5 July, 2022
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Prosegue il percorso di ricerca di Elena Pau nel mondo della canzone cosiddetta “impegnata”L’attrice che sa cantare e la cantante che sa recitare, così l’ha definita il cantautore Fausto Amodei, dopo gli omaggi a Laura Betti ne confeziona uno proprio per il fondatore dei Cantacronache, musicista raffinato che ha scritto, fra gli altri, per Ornella Vanoni ed Enzo Jannacci: Canzoni in scatola – Motivi ben confezionati di Fausto Amodei, è il titolo del concerto che domani, venerdì 13 luglio, vedrà la Pau in scena, alle 21.00, nella Sala Settecentesca della Biblioteca Universitaria di Cagliari (via Università 32, l’ingresso è libero). Ad accompagnare la sua voce Maurizio Mezzorani (voce), Simone Sassu (pianoforte), Sergio Durzu (chitarra e voce), Alessandro Atzori (contrabbasso), Fausto Amodei sarà presente alla serata (il concerto è una coproduzione La Fabbrica Illuminata e Puntila, in collaborazione con ilDeposito.org). 

Il repertorio dei Cantacronache è stato spesso protagonista degli spettacoli della Fabbrica Illuminata curati da Marco Parodi. «Non è, dunque, una novità per noi – sottolinea il regista – portare in scena le canzoni di questo straordinario gruppo di musicisti, letterati e poeti nato alla fine degli anni ’50». «Abbiamo scelto di dar voce alle canzoni di Fausto Amodei – spiega Elena Pau – per raccontare attraverso le sue parole, e le sue musiche, la politica, la società, le contraddizioni, l’ironia, l’amore».

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Prosegue il percorso di ricerca di Elena Pau nel mondo della canzone cosiddetta “impegnata”. L’attrice che sa cantare e la cantante che sa recitare, così l’ha definita il cantautore Fausto Amodei, dopo gli omaggi a Laura Betti ne confeziona uno proprio per il fondatore dei Cantacronache, musicista raffinato che ha scritto, fra gli altri, per Ornella Vanoni ed Enzo Jannacci: CANZONI IN SCATOLA – Motivi ben confezionati di Fausto Amodei, è il titolo del concerto che venerdì 13 luglio vedrà Elena Pau in scena, alle 21.00, nella Sala Settecentesca della Biblioteca Universitaria di Cagliari (via Università 32, l’ingresso è libero). Ad accompagnare la sua voce Maurizio Mezzorani (voce), Simone Sassu (pianoforte), Sergio Durzu (chitarra e voce), Alessandro Atzori (contrabbasso), Fausto Amodei sarà presente alla serata (il concerto è una coproduzione La Fabbrica Illuminata e Puntila, in collaborazione con ilDeposito.org ).

Il repertorio dei Cantacronache è stato spesso protagonista degli spettacoli della Fabbrica Illuminata curati da Marco Parodi. «Non è dunque una novità per noi – sottolinea il regista – portare in scena le canzoni di questo straordinario gruppo di musicisti, letterati e poeti nato alla fine degli anni ’50». «Abbiamo scelto di dar voce alle canzoni di Fausto Amodei – spiega Elena Pau – per raccontare attraverso le sue parole, e le sue musiche, la politica, la società, le contraddizioni, l’ironia, l’amore».

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Madame Marguerite monologo tragi-comico per una donna impetuosa, è il titolo della nuova produzione de “La Fabbrica Illuminata” (coprodotta con l’associazione Puntila), tratta dal testo del 1973 di Roberto Athayde, drammaturgo, scrittore, poeta e cineasta brasiliano, tradotto da Mariella Fenoglio, con Elena Pau, chiamata a una prova d’attrice davvero impegnativa, nel ruolo della protagonista e Jackson Adzovic in quello dell’allievo. La regia è di Marco Parodi, l’impianto scenico ed i costumi di Salvatore Aresu. Lo spettacolo va in scena a Cagliari, al T.off  (in via Nazario Sauro, 6), sabato 9, alle 21.00, e domenica 10 giugno, alle 20.00. Un testo, “La signora Margherita”, che ha rappresentato il cavallo di battaglia di mostri sacri del teatro in Italia e all’estero, come Anna Proclemer (nel 1975 lo portò al festival di Spoleto, e poi a Roma e Milano), ed Annie Girardot (nel ‘74 a Parigi, al Theatre de la Gaité di Montparnasse), che lo riprese anche a distanza di 26 anni dal suo debutto.

