12 May, 2026
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Procede a pieno ritmo l’organizzazione del 15° Slalom Guspini-Arbus, 4° Memorial Ignazio Pani, in programma il 16 e 17 maggio. La gara – che ha come Ente di appartenenza l’Automobile Club Cagliari – è organizzata con passione e professionalità dall’Arbus Pro Motor’s, e sarà valida come seconda prova del Campionato Nazionale Slalom e, come lo scorso anno, per il Trofeo d’Italia Nord (la prima delle sette prove), per la Coppa Zona 2 (Sardegna e Toscana, la prima delle cinque prove) e per il Campionato Regionale ACI Sport Sardegna Slalom (coeff. 1,75, seconda delle otto prove in programma).

La collaudata manifestazione, che unisce i Comuni di Arbus e Guspini, valorizza le aree del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, promuove il patrimonio paesaggistico e identitario e, non ultimo, è volano per lo sviluppo economico locale.

«Il sostegno della Regione Sardegna a manifestazioni come lo Slalom Guspini-Arbusha sottolineato l’assessora regionale dello Sport, Ilaria Portas – conferma la nostra volontà di investire in eventi capaci di unire l’eccellenza agonistica alla valorizzazione del territorio. Gare di questo livello, non sono solo appuntamenti sportivi di grande prestigio, ma reali occasioni di promozione per il nostro patrimonio paesaggistico e identitario. Portano infatti atleti e appassionati anche alla scoperta del cuore della nostra isola, generando in questo modo un impatto positivo per le comunità locali che ospitano l’evento, e una ricaduta ottimale per tutta l’economia del territorio.»

 abato 9 maggio, alle 11.00, nell’aula consiliare del Comune di Arbus, gli organizzatori dell’Arbus Pro Motor’s saranno lieti di incontrare gli organi di stampa, gli addetti ai lavori e gli appassionati, alla conferenza stampa di presentazione. Durante la conferenza stampa – in occasione della quale saranno presenti anche le autorità politiche – verranno comunicate tutte le informazioni e svelate le novità di un evento tanto atteso, che richiama l’interesse di molti piloti e appassionati.

In copertina il pilota di Arbus Marino Gessa su Calvino Sport – Foto S. Carta

Questa mattina, a Santadi, è stata inaugurata la prima edizione di “Sboccia un Fiore nel Sulcis”, il progetto dell’Unione dei Comuni del Sulcis, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, che mette in rete Santadi, Nuxis, Tratalias, Villaperuccio e Perdaxius. Erano presenti al taglio del nastro, con i sindaci di Giba Andrea Pisanu (presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis), di Santa’Anna Arresi Paolo Luigi Dessì, di Tratalias Emanuele Pes, di Perdaxius Gianluigi Loru (vicepresidente della Provincia del Sulcis Iglesiente), di Santasi Massimo Impera, di Nuxis Romeo Ghilleri e di Villaperuccio Marcellino Piras, l’assessora regionale della Pubblica istruzione e Cultura Ilaria Portas, il deputato Salvatore Deidda, il consigliere regionale Gianluigi Rubiu e il responsabile dell’Area tecnica del comune di Santadi Alessandro Carta.

Si tratta di un percorso condiviso che punta a valorizzare eventi, tradizioni e identità del Sulcis interno, realizzato con la collaborazione delle Pro Loco del territorio e il lavoro delle strutture comunali.
L’evento, da oggi al 23 maggio, vedrà i cinque Comuni del Sulcis protagonisti di iniziative dedicate alla scoperta delle ricchezze turistiche, culturali e identitarie del Sulcis, valorizzando tradizioni, paesaggi e comunità.
Questo il programma completo delle cinque tappe del progetto:
• Domenica 19 aprile – Santadi, dalle ore 10.00 alle 20.00, Piazza Marconi.
• Sabato 25 aprile – Tratalias, dalle ore 10.00 alle 20.00, Borgo Medievale.
• Domenica 3 maggio – Villaperuccio, dalle ore 10.00 alle 20.00, Necropoli di Montessu.
• Domenica 10 maggio – Nuxis, dalle ore 10.00 alle 20.00, Piazza Franco Murru.
• Sabato 23 maggio – Perdaxius, dalle ore 10.00 alle 20.00, località San Leonardo.

La Giunta regionale, su proposta dell’assessora Ilaria Portas, l’esecutivo ha approvato il modello di accordo tra la Regione Sardegna e il Comune di Iglesias finalizzato alla promozione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale locale, attraverso attività che comprendono la catalogazione, la descrizione, la digitalizzazione, il recupero del pregresso, la comunicazione e il digital marketing dei materiali che saranno resi disponibili dal Comune. L’attività si inserisce nell’ambito delle iniziative previste dal Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale (PND) e dall’intervento PNRR M1C3.

