24 July, 2024
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Potrebbe arrivare nelle prossime settimane in Consiglio regionale un disegno di legge per il reclutamento dei nuovi dirigenti della Regione e del Corpo Forestale. Il tema, contenuto nel disegno di legge 507, è stato affrontato questo pomeriggio dalla Commissione Autonomia presieduta dall’on. Francesco Agus: in audizione nel parlamentino erano presenti l’assessore degli Affari Generali Filippo Spanu e tutti i sindacati della funzione pubblica (domani, alle 11.00, verrà audito lo Sdirs) e del Corpo Forestale.

L’assessore Filippo Spanu ha illustrato il testo del DL 507 spiegando che «in questi mesi la Giunta ha cercato di intensificare le attività relative al Piano di reclutamento, tenendo conto del fatto che alcuni vincoli come quello del blocco del turn over sono caduti e che, dunque, astrattamente, si può rimpiazzare ciascuno dei dipendenti pubblici che va in pensione. Ma tra tutte le priorità del Piano previsto dalla legge Madia noi riteniamo di dover pensare prima di tutto a risolvere il problema della mancanza di dirigenti nella Regione e, in particolar modo, nel Corpo Forestale. Alla Regione ci sono 86 dirigenti che di questo passo nel 2019 saranno 76 mentre sono stati contrattualizzati 11 dirigenti facenti funzioni e non è permesso andare oltre». Per l’assessore Filippo Spanu «il DL 507 serve, dunque, a sostenere il Piano di reclutamento, che ha carattere triennale”.

L’articolo 2 del DL 507 prevede la fattispecie del corso concorso: «Si tratta della miglior selezione dei dirigenti – ha detto il presidente Francesco Agus, sostenuto da tutti i rappresentanti sindacali Cgil, Cisl e Uil oltre alle sigle autonome dei dirigenti presenti in Regione -, auspico la rapida approvazione del provvedimento con le dovute riflessioni che matureranno anche in Aula ma ritengo che non sia più possibile attendere oltre per dare alla Regione una dirigenza giovane, preparata e all’altezza di un compito istituzionale sempre più elevato. E’ chiaro che il problema della dirigenza è ancora più grave dentro il Corpo Forestale, dove gran parte dei 12 dirigenti svolge l’incarico facendone le funzioni: per questo dobbiamo omogeneizzare le procedure previste oggi nel Corpo forestale  con quelle previste ora nel resto della Regione, evitando così ogni forma di discriminazione». Contrari al corso concorso nel Corpo Forestale i sindacalisti del Saf: «Non si può aprire a tutti la dirigenza di un corpo di polizia».

All’audizione hanno partecipato Fabiano Atzeni ed Enrico Lobina (Cgil), Davide Paderi (Cisl), Giampaolo Spanu e Valeria Soru (Uil), Corrado Rossi e Luciano Melis (Sadirs), Umberto Speranza (Siad), Marcello Cucca (Saf), Ignazio Masala e Maurizio Montis (Fenders).

Francesco Agus

Audizione dei sindacati, in commissione “Autonomia”, questa mattina, sulla proposta di riforma della macchina amministrativa regionale presentata dalla Giunta. Per oltre due ore, i rappresentanti dei dipendenti regionali hanno presentato osservazioni e proposte di modifica al DL n.72 della Giunta “Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della Regione”. 

Diverse le valutazioni: positive, con qualche richiesta di integrazione e approfondimento, quelle di Cgil, Cisl e Uil; caute, quelle di Sdirs; critiche quelle di Sadirs, Saf, Fendres e Fedro.

Per Antonio Cois (Cgil), «la riforma inizia a porre dei paletti per arrivare ad un quadro d’insieme del sistema regione». Giudizio positivo anche sull’affidamento di maggiori responsabilità alla dirigenza: «In questo modo – ha detto Cois – si spera di smuovere finalmente la grande macchina regionale che finora non ha funzionato a pieni giri». 

Davide Paderi (Cisl) ha rimarcato l’importanza del provvedimento che, finalmente, si pone l’obiettivo del superamento della legge 31/98, norma ormai vecchia e inadeguata. «E un pezzettino di riforma – ha sottolineato Paderi – ma va nella direzione giusta». Per il rappresentante della Cisl, occorre però prevedere un ruolo più partecipativo dei sindacati nella riorganizzazione dei servizi degli assessorati. Paderi ha inoltre auspicato la riduzione del numero delle direzioni generali e la costituzione di un fondo per la razionalizzazione, l’innovazione  l’efficientamento della macchina amministrativa.