Un monologo intenso che ha per protagonista un’insegnante, scritto da Athayde quando in Brasile governava la dittatura militare. Non a caso, nel delineare questa figura, che diventa metafora, l’autore non pensa soltanto all’istituzione scolastica ma alle svariate forme che può assumere l’autorità, alle coercizioni più sottili, alle strutture educative che non possono non essere impositive e verticali.  

La scena si svolge per intero in un’aula scolastica – che rispecchia il potere della famiglia, dello stato sui cittadini e quello dell’attore sul pubblico – di cui la bizzarra insegnante, sospinta dal tornado wagneriano della “Cavalcata delle Walchirie”, prende violentemente possesso dopo essersi telegraficamente presentata,  scrivendo a tutte lettere sulla lavagna la parola “culo”; e disegnando, poi, con nonchalance e altrettanto chiaramente, quello che la metà maschile del genere umano si porta nella parte davanti, definendolo, con un’immagine geografica quasi poetica, “il Capo di Buona Speranza”. Tutto questo crea il clima di una apparente commedia. Ma, in realtà, si tratta di un soliloquio massacrante, che passa come un tritasassi sulla platea, che rimane allibita e intimorita. In cattedra la Signora Margherita, la Maestra, straripante, e feroce. A subirla gli alunni di una quinta classe elementare, maltrattati, basiti, che non osano fiatare, a cui la delirante insegnante impartisce, a suon di ingiurie, sevizie e violenze, le basi del vivere sedicente civile: dalla biologia all’evoluzione, dall’aritmetica alla semantica, e così via. Sotto un inflessibile e minaccioso moralismo Marguerite nasconde un subconscio disturbato, ossessionato anche da un erotismo malrepresso, in un monologo che esprime la sua paranoia schizofrenica e che trae ispirazione da un maestro del teatro dell’assurdo come Eugène Ionesco.

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Non solo il tradizionale corteo del 25 aprile ma anche dibattiti, incontri, concerti e presentazioni di libri animeranno a Cagliari e in alcuni centri della provincia i giorni che precedono e seguono il 73° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. A coordinare il cartellone è il Comitato 25 Aprile che riunisce da anni numerosi gruppi, associazioni, sigle sindacali, il cui obiettivo è quello di tenere viva, soprattutto tra le giovani generazioni, la memoria della lotta al nazifascismo e rinnovare l’impegno a favore dei principi di libertà, di democrazia e di partecipazione. 

Il programma delle iniziative prevede martedì 24 una serie di incontri nelle scuole di Senorbì, Mandas, Siurgus Donigala, a cura dell’Anpi della Trexenta. Alle 19.00 a San Basilio si terrà una fiaccolata in memoria del partigiano Pasquale Erriu. Alle 19.15 al Cinema Odissea di Cagliari si proietta il documentario “Libere” di Rossella Schillaci. Organizza l’associazione “Se non ora quando” con il patrocinio dell’Anpi di Cagliari.

Mercoledì 25 aprile, 73° anniversario dalla Liberazione dal nazifascismo, si terrà a Cagliari il tradizionale corteo. Dopo il raduno dei partecipanti a partire dalle 9.30 nella parte alta pedonale di Via Alghero, il corteo si snoderà per la via Sonnino, con una sosta al Parco delle Rimembranze, dove verrà depositata una corona d’alloro in ricordo dei caduti per la patria e la libertà dell’Italia nella guerra di Liberazione, a cura delle associazioni partigiane e delle istituzioni (Prefetto e Sindaco del Comune di Cagliari). Dopo un omaggio all’opera-monumento ad Antonio Gramsci di Pinuccio Sciola, il corteo riprenderà a sfilare in via Sonnino, piazza Emilio Lussu, via Roma, via Sassari e fino alla piazza del Carmine.

Qui sul palco i giornalisti Vito Biolchini e Alessandra Addari coordineranno gli interventi di saluto del Presidente del Comitato 25 Aprile e di giovani studenti. A scandire la mattinata saranno i canti partigiani del Coro Anpi delle sezioni di Cagliari e Trexenta (coordinati da Clara Murtas e Roberto Deiana), insieme a brevi testi poetici letti da Cristina Maccioni ed alcuni brani dal repertorio internazionale di protesta del “Red and Green Choir” di Londra, graditi ospiti del Comitato 25 Aprile. 

