delle adunanze (non ancora Sala del Consiglio) del comune di Carbonia fu convocato il primo Consiglio comunale, in seguito alle elezioni del 31 marzo 1946 nelle quali furono eletti i primi 40 consiglieri municipali.
Sotto la presidenza del Consiglio, Renato Mistroni, fu votata la delibera n. 1 sulla verifica dei poteri dei consiglieri eletti senza reclami.

Sotto la presidenza del Consiglio, Renato Mistroni, fu votata la delibera n. 2 sull’elezione del sindaco di Carbonia, con 39 consiglieri comunali votanti fu eletto sindaco, Renato Mistroni, con 23 voti.

Sotto la presidenza del Consiglio, Renato Mistroni, fu votata la delibera n. 3 sull’elezione della Giunta Municipale, con 39 consiglieri comunali votanti furono eletti i seguenti 6 assessori effettivi: dott. Roberto Orani con 28 voti; rag. Raimondo Tocco con 28 voti; prof. Tullio Mascia con 25 voti; Remo Bianciardi con 24 voti; Angelo Aste con 24 voti; Giovanni Salis con 23 voti. Sempre sotto la presidenza del Consiglio, Renato Mistroni, con 39 consiglieri comunali votanti furono eletti i seguenti 2 assessori supplenti: Armidio Bartoli con 23 voti; Dino Palmieri con 23 voti.

Sotto la presidenza del Consiglio, Renato Mistroni, fu votata la delibera n. 4 sulla fissazione della data della prossima riunione del Consiglio comunale per la relazione del Commissario prefettizio uscente, dott. Pensiero Macciotta, relativa alla sua gestione. Il Consiglio comunale fissò la data per l’11 aprile 1946 alle ore 19.00.

Sotto la presidenza del Consiglio,i Renato Mistroni, fu votata la delibera n. 5 per il riesame della posizione del consigliere Angelo Gattuso, sul quale unanimemente il Consiglio comunale decise, esaminati gli atti, di approvare positivamente la condizione di consigliere eletto del comune di Carbonia.

Delibera n. 6 Relazione del Commissario Prefettizio uscente, dott. Pensiero Macciotta, relativa alla sua gestione straordinaria da lui tenuta dal 7 novembre 1945 al 7 aprile 1946.