 

Nove sale espositive in cui verranno esposti i tesori provenienti da Nora, un laboratorio che permetterà ai visitatori di vedere dal vivo le operazioni di restauro dei reperti archeologici: dopo 13 anni riapre i battenti il museo “Giovanni Patroni”, in uno spazio rinnovato e molto più ampio rispetto a quello precedente. Con il Parco archeologico di Nora, la Torre del Coltellazzo, la chiesetta di Sant’Efisio, finalmente i visitatori potranno ammirare nuovamente le collezioni custodite nel museo di corso Vittorio Emanuele, che offre una fotografia perfetta delle varie fasi del passato del territorio di Pula. La gestione del museo, ridisegnato dall’architetto Jari Franceschetto con la collaborazione delle curatrici del progetto scientifico Emanuela Atzeni e Chiara Pilo della Soprintendenza archeologica, sarà affidata alla Fondazione Pula Cultura Diffusa: la direttrice sarà Isabella Atzeni.
Nelle teche del Museo Patroni, che sino al 4 aprile darà la possibilità alle scuole e ai residenti di visitare gratuitamente il nuovo spazio espositivo, troveranno spazio anche gli ultimi reperti recuperati dagli archeologi durante l’ultima campagna di scavo condotta a Nora.
Per il sindaco di Pula, Walter Cabasino, non si tratta di una riapertura, ma di una vera e propria inaugurazione di un museo completamente nuovo: «Gli spazi espositivi sono decuplicati, da due sale siamo passati a nove, ma stiamo parlando di un museo in progress, destinato a crescere ulteriormente. Per ingrandirlo il Comune ha acquisito uno stabile adiacente, e presto ne rilevare dai privati anche un altro: l’obiettivo è quello di rendere questo museo il punto di riferimento per la cultura di questo territorio. Questa riapertura è frutto della collaborazione istituzionale tra Comune, Soprintendenza, Regione e Fondazione Pula Cultura Diffusa: abbiamo lavorato in sinergia per raggiungere questo risultato, e per restituire alla comunità un presidio culturale di grande importanza».
Manuela Serra, assessora alla Cultura, la riapertura del Museo equivale alla riapertura di una finestra sul passato di Pula: «Con il Museo Patroni restituiamo alla città un tesoro che non appartiene solo a Pula, ma anche a tutta la Sardegna, all’Italia e alla comunità internazionale. Un tesoro che rafforza il prestigio culturale di Nora, uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo, e che aggiunge un nuovo tassello alla rete di luoghi che fanno della nostra città un punto di riferimento per la ricerca, lo studio e la cultura. Questo museo non è soltanto uno spazio espositivo. È uno scrigno prezioso che raccoglie le testimonianze della millenaria civiltà che ha abitato il nostro territorio, il luogo in cui la memoria diventa conoscenza e la conoscenza diventa consapevolezza del nostro valore».
Chiara Pilo, archeologa della Soprintendenza, racconta cosa troveranno i visitatori del Museo a Patroni: «Gli spazi espositivi sono organizzati per aree tematiche, che raccontano le varie epoche di Nora e mostrano i luoghi pubblici della città, quelli di culto e la necropoli. Il nuovo museo non racconta solo Nora, ma parla di un intero territorio. Tra le attrazioni che potranno trovare esposte i visitatori possiamo annoverare le pitture murarie dell’edificio a est del Foro; il balsamario a forma di babbuino ritrovato nella necropoli fenicia; statuette votive rinvenute nell’ex area militare, e monili riaffiorati dalle tombe».
Andrea Boi, presidente della Fondazione Pula Cultura Diffusa, spiega come la riapertura del museo chiuda il cerchio della proposta culturale del paese: «Finalmente potremo offrire ai visitatori una visita completa, offrendo una visione d’insieme del nostro immenso patrimonio storico e archeologico. Negli ultimi tre anni il Parco archeologico di Nora è passato grazie un grande lavoro organizzativo da 65mila ingressi l’anno a oltre 100mila: siamo certi che con il funzionamento a pieno regimi del museo i dati miglioreranno ulteriormente».
Ilaria Portas, assessora regionale della Cultura: «Sono molto felice di questa inaugurazione, ogni presidio culturale aumenta l’offerta per la Sardegna, i sardi e i visitatori di ogni  angolo del mondo. I nostri beni culturali, materiali e immateriali hanno bisogno di essere custoditi e valorizzati per essere trasmessi al meglio alle nuove generazioni». 

Nato nel 2023 come una scommessa, rivelatasi ben riuscita, il Rally Sulcis Iglesiente è ormai giunto alla 4ª edizione ed è diventato uno degli appuntamenti più attesi della stagione motoristica sarda, nonché una manifestazioni più sentite, rilevanti e identitarie del territorio da cui prende il nome. Anche per questo, a ospitare la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2026 è stata la Sala Consiliare della Provincia Sulcis Iglesiente, a Carbonia.