Le iniziative a Cagliari proseguiranno nel pomeriggio in piazza Gramsci con un presidio d’onore e letture e recite ispirate alla Liberazione.

Alle 18.00 invece nella sede della Fondazione Siotto in via dei Genovesi, dibattito sul tema “Resistenza e Shoah”, incentrato sulla medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza alla Brigata ebraica e a due scritti ritrovati dei sardi Giusti fra le nazioni, Gerolamo Sotgiu e Vittorio Tredici. Dopo il saluto del presidente dello Uaps Franco Boi, interverranno il presidente della Fondazione Siotto Aldo Accardo e il presidente dell’Associazione Chenàbura Mario Carboni. Organizzano l’iniziativa Uaps, associazione Chenàbura, Fondazione Siotto, Associazione Le Officine, Accus.

Alla Vetreria di Pirri, nell’ambito del Programma “Aprile Resistente” spazio a partire dalle 16.00 a musica e letture nel “Concerto per la Liberazione”. Alle 20.30 sarà invece lo storico Gianluca Scroccu a parlare del 25 aprile, prima dello spettacolo del regista Marco Parodi “Bachisio Spanu. L’epopea di un contadino sardo alla guerra”.

Il 25 aprile sarà celebrato anche in alcuni centri della provincia. A Quartu Sant’Elena sono previste di mattina una cerimonia istituzionale e di sera un presidio d’onore in piazza Sant’Elena con intrattenimenti, letture e recite, e a seguire in biblioteca comunale con filmati e canzoni ispirati alla lotta partigiana e alla Liberazione a cura dell’Anpi.

La mattina del 25 aprile San Nicolò Gerrei ricorderà Salvatore Corrias, Partigiano e Giusto tra le Nazioni, in una iniziativa dell’Anpi Trexenta.

A Monserrato la Liberazione verrà celebrata nel pomeriggio del 25 aprile con una messa Messa in suffragio e la deposizione corona d’alloro al Monumento ai caduti di tutte le guerre presso i giardinetti di via Del Redentore. L’Anpi inoltre parteciperà a San Sperate alla manifestazione Liberafest.

Le iniziative per il 70° anniversario della Liberazione non si fermano il 25 aprile.

Venerdì 27 aprile alle 17.00 presso Libreria La Feltrinelli Point di via Paoli 19 a Cagliari, verrà presentato il libro “La macchina imperfetta. Immagine e realtà dello Stato fascista” (Il Mulino) di Guido Melis. Intervengono insieme all’autore Luciano Marrocu (Università di Cagliari – Issasco) e Alessandro Pes (Università di Cagliari). Sarà presente l’autore. Organizza l’Issaco.

Sempre venerdì 27 ma alle 21.00 alla Vetreria di Pirri, per la rassegna “Aprile Resistente” va in scena lo spettacolo “Gramsci Antonio: Presente” con Marta Proietti Orzella e Fausto Siddi. 

Il calendario delle manifestazioni si chiuderà giovedì 3 maggio a Cagliari dove alle 10 presso la sede del  Circolo Lussu e dell’associazione Pixel Multimedia in via Tempio, verrà presentato il libro di Marco Sini “Antifascisti, Partigiani, Deportati. Appunti di storie monserratine”. Coordina Flavio Soriga, con interventi di Pietro Maurandi, Virginia Marci, Franco Boi, e letture di Rita Atzeri.

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Nello scorso maggio furono il concerto e il cd “Giro a vuoto – Gli stornelli intellettuali per Laura Betti”. Una tappa importante nella ricerca dell’attrice e cantante Elena Pau sul teatro canzone. Accompagnata al pianoforte da Alessandro Nidi, sotto la regia di Marco Parodi, ha proposto il repertorio di canzoni scritte per l’attrice emiliana – amica e musa di Pier Paolo Pasolini, scomparsa nel 2004 – da scrittori e poeti come Flaiano, Moravia, lo stesso Pasolini, Arbasino, Soldati, Fortini, Parise, Cederna, Bassani, e musicate da autori come Carpi, Piccioni, Umiliani. Nel titolo è stato ripreso quello dello spettacolo di cabaret letterario della Betti del 1960 (riproposto in tre edizioni fino al 1964 con la regia di Filippo Crivelli), dove l’attrice interpretava brani musicali ispirati ai testi dei suoi celebri amici letterati. Recentemente “Giro a vuoto” è approdato con successo a Casalecchio di Reno (BO) nel Teatro Comunale intitolato proprio a Laura Betti.

