11 May, 2026
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Il piazzale del Centro direzionale del comune di Iglesias, in via Isonzo, ha ospitato ieri pomeriggio l’assemblea pubblica organizzata dalle segreterie territoriali dei lavoratori metalmeccanici, FIOM CGIL, FSM CISL e UILM UIL, sui temi legati al futuro del territorio del Sulcis Iglesiente: lavoro, industria, ambiente e sviluppo.

Hanno partecipato i segretari nazionali di categoria, Loris Scarpa (FIOM CGIL), Valerio D’Alò (FIM CISL) e Guglielmo Gambardella (UILM UIL), con i segretari territoriali Roberto Forresu (FIOM CGIL), Giuseppe Masala (FSM CISL) e Renato Tocco (UILM UIL). Al loro fianco e al fianco dei lavoratori, c’erano il sindaco di Iglesias e presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai, il presidente del Consorzio industriale e sindaco di Carbonia Pietro Morittu, diversi colleghi sindaci dei Comuni del Sulcis Iglesiente tra i quali è intervenuto Ignazio Atzori primo cittadino di Portoscuso, i consiglieri regionali Alessandro Pilurzu (PD) e Gianluigi Rubiu (FDI).

“Insieme per decidere il futuro – Il territorio ha bisogno di rispetto, impegno e risposte” è uno messaggi intorno ai quali si sono sviluppati tutti gli interventi, perché è finito il tempo dei rinvii mentre il territorio vive il tempo delle risposte che si chiedono al Governo nazionale e alla Regione Sardegna per rilanciare l’apparato industriale e l’economia di un territorio che vive tempi di sempre maggiore difficoltà.

Con la soluzione delle annose vertenze aperte, Eurallumina, Sider Alloys e Portovesme srl ma anche quella della Centrale Grazia Deledda dell’Enel, il territorio necessita di interventi urgentissimi per la realizzazione delle bonifiche, che sono indispensabili per l’individuazione di nuove aree attrezzate da mettere a disposizione di nuovi imprenditori. Il territorio chiede progetti rispettosi dell’ambiente, perché sono finiti i tempi che lo hanno visto, sotto il ricatto occupazionale, subire una pesantissima devastazione.

Nel corso degli interventi si è parlato anche del nuovo incontro ministeriale che dovrebbe svolgersi il prossimo 3 giugno, annunciato via social ma non ancora ufficializzato alle organizzazioni sindacali, che non potrà essere come i precedenti privo di risposte.

Al termine dell’assemblea abbiamo intervistato il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, e i segretari territoriali Roberto Forresu (FIOM CGIL), Giuseppe Masala (FSM CISL) e Renato Tocco (UILM UIL).

 

Le mobilitazioni dei metalmeccanici stanno dando continuità a un tavolo dell’indotto che discute di investimenti, formazione e rioccupazione per l’area del Sulcis, senza prescindere dalle tre grandi vertenze della zona. Oggi abbiamo ricevuto i dati richiesti sugli occupati e sulle aziende, che ora analizzeremo per prepararci al prossimo incontro. Inoltre, abbiamo appreso che le risorse non mancano né per gli ammortizzatori di transizione né per le progettualità. Queste risorse sono fondamentali per affrontare la crisi industriale decennale che il polo industriale di Portovesme sta subendo. È essenziale che tali risorse non vengano sperperate né regalate alle imprese o alle multinazionali. Da troppo tempo, l’area del Sulcis e i suoi lavoratori e cittadini stanno pagando un prezzo altissimo, difendendo produzioni industriali che sono vitali per il territorio e per l’intero paese. La programmazione degli investimenti, l’uso degli ammortizzatori con salario integrato e la formazione necessaria per le possibili riqualificazioni devono avvenire in tempi rapidi. Il governo nazionale e regionale ha la responsabilità di prendere decisioni immediate. Secondo la Fiom-Cgil, è fondamentale riprendere quanto prima le produzioni di alluminio, piombo e zinco nel Sulcis; le attività legate al litio e lo smaltimento dei fumi di acciaieria non sono sufficienti. Solo in questo modo le ipotesi di transizione attualmente in discussione acquisterebbero maggiore valore. Le aziende devono assumersi le proprie responsabilità: per Sider Alloys è necessaria una nuova proprietà realmente industriale; a Glencore deve essere affiancato un nuovo soggetto che rilanci le produzioni di piombo e zinco; Eurallumina deve superare le riserve sul DPCM riguardante il gas; infine, Enel deve chiarire, in merito alla centrale a carbone, quale futuro attende le lavoratrici e i lavoratori, che da anni vivono in una situazione di precarietà assoluta. La Fiom ritiene che il prossimo tavolo per l’indotto, convocato dopo gli approfondimenti sulle vertenze di maggior rilievo (Sider Alloys, Portovesme Srl e Eurallumina), possa rappresentare un’importante opportunità di svolta, se si concretizzerà in un reale rilancio del territorio, attraverso la risoluzione delle vertenze e la realizzazione degli annunci del governo.

Loris Scarpa, coordinatore nazionale Siderurgia Fiom-Cgil

Roberto Forresu, segretario generale Fiom-Cgil Sardegna