Si va verso il record di partecipanti: attesi quasi 80 equipaggi, tra rally moderno e storico, provenienti da tutta la Sardegna e dalla Penisola. Al via ci sarà anche e con un nome d’eccezione, Pontus Tidemand (su una Skoda Fabia Rs Rally2 preparata da Lions Team col connazionale Theo Bergsten alle note), ex pilota ufficiale Skoda e Ford M-Sport, vanta 56 gare nel Campionato del Mondo Rally e il titolo mondiale Wrc2 nel 2017, il titolo mondiale Wrc Junior nel 2013 nonché, nel 2015, la vittoria dell’Asia-Pacific Rally Cup. Tidemand ha scelto il Sulcis Iglesiente come gara test della stagione 2026.

In programma il 13-15 marzo, il Rally Sulcis Iglesiente sarà il 1º round della Coppa Rally di Zona 10 e del Campionato Regionale Delegazione Sardegna Aci Sport e sarà valido anche per la Gr Yaris Rally Cup, il Michelin Trofeo Italia National, il Trofeo Pirelli Accademia Crz e assegnerà il Trofeo Cammino Minerario di Santa Barbara (1º equipaggio “due ruote motrici”)e il Memorial Tommy Rossi (ultimo in classifica). Il 4º Rally Sulcis Iglesiente è organizzato dalla Mistral Racing col supporto della Regione Sardegna, della Provincia del Sulcis Iglesiente, della Delegazione Sardegna Aci Sport, dell’Aci Cagliari, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e di dodici comuni: Iglesias, Carbonia, Giba, Gonnesa, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Tratalias e Villaperuccio.

A illustrare tutti i dettagli della manifestazione, oltre agli organizzatori Giacomo Spanu e Gabriele Deidda della Mistral Racing, anche l’assessore regionale all’Industria, Emanuele Cani; Stefano Piano dell’Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna; il consigliere regionale Alessandro Pilurzu; Mauro Usai, presidente della Provincia Sulcis Iglesiente e della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara e sindaco di Iglesias; il presidente di Ac Cagliari e Aci Sardegna, Antonello Fiori; il responsabile della sicurezza del Rally Sulcis Iglesiente, Edoardo Di Lauro; il commissario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Roberto Curreli; il vicesindaco di Carbonia e assessore del Turismo, Michele Stivaletta; l’assessora dello Sport del comune di Carbonia, Giorgia Meli; l’assessore dello Sport del comune di Iglesias, Vito Spiga; il sindaco di Piscinas, Mariano Cogotti; il sindaco di Perdaxius e vicepresidente della Provincia Sulcis Iglesiente, Gianluigi Loru; il sindaco di Villaperuccio, Marcellino Piras; il sindaco di Santadi, Massimo Impera; la sindaca di San Giovanni Suergiu, Elvira Usai; l’assessore dello Sport del comune di Portoscuso, Mirko Poddighe; gli assessori dello Sport e del Turismo del comune di Nuxis, Serenella Tronci e Damiano Cani.

Le dichiarazioni 

Emanuele Cani, assessore regionale all’Industria, ha dichiarato: «Grazie ai sindaci presenti, alla Provincia che ci ospita, al Parco Geominerario e agli organizzatori di questo importante evento che con tenacia arriva alla quarta edizione. È un appuntamento significativo, che ormai rientra a pieno titolo tra le attività del calendario regionale, e che auspico ci accompagni anche nei prossimi anni diventando sempre più performante dal punto di vista degli effetti che può trasferire a un territorio che ha bisogno di essere raccontato e valorizzato. Noi non abbiamo competenze specifiche in materia di turismo, aspetti che curano egregiamente i colleghi Franco Cuccureddu e Ilaria Portas, rispettivamente al Turismo e allo Sport, ma mi focalizzo sul grande patrimonio minerario dismesso. Il Rally Sulcis Iglesiente può essere un’opportunità per ricordare la nostra importante storia passata, che non va dimenticata ma raccontata: esistono tanti siti minerari che possono essere valorizzati e rivalutati, realtà e bellezze che possono sommarsi al patrimonio paesaggistico e ambientale straordinario del Sulcis Iglesiente. La presidente della Regione qualche giorno fa è stata in Sassonia per promuovere un gemellaggio dal punto di vista culturale relativamente al grande progetto dell’Einstein Telescope e c’è una grande attenzione del mondo nel valutare questi territori, tra cui il nostro che ha un primato significativo, e questa può essere una delle occasioni per valorizzarlo. Buon rally a tutti».

