4 November, 2026
HomePosts Tagged "Grazia Deledda"

Cinque giorni di cinema, incontri e contaminazioni tra linguaggi artistici: dall’11 al 15 novembre torna il Carbonia Film Festival. Promossa dal CSC Carbonia della Società Umanitaria, con la direzione artistica di Francesco Giai Via, la manifestazione rinnova il proprio impegno per un cinema capace di interrogare il presente, mettere in relazione storie personali e collettive e trasformare la visione in un’occasione di incontro. Il programma 2026 propone cinque titoli italiani in concorso accompagnati dagli incontri con gli autori: White Lies di Alba Zari, Idda di Irene Dionisio, Balcanica di Nicola Sorcinelli, I figli della scimmia di Tommaso Landucci, e Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti. 
 Fuori concorso, il regista palestinese-siriano Abdallah Al-Khatib presenterà Chronicles from the Siege, e Marco Amenta l’anteprima di Odio gli indifferenti. Torna, come di consueto, l’appuntamento di chiusura tra musica e parole con Dimartino, protagonista di una performance in esclusiva per il festival, accompagnato sul palco da Fabrizio Cammarata. Un’edizione che unisce continuità e innovazione, anche grazie alla nuova identità visiva del festival, affidata all’art direction delle registe Valentina e Nicole Bertani, già vincitrici del festival nel 2025.
 Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito e si terranno tra la Fabbrica del Cinema, all’ombra della Grande Miniera di Serbariu, e il Cine Teatro Centrale, in piazza Roma, con incursioni tra Museo del carbone e il Palazzetto dello sport.

I film in concorso. Il concorso riunisce cinque sguardi del nuovo cinema italiano, tra ricerca intima e personale, il mondo dei più giovani alle prese con difficoltà e salute mentale, legami femminili, migrazioni, disabilità e famiglia. Film diversi per forme e linguaggi, che offrono uno spaccato del nostro paese grazie al lavoro di cinque nuovi autori e autrici tra i più interessanti e significativi del panorama nazionale.
 A inaugurare la presentazione dei titoli (giovedì 12, ore 18.00, in Fabbrica del Cinema) è White Lies di Alba Zari, artista e fotografa al suo esordio nel lungometraggio, che firma un documentario autobiografico: nata all’interno della controversa setta dei Bambini di Dio, Zari cerca di ricostruire la propria infanzia attraverso archivi familiari, fotografie e il confronto con la madre e la nonna. Ne nasce un’indagine sulle omissioni e sulle ferite trasmesse fra generazioni, ma anche sulla possibilità di recuperare la propria identità attraverso le immagini. Secondo titolo in concorso (giovedì 12, ore 21.00, in Fabbrica del Cinema) Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti, ambientato ad Albinia, in Maremma, alla fine degli anni Novanta. Protagonista è Giovanna, una dodicenne dalla fantasia fuori dal comune che, dopo la misteriosa scomparsa del suo unico amico Mirko, decide di mettersi sulle sue tracce, sfidando le reticenze degli adulti e le regole di un piccolo mondo di provincia. Un racconto di formazione che esplora, con uno sguardo tenero e anticonformista, il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta, impreziosito da irresistibili interventi di animazione realizzati da Zerocalcare.
Si prosegue con Idda, secondo lungometraggio di Irene Dionisio, che arriva a Carbonia (venerdì 13, ore 21.00 in Fabbrica del Cinema) dopo le anteprime al Toronto Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma. Interpretato dalle nuove star del cinema italiano Tecla Insolia e Romana Maggiora Vergano, il film segue due amiche d’infanzia che si ritrovano da adulte per realizzare un vecchio sogno: raggiungere la cima dell’Etna. La rotta migratoria verso l’Europa è invece al centro di Balcanica (sabato 14, ore 18.00, al Cine Teatro Centrale, esordio nel lungometraggio di Nicola Sorcinelli, vincitore del Premio del Pubblico a Venezia alle Giornate degli Autori. Quando in Afghanistan la musica viene proibita, il direttore d’orchestra Nazar e il figlio Jalil, giovane suonatore di tuba, sono costretti alla fuga. Il loro viaggio lungo la rotta balcanica, verso l’Italia, si intreccia con l’incontro con Greta, una dottoressa italiana interpretata da Matilda De Angelis. Altra opera prima è I figli della scimmia di Tommaso Landucci (sabato 14, ore 21.00, al Cine Teatro Centrale), che vede protagonista Riccardo Scamarcio nei panni di un padre di un bambino con disabilità che sviluppa un legame sempre più forte con il nipote adolescente. Premiato alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, nella sezione Orizzonti, per la sceneggiatura e per l’interpretazione maschile di Scamarcio, il film è il racconto di un conflitto intimo affrontato con delicatezza e profondità.

Fuori concorso: anteprima di “Odio gli indifferenti”, il nuovo film documentario di Marco Amenta dedicato ad Antonio Gramsci.

Nel centenario dell’arresto di Antonio Gramsci da parte del regime fascista, il Carbonia Film Festival (mercoledì 11, ore 21.00, in Fabbrica del Cinema) presenta in anteprima Odio gli indifferenti, il nuovo film documentario di Marco Amenta che restituisce un ritratto inedito del grande intellettuale e pensatore politico, indagandone la dimensione più intima e privata. Attraverso le lettere scritte durante gli anni della prigionia, il film ricostruisce i legami con la famiglia, l’amore per la moglie Julca, l’affetto per la madre e i figli, che non potrà più incontrare dopo l’arresto. Un viaggio nella vita e nei pensieri di Gramsci, tra parole, ricordi e immagini evocative che ne restituiscono la profondità umana, oltre la figura storica e politica.

Omaggio al regista palestinese.siriano Abdallah Al-Khtib con la proiezione dei pluripremiati Chronicles from thethe siege e little Palestine, diary of a siege

Ospite internazionale dell’edizione 2026, il regista Abdallah Al-Khatib arriverà a Carbonia (domenica 15, ore 18.00, al Cine Teatro Centrale) con Chronicles from the Siege, presentato fuori concorso. L’opera, premiata all’ultimo festival di Berlino quale migliore opera prima, intreccia le vite di persone comuni in una città sotto assedio, costrette a compiere scelte estreme per sopravvivere. Attraverso una narrazione corale, il film mette al centro l’esperienza umana della guerra e le contraddizioni che attraversano la quotidianità quando ogni gesto può diventare decisivo. L’omaggio comprenderà anche una proiezione del documentario Little Palestine, Diary of a Siege, uno dei film più significativi degli ultimi anni dedicato alla questione palestinese. Il film e la presenza del regista confermano l’importanza per il festival di uno sguardo verso i conflitti che agitano il Medio Oriente.

DiMartino: i luoghi che ci portiamo dentro

Nel segno di un dialogo tra il cinema e le altre arti, il Carbonia Film Festival propone anche per l’edizione 2026 una serata di chiusura speciale che vedrà Dimartino protagonista di uno spettacolo tra musica e parole insieme a Fabrizio Cammarata (domenica 15, dalle 21.00, al Cine Teatro Centrale). Cantautore e autore tra le voci più riconoscibili della scena italiana, dopo i successi condivisi con Colapesce, da Musica leggerissima a Splash, e il percorso che lo ha portato anche al cinema con La primavera della mia vita, torna nel 2026 alla dimensione solista con L’improbabile piena dell’Oreto, il quinto album di studio, pubblicato a maggio a sette anni di distanza da Afrodite. Dimartino sarà ospite del CFF, accompagnato dal cantautore palermitano Fabrizio Cammarata, per I luoghi che ci portiamo dentro, un evento speciale capace di mettere al centro il racconto e l’ascolto, in dialogo con il direttore artistico del festival, Francesco Giai Via.

La nuova identità visiva di CFF 2026

L’edizione 2026 segna anche un nuovo capitolo dell’identità visiva del Carbonia Film Festival. L’art direction è affidata a Valentina e Nicole Bertani, che hanno scelto Tommaso Buldini per realizzare il manifesto e Robotina per trasformarne l’universo in una sigla animata, accompagnata dalla musica di Angus Bit.
Nel manifesto di Buldini, Carbonia diventa un paesaggio sotterraneo e fantastico: minatori-goblin attraversano tunnel misteriosi, mentre sopra di loro una sala cinematografica si riempie di creature psichedeliche e sullo schermo appare un omaggio a Ingmar Bergman. È una visione che unisce la memoria della città mineraria a un immaginario pittorico surreale. Yassmin Yaghmai e Sara Taigher raccolgono e compongono le animazioni create da Buldini, curando il montaggio e la title animation: Robotina riassembla l’immaginario del manifesto e dà vita a un vero e proprio racconto in movimento, con musiche tratte dal brano Zizzimureddu di Angus Bit, per il sound design di Lorenzo Confetta.