Circa la gestione finanziaria il fondo cassa all’atto in cui assunse l’incarico era di £ 653.827,23 accertate con verbale di verifica e che il bilancio di previsione per l’anno 1945, già approvato dalla Giunta Provinciale Amministrativa, era stato respinto dalla Commissione Centrale per la Finanza locale, la quale da un lato apportava degli aumenti alle previsioni, ma stralciava del tutto molti stanziamenti passivi vincolandoli sul bilancio di revisione e sulla riduzione del personale avventizio del Comune. Si procedeva così al riesame del bilancio stesso che veniva chiuso in pareggio con la richiesta di un contributo di Stato di £ 6.926.599,80, che la Prefettura ha già corrisposto sotto forma di anticipazione nella somma £ 6.900.000 pur nelle more dell’approvazione del bilancio da parte della Commissione Centrale per la Finanza locale. Il personale avventizio del Comune fu ridotto di 25 unità e dovrebbe ancora ridursi di altre 6 unità. I ruoli di imposta di famiglia 1945 e 1946 non sono stati ancora compilati. Per risolvere la difficile situazione finanziaria del Comune è stata inoltrata al competente Ministero una domanda tendente ad ottenere, ai sensi dell’art. 41 del D.L.L. 8 marzo 1945 n. 62, l’autorizzazione ad istituire l’esazione di un diritto sul carbone minerale prodotto dalle miniere esistenti nel territorio del Comune pari al 5% del valore corrente del carbone stesso. Nessuna decisione è stata ancora adottata dal Ministero nonostante le pressioni fatte allo scopo anche in via ufficiosa. Il bilancio di previsione per l’anno 1946 è stato regolarmente compilato e chiuso a pareggio con la richiesta di un contributo dello Stato £ 9.900.000 ed inoltrato alla Prefettura per i provvedimenti di competenza. Circa l’annona e gli approvvigionamenti è stato fatto il possibile perché la popolazione non dovesse risentire la crisi alimentare e per quanto si attiene ai prezzi, questi sono stati tenuti aggiornati ai mercati di Cagliari e di Iglesias. Per l’assistenza UNRRA (United Nations Relief and Rehabilitation Administration), “Amministrazione delle Nazioni Unite per l’assistenza e la riabilitazione”, con la quale è nota l’organizzazione internazionale costituita, dal 9 novembre 1943 al 30 giugno 1947, dalle Nazioni Unite per l’assistenza economica e civile alle popolazioni delle Nazioni Unite, danneggiate dalla guerra, il Comune ha già effettuato distribuzione dei beni. Per quanto attiene alle opere pubbliche da eseguirsi con i fondi dello Stato si è ottenuta la concessione £ 20.000.000 per la costruzione del Mercato civico coperto, £ 10.000.000 per i lavori di completamento del cimitero, entrambi già in corso di appalto, £ 2.900.000 per l’esecuzione dei lavori di sistemazione e manutenzione della strada vicinale Barbusi – Genna Corriga – Corongiu, £ 15.000.000 per la costruzione del fosso di guardia e ripristino delle strade urbane, e £ 5.000.000 per la costruzione del padiglione di isolamento infettivi nell’ospedale Sirai. Il 10 dicembre 1945, dopo averne assicurato in parte il finanziamento autonomo a mezzo di contributi di Enti e tasse e contributi degli alunni, è stata aperta la Scuola media, di cui occorre sollecitare la conferma del riconoscimento legale per cui sono state inoltrate al competente Ministero le relative pratiche. Dopo aver superato innumerevoli difficoltà è entrato in funzione l’ospedale Sirai, come stabilimento speciale del Comune. Per il funzionamento dell’ospedale, veniva richiesto al Ministero tramite Prefettura, ma senza alcun risultato, un contributo a fondo perduto di almeno £ 3.000.000. Analoga richiesta, sempre infruttuosa, era stata richiesta all’Alto Comissariato (alias Regione). La Società Carbonifera Sarda ha invece risposto all’appello
rivoltole accordando un contributo a fondo perduto di £ 1.800.000 in quote mensile da richiedersi dal Comune. Le elezioni amministrative comunali sono state svolte con la massima regolarità. Per le elezioni dell’Assemblea Costituente sono state già ultimate le intestazioni dei certificati elettorali. Si fa infine presente la necessità della costituzione della Compagnia barracellare, per cui già da tempo è stata richiesta al Comitato di Liberazione Nazionale locale la proposta di un nominativo per la nomina a capitano. Il sindaco di Carbonia, Renato Mistroni, esprime i ringraziamenti al Commissario prefettizio uscente, dott. Pensiero Macciotta, sulla gestione straordinaria tenuta. Intanto il Comune ha un ingente debito verso il Consorzio dell’Acquedotto del Sulcis per la concessione di acqua alla città e verso al Società Elettrica Sarda per la fornitura di energia elettrica.
Sotto la presidenza del Consiglio, Renato Mistroni, fu votata la delibera n. 7 sulla nomina di assessore delegato, fu nominato il prof. Tullio Mascia, già assessore effettivo della Giunta municipale di Carbonia.
Nella seduta del 16 giugno 1946, alle ore 10.00, nella sala delle adunanze del comune di Carbonia, con delibera n. 8, fu tenuta una relazione del sindaco, Renato Mistroni, nel Consiglio comunale.
Sempre nella seduta del 16 giugno 1946, con delibera n. 9, il Consiglio comunale decise unanimemente, in via d’urgenza, in merito alle relazioni del sindaco e degli assessori.
Mauro Pistis

Tra le patologie che hanno conosciuto un aumento preoccupante negli ultimi due anni, ci sono i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione (DAN). Sono quasi 4 milioni gli italiani che ne soffrono, il 70% di loro sono adolescenti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nella fascia d’età tra i 12 e i 25 anni questo tipo di patologie rappresenta la seconda causa di morte, con circa 4 mila decessi l’anno nel nostro Paese.

