13 June, 2024
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La Diocesi di Iglesias e la Parrocchia Cuore Immacolato di Maria, in sintonia con le parole di Papa Francesco, instancabile promotore di iniziative per la Pace, organizzano un incontro pubblico con il dott. Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire sul tema della pace da perseguire con ogni determinazione.

«La Pace dipende molto dalle scelte dei governanti, ma è anche molto importante che i cittadini del mondo, i cittadini del nostro territorio, nel quale delle armi vengono anche prodotte, ridestino convinzioni ferme e fondate che sconfessino la scelta delle armisi legge in una nota del cardinale Arrigo Miglio, Amministratore apostolico della Diocesi di Iglesias; il sacerdote Roberto Sciolla, parroco del Cuore Immacolato di Maria in Iglesias; e il dottor Giampaolo Atzei, Direttore del settimanale Sulcis Iglesiente Oggi -. Vogliamo sollecitare il risveglio delle coscienze, vogliamo che questi argomenti diventino oggetto di interesse e dibattito pubblico.»

L’incontro si terrà presso la Sala blu del Centro Culturale di Iglesias, via Cattaneo, il giorno mercoledì 19 aprile, alle ore 17,30.

Presenzieranno il Cardinale Arrigo Miglio, il sindaco di Iglesias Mauro Usai e il sacerdote Roberto Sciolla.

 

Ai blocchi di partenza, a Villacidro, il 37° Premio “Giuseppe Dessì”: domenica 18 settembre si dà il via alla settimana culturale a cornice del concorso letterario promosso dalla Fondazione Giuseppe Dessì e dal Comune di Villacidro con il patrocinio del Consiglio regionale della Sardegna, dell’assessorato regionale della Pubblica Istruzione, della Fondazione di Sardegna, del ministero della Cultura e del GAL Linas Campidano. Fino a domenica 25 settembre sono in programma nella cittadina del Sud Sardegna otto giornate dense di presentazioni editoriali, incontri con gli autori, spettacoli, concerti e appuntamenti dedicati alle scuole.

Tra gli ospiti Marco Tarquinio, l’attore Paolo Calabresi, la giornalista Carola Carulli, lo storico direttore di Radio 3 Marino Sinibaldi, Ermal Meta con il suo romanzo d’esordio, gli attori Marco Paolini e Debora Villa, la cantautrice Grazia Di Michele. La serata di sabato 24 settembre è il momento più atteso del premio letterario e del suo programma culturale, con la cerimonia di proclamazione e premiazione dei vincitori delle due sezioni, Narrativa e Poesia, in cui si articola il concorso letterario. Tre i finalisti di ciascuna sezione, selezionati dalla giuria presieduta dall’italianista Anna Dolfi. In lizza per la Narrativa sono Paolo Colagrande con “Salvarsi a vanvera” (Einaudi), Raffaele Nigro con “Il cuoco dell’imperatore” (La Nave di Teseo) e Fabio Stassi con “Mastro Geppetto” (Sellerio); per la sezione Poesia la gara sarà invece tra Silvia Bre con “Le campane” (Einaudi), Valerio Magrelli con “Exfanzia” (Einaudi) e Mary B. Tolusso con “Apolide” (Mondadori). Nel corso della serata saranno anche consegnati i premi speciali a tre personalità che hanno inciso in modo particolare sulla vita culturale del Paese: la drammaturga e regista Emma Dante, Premio Speciale della Giuria, il giornalista e scrittore Matteo Collura e l’attore e regista Michele Placido, insigniti del Premio Speciale della Fondazione di Sardegna.

Il taglio del nastro della settimana culturale è domenica 18 settembre, alle 18.00, al Mulino Cadoni, con Paolo Calabresi. L’attore romano, conduttore televisivo e radiofonico e regista (è, tra l’altro, una de Le Iene dell’omonimo programma televisivo di Italia 1) presenta, in conversazione con Manuela Arca, “Tutti gli uomini che non sono” (Salani): tra finzione e realtà, il romanzo racconta le portentose capacità nascoste che tutti possiamo tirar fuori quando crediamo di non aver più nulla da perdere.

Alle 19.00, si parlerà invece di politica nazionale e internazionale con Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire, in un’intervista a tutto tondo con il collega sardo Nicola Scano.

La serata si conclude a Casa Dessì dove va in scena, alle 21.30, “Paese d’ombre”, adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Giuseppe Dessì (vincitore del Premio Strega nel 1972), con drammaturgia e regia di Gianluca Medas. Sul palcoscenico Marta Proietti Orzella, Alessio Arippa, Valentino Pili, Sofia Quagliano, Alessandro Redegoso. Le musiche sono di Nicola Agus, i disegni in movimento di Fabio Coronas ed il disegno luci di Andrea Piras. Lo spettacolo si propone di ricostruire le varie fasi della vita di Angelo Uras – protagonista del libro di Dessì – fino alla sua morte. Testimone del passaggio drammatico della modernità nella vita della gente sarda, al contrario dei suoi contemporanei si pone davanti al mondo che cambia con un’attitudine aperta.

«La drammaturgia dello spettacolo scrive nelle sue note di regia Gianluca Medasci propone una favola epica interpretata da cinque attori che sulla scena con canti e cambi di intensità, accompagnati dai bellissimi disegni animati di Fabio Coronas, proiettati sul fondale scenico, trasformeranno in un volo d’ali denso di poesia la vicenda umana di Angelo Uras, creando uno spettacolo a tratti commovente che racconta la vita.»

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Martedì 3 dicembre prossimo, nell’Aula Magna della Facoltà Teologica della Sardegna, in via Sanjust 11, a Cagliari, dalle 17,30 alle 20,00, si parlerà di giornalismo cattolico. L’occasione è data dalla ricorrenza del 60° anniversario dalla fondazione dell’Unione Cattolica della Stampa Italiana (UCSI), la cui assemblea costitutiva si riunì a Roma il 3 maggio del 1959. Pochi giorni dopo anche in Sardegna, a Cagliari, si costituì la sezione regionale. In Sardegna gli iscritti all’Ucsi sono un centinaio e sono presenti in quasi tutte le testate pubbliche e private e nei media diocesani. I relatori saranno: Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire, Donatella Trotta, vicepresidente nazionale dell’Ucsi e giornalista delle pagine culturali del quotidiano Il Mattino, Francesco Birocchi, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna. Modera Andrea Pala, presidente Ucsi Sardegna. Il ruolo del giornalista chiamato ad essere “cronista della storia” e a ricostruire la memoria dei fatti, ma anche a lavorare per la coesione sociale, a dire la verità ad ogni costo è stato ed è ancora l’oggetto della riflessione dell’UCSI. Un giornalismo voce della coscienza e “capace di distinguere il bene dal male, le scelte umane da quelle disumane” (come ha ribadito Papa Francesco all’udienza concessa ai giornalisti dell’UCSI il 23 settembre scorso). Capace di aiutare a capire ed individuare la mescolanza che non distingue, ma anche di essere liberi di fronte all’audience. Nell’era del web il compito del giornalista è identificare le fonti credibili, contestualizzarle, interpretarle e gerarchizzarle, se serve avendo il coraggio di rovesciare l’ordine delle notizie, per dar voce a chi non ce l’ha, di raccontare le ‘buone notizie’ che generano amicizia sociale, costruiscono comunità di pensiero e di vita capaci di leggere i segni dei tempi.

La partecipazione al convegno assegnerà cinque crediti formativi ai giornalisti.