Murale e arte pubblica

Dopo il successo del murale realizzato da Camilla Falsini in occasione del Carbonia Film Festival 2025, anche quest’anno si è deciso di realizzare un’opera muraria con la finalità di rafforzare, anche visivamente, la connessione della manifestazione con la città che la ospita e le dà il nome, oltre a valorizzare e riqualificare la parete frontale della biglietteria all’ingresso del Palazzetto dello Sport di Carbonia. L’opera sarà realizzata da Emanuele Boi, in arte Skan, utilizzando immagini tratte dal catalogo Carbonia in chiaroscuro (Envisual 2002), i cui fondi sono custoditi presso la Sezione di Storia Locale – S.B.I.S. Taglio del nastro mercoledì 11 novembre a partire dalle 10.00. Skan è un artista visivo e street artist noto per aver realizzato numerosi interventi sia sul territorio regionale sardo, sia in diverse località italiane. La sua ricerca artistica ruota attorno alla rappresentazione della figura umana, con una particolare attenzione al volto, inteso come espressione di memoria, identità e vissuto emotivo. Mediante l’impiego di frammentazioni, sovrapposizioni e distorsioni formali, l’artista indaga la sfera interiore dell’essere umano e le dinamiche più profonde dell’inconscio, componendo immagini di forte impatto visivo ed emotivo, capaci di suscitare riflessioni e suggestioni.

Sguardi Plurali

Mercoledì 11 novembre, alle 18.00, al Museo del Carbone nella Grande Miniera di Serbariu, inaugura la terza edizione di Sguardi Plurali sull’Italia Plurale, mostra fotografica dedicata a giovani autori e autrici under 35 di seconda generazione o con background migratorio. Il concorso nazionale ha coinvolto 23 fotografe e fotografi, invitati a raccontare l’Italia contemporanea da prospettive capaci di mettere in discussione narrazioni dominanti e stereotipi. La mostra presenta il progetto vincitore Grana Beldia di Ariman Scriba, fotografa italiana di origini marocchine, accanto a Intreccio di Davide Abbas Pour e Mare di Ricardo Aleodor Venturi. Sono inoltre presenti, attraverso due installazioni, i lavori delle menzioni speciali Shuai Peng con Paesaggio Nostrano e Jasmin Barri con Alf Mabrook. Nel loro insieme, le opere intrecciano esperienze personali, memorie familiari e riferimenti culturali plurali, usando la fotografia come strumento di autorappresentazione e di negoziazione dell’identità.
Sguardi Plurali è promosso dal CSC Carbonia della Società Umanitaria – La Fabbrica del Cinema, Memory Lab – Centro di ricerca del Dipartimento di Storia Cultura e Civiltà dell’Università di Bologna e FIERI, in collaborazione con ARCI nazionale e Associazione Zona. La nuova identità grafica è curata da Lilia Di Bella; l’allestimento ha potuto contare sulla consulenza curatoriale di Andrea Tinterri e Marco Trulli.

Amoramnesia, Video mapping e memoria visiva

Venerdì 13 novembre, alle 18.00, il Festival presenta Amoramnesia, installazione audiovisiva del regista e compositore Giorgio Ferrero, realizzata con Rodolfo Mongitore alle musiche e Carlo Cagnasso al video, prodotta da MYBOSSWAS per il Carbonia Film Festival, in occasione dei 60 anni della Cineteca Sarda. A partire da una domanda pronunciata da Eleonora Duse in Cenere, unico film dell’attrice tratto dall’opera di Grazia Deledda, l’installazione riflette sull’impermanenza dell’amore, sulla fragilità delle immagini e sulla capacità della memoria di generare significato attraverso ciò che perde. Materiali tratti da film conservati negli archivi della Società Umanitaria, tra cui Cenere e Cainà, diventano materia di una metamorfosi visiva: gesti e corpi si sovrappongono, le temporalità si confondono, le immagini si frammentano e si dissolvono. Il deterioramento non è soltanto perdita, ma occasione per interrogare ciò che resta quando la forma originaria non è più riconoscibile. Giorgio Ferrero è regista, compositore e artista visivo, autore di installazioni presentate in musei e istituzioni internazionali e socio fondatore dello studio multidisciplinare MYBOSSWAS. Rodolfo Mongitore è compositore, musicista e sound designer, attivo tra cinema, teatro e installazioni multimediali. Fondata a Torino nel 2011, MYBOSSWAS è uno studio creativo e una casa di produzione cinematografica che lavora tra cinema, arte, installazioni audiovisive e progetti transmediali.

Interzone, musica e visioni

Venerdì 13 novembre, al termine della proiezione delle 21.00, in piazza Roma, Tommaso Buldini presenta Interzone, spettacolo di musica elettronica dal vivo, onirica e psichedelica. Le proiezioni delle sue creature animate prendono vita sul set suonato dall’artista, accompagnando poesie e storie strampalate e ossessive in una discesa lisergica negli abissi interiori. Pittore e videoanimatore, Buldini ha esposto in città e gallerie internazionali. Nel 2021 ha vinto il premio per il miglior videoclip indipendente con Luna Araba di Colapesce Dimartino feat. Carmen Consoli; dal 2023 sviluppa progetti sperimentali in cui dà una dimensione sonora al proprio immaginario visivo.

Spazio Sardegna

Venerdì 13 novembre, alle 18.45, al Cine-Teatro Centrale, Spazio Sardegna propone tre opere che attraversano identità, memoria e paesaggio. In programma gli incontri con autrici e autori: Alessandra Atzori, Vittoria Soddu e Andrea Mura. Doppia Pupilla di Alessandra Atzori e Milena Tipaldo (Collettivo MIRA, Italia, 2025, 30’) segue cinque giovani a Nuoro sulle tracce di Cosima di Grazia Deledda e riflette sul desiderio di partire, sulla possibilità di scegliere chi diventare e sul significato della parola casa. Una die de pitzinnia di Vittoria Soddu (Italia, 2026, 20’) ricostruisce, attraverso le voci di familiari e amici e materiali d’archivio, il legame tra l’artista Costantino Nivola e il paese natale di Orani. Il film recupera anche immagini girate da Nivola nei primi anni Cinquanta, nel giardino di Long Island e durante il primo ritorno in Sardegna dopo la guerra. Il primo suono di Andrea Mura (Italia, 2026, 20’) racconta un musicista e costruttore che, convivendo con una malattia degenerativa, trasforma legno, ferro e dolore in suono, cercando nell’ascolto della natura e nella disobbedienza creativa una voce segreta delle cose.

Djset con Nando Campesi

Sabato 14 novembre, alle 23.30, al Caffè Impero, è in programma il dj set di Nando Campesi. Attivo dietro la consolle dal 1985, Campesi è diventato nei primi anni Novanta un punto di riferimento della club culture del sud Sardegna. Nei suoi set, rigorosamente in vinile, intreccia radici della black music e dell’hip hop più ricercato con suoni dance e new wave degli anni Settanta e Ottanta e suggestioni nostalgiche degli anni Novanta.

Documentary school & Rolling Stones

Domenica 15 novembre, alle 16.00, saranno presentati al pubblico i cortometraggi delle studentesse e degli studenti della Documentary School, il programma di formazione dell’Università degli Studi di Cagliari in corso a Carbonia durante i giorni del festival. Il progetto è promosso dall’Università degli Studi di Cagliari, Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, di AUSI e della Fondazione Umanitaria Sardegna, in partnership con il Carbonia Film Festival. A impreziosire il pomeriggio anche il teaser di Rolling Dreams. Una squadra, una città, l’omaggio al Carbonia Calcio firmato da Karim Galici, che ripercorre i momenti più significativi della storia della squadra cittadina, dalle stagioni gloriose in cui si è sfiorata la serie B, alle crisi, alla rinascita.