È ormai certo che la possibilità di avere accesso in tempi brevi alle cure può fare la differenza tra la vita e la morte. In Italia, purtroppo, la risposta non corrisponde alla richiesta e molti centri per la cura di queste patologie chiudono. “Lo Specchio DAN”, realtà che si occupa da anni di questi disturbi – accogliendo pazienti da tutta Italia tramite il SSN – ha deciso di invertire la rotta ed inaugura una nuova struttura, per poter curare un maggior numero di persone.

Mercoledì 9 novembre, alle ore 11.00, a Domunovas, nel corso di una conferenza stampa, in via Cagliari 83, verrà presentata questa nuova realtà, alla presenza di rappresentanti istituzionali, medici, operatori e testimonianze di pazienti.

Saranno presenti:

  • Dott. Mario Nieddu Assessore alla Sanità della Regione Sardegna
  • Dott.ssa Isangela Mascia, Sindaco Domusnovas
  • Dott. Mauro Usai, Sindaco di Iglesias
  • Dott.ssa Francesca Locci, Assessore Servizi Sociali Domusnovas
  • Dott. Giovanni Salis, Direttore Struttura Complessa del Distretto di Cagliari Area Vasta – ASL n. 8 di Cagliari.
  • Francesca Fialdini, conduttrice televisiva
  • Giovanna Grillo, Presidente e Responsabile legale de Lo Specchio
  • Ingegnere Emanuele Fresa, Direttore aria Piemonte Istituto Auxologico Italiano IRCCS
  • Dott. Leonardo Mendolicchio medico psichiatra direttore scientifico de Lo Specchio. Responsabile U.O.C. Riabilitazione DAN, Direttore U.O. Auxologia dell’Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo. Uno dei maggiori esperti di DAN in Italia.
  • Dott. Pablo Belfiori, Medico Chirurgo specialista in scienze dell’alimentazione – Direttore Sanitario Lo Specchio
  • Fabrizia Falco, psicologa coordinatrice de Lo Specchio
  • Aurora Caporossi, Founder Associazione Animenta
  • Maria Giovanna Masala, Presidente dell’Associazione Canne al Vento  Sassari
  • Testimonianze di pazienti

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Il 5 settembre 2019, a Seneghe, prende il via la XV edizione del Cabudanne de sos poetas.

Oltre sessanta gli ospiti in arrivo: Ida Travi, Alba Donati, Mariagiorgia Ulbar, Rachel Falchi, Franc Ducros, Serge Pey, Valerio Magrelli, Claudio Pozzani, Nanni Falconi, Anna Cristina Serra, Azzurra d’Agostino, Pinar Selek, Lea Nocera, Antonia Arslan, Siobhan Nash-Marshall, Chiara Mulas, Michael Raji, Antonella Puddu Gaviano, Giangavino Costeri, Gisele Pierra, Nicola Melis, Giovanni Salis, Manuela Ennas, il Teatro delle Albe, Alessandro Renda, Marcello Anselmo e Pietro Marcello di Rai Radio3 Zazà, Nicola Muscas, Marco Menon, Raimondo Cubeddu, Marco Santagata, Sebastiano Pilosu, Davide Melis, Machina Amniotica, Andrea Melis, Raul Moretti, il musicista italo-algerino (tuareg) Faris Amine, Antonio Cubadda e Marcello Marras, Fabio Pillonca, Pier Sandro Pillonca, Tonino Oppes, Bachisio Bandinu, Andrea Tramonte, Carlo Gianbarrese, Giulio Piscitelli, Paola Atzeni, Antonio Bove, i rapper Joz, Ale Zin ed Alessio Mura (Balentia) e tanti altri.