Stefano Piano, rappresentante dell’assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio ha dichiarato: «La Regione Sardegna, ancora una volta, sostiene queste attività. Speriamo che il Rally Sulcis Iglesiente si possa aggiudicare il contributo regionale attraverso il bando che verrà pubblicato la settimana prossima. Un grazie agli organizzatori e a tutti i comuni che si sono resi disponibili e hanno fatto sì che questo evento portasse a conoscenza anche di chi ancora non ha avuto modo di scoprire questo territorio le bellezze di questa realtà». 

Mauro Usai, presidente della provincia Sulcis Iglesiente e della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara e sindaco di Iglesias, ha dichiarato: «Un grazie agli organizzatori, alle autorità regionali, ai sindaci, e a tutti coloro che, a vario titolo, rappresentano attori istituzionali e anche appassionati che credono in questa scommessa diventata una realtà di unione e collaborazione di tutto il territorio del Sulcis Iglesiente. Attraverso il motorsport sviluppiamo una straordinaria esperienza, una scommessa iniziata nel 2023 che sta confermando tutte le aspettative e gli obiettivi che c’eravamo posti: dare gambe e ruote a uno sport seguito da tante persone e, soprattutto, il metodo con cui decidiamo di promuovere il nostro territorio, perché attraverso il rally si scoprono tutte le peculiarità e le cose più belle che il Sulcis Iglesiente ha da offrire. La novità rispetto agli anni passati è che, oltre al Comune e alla Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, si unisce la Provincia Sulcis Iglesiente, ed è il segnale che anch’essa, attraverso il Rally Sulcis Iglesiente, diventa protagonista di queste azioni di promozione e valorizzazione turistica. Sono orgoglioso di poterlo dire insieme con amici e colleghi con i quali non abbiamo titubato nemmeno un minuto quando abbiamo deciso di dare il nostro contributo, modesto ma significativo, all’organizzazione del rally. Ringrazio i colleghi, la struttura amministrativa e tutti coloro che hanno collaborato».

Roberto Curreli, commissario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, ha dichiarato: «Mi fa enormemente piacere che il Parco sia tra i partner istituzionali di questa manifestazione, in primo luogo poiché il nostro compito è valorizzare i territori. Il Sulcis Iglesiente ha un’altissima tradizione mineraria e rappresenta un pezzo di storia italiana, offre dei paesaggi bellissimi e unici, testimonianze preistoriche e storiche, come le necropoli di Montessu a Villaperuccio o le chiese romaniche di Perdaxius. E a queste si somma l’intero patrimonio geominerario e naturalistico. Attraverso gli eventi sportivi possiamo valorizzare il territorio e un evento come il rally ci offre visibilità in tutto il mondo. Ringrazio l’organizzazione, per aver dato vita anche quest’anno al Rally, e tutte le amministrazioni coinvolte».

Giacomo Spanu, organizzatore e presidente della Scuderia Mistral Racing, ha dichiarato: «Siamo entusiasti poiché si preannuncia un nuovo record di iscrizioni: circa 75 equipaggi saranno al via della 4ª edizione del Rally. L’arrivo di un due volte campione del mondo come lo svedese Pontus Tidemand sarà come la ciliegina sulla torta per lo spettacolo che piloti di questo calibro riescono a offrire. Un grande plauso e tutte le istituzioni e ai partner che, anno dopo anno, credono sempre più in questo progetto che arricchisce il territorio garantendo il giusto connubio tra sport e promozione».

Gabriele Deidda, organizzatore e membro del direttivo della Scuderia Mistral Racing, ha dichiarato: «La Mistral Racing, alla vigilia della quarta edizione del Rally Sulcis Iglesiente, sta continuando a credere fortemente in questo progetto e, in questo modo, sta dimostrando alle istituzioni, che da anni lo promuovono, che nel Sulcis c’è spazio più che mai per un motorsport di qualità, a disposizione del meraviglioso territorio che lo ospita».

Il percorso

A descrivere il percorso con dovizia di particolari è stato Edoardo Di Lauro, ingegnere responsabile della sicurezza del Rally. Il rally, su asfalto, prevederà 71,84 i chilometri cronometrati, distribuiti in 10 speciali, e 392,84 i chilometri totali da percorrere in due giorni. Partenza e arrivo in piazza Sella a Iglesias, che ospiterà anche direzione gara, sala stampa e, nella giornata del sabato, anche il parco assistenza (via Pacinotti) e il riordino notturno (Campo Sportivo Monteponi, via Valverde). Come nelle edizioni precedenti, nella giornata della domenica il parco assistenza si sposterà nel cuore di Carbonia, in piazza Roma e nelle vie adiacenti.