Premiazioni

Domenica 15 novembre, a partire dalle 21.00, spazio alle premiazioni di questa edizione. I film competeranno per il “Premio del pubblico concorso CFF”, assegnato dal pubblico in sala per un valore di 1.500 euro; e per il “Premio Ucca Carbonia Cinema Giovani”, offerto dal festival in collaborazione con l’Unione Circoli Cinematografici Arci, per un valore di 1.000 euro. Una collaborazione che sancisce la condivisione con il festival dell’impegno nella promozione della cultura cinematografica e della formazione di nuovi pubblici. Anche quest’anno, infatti, il festival conferma il legame con il tessuto formativo e culturale del territorio, grazie alla partnership con il corso magistrale in produzione multimediale di cinema, organizzato e promosso dall’Università di Cagliari. Un gruppo di studenti e studentesse del corso parteciperà infatti a Carbonia Cinema Giovani, il programma di formazione del festival, assegnando un premio e seguendo un programma di masterclass appositamente pensato per loro. Dal 2025, in occasione della decima edizione, il Carbonia Film Festival ha inoltre istituito il Premio Città di Carbonia. Il riconoscimento viene conferito congiuntamente dal festival e dall’amministrazione comunale di Carbonia a una personalità del cinema il cui percorso artistico e personale ha saputo coniugare consapevolezza, visione e un legame profondo con la realtà e il territorio. Lo scorso anno è stato assegnato al regista Salvatore Mereu; nei prossimi giorni verrà annunciata la personalità a cui verrà conferito per questa edizione.

CFF Scuole

Sullo stesso solco (promozione della cultura cinematografica e della formazione di nuovi pubblici) interviene il progetto CFF Scuole, il programma di proiezioni e incontri rivolto alle scuole del territorio. Giovedì 12 novembre, a partire dalle 10.00, in Fabbrica del Cinema, appuntamento con Marco Amenta per la proiezione di Odio gli indifferenti. Venerdì 13 novembre protagonisti Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti per Caro mondo crudele. Giornata conclusiva, sabato 14 al Cine Teatro Centrale, con la proiezione di Balcanica.

Carbonia razionalista

Domenica 15 novembr, alle 10.30, è in programma una visita guidata alla Città di Fondazione, parte del CIAM – Carbonia Itinerari di Architettura Moderna, a cura di SIMUC (Sistema museale Carbonia). Il percorso attraversa il tessuto urbano e, attraverso soste nei principali edifici pubblici e nelle opere di artisti locali e della penisola, racconta le vicende della fondazione della città e i suoi progettisti. La visita partirà alle 10.30 da piazza Roma, con ritrovo sotto la Torre, e durerà circa due ore. Per info e prenotazioni: museicarbonia@gmail.com, 0781 186 0812, +39 340 268 9043.

Spazio Food&Drinks: gusto locale, spirito conviviale

La proposta di cibo e ristoro del Carbonia Film Festival, un meeting point informale in cui il pubblico potrà, tra un film e l’altro, mangiare e bere un drink, conversare con gli ospiti e ascoltare buona musica. Ad animare questi momenti saranno Momy, ottimo street food sardo con proposte vegane e vegetariane, e Caffè Im…Pero. Tutti i giorni alla Fabbrica del Cinema e in piazza Roma.

Paolo Serra, direttore dei Centri Servizi Culturali della Società Umanitaria in Sardegna: «Che cosa rende peculiare un festival cinematografico come il Carbonia Film Festival? Fin dalla sua prima edizione del 1999, svoltasi sotto una diversa denominazione, la manifestazione ha saputo coniugare una pluralità di fattori che trasformano la longevità in un autentico valore. Tra questi spicca anzitutto la stretta relazione con il territorio: il legame con la comunità locale si è fatto così profondo da indurre i cittadini a riconoscere l’evento come una componente essenziale del proprio orgoglio culturale. L’edizione 2026 rappresenta, in tal senso, l’esito più maturo di un percorso progettuale ormai consolidato, riconducibile in larga misura alla crescente attenzione che la Regione Autonoma della Sardegna, per il tramite dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali, riserva ai Centri di Servizi Culturali isolani e, in particolare, al presidio di Carbonia. Nelle cinque giornate in programma, il dispositivo cinematografico sarà nuovamente assunto come strumento ermeneutico d’elezione: mezzo per indagare il reale, interpretare la congiuntura storica attuale e affrontare questioni controverse, in dialogo con momenti di elevato spessore artistico e culturale. La pluralità degli eventi collaterali concorre inoltre a delineare un’esperienza urbana inclusiva, volta a riscoprire il valore della visione collettiva».

Moreno Pilloni, Direttore del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria: «Il Carbonia Film Festival è il risultato di un percorso che negli anni ha consolidato una precisa identità culturale, costruendo relazioni con il panorama cinematografico nazionale e mantenendo un legame profondo con la città e il territorio. È la dimostrazione di come un progetto culturale radicato localmente possa aprirsi a un confronto più ampio e generare nuove opportunità. Come Centro Servizi Culturali, lavoriamo affinché il Festival sia non soltanto una rassegna cinematografica, ma uno spazio di incontro, scoperta e partecipazione, capace di avvicinare pubblici diversi al cinema contemporaneo e di offrire soprattutto ai giovani occasioni di formazione e confronto. Crediamo che la cultura possa contribuire concretamente alla vitalità del territorio, favorendo collaborazioni, sostenendo le attività locali e rafforzando l’attrattività di Carbonia e del SulcisIglesiente. Il nostro impegno è continuare a far crescere il Festival, valorizzandone l’identità e sviluppandone le potenzialità come occasione di crescita culturale e sociale per l’intera comunità».

Francesco Giai Via, direttore artistico Carbonia Film Festival: «Guardare il mondo da Carbonia significa partire da un luogo preciso per interrogare ciò che ci riguarda tutti. Il programma 2026 attraversa nuovamente confini e appartenenze, memorie familiari e collettive, conflitti che entrano nella vita quotidiana e desideri di cambiamento. Il cinema ci porta dentro queste tensioni, avvicina esperienze lontane e ci invita a riconoscere la complessità di quelle più vicine. In una città segnata dal lavoro e dalle migrazioni, le immagini trovano altre storie con cui dialogare e nuove domande da condividere. È in questo incontro fra la dimensione locale e quella globale che il festival rinnova il suo senso: uno spazio aperto in cui guardare, ascoltare, partecipare».

Ilaria Portas, assessora pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport Regione Autonoma della Sardegna:
«Il Carbonia Film Festival si conferma una delle realtà più vivaci e significative del panorama culturale della nostra isola. Come Regione e come assessorato Cultura e Spettacolo riteniamo fondamentale sostenere iniziative che sappiano coniugare la qualità dell’offerta artistica con un forte radicamento territoriale. Questo festival non soltanto valorizza la memoria storica e la specificità del paesaggio del Sulcis, ma trasforma il territorio in un laboratorio di idee e di formazione attiva per le giovani generazioni. Attraverso il coinvolgimento delle scuole, delle università e il sostegno al cinema d’autore, il Carbonia Film Festival dimostra quanto la cultura sia una risorsa preziosa per la crescita, l’inclusione e il riscatto per le nostre comunità».

Pietro Morittu, sindaco di Carbonia, e Giorgia Meli, assessora della Cultura, Sport, Spettacolo, Patrimonio, Decentramento:
«Il Carbonia Film Festival rappresenta un’importante occasione per arricchire la vita culturale della nostra città, favorendo l’incontro tra persone, storie e sensibilità diverse. Attraverso il cinema, le proiezioni e gli appuntamenti in programma, Carbonia si apre al confronto e alla partecipazione, offrendo ai cittadini nuove opportunità di conoscenza e condivisione. Ringraziamo la Società Umanitaria per l’impegno e la dedizione con cui porta avanti un progetto di grande valore, capace di coinvolgere la comunità e di far conoscere la città anche oltre i confini del territorio. Sostenere iniziative come questa significa investire nella cultura e contribuire alla crescita e alla vitalità di Carbonia».