Ciò che è accaduto dopo il maggio 2017 lo racconta lo stesso Nidi, autore delle musiche di scena per diversi teatri italiani e collaboratore di artisti del calibro di Maddalena Crippa, Moni Ovadia, Adriana Asti, Laura Marinoni: «Passano dei mesi ed Elena mi sorprende con una proposta inaspettata. Vuole riprendere le canzoni della Betti, aggiungere altri brani scritti da poeti e intellettuali, affidarli alla mia direzione, invitando a suonare con noi l’ottimo contrabbassista Alessandro Atzori e due mostri sacri della musica italiana: Antonio Marangolo ed Ellade Bandini… E così siamo qui, a Cagliari, per proporre nuovi testi e nuove musiche. Questa volta con attenzione particolare alle armonie, melodie e ritmi…».
Ecco come nasce Giro a vuoto – Due canzoni per Laura Betti, vinile 45 giri che viene presentato domani, venerdì 22 dicembre, a Cagliari, al Piccolo Auditorium di Piazza Dettori. Lato A “La bella Leontine”, testo di Goffredo Parise e musica di Gian Franco Maselli, lato B “Mi butto!”, parole di Alberto Moravia e musica di Gino Marinuzzi.

Alle 19.00 la presentazione/anteprima per la stampa con l’esecuzione live dei due brani. Elena Pau (“E’ veramente un’attrice che sa cantare e una cantante che sa recitare”, ha detto di lei Fausto Amodei, cantautore che ha scritto, fra gli altri, per la Ornella Vanoni ed Enzo Jannacci) sarà accompagnata da una band di primissimo ordine, la stessa con cui ha realizzato il 45 giri, registrato, mixato e masterizzato da Marti Jane Robertson nei suoi studi di Cagliari: Alessandro Nidi (pianoforte e arrangiamenti musicali); Ellade Bandini (batteria), lunghissimo l’elenco delle sue collaborazioni di prestigio: Guccini, De André, Paolo Conte, Mina, Branduardi, Zucchero, Vecchioni, Concato, Edoardo Bennato, Vince Tempera, Franco Cerri, Antonello Salis, Paolo Fresu, Danilo Rea, solo per citarne una minima parte; Antonio Marangolo (sax), lungo il suo sodalizio artistico con Paolo Conte e Francesco Guccini, dopo aver lavorato con Ivano Fossati, Ornella Vanoni e Vinicio Capossela; Alessandro Atzori (contrabbasso), apprezzato musicista.
A seguire, alle 20.30, LE PAROLE (IN)CANTATE – Concerto per Un’attrice al microfono, con la Pau e la band impegnati a giostrarsi fra i testi di Dario Fo, Alberto Moravia, Dacia Maraini, Parise, Roberto Roversi, Pier Paolo Pasolini, Camilla Cederna e le musiche di Fiorenzo Carpi, Gino Marinuzzi, Gian Franco Maselli, Gino Negri.

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Nell’ambito della IX edizione del Festival “L’Isola dei Teatri”, organizzata dal Teatro S’arza nel proprio teatro di via Guido Sieni a Sassari, giovedì 27 novembre 2014, ore 21.30, andrà in scena, per la regia di Marco Parodi, lo spettacolo “Tanto vale vivere”, liberamente ispirato all’omonima raccolta di racconti di Dorothy Parker.

Lo spettacolo, coprodotto da Il crogiuolo e La fabbrica illuminata, è interpretato da Rita Atzeri.

L’epitaffio che Dorothy Parker fece incidere sulla propria lapide è la più fulminante presentazione di sé stessa che la scrittrice potesse lasciare ai posteri: “Scusatemi se faccio polvere”.

La Parker fu tra le più argute e caustiche commentatrici dei fenomeni di costume americano dell’epoca, capace di fustigare con cinismo le debolezze, i vizi e le virtù della società del XX secolo. E questa ironia e autoironia si compone lo spettacolo nel presentare al pubblico una carrellata di personaggi femminili alle prese con le “difficoltà” della vita. Prima fra tutte l’amore.

I sessi” ci presenta una donna folle di gelosia, che si scioglie come zucchero davanti ad un complimento. “Invito al valzer” mostra una donna prigioniera delle convenzioni, che non riesce a rifiutare, per cortesia, un invito sgradito.