Sabato 14 marzo si aprirà con l’ineguagliabile shakedown “Fontanamare” lungo la litoranea per Nebida, con vista sul Pan di Zucchero, il faraglione più alto d’Europa e, per scelta della Mistral Racing, anche quest’anno gratuito per tutte le vetture in gara. Dopo la partenza cerimoniale in Piazza Sella, dalle 15 di sabato le vetture che faranno rotta verso le prime due prove, da ripetere due volte, come nell’edizione 2025. Si tratta della speciale Is Arruastas (4,67 km, partenza della prima vettura alle 15.15 e alle 18.25), ricavata alle porte della città di Iglesias su un tratto stradale recentemente asfaltato e dunque dal manto impeccabile, e della Bacu Abis (9,42 km, ore 15.55 e 19.05), che coinvolgerà la frazione di Carbonia e regalerà un’avvincente seconda tornata in notturna. Tra il primo e il secondo passaggio, dalle 16.30 le auto effettueranno un riordino sull’affascinante lungomare Amerigo Vespucci di Portoscuso e, dalle 17.40, una tappa al parco assistenza di via Pacinotti (a Iglesias). Dopo le prime quattro prove, ci sarà il riordino notturno al Campo Sportivo Monteponi di Iglesias.

A partire dalle 7.50 di domenica 15 marzo, i concorrenti lasceranno il riordino del Campo Sportivo alla volta del parco assistenza di Carbonia, dove arriveranno dalle 8.25 e sosteranno per 30’. La giornata prevederà tre speciali da ripetere due volte. Si comincerà con la Santadi-Nuxis (7,49 km, ore 9.45 e 13.35), che quest’anno verrà percorsa in senso contrario rispetto alle edizioni precedenti della gara, poi la new entry Villaperuccio-Piscinas (8,01 km, ore 10.10 e 14), seguita dal controllo a timbro a Giba e dalla speciale Perdaxius (6.33 km, ore 11 e 14.50), stavolta proposta in una versione allungata di 900 metri rispetto al passato e diventata, negli anni, un grande classico grazie all’apprezzatissima inversione su sterrato nei pressi del campo sportivo. Dopo il primo passaggio sulle prove della domenica, previsti il riordino a San Giovanni Suergiu, dalle 11.30, e l’ingresso in parco assistenza a Carbonia, a partire dalle 12.15. Anche nel secondo giro i concorrenti dovranno effettuare un controllo a timbro a Giba dopo la Villaperuccio-Piscinas. Arrivo e cerimonia di premiazione ospitati come da tradizione, in Piazza Sella, a Iglesias, dalle 16.00.

Convenzioni e ulteriori informazioni 

Sono attive le convenzioni navali con Grimaldi Lines e Corsica Ferries per facilitare l’arrivo in Sardegna: tutte le informazioni sul sito ufficiale wwww.rallysulcisiglesiente.com e sui profili Facebook e Instagram della manifestazione.

Trentadue “Dialoghi nuragici”, 13 città della Sardegna, 38 relatori, 119 associazioni coinvolte. Sono i numeri del nuovo ciclo di incontri organizzato da “La Sardegna verso l’Unesco” in tutta la Sardegna, presentato questa mattina dal Presidente Pierpaolo Vargiu nella sede della Fondazione di Sardegna, con la partecipazione dell’Assessora regionale dell’Istruzione e dei Beni Culturali, Ilaria Portas, del Presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, della Responsabile della Soprintendenza Cagliari, Oristano e Sud Sardegna Gianfranca Salis, del Prorettore delegato al Territorio e all’Innovazione dell’Università di Cagliari, Fabrizio Pilo, e del Presidente della Fondazione di Sardegna, Giacomo Spissu.

Pensati per raccontare in modo nuovo l’unicità straordinaria e identitaria dell’antica civiltà sarda, straordinario asset di sviluppo economico, i Dialoghi nuragici partono a marzo e saranno distribuiti nell’arco di tre mesi (10 marzo-15 giugno). Alghero, Cagliari, Carbonia, Nuoro, Olbia, Oristano, Quartu, San Gavino, Sassari, Sanluri, Serramanna, Tempio, Tortolì, sono le città che nell’edizione 2026 ospiteranno una serie di conversazioni sulla civiltà nuragica e i suoi monumenti oggi inseriti nell’istanza Unesco – nuraghi, villaggi, tombe dei giganti, pozzi sacri – offrendo ai partecipanti un nuovo modo di raccontare l’unicità della storia sarda più antica, con spunti di riflessione, contributi e analisi unici.

«Il patrimonio nuragico è l’unica risorsa davvero presente in tutti i comuni della Sardegna, dove è possibile trovare un monumento ogni 2 km quadrati – spiega Pierpaolo Vargiu, presidente de La Sardegna verso L’Unesco -. Senza dimenticare che le maggiori concentrazioni di monumenti sono proprio in quelle zone interne che soltanto costruendo nuove opportunità di sviluppo possiamo davvero proteggere dallo spopolamento. Noi giriamo per l’intera Sardegna per chiedere a tutti i sardi di aiutare noi e la Regione in questo percorso di valorizzazione di una straordinaria risorsa che può rendere riconoscibile e importante la nostra Isola nel mondo.»