“Carbonia Film Festival” è organizzato dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria – La Fabbrica del Cinema, su fondi cineportuali della Regione Autonoma della Sardegna (L.R. 28 dicembre 2018 n. 48, art.11 comma 26), insieme al Comune di Carbonia, in collaborazione con Ucca – Unione Circoli Cinematografici Arci, il corso di Laurea Magistrale in Produzione Multimediale dell’Università degli Studi di Cagliari, il Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis e la Cooperativa Progetto S.C.I.L.A., Fondazione Umanitaria Sardegna, CSC Cagliari della Società Umanitaria – Cineteca Sarda, CICC – Centro Italiano della cultura del carbone, SIMUC – Sistema Museale di Carbonia, Il Calderone APS. Sponsor tecnologico Medianet Info e contatti Tel. +39 0781 67 15 27 info@carboniafilmfest.org carboniafilmfest.org www.facebook.com/CarboniaFilmFestival www.instagram.com/carboniaff Ufficio stampa nazionale Studio Sottocorno – Delia Parodo delia.p@sottocorno.it +39 3204048063 Ufficio stampa per la Sardegna Nicola Muscas muscasnicola@gmail.com +39 347 568 4450

Si è tenuto ieri, sabato 17 ottobre 2026, a Vallermosa il convegno dal titolo “Turismo rurale, strategie plurifondo e sviluppo locale. Esperienze e buone pratiche a confronto tra Sardegna e Andalusia”.
L’evento è stato organizzato dal GAL Sulcis Iglesiente in collaborazione con l’Unione dei Comuni I Nuraghi di Monte Idda e Fanaris nell’ambito del Progetto di Sviluppo Territoriale “Sviluppo sostenibile del territorio dell’Unione dei Comuni I Nuraghi di Monte Idda e Fanaris”.
Il convegno – tenutosi nella Sala Teatro Grazia Deledda di Vallermosa e a cui hanno partecipato circa cento persone – è stato occasione di confronto e scambio tra esperienze territoriali della Sardegna e dell’Andalusia: politiche di sviluppo locale, valorizzazione delle aree rurali, turismo rurale e opportunità offerte dall’integrazione tra diversi fondi e strumenti di programmazione.
Sono intervenuti rappresentanti istituzionali e operatori di entrambi i territori. Ha preso parte al convegno una delegazione andalusa, da alcuni giorni impegnata in un “educational tour” nel territorio dell’Unione dei Comuni.
Presenti come relatori, tra gli altri, il Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, l’Assessora regionale alla Pubblica Istruzione Ilaria Portas, il Capo di Gabinetto dell’Assessore all’Agricoltura Sergio Pani, il Programme Manager del progetto PNRR e.INS Gianluca Cadeddu e la Coordinatrice dell’unità di progetto per lo sviluppo delle aree interne della Regione Sonia Congiu.
Oltre ovviamente ai rappresentanti degli enti organizzatori: il sindaco di Vallermosa e presidente dell’Unione dei Comuni Francesco Spiga, il Presidente del GAL Sulcis Iglesiente Cristoforo Luciano Piras e la Direttrice del GAL Nicoletta Piras.
«Questi scambi di esperienze e buone pratiche – ha spiegato il presidente del GAL Cristoforo Luciano Piras – sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo dei nostri territori. Sono sempre occasione di mutuo arricchimento e apprendimento reciproco tra territori distanti geograficamente ma che in quanto rurali hanno molto in comune da condividere.»
Il convegno si inserisce tra le attività di “Sapori d’Autunno, Domus e Pratzas”, la manifestazione enogastronomica e culturale inaugurata poche ore dopo la fine del convegno e che si svolge a Vallermosa sabato 17 e domenica 18 ottobre.

Una media di 150 persone a evento, dal 20 agosto al 29 settembre, ha segnato il successo di Aperitivo con l’Autore. Sant’Antioco e il Sulcis hanno risposto con una partecipazione che ha dato rilievo all’intero programma: conversazioni sui libri, spettacoli, musica e passeggiate letterarie hanno incontrato un pubblico coinvolto, capace di accogliere proposte differenti e accompagnare la rassegna lungo tutte le sue settimane.

Il coinvolgimento si è riconosciuto anche nei gesti degli spettatori: arrivavano con anticipo, tornavano agli incontri successivi e si trattenevano al termine per scambiare impressioni e opinioni. Agli abitanti si sono affiancati i turisti presenti in città. Anche la passeggiata dedicata a Grazia Deledda, pensata per 35 persone, ha richiamato partecipanti oltre il numero programmato, che si sono presentati per unirsi al cammino.

È il pubblico il protagonista di questo bilancio. Per una cittadina come Sant’Antioco, la presenza media registrata agli appuntamenti rappresenta un risultato di particolare rilievo, sostenuto dall’attenzione e dall’entusiasmo con cui sono stati accolti gli autori e gli artisti. La letteratura ha portato nelle piazze domande sul presente, racconti, occasioni di confronto; la comunità ha risposto scegliendo di esserci. Da questa adesione prende avvio la prosecuzione del festival nelle biblioteche partner e nelle scuole, dove il lavoro continuerà attraverso altre forme di incontro e approfondimento.

Il festival letterario indipendente è promosso dal Comune di Sant’Antioco e organizzato dall’APS Il Club di Jane Austen Sardegna, sotto la direzione artistica di Giuditta Sireus, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna . Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. Piazza Italia, Piazza Umberto e Piazza De Gasperi hanno ospitato un calendario che ha intrecciato la scrittura con altri linguaggi artistici, offrendo a cittadini e visitatori occasioni gratuite per ascoltare, conoscere e discutere.

«La partecipazione agli appuntamenti ci incoraggia a dare continuità a questo lavoro – dichiara Luca Mereu, assessore della Cultura del comune di Sant’Antioco -. Abbiamo scelto di portare nelle piazze proposte diverse, accessibili gratuitamente, offrendo a cittadini e visitatori occasioni per ascoltare gli autori e avvicinarsi ai loro libri. Il festival prosegue nelle biblioteche partner e nelle scuole: è un passaggio a cui teniamo, perché permette di coinvolgere altri lettori e di lavorare con i ragazzi. Il compito dell’amministrazione è accompagnare questo percorso, insieme a chi lo cura, affinché gli incontri abbiano un seguito nella vita culturale della città.»

«Mi hanno colpito la cura e l’attenzione delle persone: arrivavano molto prima dell’evento, ritrovavamo tanti volti appuntamento dopo appuntamento, e alla fine ci si fermava a scambiare pareri e opinioni – sottolinea Giuditta Sireus, direttrice artistica della rassegna -. Si è creato un legame con il festival, un’attesa nei confronti delle proposte che abbiamo sentito da Cecilia Sala fino all’ultima serata con Piergiorgio Pulixi. Ricevere i commenti del pubblico, ascoltare ciò che ciascuno aveva apprezzato, è stato gratificante. Anche la passeggiata dedicata a Deledda ha superato i numeri programmati: il desiderio di esserci ha portato le persone a presentarsi comunque. Sant’Antioco ci ha restituito un grande affetto. Dietro questo risultato c’è un lavoro certosino, fatto di impegno, cura e responsabilità. La preparazione di ogni appuntamento e la partecipazione della comunità sono gli elementi che, insieme, hanno reso questa edizione così riuscita.»

Ad aprire il programma è stata Cecilia Sala, con I figli dell’odio, portando al centro del confronto le vite delle nuove generazioni in Israele, Palestina e Iran e la responsabilità del giornalismo nel raccontare i conflitti. Con Vito Mancuso e Gesù e Cristo, le domande hanno attraversato il rapporto fra storia e fede, la libertà, il bene e il male, la speranza. Due prospettive che hanno invitato gli spettatori a misurarsi con la complessità del presente.

Scrittura e musica si sono incontrate in Ballate di guardie e ladri, con Flavio Soriga e Matteo Leone, fra giallo sardo, chitarra e ironia, e in Parole in colonna sonora, con testi e regia di Giuditta Sireus e l’esecuzione di Ensemble Réunis, che ha affidato agli archi il dialogo fra letteratura e musiche del cinema. La ricerca storica e l’invenzione narrativa hanno poi trovato voce in Marcello Simoni, ospite con Delitto di mezzanotte.

A Grazia Deledda è stata dedicata una giornata che ha portato il pubblico a camminare attraverso il centro cittadino. Sui passi di Grazia e il corto teatrale Grazia: storia di Cosima che conquistò il Nobel, della compagnia Il Crogiuolo, scritto da Rita Atzeri e interpretato da Soraya Secci, Stefano Corda, Emilietta Brundu e Andrea Lo Iacono, hanno avvicinato la scrittrice attraverso i luoghi, la biografia e la scena.

Con Elvira Serra e Le voci di via del silenzio, il racconto ha esplorato la libertà e le scelte che cambiano un’esistenza. Simone Tempia, con Gran Galà con delitto, e Piergiorgio Pulixi, con Il fattore gatto, hanno intrecciato segreti, ironia e indagine sui comportamenti. L’incontro con Piergiorgio Pulixi, il 29 settembre, ha concluso il programma degli eventi pubblici e all’aperto.

Ora il festival prosegue nelle biblioteche partner e nelle scuole. La partecipazione raccolta nelle piazze dà forza a questa nuova fase, dedicata al dialogo con altri lettori e con i ragazzi. Dopo le settimane degli spettacoli e delle presentazioni, il percorso offrirà tempo per tornare sui libri, approfondire le domande e coltivare l’interesse che il pubblico ha espresso con tanta adesione.