Giampaolo Spanu (Uil), dopo aver lamentato il mancato coinvolgimento dei sindacati da parte della Giunta, ha espresso apprezzamento per i contenuti del Dl 72: «C’è finalmente la volontà di intervenire toccando interessi chi finora non sono mai stati messi in discussione. Sono adesso necessari alcuni correttivi per razionalizzare il sistema. L’obiettivo deve essere quello di una Regione efficiente, per questo occorre eliminare sovrapposizioni e doppioni». Dalla Uil, infine, è arrivata la proposta di modifica dell’art. 2 che affida ai direttori generali la decisione di istituire, modificare o sopprimere i servizi degli assessorati. «Questa competenza – ha detto Spanu – deve essere lasciata in capo alla politica».  

Scelta invece condivisa da Cristina Malavasi (Sdirs): «Bene l’affidamento delle decisioni organizzative ai dirigenti – ha detto – bisogna adesso valorizzare il personale interno che dovrà sostituire i dirigenti». Positivo anche il giudizio sul rafforzamento della mobilità interna ma, secondo lo Sdirs, «c’è bisogno di un riordino complessivo degli assessorati e delle loro competenze per evitare anche casi come quello di “Sardegna Promozione”. Solo così può essere garantita maggiore efficienza dei servizi e, allo stesso tempo minori costi per le casse pubbliche. Urgente da questo punto di vista una modifica della legge n. 1 del 1977».

Fortemente critica la posizione di Luciano Melis (Sadirs): «Quello varato dalla Giunta è provvedimento tampone, carente in molti punti – ha detto Melis – non ci sono grandi novità, serve un testo più incisivo».

Marcello Cucca (Saf) ha lamentato l’assenza di riferimenti nel disegno di legge alla situazione del Corpo Forestale. «Manca una proposta di riorganizzazione – ha detto Cucca – eppure il Corpo Forestale necessità di un intervento urgente. L’età media è troppo alta (il 70% dei rangers ha oltre 54 anni), servono forze fresche per garantire servizi più efficienti nei territori». Dal Saf, infine, la richiesta alla Regione di una legge che chiarisca, una volta per tutte, il confine delle competenze tra Corpo Forestale dello Stato e Corpo Forestale della Regione.

Giudizio negativo anche da parte di Ignazio Masala (Fendres): «Eravamo fiduciosi, la proposta di modifica della legge 31 è invece poco incisiva, la Regione rimane sostanzialmente invariata».

Antonello Troffa (Fedro) ha infine lamentato la mancanza di concertazione: «La Giunta non ci ha coinvolto, il Dl è nato male, manca un progetto complessivo per uniformare il sistema regionale. In questi anni abbiamo assistito alla proliferazione di enti e agenzie. Emblematico il caso di Sardegna Promozione». 

Al termine dell’audizione, è intervenuto il consigliere del Pd Roberto Deriu, che ha rivolto alcune domande ai sindacati sulla necessità di garantire i servizi degli uffici periferici e sulla necessità di iniziare un percorso per rendere più omogeneo il sistema. «Impensabile proporre oggi, viste le poche risorse a disposizione, un contratto unico per tutti i dipendenti pubblici: sarebbe finanziariamente insostenibile. Utile, invece, cominciare a pensare per il futuro alla figura del Funzionario pubblico sardo da utilizzare in tutte le articolazioni della macchina amministrativa regionale».

Il presidente della Commissione, Francesco Agus, dopo aver ringraziato i sindacati, ha annunciato che il disegno di legge sarà esaminato dalla Commissione tra la fine di agosto ed i primi giorni di settembre. «Il testo ha necessità di modifiche – ha detto Agus – a partire dalla norma per la copertura finanziaria. Ciò che emerge è la necessità di intervenire su una macchina ormai fuori controllo. Rigidità e inefficienze hanno fornito un alibi per la crescita incontrollata della stessa. Il male sta alla radice,  in passato – ha aggiunto il presidente facendo riferimento al caso Sardegna Promozione – sono state create scatole e scatolette che non hanno risolto i problemi e hanno invece dato vita a gestioni “quantomeno discutibili”. Con questa legge, alla quale saranno apportate le necessarie integrazioni, si comincia ad intervenire per rendere meno rigido l’apparato regionale e – ha concluso Agus – renderlo più efficiente e vicino ai cittadini».