A evidenziare l’importanza del nuovo ciclo di incontri è stata anche l’assessora regionale dell’Istruzione e dei Beni Culturali, Ilaria Portas: «È importantissimo ambire al riconoscimento Unesco ma non dimentichiamo che questo percorso è importante anche nel viaggio che stiamo compiendo, perché ogni passo fatto è ulteriore conoscenza e ricchezza per tutti i sardi, specie per i più giovani. Abbiamo davanti un progetto che mette in rete tanti operatori, la partecipazione di così tante Istituzioni e Associazioni ci fa capire che in Sardegna c’è grande interesse rispetto a questo tema e che possiamo fare tanto».

Il calendario

Alghero: tre gli appuntamenti previsti (Sala Conferenze Fondazione Alghero – ore 17.30), il 15 maggio, 21 maggio, 8 giugno.

Cagliari: si parte il 17 marzo con il primo dei 6 appuntamenti (“Quanti sono i nuraghi? Proviamo a contarli insieme”), sempre da Sa Manifattura alle ore 18.00. Si prosegue il 31marzo, il 21 aprile, il 5 maggio, il 19 maggio, il 9 giugno.

Carbonia: i tre incontri si terranno presso la Sala Conferenze Sotacarbo (Grande Miniera di Serbariu) alle ore 17.30. Si parte il 10 marzo; secondo appuntamento il 24 marzo, infine il 14 aprile.

Nuoro: ad aprile e maggio, in tre distinti appuntamenti programmati dalle ore 17.30 all’Auditorium Biblioteca “Sebastiano Satta”, si parla dell’identità profonda della Sardegna. Primo appuntamento il 30 aprile; secondo incontro il 14 maggio; terzo dialogo nuragico il 28 maggio.

Olbia: sarà l’Aula Magna del Consorzio Polo Universitario, dalle ore 17.30, ad accogliere studiosi, curiosi e appassionati di storia antica. Il 22 aprile il primo incontro. Si prosegue il 6 maggio con la seconda tappa olbiese. Infine, il 20 maggio.

Oristano: l’appuntamento è per il 19 marzo, 2 aprile e 16 aprile alla Sala Conferenze Hospitalis Sancti alle ore 17.30.

Quartu: l’incontro del 16 aprile segna l’inizio di un percorso che nell’edizione 2026 tocca anche la terza città della Sardegna.

San Gavino: alla Galleria Civis – ore 17.30 – si parla di antica civiltà sarda. Incontro fisato il 10 aprile.

Sanluri: l’Associazione “La Sardegna verso l’Unesco” si sposa a Sanluri il 15 maggio.

Appuntamento presso l’Aula Didattica Polo (Aula 24) ore 17.30.

Sassari: si torna a Sassari per il nuovo ciclo di appuntamenti primaverili. Presso la Sala Conferenze Fondazione di Sardegna, ore 18.00, si parlerà del patrimonio unico al mondo dei monumenti della civiltà nuragica e di come questo abbia la dignità per diventare patrimonio dell’umanità. Si parte quindi il 30 marzo; si prosegue il 13 aprile, il 27 aprile e l’11 maggio.

Serramanna: l’appuntamento è il 24 di aprile alla Sala Polifunzionale Ex Montegranatico alle ore 17.30.

Tempio: due le date previste per Tempio, il 12 marzo e il 24 marzo, sempre al Convento degli Scolopi come nella passata edizione, alle ore 16.30.

Tortolì: è una delle new entry nel calendario dei dialoghi dell’Associazione. L’incontro in programma, il 15 giugno, si terrà al Teatro San Francesco (ore 18.30).

Questa mattina, presso l’Aula Consiliare del comune di Santadi, è stato presentato ufficialmente “Sboccia un fiore nel Sulcis”, il progetto dell’Unione dei Comuni del Sulcis che mette in rete Santadi, Nuxis, Tratalias, Villaperuccio e Perdaxius.
Si tratta di un percorso condiviso che punta a valorizzare eventi, tradizioni e identità del Sulcis interno.
Non un nuovo evento, ma una nuova visione:
una rete stabile tra Comuni, strumenti comuni di promozione, coordinamento organizzativo e una strategia condivisa per rafforzare il territorio.
Durante la conferenza sono stati presentati:
il logo ufficiale del progetto
gli obiettivi e le azioni previste
– il calendario dei cinque eventi territoriali in programma tra aprile e maggio
Calendario dei cinque eventi che animeranno il territorio tra aprile e maggio:
• Domenica 19 aprile – Santadi, dalle ore 10.00 alle 20.00, Piazza Marconi
• Sabato 25 aprile – Tratalias, dalle ore 10.00 alle 20.00, Borgo Medievale
• Domenica 3 maggio – Villaperuccio, dalle ore 10.00 alle 20.00, Necropoli di Montessu
• Domenica 10 maggio – Nuxis, dalle ore 10.00 alle 20.00, Piazza Franco Murru
• Sabato 23 maggio – Perdaxius, dalle ore 10.00 alle 20.00, località San Leonardo
Il progetto verrà realizzato con la grande collaborazione delle Pro Loco del territorio.
Si tratta di un primo passo concreto verso una promozione più coordinata, capace di dare continuità e maggiore visibilità alle iniziative locali.
Hanno partecipato alla presentazione del progetto, con il presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis Andrea Pisanu, i sindaci, gli amministratori comunali e i rappresentanti delle Pro Loco, l’assessora regionale della Pubblica istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport Ilaria Portas e il consigliere regionale Gianluigi Rubiu.