Accordo in bianco e nero” è l’emblema, per quanto sembri parlare di una società lontana dalla nostra, di quanto in realtà il germe del razzismo sia difficile da debellare e di come spesso si ammanti del verbo del politicamente corretto.

Solo un goccetto” è un tenero ritratto di una simpatica ubriacona. Non sappiamo perché si rifugi nell’alcool, ma sappiamo che “bevo per dimenticare”, è una frase molto comune.

La Signora della lampada” mostra le ipocrisie che si celano dietro certi rapporti d’amicizia. Una della due è a letto malata da dieci giorni, l’altra va a trovarla e mina con i suoi discorsi il già precario equilibrio psicologico dell’amica. Saranno luoghi comuni, ma avete presente il detto “amici serpenti”? Ecco questo è il nostro caso.

Lo spettacolo si chiude con “una telefonata”, un omaggio a “La voce umana” di Costeau: una donna attende la telefonata del suo lui, che non arriverà mai.

Ogni quadro è preceduto da una delle meravigliose poesie di Dorothy Parker.

Doppio appuntamento con il NurArcheoFestival – intrecci nei teatri di pietra edizione 2014, domenica 10 agosto, alle ore 21.00, al Tempio di #Antas di Fluminimaggiore andrà in scena “Interrogatorio a Maria” di Giovanni Testori; alle ore 19.00, nell’area archeologica di #Tamuli in collaborazione con la cooperativa Esedra lo spettacolo “Suono di pietra”.

Interrogatorio a Maria” è una coproduzione tra La Fabbrica Illuminata, Il Crogiuolo, la cooperativa Teatro Olata. Diretto da Marco Parodi, lo spettacolo vede in scena Maria Rita Atzeri de il Crogiuolo il coro, gli allievi de La Fabbrica Illuminata (Luca De Angelis, Anna Brotzu, Alessandro Licciardi, Alessandra Ruggeri)

Dino e Giorgio Pinna, Franco Siddi e Rosalba Arriu della cooperativa Teatro Olata,

Un coro, in un teatro spoglio e privo di uno spazio scenico definito, evoca Maria, la madre del Cristo. Alle domande prevedibili del “coro”, risponde la madre delle madri, donna fra le donne. Nel testo di Testori la parola diventa vera drammaturgia “sacra” che risuona come provocazione, chiama l’uomo e ne fa il testimone, il custode del suo destino.

L’attrice che interpreta Maria veste come le contadine, le donne di casa di una volta, le donne del popolo, e viene a comunicarci il suo dolore di madre ma anche la meraviglia di essere stata ingravidata da Dio. Il Coro, ansioso di conoscere il Mistero dei Misteri, ingenuo e incalzante nelle sue domande, chiede pubblicamente a Maria una salvezza che sia di tutti, e aiuti a comprendere uno dei più affascinanti enigmi della cristianità: Maria, vergine e madre, corpo sensuale che dona la vita e corpo spirituale che accoglie il figlio di Dio, si staglia luminosa, pudica e silenziosa sullo sfondo della vita di Cristo, icona di accettazione, amore e fede e nello stesso tempo simbolo eterno della femminilità e della maternità, simbolo di tutte le donne che in tutti i tempi amano, sperano, soffrono come lei fece.

Tutti i volti di Maria incarnano quindi i volti di ogni donna che decide di abbandonare la solitudine del sospetto, l’isolamento dell’estraneità e la paura dell’altro per dedicarsi alla condivisione, all’amicizia, alla comunione e all’accoglienza, in un inno alla generosità che è anche inno al recupero della femminilità intesa come fonte di vita e di apertura al mondo dello spirito.

“Suono di pietra” è una storica produzione del Crogiuolo, con la quale Mario Faticoni, rende omaggio ai poeti sardi, Francesco Masala, Benvenuto Lobina, Giovanni Dettori, Antonio Sini, Salvatore Satta, raccogliendo e mettendo insieme della loro produzione poetica, quella di impegno civile.

In scena, con Mario Faticoni, la fisarmonica di Andrea Puddu.

Lo spettacolo sarà preceduto da visite guidate a cura della cooperativa Esedra dalle ore 9.30 alle ore 18.00.

Questo appuntamento del NurArcheoFestival è inserito nella più ampia cornice “Tamuli … nella notte di San Lorenzo. Notte di Luna gigante”. In questa occasione si esibiranno anche i mamutzones di Samugheo, i tumarinos di Gavoi. L’osservazione giudata del cielo è affidata all’associazione astronomica nuorese.