Vent’anni di storie, figure femminili e memoria. La rassegna “Donne sarde di ieri e di oggi”, fiore all’occhiello del gruppo Acli di San Giovanni Suergiu, festeggia il suo ventesimo compleanno esordendo con una serata omaggio a Grazia Deledda.
L’appuntamento è per sabato 3 ottobre, alle ore 19.00, nella sala consiliare di via Roma a San Giovanni Suergiu, con un concerto narrativo dedicato alla scrittrice nuorese. Un anniversario nell’anniversario: nel 2026 ricorrono infatti i 100 anni dall’assegnazione del Nobel per la letteratura a Grazia Deledda, unica donna italiana ad averlo ricevuto. Una coincidenza che rende ancora più significativo l’avvio della rassegna.
La serata, realizzata con il patrocinio del comune di San Giovanni Suergiu e il contributo della Fondazione di Sardegna, sarà animata dall’associazione culturale “Tra parole e musica. Casa di suoni e racconti”, con la direzione artistica di Andrea Congia. Presentato dalla giornalista Sara Vigorita, lo spettacolo musicale e teatrale dal titolo “L’amore non conosce povertà”, novella strettamente legata al capolavoro “Canne al vento”, porterà in scena la compagnia composta da Elisa Zedda, Andrea Congia e William Lenti.
«Era il 2006 quando abbiamo cominciato questo meraviglioso percorso grazie al quale – spiega la presidente Acli di San Giovanni Suergiu, Cristina Dessì – abbiamo raccontato tante donne che, con le loro scelte, il loro talento e il loro coraggio, hanno lasciato un segno nella storia della Sardegna. Da Eleonora d’Arborea a Francesca Sanna Sulis, non poteva mancare Grazia Deledda, una donna che, con la forza della sua scrittura, ha portato la Sardegna nel mondo e ha dato un contributo fondamentale all’emancipazione femminile.»
Il ventennale della rassegna si svilupperà lungo un programma particolarmente ricco che proseguirà fino a marzo 2027 con il coinvolgimento delle scuole. Dopo l’apertura del 3 ottobre, il secondo appuntamento è in calendario il 29 novembre, con la presentazione di un libro fotografico dedicato a dieci donne sarde che hanno saputo cogliere le “occasioni felici” per costruire il proprio percorso di realizzazione.
Tutti gli appuntamenti hanno ingresso libero.

Perché mettersi in cammino con Grazia Deledda? Perché i suoi paesaggi non rimangono fermi sulla pagina. Chiedono passi, sguardi, ascolto; tornano nelle strade, nelle case, nel vento e risvegliano storie ed emozioni che ci riguardano ancora.

Il 21 settembre Sant’Antioco seguirà questa traccia con “Sui passi di Grazia”, l’appuntamento speciale di Aperitivo con l’Autore che unirà una passeggiata letteraria e un corto teatrale. Prima la città attraversata attraverso le parole della scrittrice, poi la scena, dove pensieri, personaggi e ricordi prenderanno corpo. Un unico viaggio, dalla strada all’immaginazione, per avvicinarsi alla donna che partì dalla Sardegna e riuscì a parlare al mondo.

Il percorso prenderà avvio alle 20.00 da Piazzetta Italo Diana. Vie, angoli e prospettive di Sant’Antioco diventeranno le tappe di un itinerario costruito attraverso le pagine dell’autrice di Canne al vento. Il paese reale incontrerà quello letterario: i luoghi attraversati richiameranno paesaggi, atmosfere e temi di una scrittura nata in Sardegna e arrivata oltre i confini dell’Isola.

Camminare, in questo caso, sarà un modo di leggere. Lo sguardo si poserà sugli elementi del paesaggio urbano mentre le parole di Deledda riporteranno alla luce il rapporto fra gli esseri umani e la terra, il peso delle convenzioni, il desiderio di libertà, la fragilità e la forza dei legami. La passeggiata cercherà nel presente quel modo deleddiano di osservare le cose, capace di riconoscere nei paesi, nelle case e nella natura il riflesso dei conflitti interiori.

La partenza da Piazzetta Italo Diana segnerà così l’inizio di un percorso affidato alle parole e alla città. Il tour è gratuito con iscrizione obbligatoria all’indirizzo eventiclubjaneausten@gmail.com.

Al termine della passeggiata, il racconto raggiungerà Piazza De Gasperi, dove alle 20.40 andrà in scena “Grazia: storia di Cosima che conquistò il Nobel”, corto teatrale di venti minuti scritto da Rita Atzeri.

Lo spettacolo entrerà nella mente della scrittrice seguendo un tempo interiore, fatto di ricordi, personaggi e opere. Il viaggio partirà dalla Nuoro di fine Ottocento, dove una Grazia giovane e ostinata difendeva la propria passione per la scrittura contro pregiudizi, bisbigli e convenzioni, e arriverà fino a Stoccolma, alla consacrazione del Premio Nobel per la Letteratura.

Sul palco, i pensieri prenderanno corpo e l’immaginazione diventerà teatro. Due quadri condurranno il pubblico dentro altrettante opere: Canne al vento, con il suo confronto fra destino e fragilità dell’animo umano, e L’incendio nell’oliveto, attraversato da passioni, eredità e legami familiari. La giovane che scriveva sfidando le regole del proprio tempo incontrerà infine la donna matura, capace di misurare la distanza percorsa dalla Sardegna fino al più alto riconoscimento letterario internazionale.

A interpretare il testo saranno Soraya Secci, Stefano Corda, Emilietta Brundu e Andrea Lo Iacono. Quattro presenze sceniche accompagneranno il passaggio fra biografia e invenzione, restituendo i diversi volti di Grazia Deledda e le figure nate dalla sua immaginazione.

La passeggiata e il corto teatrale comporranno un unico itinerario. Prima i passi nel paese, poi quelli di Cosima; prima Sant’Antioco osservata attraverso la letteratura, quindi la Sardegna di Deledda ricreata sulla scena. Due linguaggi per avvicinarsi a una donna che trasformò una terra appartata nel centro della propria opera e seppe affidare a quel mondo domande universali.

“Sui passi di Grazia” fa parte del programma di Aperitivo con l’Autore – Festival letterario indipendente, realizzato a Sant’Antioco con il comune di Sant’Antioco. L’appuntamento è organizzato e curato dall’APS Il Club di Jane Austen Sardegna, sotto la direzione artistica di Giuditta Sireus.

La partecipazione alla passeggiata delle 20.00 è gratuita con prenotazione obbligatoria via email. Il corto teatrale delle 20.40 in Piazza De Gasperi è a ingresso libero e gratuito.

Il primo sguardo va al Medio Oriente. Poi arriveranno le domande sul senso della vita, il giallo sardo, le musiche nate per il cinema, Grazia Deledda percorsa a piedi per le strade, i thriller storici, le vite che cambiano direzione, l’ironia e i gatti.

Dal 20 agosto al 29 settembre torna a Sant’Antioco Aperitivo con l’Autore e per più di un mese i libri escono dalle pagine per entrare nella città.

Nove appuntamenti, con una formula che ogni volta cambia. Si ascolta, si discute, si cammina e si suona. Un’autrice arriva dalla cronaca internazionale, un teologo prende cinque domande enormi e le mette davanti al pubblico, uno scrittore racconta mentre un musicista costruisce intorno alle parole il proprio suono. Poi il teatro, il romanzo storico, il noir, il cozy crime.

La rassegna comincia giovedì 20 agosto alle 20 in piazza De Gasperi con Cecilia Sala, che presenterà I figli dell’odio, edito da Mondadori, in dialogo con la giornalista Claudia Sarritzu.

Sala porta a Sant’Antioco un libro nato dentro uno dei punti più difficili del nostro presente. Israele, Palestina, Iran. Al centro le nuove generazioni, cresciute dentro guerre, radicalizzazioni e conflitti che hanno ricevuto in eredità. Il racconto passa dalle vite prima ancora che dalle mappe geopolitiche: ragazzi e ragazze ai quali la Storia è entrata molto presto nella quotidianità, tra giornalismo sul campo, responsabilità del racconto e domande su ciò che accade quando l’odio riesce a passare da una generazione alla successiva.

Il 4 settembre, alle 20.00, in piazza Italia sarà invece il momento di Vito Mancuso. La serata avrà la forma della lectio. Il punto di partenza sarà Gesù e Cristo, pubblicato da Garzanti, il lavoro nel quale Mancuso raccoglie anni di ricerca intorno al Gesù della storia e al Cristo della fede, distinguendo le due figure per poi cercare una relazione possibile tra loro.

Da lì il discorso si allargherà. Il senso della vita. Il bene e il male. La libertà. La speranza. Il rapporto tra ragione e fede. Cinque domande che appartengono alla filosofia e alla religione e, prima ancora, alla vita di ciascuno. Mancuso le porterà in piazza con quella ricerca che da anni lo colloca nel punto d’incontro fra teologia, filosofia, dubbio e coscienza.