Davide Donati, 20 anni, s’è imposto in volata sul traguardo di via Manno, a Carbonia, nella seconda tappa del Giro di Sardegna 2026 sviluppatasi sulla distanza di 136,2 km da Oristano alla città mineraria. Il portacolori della Red Bull-Bora Rookies ha preceduto nettamente Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step) e Patrick Frydkjaer (Lidl-Trek Future Racing). Nicolò Garibbo (Team Ukyo), vincitore della prima tappa, partita ieri da Castelsardo e conclusasi a Bosa, ha mantenuto la maglia di leader della corsa, con 4” di vantaggio su Gianmarco Garofoli e Filippo Zana, compagni di squadra nella Soudal-Quick-Step.

La tappa, come era già avvenuto ieri, si è sviluppata su un percorso di straordinaria bellezza, in un pomeriggio baciato da un clima primaverile, temperatura intorno ai 20 °C. Lungo il percorso ci sono stati alcuni tentativi di fuga che non hanno mai raggiunto una consistenza tale da mettere in dubbio l’arrivo in volata a Carbonia.

Al termine si è svolta la cerimonia di premiazione del vincitore di tappa Davide Donati, del leader della classifica Nicolò Garibbo e dei leader delle altre classifiche, alla quale hanno partecipato Fabio Aru, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci, il presidente della Lega del Ciclismo Professionistico Roberto Pella, il sindaco di Carbonia Pietro Morittu, il vicesindaco Michele Stivaletta e l’assessora dello Sport Giorgia Meli, gli assessori regionali del Turismo, dello Sport e dell’Industria Franco Cuccureddu, Ilaria Portas ed Emanuele Cani, il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai, il vescovo della diocesi di Iglesias mons. Mario Farci, Vitangelo Tizzano di UnionCamere.

Il Giro della Sardegna, organizzato dal GS Emilia con il sostegno dell’assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, è la prima prova della terza edizione della Coppa Italia delle Regioni. Domani la carovana si sposterà a Cagliari, dove dal Poetto alle 11.15 partirà la terza tappa, sulla distanza di 168,3 km, che si concluderà a Tortolì.

Giampaolo Cirronis

Il racconto di una vita dedicata ai tesori nascosti della Sardegna: debutta, con una proiezione in anteprima, “Antonio Zara – L’uomo che amava scavare”, film documentario di Antonio Sanna prodotto da ArKaosfilm in collaborazione con Società Umanitaria Carbonia e Associazione Amici della Miniera.

L’appuntamento è per giovedì 12 febbraio, al Cineteatro centrale di piazza Roma, a Carbonia, con ingresso gratuito a partire dalle 18.00.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessora regionale della Cultura Ilaria Portas e del sindaco Pietro Morittu, interverranno il regista del film Antonio Sanna, il direttore regionale dei CSC della Società Umanitaria in Sardegna Paolo Serra, Piero Agus, presidente dell’associazione Amici della Miniera e i familiari del compianto Antonio Zara.

Il film, della durata di 49 minuti, alterna tra immagini in bianco e nero e a colori, materiali d’archivio e riprese contemporanee per raccontare la vita e le scoperte di Antonio Zara, figura fondamentale – e a lungo rimasta ai margini dei riflettori – dell’archeologia sarda.

Nato a Gairo e cresciuto a Carbonia, Zara scopre giovanissimo la passione per l’archeologia grazie ai racconti degli anziani e all’esplorazione dei nuraghi e delle grotte del territorio. A 14 anni compie il suo primo ritrovamento nel Monte Crobu, consegnando poi i reperti alla Soprintendenza. L’incontro con l’ispettore Vittorio Pispisa segna l’inizio di un apprendistato sul campo che lo porterà, nel 1962, a soli 16 anni, alla scoperta del Tofet di Monte Sirai, sito chiave per lo studio della civiltà fenicio-punica in Sardegna.