Gli itinerari poetici come dei viaggi nella letteratura e nelle storie altre, raccontate in versi, rappresentano un cardine dell’esperienza letteraria stessa, che ha costruito una ricca tradizione nella poesia come nella narrativa. Viaggiare serve a conoscere, a conoscersi, a liberarsi da vecchi pregiudizi, a mettersi in discussione. Attraverso il viaggio ritroviamo il più profondo senso di appartenenza all’umanità. In che modo e in quali mondi ci può far viaggiare la poesia? In quali ambiti di racconto viaggio e poesia si incontrano? “Viaggi. Itinerari di versi” è il tema centrale della quindicesima edizione del Cabudanne de sos poetas, il festival di poesia, letteratura e arte curata dall’Associazione Perda Sonadora che vedrà dal 5 all’8 settembre quattro giorni di incontri con la poesia sarda, italiana e internazionale, laboratori, mostre, teatro, concerti, attività culturali e laboratoriali, e un programma molto nutrito con oltre sessanta ospiti tra gli scorci più antichi e affascinanti di Seneghe, gioiello in basalto del Montiferru. Prentza de Murone, Campo della Quercia, Putzu Arru, Piazza dei balli, Bar Su Recreu, Casa Addis e Domo de sa poesia, i luoghi centrali del paese deputati all’incontro, allo scambio e all’ascolto, ospiteranno anche quest’anno i momenti più intensi con i versi letti da alcuni dei poeti contemporanei tra i più amati, ma anche artisti, attori, musicisti, registi, studiosi e intellettuali provenienti dalla Sardegna, dall’Italia, dalla Francia, dalla Turchia, Armenia, USA, Algeria, che porteranno le proprie opere e testimonianze al pubblico del festival e alla comunità seneghese nell’incantevole borgo, tra poesia, musica, arte, mostra fotografica, cinema, installazioni, colori, sapori, tradizioni e occasioni di degustazione con i migliori prodotti tipici locali.

Tra le novità il ritorno del Teatro delle Albe di Ravenna, sodalizio con il festival dei poeti inaugurato dodici anni fa attraverso la collaborazione con Roberto Magnani, stavolta con l’attore e regista Alessandro Renda che oltre alla conduzione insieme a Giuseppina Pintus e Mariano Mastinu dell’esito de “La non-scuola del Teatro delle Albe” in apertura del festival (giovedì 5, alle 18.00, al Campo della Quercia), il laboratorio con i giovanissimi interpreti seneghesi, porterà in scena venerdì 6 settembre, alle 21.30, il monologo scritto da Marco Martinelli “Rumore di acque” con le musiche di Guy Klucevsek.

In attesa della quindicesima edizione del Cabudanne de sos poetas come di consueto partono gli appuntamenti con le anteprime: il 25 agosto a Seneghe, nella località Perda Sonadora alle 18.00 “Imaginary Soundscape”, concerto per computer, tromba e voci di e con Francesco Medda Arrogalla e Francesco Bachis. Con la partecipazione de su Contrattu Seneghesu. Il 30 agosto al Campeggio Nurapolis di Narbolia, si terrà alle 19.00 la presentazione del libro “Harraga. In viaggio bruciando le frontiere”, di Giulio Piscitelli (le cui foto saranno esposte a Casa Addis). Dialoga con l’autore Luca Manunza. Il 31 agosto a Seneghe, alle 21.30, protagonista sarà l’arte dell’improvvisazione poetica in una gara a tema. I poeti estemporanei Salvatore Ladu e Celestino Mureddu si sfideranno a suon di versi in una gara poetica, accompagnati da Su Cuntrattu de Vincenzo Uda.  Il 1° settembre ancora a Seneghe, Casa Addis, presentazione della rivista di poesia S’Ischiglia, con Mario Cubeddu, Gavino Mameli, Duilio Caocci, Antonio Canalis, Luciana Onnis. Letture di Stefano Raccis, in collaborazione con la Fondazione Faustino Onnis. Il 4 settembre, alle 18.30, l’appuntamento con l’anteprima ufficiale che darà il via il giorno a dopo al festival dei poeti è ancora a Prentza de Murone (Seneghe), con “Poesie dagli Alberi: installazione audio sul “Festival dei poeti di Castel Porziano del 1979”, a cura di Nino Iorfino, sperimentatore multimediale, e Lidia Riviello di Rai Radio 3. Col progetto “Alberi Poeti”, Nino Iorfino innesta voci poetiche fra gli alberi di giardini e festival. Le registrazioni scelte per l’installazione di Alberi-Poeti nel giardino di Sa Prentza, furono realizzate da Radio Alice il 30 giugno 1979 sulla spiaggia di Roma, dove, nell’ultima giornata del festival internazionale dei poeti di Castel Porziano si alternarono senza sosta i più noti poeti della Beat Generation.

