24 August, 2026
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Con l’arrivo dell’estate Piazza Europa a Narcao si trasforma in una grande sala per accogliere spettacoli collettivi sotto il cielo stellato. La piazza è celebre per ospitare daì trentasei anni il seguitissimo Narcao Blues, festival internazionale animato da artisti di fama nazionale e internazionale.
L’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Antonello Cani e dall’assessore Gianni Lai dopo i successi dell’estate scorsa ha proposto alla comunità il cinema open air per incontrarsi, dialogare, ridere, emozionarsi insieme; il cinema inteso non solo come intrattenimento e svago ma come prezioso momento di aggregazione e riflessione.
Un’esperienza culturale collettiva, questa di Narcao, garantita dalla qualità delle pellicole proposte da Visioni Sarde, rassegna organizzata e diretta dalla Cineteca di Bologna con il sostegno di Sardegna Film Commission e delle Federazione delle Associazioni Sarde in Germania e Italia. Il supporto mediatico è assicurato dal portale CinemaItaliano.info.
Sotto il cielo estivo a Narcao scorreranno immagini che raccontano la Sardegna di oggi attraverso storie, luoghi e stili diversi. Insieme i film compongono un mosaico di linguaggi e visioni che restituisce la vitalità del nuovo cinema isolano. Ajò West! di Sara Corbioli è un corto animato che mescola immaginario western, tradizione sarda e tono avventuroso, costruendo un piccolo racconto fantastico e identitario. Si cambia registro con Brigas di Lorenzo Spinelli che si fa apprezzare per la contaminazione sperimentale dei linguaggi tesi a esplorare la ciclicità delle relazioni di coppia e il rapporto con un territorio segnato dalla memoria. Mamma di Matteo Martinez è un’opera sperimentale che spiazza lo spettatore convinto di trovarsi negli incubi di un thriller. A sorpresa il racconto sfocia nella inquietante dimensione psicologica di una malata di Alzheimer. Su cane est su miu di Salvatore Mereu mette al centro la spietatezza di bambini in un mondo senza adulti attenti, dove vivono la violenza con la naturalezza di un gioco terribile.True love waits di Simone Cicalò è una struggente storia d’amore sospesa tra realtà e dimensione onirica nel desiderio ostinato di recuperare ciò che sembra perduto e superare la linea che divide vita e morte. Una faccia da cinema di Alberto Salvucci è un’esilarante commedia sul desiderio di fare cinema, tra ambizione, precarietà e situazioni paradossali. “Vida e morti di unu maragotti” di Stefano Cau. Due millenni di storia della Sardegna, nel racconto di un buffo fantasma morto in epoca romana e che ancora aleggia tra i presenti, in attesa della definitiva transustanziazione.
A Narcao il 15 luglio al calar del sole, alle ore 21.30, Piazza Europa diventa un intimo cinema all’aperto dove incontrarsi, discutere, commuoversi insieme accarezzati dalla brezza estiva sotto il cielo di stelle.
L’ingresso è libero.

Dal 21 al 24 maggio, Iglesias e Carbonia ospitano la seconda tappa di Itineranze Doc, il laboratorio itinerante per documentaristi giunto alla sua quinta edizione. Il workshop residenziale La scrittura: dall’idea al soggetto si svolgerà presso il Centro Culturale Comunale – sede Arci di Iglesias e il Circolo Soci Euralcoop di Carbonia, con la partecipazione della regista Alessandra Celesia in qualità di docente.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con APA Valle d’Aosta, CIC Arci Iglesias APS e il Comune di Iglesias, con il sostegno della Fondazione di Sardegna e della Fondazione Umanitaria Sardegna.

Saranno sei i registi selezionati che prenderanno parte al laboratorio: Camilla Iannetti, Jean Hilaire Juru, Valentina Manzoni, Veronica Orrù, Vittoria Paglino e Lorenzo Spinelli. Per quattro giorni lavoreranno allo sviluppo dei loro progetti documentari, attraversando temi legati all’identità e alla memoria: dai paesaggi di Alicudi alle trasformazioni urbane del Villaggio Olimpico di Roma, fino ad archivi, diari e ambienti digitali, in un dialogo continuo tra esperienza personale e dimensione collettiva. Parteciperà inoltre come osservatore il regista sardo Matteo Banni con il progetto Mariolu.

Itineranze Doc è un percorso annuale articolato in sei tappe – Bellaria, Iglesias/Carbonia, Palermo, Pordenone, Aosta e Firenze – che accompagna progetti documentari dalla fase di scrittura fino al pitch finale davanti a produttori e distributori internazionali nell’ambito del Festival dei Popoli. Dalla sua nascita il programma ha sostenuto 24 progetti, contribuendo alla costruzione di nuove comunità artistiche nel panorama del cinema del reale italiano.

Il coordinamento didattico è affidato a Nora Demarchi, mentre il coordinamento creativo è curato da Luciano Barisone. Completano il team dei tutor Chiara Andrich, Alberto Diana e Gianluca Rossi.

Accanto al laboratorio riservato ai partecipanti, il programma propone numerose iniziative aperte al pubblico.

Si comincia giovedì 21 maggio, alle ore 19.00, presso il Centro Culturale di Iglesias con “Itineranze Shorts”, una proiezione dei cortometraggi realizzati dai sei partecipanti, alla presenza degli stessi registi.

Venerdì 22 maggio gli appuntamenti si spostano a Carbonia. Al Circolo Soci Euralcoop, alle ore 10.00, sarà proiettato il documentario La meccanica delle cose (Francia/Germania, 2023, 92’) alla presenza della regista Alessandra Celesia; a seguire, alle ore 11.30, si terrà una masterclass aperta al pubblico.

Sempre venerdì 22 maggio, alle ore 18.00, il Centro Culturale di Iglesias ospiterà la presentazione della monografia “Fiorenzo Serra, regista” di Gianni Olla. Interverranno Paolo Serra, Direttore Regionale della Società Umanitaria, e Antioco Floris, docente dell’Università di Cagliari. Il volume ripercorre l’opera del grande documentarista sardo, anticipatore di temi e istanze del cinema del reale italiano, di cui il capolavoro del 1965 L’ultimo pugno di terra rappresenta una delle testimonianze più significative.

La chiusura è prevista per sabato 23 maggio alle ore 19.00 con la proiezione di The Flats di Alessandra Celesia, documentario premiato al CPH:DOX di Copenaghen e al Festival dei Popoli di Firenze, oltre a essere stato inserito nella short-list dei David di Donatello. Il film è dedicato alla memoria dei Troubles nordirlandesi.