17 October, 2021
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La Filctem della Sardegna sud occidentale organizza per il giorno 12 febbraio 2019, a Portoscuso, nella sala Alcoa in via Enrico Fermi, a partire dalle ore 16.30 l’iniziativa: Energia e industria, continuità produttiva del polo di Portovesme dopo il carbone”.

Introdurrà i lavori Emanuele Madeddu (segretario generale Filctem Cgil Sso), coordinerà i lavori Francesco Garau (segretario regionale Filctem Cgil).

Sono previste le relazioni di Alfonso Damiano, ordinario di energetica ed elettrica ed Alessandro Lanza, economista dell’energia.

Interverranno: Maria Grazia Piras, assessore regionale dell’Industria; Antonello Congiu, segretario generale Camera del lavoro Sso; Salvatore Cherchi, coordinatore Piano Sulcis.

Concluderà i lavori Michele Carrus, segretario regionale generale Cgil.

Gli organizzatori sottolineano che non sono previsti interventi di candidati.

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Alcuni paesi della Sardegna potranno avere il metano già entro il 2019. I primi centri a essere serviti saranno quelli dove sono già iniziati i lavori per la costruzione delle reti di distribuzione previste dal Piano per la metanizzazione. È quanto ha potuto verificare l’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras, che nei giorni scorsi ha visitato alcuni cantieri per osservare da vicino lo stato di avanzamento dei lavori.

«Siamo nella fase più importante di un processo che, dopo un periodo di stasi, ora procede in maniera spedita. Un intervento per il quale lo Stato ha investito risorse ingenti e per il quale non sarebbe né giustificato né auspicabile alcun passo indietro -afferma l’assessore Maria Grazia Piras -. Durante la visita nei cantieri ho potuto constatare che gli interventi sono a buon punto e l’azienda Italgas ha confermato che i lavori saranno completati nei prossimi due anni. Entro il 2019, il metano potrebbe già arrivare in alcuni centri della Sardegna serviti dalle reti di distribuzione attualmente in costruzione. È una notizia che rafforza la validità delle iniziative che abbiamo portato avanti nel corso di questi 5 anni per ottenere la metanizzazione dell’isola: dal completamento degli stessi bacini al progetto della rete nord-sud, fino alla realizzazione dei depositi costieri, uno dei quali, il deposito di HiGas nel porto di Santa Giusta-Oristano, è già in fase di costruzione.»

In tutta la Sardegna sono già 1.800 i chilometri di rete realizzati nei diversi bacini. Mancano all’appello ancora 1.100 chilometri. I cantieri Italgas attualmente in corso sono quattro: il bacino numero 4 (Osilo, Porto Torres, Sennori, Sorso, Stintino), il numero 6 (Alghero e Olmedo), il numero 19 (Mogoro, Palmas Arborea, San Nicolò d’Arcidano, Santa Giusta, Marrubiu, Uras) e il numero 27 (Furtei, Guasila, Samassi, Samatzai, Sanluri, Segariu, Serramanna, Serrenti). Al momento, nei quattro bacini sono stati realizzati 46 chilometri di rete, di cui 30 nel bacino 4, 5 chilometri nel bacino 6, 7 chilometri nel bacino 19 e 4 chilometri nel bacino 27. Nei prossimi mesi partiranno i lavori anche in altri 6 bacini: il numero 35 nel Basso Sulcis, il numero 37 (Monastir, Nuraminis, San Sperate, Sestu e Ussana), il numero 26 in Trexenta, il numero 10 (Alà dei Sardi, Orune, Osidda, Anela, Benetutti, Bitti, Nule e Onanì), il numero 11 in Baronia e il numero 15 (Dorgali, Galtellì, Irgoli, Loculi, Onifaie e Orosei). Inoltre, altri tre bacini – il 7 (Cargeghe, Ittiri, Muros, Ossi, Putifigari, Tissi, Uri e Usini), il 9 (Berchidda, Ittireddu, Ozieri, Tula) e il 22 in Ogliastra (Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Escalaplano, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Seui, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Ussassai, Villagrande Strisaili) sono già completati e saranno gestiti da Italgas.

Nei cantieri in corso, come constatato dall’assessore Maria Grazia Piras, si stanno realizzando reti e servizi all’avanguardia, potendo applicare già in fase di costruzione le migliori soluzioni che oggi la tecnologia mette a disposizione: digitalizzazione delle reti, interconnessioni tra i diversi bacini, contatori intelligenti, utilizzo diffuso della fibra ottica per la trasmissione dei dati. Tutto ciò consentirà una gestione molto efficace degli impianti e un servizio di qualità elevato. In Sardegna, insomma, si sta realizzando un progetto fortemente innovativo che sarà poi riprodotto anche nel resto d’Italia. Importanti anche le ripercussioni sul fronte occupazionale. In 3 dei Bacini in cui opera Italgas hanno trovato lavoro 175 persone. Le imprese sarde che operano nell’indotto sono 5 e hanno garantito la creazione di ulteriori 80 posti di lavoro.

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Aumenta il limite di utilizzo del territorio, nelle aree industriali della Sardegna, per la realizzazione di impianti fotovoltaici e solari termodinamici. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta su proposta dell’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras. Nelle zone definite industriali, artigianali e di servizio, il limite di uso del suolo passa dal 10% al 20%. Gli enti di gestione delle aree, Comuni e Consorzi Industriali, potranno inoltre prevedere, con ulteriori propri atti di pianificazione, l’aumento dello stesso limite dal 20% fino a un massimo del 35%. Il provvedimento aggiorna e ridefinisce le Linee guida per l’Autorizzazione Unica degli impianti alimentati da fonti rinnovabili con potenza termica installata inferiore a 300 MW.