Sabato 5 settembre, alle 20.00, in piazza De Gasperi tocca a Flavio Soriga e Matteo Leone con Ballate di guardie e ladri. Breve storia del giallo sardo anni Zero. Qui il racconto passa alla musica. Soriga ripercorre una stagione della letteratura sarda che tra la fine del Novecento e gli anni Duemila ha trovato nel giallo una lingua nuova per leggere l’Isola; Leone accompagna questa storia con il suo repertorio musicale. Nel percorso compaiono alcune delle voci che hanno segnato quella stagione, da Giulio Angioni e Salvatore Mannuzzu a Luciano Marrocu, Giorgio Todde e Marcello Fois.

Il 13 settembre alle 21.00 in piazza Umberto i libri cambiano ancora forma con “Parole in colonna sonora”, spettacolo ideato, scritto e diretto da Giuditta Sireus, con le musiche eseguite dal vivo dall’Ensemble Réunis. Le pagine della letteratura incontrano le colonne sonore dei film che da quelle opere sono nati: romanzo, cinema e musica finiscono così dentro lo stesso racconto. Le parole restituiscono la storia, gli strumenti fanno riaffiorare le immagini.

Il giorno dopo, 14 settembre, alle 20.00, in piazza De Gasperi, Sant’Antioco entra nel tour esclusivo di Marcello Simoni. Lo scrittore bestseller dialogherà con Simonetta Selloni intorno a Delitto di mezzanotte, pubblicato da Newton Compton.

Simoni arriva con numeri che raccontano bene la dimensione raggiunta dalla sua narrativa: oltre due milioni di copie vendute, romanzi tradotti in venti Paesi, il Premio Bancarella conquistato con Il mercante di libri maledetti.

Poi comincia il romanzo. Aprile 1794, Garfagnana. Una notte di tempesta, un maestro di cappella trovato morto in un confessionale, mani e piedi legati, un simbolo sulla fronte. Indagano Vitale Federici e Bernardo della Vipera. Intorno al cadavere prendono posto un manoscritto eretico attribuito all’Ariosto, rituali oscuri e una loggia massonica. È il territorio del thriller storico che Simoni conosce bene, dove documentazione e invenzione devono riuscire a camminare con lo stesso passo.

Il 21 settembre il pubblico si alza dalle sedie. Alle 20 da piazzetta Italo Diana parte “Sui passi di Grazia”, tour itinerante per le vie di Sant’Antioco, seguito dallo spettacolo Grazia: storia di Cosima che inventò il Nobel della compagnia teatrale Il Crogiuolo.

Grazia Deledda diventa così una presenza da seguire fisicamente: la scrittrice, Cosima, la Sardegna dalla quale partì, la lingua che costruì e il percorso che la condusse al Nobel. Per una sera la biografia entra nelle strade e la città diventa parte della narrazione.

Il 24 settembre alle 20 in piazza Italia sarà la volta di Elvira Serra, che presenterà Le voci di Via del Silenzio, edito da Solferino, in dialogo con Giuseppe Diana.

Luca è un giovane giornalista radiofonico e arriva sull’isola di San Giulio per realizzare un podcast. Vuole raccontare madre Maria Benedetta, badessa di un monastero di clausura. Prima di prendere i voti era Giulia Belgioioso, inviata speciale del Corriere della Sera, abituata a inseguire le grandi notizie del mondo. Il giornalista arriva per interrogare lei; poco alla volta saranno le scelte della donna a interrogare lui. Il dialogo entrerà proprio in questa zona del romanzo: le vite che potevano essere, quelle scelte davvero e il momento in cui una decisione cambia tutto.

Venerdì 25 settembre, alle 20.00, in piazza Umberto arriva Simone Tempia con Gran galà con delitto, edito da Garzanti. A dialogare con lui sarà Ciro Auriemma.

La scena è quella di un giallo classico: anni Sessanta, una villa, una contessa, una cena frequentata da aristocratici e personaggi che hanno ottime ragioni per sorvegliarsi a vicenda. Poi qualcuno muore. Tempia prende il meccanismo del delitto in ambiente chiuso e lo porta dentro il proprio mondo narrativo, fatto di ironia, osservazione dei caratteri e gusto per il paradosso, tra il piacere dell’enigma e quello, altrettanto forte, di osservare gli esseri umani quando qualcosa rompe le buone maniere.

L’ultimo appuntamento è martedì 29 settembre, alle 20.00, in piazza Italia. Piergiorgio Pulixi presenterà Il fattore gatto, edito da Marsilio, in dialogo con Giuditta Sireus.

Il libro riporta Pulixi nell’universo del libraio Marzio Montecristo e dentro quel filone cozy crime che con La libreria dei gatti neri ha conquistato un pubblico molto ampio. I gatti sono ormai parte integrante di questo mondo narrativo e il dialogo partirà anche dalla passione dello scrittore per questi animali, dal modo in cui sono entrati nei suoi romanzi e dal rapporto che costruiscono con i personaggi. Una vena più lieve che convive con il lato oscuro del noir che ha reso Pulixi una delle voci italiane più riconoscibili del genere. I suoi libri sono oggi tradotti in dodici Paesi.

La crescita della rassegna trova quest’anno anche un nuovo riconoscimento istituzionale.

«Il finanziamento regionale dice una cosa molto concreta: Aperitivo con l’Autore sta crescendo e questa crescita viene riconosciuta – dichiara il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci -. Per noi è un risultato importante perché premia una scelta precisa: investire sulla cultura con continuità, costruendo negli anni un festival capace di richiamare autori di primo piano e, insieme, di raccontare Sant’Antioco. Chi arriva per un incontro incontra anche le nostre piazze, percorre le vie del centro, scopre la storia, l’archeologia, il paesaggio e una comunità. È questo il valore che vediamo in un progetto culturale maturo: la capacità di produrre conoscenza in due direzioni, portando il mondo a Sant’Antioco e Sant’Antioco nel mondo. Il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna ci permette di consolidare questo percorso e di guardare avanti con maggiore forza.»

Un festival, dunque, che cresce anche attraverso il rapporto con i luoghi. Piazza De Gasperi, piazza Italia, piazza Umberto, piazzetta Italo Diana e le vie di Sant’Antioco diventano parte della programmazione e accompagnano il pubblico da un incontro all’altro.

«Aperitivo con l’Autore porta la cultura dentro la vita quotidiana di Sant’Antioco – aggiunge Luca Mereu, assessore alla Cultura del Comune di Sant’Antioco –. Le piazze e le strade diventano luoghi nei quali incontrare persone, idee e storie che arrivano da mondi diversi. Dal giornalismo alla filosofia, dalla narrativa alla musica e al teatro, questa edizione parla a pubblici differenti e costruisce occasioni di conoscenza. Il contributo regionale ci consente di dare continuità a questo lavoro e di farlo crescere mantenendo al centro la qualità della proposta. La cultura diventa così anche uno strumento attraverso il quale una comunità racconta se stessa e offre a chi arriva un motivo in più per conoscere Sant’Antioco.»

Aperitivo con l’Autore – Festival Letterario Indipendente è un progetto del Comune di Sant’Antioco, realizzato in collaborazione con il Club di Jane Austen Sardegna, con il contributo e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport.

Per Giuditta Sireus, direttrice artistica e manager culturale, costruire una rassegna significa lavorare sulle relazioni fra persone, contenuti e linguaggi: «Un programma nasce molto prima della successione dei nomi. Bisogna chiedersi perché una voce serva proprio adesso, quale pensiero può mettere in moto e che cosa può accadere tra chi parla e chi ascolta. Cecilia Sala ci porta dentro una storia che si sta ancora scrivendo. Con Mancuso affronteremo domande che appartengono all’uomo da sempre. Poi il giallo suonerà, Deledda si percorrerà a piedi, la letteratura incontrerà il cinema attraverso la musica. Anche la scelta degli interlocutori fa parte di questo lavoro: un dialogo riuscito può aprire nel libro una strada che da soli avevamo letto diversamente. È questo che cerco nel mio lavoro di direttrice artistica e manager culturale: creare le condizioni perché dall’incontro nasca qualcosa che prima non c’era».

La XLI edizione del Premio Letterario Giuseppe Dessì propone un ricco calendario di eventi che, dall’11 settembre al 4 ottobre, trasformerà Villacidro in un vivace palcoscenico culturale.

Presentazioni di libri, spettacoli, incontri con autori e protagonisti della cultura italiana accompagneranno il pubblico fino alla cerimonia di premiazione.

Un programma gratuito e aperto a tutti che conferma il Premio Dessì come uno degli appuntamenti culturali più significativi del panorama nazionale.

