2 May, 2026
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Lo scorso 21 marzo, la sala consiliare del comune di Narcao ha ospitato la presentazione del libro “Narcao – Immagini di storia”, di Gerardo Pirasì, organizzata dal comune di Narcao con la collaborazione dell’Associazione Culturale Teraaseo 2010.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Antonello Cani, dell’assessore della Cultura Simone Valleri, e dell’assessore delle Attività produttive Gianni Lai, l’autore Gerardo Piras e il giornalista Giampaolo Cirronis hanno accompagnato il numeroso pubblico in un viaggio affascinante attraverso le pagine della storia di Narcao, tra aneddoti, ricordi e riflessioni sul valore della memoria collettiva.

L’iniziativa si inserisce in un ampio progetto di valorizzaione del patrimonio culturale locale promosso dall’Amministrazione comunale, che ha creduto fortemente nel progetto el’importanza di questo lavoro di recupero e della conservazione della memoria storica.

«Sono profondamente emozionato per la grande partecipazione – ha detto l’autore Gerardo Piras –.Vedere l’aula consiliare piena, vedere gli occhi delle persone illuminarsi davanti a una fotografia che riporta alla mente un ricordo, un volto, un momento della propria vita, è la ricompensa più grande per il lavoro fatto in questi anni. Pensare un progetto di un libro per la comunità di Narcao non è certo una cosa semplice sopratutto per me che sono un autodidatta. Tutto è nato da una ricerca di foto storiche che raccontassero, una dopo l’altra, un passato che in pochi conoscono per intero. Per tre anni di seguito ho allestito una mostra fotografica a Terraseo in occasione della festa del nostro patrono Gioacchino. Per caso una domenica di agosto del 2008, parlando con una studentessa di Terraseo, Annalisa Carta, che mi diede dei consigli, con il suo aiuto, ho iniziato a pensare a questo libro, L’inizio è stato con una storia di una famiglia del ‘900, ho continuato le ricerche nell’archivio storico diocesano di Iglesias, per le quali ringrazio la dottoressa Licia Meloni per il suo aiuto. Capitai a Masainas in occasione della sagra del carciofo e l’allora sindaco Ivo Melis vide per caso le foto storiche di Terraseo,. Gli raccontai le mie intenzioni e mi propose di fare la stessa cosa a Masainas,. Nel giro di un mese completai la raccolta delle foto e nello stesso anno allestii la mostra delle foto anche a Masainas, in occasione della festa patronale della Madonna della Salute, per tre anni di fila. Così nel 2011 usci pubblicai il libro “Masainas Immagini di Storia”, con il contributo del comune di Masainas.»

«Tornando a Narcao, il mio Comune, finalmente è nato un bambino chiamato “Narcao”, come ha detto nel corso della presentazione l’amico Lillino Pisci – ha aggiunto Gerardo Piras -. Il progetto è nato dalla volontà di preservare un patrimonio che rischiava di andare perduto:Queste immagini raccontano chi eravamo, come vivevamo, quali erano i valori che tenevano insieme la nostra comunità. Non sono solo fotografie: sono testimonianze di vita vissuta, di fatica, di dignità, di appartenenza. Vederle raccolte in un volume che resterà nel tempo è il modo per dire alle nuove generazioni:guardate da dove venite, guardate chi ha costruito quello che voi oggi abitate. Un ringraziamento particolare lo devo all’Amministrazione comunale: Senza il sostegno convinto del sindaco Antonello Cani e della sua amministrazione questo libro non avrebbe visto la luce .Hanno creduto da subito e capito che investire per la cultura e nella memoria non è un costo, ma un investimento sul futuro della comunità. Vorrei aggiungere alcune frasi di Antonio Mura: «Ci sono storie che non si ascoltano soltanto….si sentono dentro. Quella raccontata da Gerardo Piras è una di queste: una storia che ti prende, ti attraversa e ti resta. Vedere tanti giovani sindaci del territorio presenti, impegnati a tenere viva l’anima di questa comunità, dà speranza.E le parole della sindaca Elvira Usai restano impresse: «Siamo tutti “Cittadini del Sulcis”». Un’unica identità, fatta di tradizioni, di terra, di sapori… come la cipolla di San Giovanni Suergiu e il fagiolo di Terraseo, diversi ma profondamente legati. »

«Il suo non è solo un libro fotografico che ci consente di ammirare bellissime immagini in bianco e nero di un’antica Narcao, ma è, soprattutto, un libro che oltre a raccontare la nascita del comune, ci parla di storie di famiglie, di uomini e donne che con il loro coraggio, i sacrifici e il vivere quotidiano, fatto di stenti e difficoltà, hanno posto le basi per lo sviluppo di un paese più prospero, moderno e unitoha detto Loriana Prasciolu -. Perché non dobbiamo mai dimenticare che ciò che oggi noi siamo,è sempre il frutto del duro lavoro di coloro che ci hanno preceduto.»

«La ringrazioha detto Gerardo Piras -, così come ringrazio tutti i miei amici e amiche: Sabrina Sabiu che col suo intervento mi ha emozionato tantissimo; Elvira Usai che è come una sorella,; la mia dottoressa Maria Rosaria Montisci, non lo dico io, lo hanno detto tutti i presenti che le donne sono sempre quelle che ti fanno emozionare di più, verissimo; gli amici Paolo Dessì, Gianluca Pittoni, Pierluigi Carta, Lillino Pisci, Ubaldo Scanu, Gianni Melis, Danilo Serra, Giovanni Tocco, Un grazie infinito  e un abbraccio a tutti. E poi, la dolcezza. Quella vera. Non che l’altra fosse finta, per le donne di Terraseo, che con le loro mani sapienti hanno offerto non solo dolci, ma un gesto d’amore. perché donare nella semplicità, è uno dei gesti più autentici che esistano.»