 

INVITO PROGRAMMA SEMINARIO VILLAGRANDE - def

L’Hotel Orlando Resort di Villagrande Strisaili, in località Santa Barbara, ospiterà venerdì 10 ottobre, dalle ore 9.30, un seminario sul tema “Strategie e azioni finalizzate all’eradicazione della peste suina africana”, presente in Sardegna da 36 anni, progetto pilota per la realizzazione di una campagna di informazione e comunicazione, organizzato da #Copagri Sardegna e #Laore Sardegna.

I lavori verranno moderati e coordinati da Pietro Tandeddu (coordinatore regionale di Copagri Sardegna). Dopo i slauti e l’introduzione di Ignazio Cirronis (presidente regionale di Copagri Sardegna) e i saluti di Giuseppe Loi (sindaco di Villagrande), interverranno Dino Garau (direttore Servizio Sanità Animale della ASL di Lanusei), sul tema “Problematiche relative all’eradicazione della peste suina africana”; Giovanni Salis (consulente dell’assessore regionale dell’Igiene e Sanità), sul tema “Ipotesi di revisione e aggiornamento del piano di eradicazione”; Sebastiano Piredda (direttore generale dell’assessorato regionale dell’Agricoltura), sul tema “Misure di sostegno per il comparto suinicolo”; Sebastiano Porcu (Agris), sul tema “Le attività di ricerca relative alla salvaguardia e valorizzazione del suino autoctono sardo”; Giuseppe Fruttero e Tonello Abis (tecnici Laore), sul tema “Sistemi razionali di allevamento suinicolo e schema progetto Laore”.

Seguirà il dibattito, al quale è prevista la partecipazione degli assessori dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, e della Sanità, Luigi Arru; del capogruppo della V commissione Attività produttive del Consiglio regionale, Luigi Lotto, e di Luigi Crisponi, vicepresidente della stessa Commissione.

 Combattere la peste suina africana è compito delle istituzioni che sinora non sono riuscite nell’intento, ma è anche interesse primario degli allevatori che Copagri invita a collaborare. Occorre una strategia comune e condivisa tra tutti gli enti coinvolti: assessorati, Asl, enti locali, allevatori e le loro organizzazioni, sapendo cosa si deve fare, come e chi lo deve fare. «Occorre prendere atto – afferma Ignazio Cirronis, presidente regionale di Copagri – che in questa fase il pascolo brado non può essere esercitato e che tutti i suini devono essere anagrafati. Bisogna favorire con misure adeguate l’emersione degli animali irregolari senza disperdere il patrimonio eccezionale rappresentato dal suino sardo, una delle sei razze suine autoctone riconosciute in Italia, che ha una potenzialità immensa». Secondo Pietro Tandeddu, coordinatore regionale di Copagri Sardegna, «sarà quindi possibile lavorare per ottenere il riconoscimento della DOP “porchetto sardo” da latte che rappresenta la produzione prevalente e tipica degli allevamenti sardi e, un domani, davanti ad un soggetto organizzato, lavorare ad una DOP per le carni di suino sardo come fatto per la razza “cinta senese” in Toscana, il cui lardo, per non citare le produzioni più nobili, ha prezzi di tutto rispetto».

Dal canto la Regione, con il nuovo Psr, favorirà il processo con un premio legato al mantenimento della razza sarda e, come nuova misura, con un rimborso delle maggiori spese sostenute per garantire il benessere degli animali, misura fino ad oggi prevista esclusivamente per gli ovicaprini.

Come scritto il numero delle aziende è calato, tanto che che il fabbisogno locale di carni suine è soddisfatto solo per il 53%. Nell’Isola rimangono 69 salumifici che ormai lavorano solo carni provenienti dalla penisola e dall’estero. Il valore dei salumi, rilevato sulla base di  un consumo di 300.000 quintali, ammonta a 125 milioni di euro senza alcuna ricaduta positiva sugli allevatori sardi.