È pronto il calendario degli eventi che introdurranno la serata conclusiva della XLI edizione del Premio Letterario Giuseppe Dessì, conteso quest’anno tra i finalisti Luigi Nacci, Matteo Nucci e Romana Petri per la Narrativa; Federico Italiano, Isabella Leardini e Alfredo Panetta per la Poesia; e che assegnerà i Premi Speciali a Rosa Oliva. Alessandro Cattelan e Licia Colò.

Il ricco cartellone di appuntamenti, tutti aperti gratuitamente al pubblico (posti prenotabili sulla piattaforma evenbrite), prenderà il via l’11 settembre e si estenderà su quattro settimane, per concludersi, il giorno successivo alla premiazione finale, con il consueto incontro conviviale con i vincitori e la giuria del Premio Dessì Caffè con l’autore, il 4 ottobre.

Tra le numerose proposte di qualità, spicca una Prima Nazionale, con lo spettacolo-conferenza Difesa dell’intellettuale (oggi) di e con Sandro Bonvissuto (Produzione originale BAM Teatro). In evidenza anche la partecipazione di Pablo Trincia, con il suo Come nascono le storie (Roi Edizioni) e l’Omaggio a Grazia Deledda, nel centenario del premio Nobel assegnato all’autrice nuorese, con la partecipazione di Marcello Fois, Peter Marcias e Ivana Monti e la proiezione del film Quasi Grazia, tratto dall’omonimo testo teatrale (Einaudi) di Marcello Fois, per la regia di Peter Marcias.

Il Dicembre Letterario porta un mese nel nome e ormai attraversa tutto l’anno.
Prima dell’inverno entra nelle scuole, apre i circoli di lettura, porta gli autori nei paesi, costruisce rassegne con biblioteche e amministrazioni. Il festival arriva a dicembre con una storia già piena: libri letti insieme, ragazzi incontrati, pubblico che torna, territori che scelgono la letteratura come forma di presenza civile.
Da febbraio a oggi il Club Jane Austen Sardegna ha realizzato sedici laboratori dei circoli letterari, dieci percorsi dedicati a Grazia Deledda tra scuole e festival, incontri con gli autori che hanno coinvolto circa settecento persone, sessantacinque partecipanti a
Passeggiando con Gabriele D’Annunzio e una prima parte delle Anteprime estive capace di raggiungere circa milletrecento persone in cinque città.
Il primo fronte è quello dei circoli letterari. A Cagliari, Nuoro, Sassari e Galtellì circa quattrocento lettori si sono ritrovati attorno ai romanzi. Il dato racconta una pratica semplice e forte: leggere insieme cambia la temperatura di un libro. Un classico torna nel presente, un romanzo contemporaneo apre domande sul tempo che viviamo, una pagina già nota prende voce diversa quando passa attraverso chi la legge accanto a noi. A settembre i circoli ripartiranno, con nuovi lettori e con una comunità che negli anni ha dato continuità al progetto.
La scuola è l’altro luogo decisivo. Il percorso dedicato a Grazia Deledda ha raggiunto duecentocinquanta ragazze e ragazzi con laboratori realizzati a Cagliari, Villacidro, Arbus, L’Aquila, Iglesias e al Salone Internazionale del Libro di Torino, ai quali. si sono aggiunti gli appuntamenti di Ussaramanna e Rebeccu. Portare Deledda tra gli studenti significa restituirle corpo: paesaggio, conflitto, desiderio, colpa, libertà, destino. La letteratura funziona quando una voce lontana arriva dentro una domanda di oggi.
Gli incontri con gli autori hanno dato sostanza alla stessa direzione. Piergiorgio Pulixi, Giovanni Floris, Bibbiana Cau, Dario Urigu e Claudia Sarritzu hanno incontrato i lettori in diversi centri della Sardegna. Accanto a loro, il Giardino della Poesia e Passeggiando con Gabriele D’Annunzio hanno ampliato il perimetro del lavoro culturale. Qui si vede una cosa precisa: il pubblico segue il progetto, si sposta, riconosce un appuntamento e lo cerca ancora.
L’estate ha aperto la prima parte delle Anteprime del Dicembre Letterario con otto incontri con gli autori, due spettacoli e appuntamenti in cinque città. Il nome resta Dicembre
Letterario, il progetto ha preso spazio ben oltre il calendario.
Accanto al festival cresce anche il lavoro di progettazione culturale nei territori. Giuditta Sireus, direttrice artistica e manager culturale del Club Jane Austen Sardegna, è stata chiamata negli ultimi anni da amministrazioni comunali, biblioteche e associazioni per ideare, accompagnare o dirigere nuove rassegne. Il Venerdì Letterario, Letture in Chiostro, Aperitivo con l’autore i progetti sviluppati con Tortoli, Villasor e Sant’Antioco raccontano un metodo preciso: partire dal luogo, capirne il passo, costruire un programma con una ragione, una voce, un pubblico.
«I numeri contano quando mostrano un movimento reale – osserva Giuditta Sireus -. Dietro ogni dato ci sono scelte molto concrete: un ragazzo che cerca un’autrice dopo un laboratorio,
un lettore che cambia paese per seguire un incontro, un’amministrazione che investe sui libri per dare qualità alla vita culturale. Il nostro lavoro è dare struttura a questa energia. Farla crescere, città dopo città, incontro dopo incontro.»
Il bilancio dei primi sei mesi racconta un festival già attivo, con una rete che tiene insieme scuole, circoli, autori, lettori, biblioteche, realtà culturali e amministrazioni. Il Dicembre Letterario 2026 arriverà con una base già costruita: luoghi coinvolti, pubblico in movimento e un progetto culturale che ha imparato ad allargare il proprio tempo.

Prende il via giovedì 30 luglio 2026, dall’Arena Mirastelle di Piazza Roma, la rassegna «Cinema in valigia – Ciak si gira nei medaus»: otto serate di cinema all’aperto che per tutta l’estate portano il grande schermo direttamente nelle piazze dei Medaus e delle frazioni del territorio. Le proiezioni, a ingresso libero e gratuito, si tengono con inizio alle ore 21.30 e propongono un percorso interamente dedicato al cinema d’autore sardo e alle storie dell’Isola, accompagnato di sera in sera dalla presenza dei registi e degli autori delle opere.

La rassegna costituisce la prima azione operativa della linea Cinebus del progetto «BUSSOLA», il sistema di servizi di prossimità del Comune di Carbonia – Bibliobus, Informabus e Cinebus – sviluppato nell’ambito del Programma nazionale Metro plus e Città Medie Sud 2021-2027. La bussola è lo strumento che indica la rotta a chi è in cammino: non impone una direzione, la rende visibile. È questo che il servizio intende essere per i cittadini dei Medaus e delle frazioni, e in particolare per i più giovani.

Una cultura di prossimità

Ci sono luoghi che troppo spesso vengono considerati lontani dalla cultura e dal sapere. La prima edizione di «Cinema in valigia» nasce per portare nei medaus e nelle frazioni della città il grande schermo, insieme alle occasioni di dibattito e confronto che il cinema può generare.

L’obiettivo per i prossimi anni è fare di questi appuntamenti uno spazio di incontro e di scambio, in cui condividere esperienze e storie di vita. Ma anche valorizzare le specificità, le capacità, le produzioni delle tante realtà che compongono il territorio di Carbonia, ciascuna con la propria comunità e la propria identità.

Dal 30 luglio al 10 settembre otto proiezioni gratuite trasformeranno piazze e spazi di comunità in sale cinematografiche all’aperto. Un’idea di cultura di prossimità, capace di raggiungere le persone nei luoghi in cui vivono, si incontrano e condividono la quotidianità.

Carbonia, Is Gannaus, Medau Desogus, Medau Brau, Serbariu, Medadeddu, Barbusi e Flumentepido ospiteranno una rassegna dedicata al cinema del Sulcis, alla memoria dei medaus e alle produzioni che raccontano identità e cultura.  Portare cultura nei quartieri, nelle frazioni e nei medaus significa rendere la partecipazione più vicina e accessibile. È da questi luoghi che passa anche la costruzione di una comunità sempre più viva e coesa.

Il cinema che raggiunge i medaus

Il Comune di Carbonia ha una struttura insediativa policentrica e frammentata: accanto al centro urbano vivono numerosi Medaus e frazioni nati dalla vicenda agricola e mineraria. Micro-comunità che custodiscono un’identità forte ma scontano una distanza strutturale dai servizi culturali, concentrati nel centro. La rassegna nasce da una scelta programmatica: leggere la questione delle periferie come una questione di diritto alla fruizione culturale collettiva. Per questo, a eccezione della serata inaugurale nel centro urbano, le proiezioni sono collocate interamente nei Medaus e nelle frazioni. La piazza del Medau è un luogo di comunità. E l’estate, quando rientrano gli emigrati, si moltiplicano le sere all’aperto, feste e sagre, è il momento in cui un evento culturale serale raggiunge il pubblico più ampio e intergenerazionale.