«Voglio innanzitutto fare i complimenti a Gerardo Piras per il lavoro fatto – ha detto il sindaco Antonello Cani -. Questo libro è un dono prezioso fatto alla nostra comunità, un’opera che custodisce la nostra storia e la rende accessibile a tutti, soprattutto ai giovani. Come amministrazione comunale abbiamo deciso di investire nella pubblicazione di questo volume, perché crediamo fermamente nella cultura. Non si tratta di un investimento qualsiasi: si tratta della nostra storia, della nostra identità, delle nostre radici. Questo libro parla di Narcao, parla di noi, parla delle generazioni che ci hanno preceduto e che hanno costruito con sacrificio e dignità quello che oggi siamo. La comunità che dimentica la propria storia è una comunità senza anima. Noi vogliamo essere una comunità che sa da dove viene, che conosce le proprie radici, che tramanda la memoria ai giovani. Per questo abbiamo scelto di sostenere questo progetto, per questo continueremo a investire in iniziative culturali che valorizzano il nostro territorio e la nostra identità.»

«La risposta della cittadinanza è stata straordinaria ha concluso Antonello Cani -. Vedere tante persone, tanti giovani, tante famiglie riunite per riscoprire la storia del proprio paese ci dice che abbiamo fatto la scelta giusta. La cultura non è un lusso per pochi, è un bene comune che appartiene a tutti e che tutti hanno il diritto di conoscere e custodire.»

Il lavoro allo sportello nell’ufficio postale di un piccolo paese del Sulcis e la passione per la poesia. Sono questi gli elementi chiave della storia di Loriana Prasciolu, 60 anni, in Poste Italiane dal 1984, attualmente applicata nel ruolo di operatrice di sportello presso la sede di Narcao, grande amante della poesia, letta e scritta.
Gli inizi, la passione, il libro. “La mia passione per la poesiaracconta Loriana Prasciolunasce dall’amore che ho sempre nutrito per i libri di letteratura in genere. Sin dall’adolescenza, infatti, ho iniziato ad appassionarmi alla lettura dei libri di narrativa. Non scrivevo ancora, ma col passare degli anni, maturava in me il desiderio segreto di scrivere, un giorno, un bel libro di componimenti poetici. Tutto ha avuto inizio nel 2014, in seguito ad improvvisi eventi luttuosi che hanno colpito la mia famiglia, suscitando in me l’esigenza di iniziare a scrivere le prime poesie, che avevano principalmente lo scopo di metabolizzare il profondo dolore per la perdita degli affetti più cari. La poesia ha avuto, per me, una funzione catartica ma anche terapeutica, perché ha saputo curare le ferite della mia anima sofferente. L’opportunità di farmi conoscere come poetessa, incoraggiata dai miei familiari, l’ho avuta partecipando alle diverse edizioni del Concorso letterario ’’ Parole su pietra’’, che si tiene annualmente a Narcao, riuscendo a ottenere degli importanti riconoscimenti quali: una menzione speciale nel 2016 e un secondo posto nel 2019. Recentemente ho dato alle stampe il mio primo libro ‘’Frammenti di vita’’: è un libro di poesie scritto in momenti diversi, che raccontano la quotidianità delle piccole gioie e dolori della vita, dell’amore per i familiari, ma anche dell’amicizia, dei ricordi dell’infanzia. Sono poesie semplici, ma suggestive, nelle quali chiunque potrebbe rispecchiarsi.”
L’importanza del lavoro e il ruolo sociale. “Il mio lavoro in Poste Italiane prosegue Loriana Prasciolumi aiuta a coltivare la passione per la poesia perché mi consente di avere il tempo libero necessario per dedicarmi alle mie passioni, quali la scrittura e la lettura, ma anche alla cura della famiglia e alle relazioni di amicizia. Il lavoro e l’interazione con il pubblico, a volte, mi sono stati fonte di ispirazione per alcune riflessioni sulle tematiche più importanti dell’esistenza umana, quali la morte, la malattia e gli affetti, poiché relazionandomi con persone di diversa età, estrazione sociale e culturale, sono indotta ad immedesimarmi nelle loro storie di vita quotidiana, condividendo con esse le medesime emozioni.”
“Credo che l’operatore di sportello aggiunge la sportellistaabbia un ruolo ‘’sociale’’, in particolare nei piccoli paesi, perché il contatto diretto con il pubblico favorisce i rapporti d’amicizia e di stima tra le parti ed accresce la fiducia del cliente nei confronti dell’azienda che rappresentiamo. L’ufficio postale in un piccolo paese è importante non solo perché offre alla comunità locale una vasta gamma di servizi di natura diversa, ma anche perché essendo l’avamposto di una solida e affidabile azienda di servizi nazionale, che si è consolidata ed affermata nel tempo, costituisce un importante punto di riferimento e di incontro sociale.”
La sensibilità e l’altruismo, anche nel lavoro. “La mia passione per la poesiaconclude Loriana Prasciolumi è utile nel mio lavoro perché, a mio avviso, per relazionarsi positivamente con gli altri, occorre essere dotati di una certa sensibilità e altruismo, qualità che seppur innate, si possono accrescere non solo con la pratica della scrittura poetica, ma anche attraverso l’esercizio quotidiano della propria attività lavorativa. Molti dei miei lettori sono anche affezionati clienti di Poste Italiane, i quali conoscendomi come operatrice di sportello da ben 38 anni, hanno voluto, incuriositi, conoscermi anche nella nuova veste di poetessa, manifestandomi sentimenti di stima e di apprezzamento pari a quelli che mi riservano nell’ambito della mia attività lavorativa.”