Da quel momento Antonio Zara parteciperà a decine di campagne di scavo, in qualità di assistente tecnico della Soprintendenza, sviluppando una straordinaria capacità di “leggere” il paesaggio e individuare siti archeologici di grande importanza. Tra le campagne più importanti cui partecipò Zara ricordiamo il lavoro di scavo e ripristino del Pozzo Sacro di Santa Cristina e quella che portò al ritrovamento del celebre bronzetto del cosiddetto “Sardus Pater” a Fluminimaggiore (oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari).

Il documentario, scritto e diretto da Antonio Sanna, che firma anche fotografia, editing e riprese con drone insieme a Renzo Gualà, nasce da un’idea di Sergio Zara e si avvale delle musiche originali di Mauro Usai per il pianoforte di Omar Bandinu; e delle voci narranti di Maria Giovanna Ganga e Gianni Cossu, con un testo introduttivo di Enea Bagiella e brani tratti dai libri di Antonio Zara Io c’ero – I racconti dell’assistente e I racconti del pozzo.

Il film intreccia testimonianze di studiosi, amici e familiari – tra cui Piero Bartoloni, Giorgio Secci, Angelo Saba e Giovanna Pietra – con fotografie originali di Antonio Zara, Ugo Virdis, Piero Bartoloni e Peter Paul Mackey, restituendo un ritratto intimo e corale di un uomo mosso da curiosità, ostinazione e amore per la terra.

La proiezione sarà un’occasione per riscoprire non solo la figura di Antonio Zara, ma anche un pezzo fondamentale della storia archeologica e culturale del Sulcis Iglesiente.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (L.R. 48/2018, art. 11, comma 26), della Fondazione di Sardegna e dei Comuni di Carbonia e Paulilatino, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, il Sistema Museale di Carbonia, Archeotour Paulilatino e il Parco e Museo Genna Maria di Villanovaforru.

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Regista, documentarista e antropologo dell’immagine, Fiorenzo Serra nei suoi film ha raccontato la Sardegna con uno sguardo insieme poetico e realista, svelando l’anima segreta di un’isola sospesa tra arcaico e moderno, in un percorso che, dai primi documentari degli anni Quaranta, approda al suo capolavoro del 1965, “L’ultimo pugno di terra”. La sua prospettiva, infatti, non è mai stata quella di un semplice cronista perché cercava la poesia della realtà quotidiana nei gesti, nei volti e nelle mani al lavoro di donne e uomini. Il suo documentario diventava così racconto antropologico, una forma di conoscenza del reale, anticipando in qualche modo anche istanze e temi del documentario di ispirazione demartiniana. In particolare, L’ultimo pugno di terra, realizzato tra il 1964 e il 1966 con la collaborazione di intellettuali come Giuseppe Dessì e la supervisione di Cesare Zavattini, racconta la Sardegna del “Piano di Rinascita”, sospesa tra l’antico mondo pastorale e l’arrivo delle grandi trasformazioni economiche e sociali: un affresco potente e malinconico, dove la bellezza del paesaggio e la durezza del lavoro convivono in una tensione drammatica.

A questo autore, di fondamentale importanza per la storia della Sardegna oltre che per il cinema italiano della seconda metà del Novecento, la Cineteca Sarda-Società Umanitaria, che per volontà degli eredi conserva ora tutta la sua opera, ha inteso rendere omaggio con la monografia di Gianni Olla, “Fiorenzo Serra, regista”, in una nuova edizione rivista e aggiornata a cura di Antonello Zanda e Sergio Naitza. E, sempre nell’intento di valorizzarne l’opera, si pone anche l’incontro del 21 gennaio, alle ore 17,30, a Cagliari, presso la sede della Fondazione di Sardegna (via Salvatore da Horta 2) con la presentazione del volume e la proiezione di alcuni documentari del grande regista.

All’incontro partecipano Ilaria Portas, assessora regionale alla Cultura, Paolo Serra, direttore regionale Società Umanitaria, Antioco Floris, professore dell’Università di Cagliari, Dante Olianas, dell’Associazione Iscandula e i due curatori della nuova edizione del volume, Antonello Zanda e Sergio Naitza.

Fiorenzo Serra, regista di Gianni Olla è il secondo volume della nuova collana di Squilibri, “Quaderni della Cineteca Sarda-Società Umanitaria”, avviata con Antonio Simon Mossa e il cinema¸ il volume di Nadia Rondella su un altro protagonista della storia culturale della Sardegna nei suoi inediti rapporti con il cinema documentario.

Le foto a corredo del comunicato sono dello stesso regista e fanno parte di un vasto nucleo di immagini, in parte pubblicate pubblicate nella nuova edizione del volume di Gianni Olla, per le quali è ancora in corso il riconoscimento dei luoghi in vista di una mostra ad opera della Cineteca Sarda-Società Umanitaria.