La rassegna è fortemente promossa dal Comune di Carbonia ed è realizzata da una partnership composta da Cooperativa Millepiedi, Associazione Culturale Babel, Fondazione RTS – Radio Televisione Sarda, My Culture e Terra de Punt srl.

Il calendario delle otto serate

Le serate di proiezione, a ingresso libero e gratuito, inizieranno alle ore 21.30 e saranno presentate da Myriam Mereu.

Giovedì 30 luglio

ore 21.30

Carbonia – Arena Mirastelle  ·  Piazza Roma

«Quasi Grazia» di Peter Marcias

Serata inaugurale. Ospite: il regista Peter Marcias

Sabato 1 agosto

ore 21.30

Is Gannaus  –  Piazzetta fronte ex Circoscrizione, Via Donato Bramante 1

«L’amore e la gloria» di Maria Grazia Perria

Serata dedicata a Grazia Deledda. Ospite: la regista Maria Grazia Perria.

Giovedì 6 agosto

ore 21.30

Medau Desogus  –  Piazza dell’Amicizia Antonio Proietti

«L’Agnello» di Mario Piredda

Ospite: il regista Mario Piredda.

Giovedì 13 agosto

ore 21.30

Medau Brau  –  Piazzetta Medau Brau

«L’Arbitro» di Paolo Zucca

Ospite: il regista Paolo Zucca.

Giovedì 20 agosto

ore 21.30

Serbariu  –  Piazza della Chiesa (fronte Chiesa San Narciso)

«Emilio Lussu: il processo» di Gianluca Medas

Serata dedicata a Emilio Lussu. Ospite: Gianluca Medas.

Mercoledì 26 agosto

ore 21.30

Medadeddu  –  Piazza Santa Rita

«Anna» di Marco Amenta

Giovedì 3 settembre

ore 21.30

Barbusi  –  Piazza della Chiesa Santa Maria delle Grazie

«Tutti i cani muoiono soli» di Paolo Pisanu

Ospite: il regista Paolo Pisanu.

Giovedì 10 settembre

ore 21.30

Flumentepido  –  Piazza della Chiesa Sant’Antonio

«Assandira» di Salvatore Mereu

Serata di chiusura. Ospite: il regista Salvatore Mereu.

Il film di apertura: «Quasi Grazia» di Peter Marcias

Ad aprire la rassegna, giovedì 30 luglio all’Arena Mirastelle di Piazza Roma, sarà «Quasi Grazia» di Peter Marcias, ritratto della scrittrice nuorese Grazia Deledda, prima e tuttora unica donna italiana a ricevere il Premio Nobel per la letteratura. Alla serata inaugurale sarà presente il regista. Tre momenti cruciali scandiscono la vita della celebre scrittrice sarda Grazia Deledda: l’arrivo inaspettato di sua madre da Nuoro, le ore che precedono la vittoria del premio più prestigioso al mondo e gli attimi in cui un dottore la guarda negli occhi per trovare parole che non facciano troppo male. In mezzo, la vita intera dell’unica donna italiana ad aver vinto il Premio Nobel per la letteratura. Ed è seguendo con calore quella vita che il film arriva a indagare sia il rapporto tra donne e letteratura sia la questione femminile contemporanea. A differenza di un biopic tradizionale, Peter Marcias costruisce un film che si concentra su tre momenti precisi della vita di Grazia Deledda, affidati a tre interpreti diverse. Come dichiara lo stesso regista: «Non volevo fare un film a episodi, ma concentrarmi su tre momenti che raccontano una vita intera». Il film non è solo un omaggio a Deledda, ma una riflessione su cosa significhi essere artisti fuori luogo, su come la creazione possa essere insieme salvezza e condanna. La scelta di concentrarsi su tre momenti specifici, piuttosto che su una cronologia completa, permette di mostrare come fino all’ultimo Deledda abbia cercato di trasformare il dolore in parola, di dare forma al caos dell’esistenza.

Un viaggio nel canto delle pietre, nei paesaggi sonori, nella natura, nei mondi animale, vegetale e minerale… attraverso il linguaggio del corpo. Notti a Monte Sirai si prepara all’ultimo appuntamento della XVIII edizione. Sabato 1 agosto va in scena Resounding, per una serata dedicata alla danza, a cura della Compagnia Gruppo e-Motion, con la collaborazione di Batuca Dance Studio.
I progressi della scienza nella storia, con Focus su Leonardo, a cura di Roberto Giacobbo, l’emozione della poesia in musica targata De André interpretata da Gianmarco Tognazzi e l’Orchestra Saverio Mercadante, l’omaggio a Grazia Deledda, a 100 anni dall’assegnazione del Premio Nobel, di Laura Morante. Il festival internazionale nel parco archeologico si prepara ora all’ultimo appuntamento 2026 nel teatro del parco archeologico, per uno spettacolo coinvolgente, un evento che porta il pubblico dentro la scena.
Resounding è un’esperienza fisica e immersiva nella quale gli artisti e gli spettatori si incontrano in una nuova condizione percettiva. I corpi-suono costruiscono lo spazio architettonicamente, diventando pietre, vegetali e animali per esplodere successivamente nella bellezza e nella ricchezza di suoni e immagini che appartengono a tutte le comunità. È un dispositivo per riaccendere la memoria collettiva attraverso fili che si intrecciano alla ricerca di connessioni. Un risultato che si raggiunge in più passaggi: toccare e ascoltare, per sentire gli stati di flusso e amplificare la matericità del gesto; dialogare, per imparare dalla saggezza della natura; condividere, per entrare in perfetta armonia; percepire, per comprendere le infinite possibilità del nostro corpo; agire, per aprirci e comunicare; costruire, per delineare il percorso condiviso; esplorare per manifestarsi (anche) interiormente; esplodere, per raccontarsi.
Non un semplice evento artistico, ma un esperimento di coabitazione sociale, con la performance finale che diventa l’atto pratico in cui la democrazia prende forma: corpi diversi che occupano lo spazio pubblico, uniti da un ritmo comune ma portatori della propria unicità animale e umana. La performance prevede anche l’utilizzo della Realtà Aumentata, con una drammaturgia creata casualmente dal pubblico attraverso la scelta di 4 carte – Flow States, Animale Motion, In Motion e Playing -, che determineranno la sequenza delle scene.
Una danza partecipata che per un pieno coinvolgimento necessita di un’adeguata preparazione.
E allora ecco tre giornate per diventare protagonisti: 21, 22 e 31 luglio apre il laboratorio Resounding, in programma a Carbonia c/o il Batuca Dance di via Roma 50. Uno spazio intergenerazionale e inclusivo, aperto ai cittadini di tutte le età, con o senza pregresse esperienze nella danza. L’itinerario creativo è strutturato in tre fasi propedeutiche alla messa in scena finale: il training (preparazione del corpo attraverso uno stile fluido e dinamico), la drammaturgia del gesto (ricerca espressiva volta ad approfondire la memoria sensoriale), la creazione (sintesi del lavoro svolto finalizzata alla costruzione di una performance collettiva).

Il festival internazionale ‘Notti a Monte Sirai’, promosso dal Comune di Carbonia, si inserisce all’interno del più ampio programma del Festival Multidisciplinare Sardegna ‘Dancing Histor(y)ies’, curato dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, finanziato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale dello Spettacolo e dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato al Turismo. Gode inoltre del sostegno della Fondazione di Sardegna.
Come per ogni appuntamento il pubblico carboniese avrà la possibilità di recarsi a Monte Sirai con la navetta, con la comodità di non doversi preoccupare del parcheggio e dando così anche un piccolo contributo per la salvaguardia dell’ambiente. Il bus è gratuito per i possessori di ticket per lo spettacolo; parte dal centro di Carbonia alle 20 e riporta l’utenza a destinazione al termine dello spettacolo. Inoltre, grazie alla collaborazione con il sistema museale locale (www.carboniamusei.it), l’acquisto del biglietto per il Festival vale l’accesso gratuito al Parco Archeologico di Monte Sirai, uno dei siti più apprezzati in Sardegna dalle antiche civiltà e oggi palcoscenico d’eccezione per le serate del festival. Il pass per la visita all’area storica, in passato straordinario punto d’incontro, di dialogo e di integrazione, è utilizzabile entro il mese di agosto.