«Lo scopo – afferma l’assessore Maria Grazia Piras – è favorire l’incremento della produzione dell’energia da fonti rinnovabili in Sardegna. Per tante ragioni, perlopiù legate alla riluttanza delle comunità locali, l’installazione di questo tipo di impianti a volte risulta difficoltosa. Ampliando il limite di uso del territorio nelle aree industriali, riteniamo che la realizzazione delle opere possa essere agevolata. Il provvedimento – aggiunge l’assessore Maria Grazia Piras – è pienamente in linea con il Piano energetico ambientale che favorisce e incentiva la produzione di energia da fonti rinnovabili e prevede che gli impianti siano installati prioritariamente nelle aree già idonee alla produzione industriale. Inoltre, consentire l’incremento delle superfici destinate a ospitare gli impianti, facilita ed incoraggia nuovi investimenti imprenditoriali, che a loro volta favoriscono l’impiego di nuove figure professionali sempre più specializzate. Non meno importante, infine, è l’eventualità che l’energia pulita venga prodotta a supporto delle attività manifatturiere insediate nelle zone industriali.»

Il provvedimento approvato dall’esecutivo è coerente con gli obiettivi stabiliti a livello comunitario e nazionale dalla Strategia Energetica Nazionale del 2017, che prevede il raggiungimento del 28% di rinnovabili nei consumi entro il 2030. La Sardegna, grazie al Piano energetico ambientale approvato nel 2016, ha già adottato una strategia energetica con una serie di interventi di breve periodo al 2020 e altri da attuare entro il 2030. All’interno del Piano, incentrato su una decisa riduzione delle emissioni climalteranti, attraverso soprattutto la metanizzazione e l’uso del GNL per cittadini e imprese, trovano spazio anche le azioni a favore di uno sviluppo delle rinnovabili, in un quadro di generazione distribuita dell’energia calibrata sulle esigenze delle utenze ed orientato al modello delle Smart Grid. Il Pears, infatti, mira a raggiungere entro il 2030 una soglia di riduzione delle emissioni nocive del 50% sul consumo finale di energia, al di sopra, dunque, della soglia del 40% indicata come obiettivo dalla Comunità europea. Per quanto riguarda le fonti alternative, la Sardegna è una delle prime regioni in Italia e, grazie agli interventi che si stanno attuando in alcune aree industriali (a Porto Torres e Assemini) e nell’area di Ottana (dove nel 2017 è stato inaugurato un impianto solare termodinamico e fotovoltaico realizzato dalla Regione che la Commissione europea ha definito un modello innovativo a livello mondiale) l’Isola è proiettata sempre più a livello internazionale nel campo della ricerca applicata alle nuove infrastrutture.

 

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«Sulla questione energetica e sulla metanizzazione della Sardegna servono azioni concrete, non parole al vento. Lo chiedono i cittadini sardi, che ogni anno si ritrovano una bolletta energetica più cara del 30% rispetto a quella degli altri italiani, e lo chiedono le imprese, alcune delle quali sono sull’orlo della chiusura. La Giunta regionale ha fatto ciò che nessun altro esecutivo regionale ha fatto negli ultimi 30 anni: l’approvazione di un Piano energetico e la stipula di un Patto con lo Stato per avere il GNL nell’isola. Adesso occorre che il Governo dia seguito subito a quell’accordo, per non vanificare gli sforzi compiuti in cinque anni e non disattendere le richieste di sviluppo e di crescita della Sardegna.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Maria Grazia Piras.

«Ieri il vice premier Matteo Salvini, oggi il ministro Danilo Toninelli: tutti ci forniscono la ricetta del Governo per la transizione energetica dal carbone ai nuovi modelli energetici. Peccato – aggiunge l’assessore Maria Grazia Piras – che ognuno dica la sua e che, soprattutto, le posizioni non coincidano. Il ministro Danilo Toninelli afferma che la Sardegna sarà la prima regione libera dalle fonti fossili e si baserà sulle fonti rinnovabili. Non servono tanti soldi, dice il ministro. Peccato però che venga smentito dallo stesso Piano Energia e Clima che, scegliendo l’uscita dal carbone nel 2025, prevede interventi stimati, nella Strategia Energetica Nazionale, tra i 3,8 ed i 4,3 miliardi di euro, di cui 2,4 solo per l’ulteriore elettrodotto per la Sardegna. Per mantenere in sicurezza il sistema sardo sviluppando le energie rinnovabili e cessando di produrre energia da fonti fossili, è infatti necessario che vengano realizzate nuove infrastrutture energetiche. A tale proposito – conclude l’assessore dell’Industria – nello stesso Piano Terna 2018, si afferma chiaramente che il sistema Sardegna, nello scenario di phase out dal carbone, presenta forti criticità e richiede notevoli interventi infrastrutturali, alcuni dei quali con una prospettiva temporale di realizzazione decennale.»

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La Carbosulcis cambia pelle e dice addio al carbone. Sull’estrazione del minerale, di fatto già interrotta da qualche tempo, la parola fine è stata messa a partire dall’1 gennaio 2019, come deciso dalla Commissione Europea che quattro anni fa ha approvato il piano di aiuti per la chiusura dell’attività mineraria. Il futuro della Carbosulcis e dei lavoratori risiede adesso nei progetti legati all’innovazione tecnologica e alla ricerca. È quanto prevede il Piano industriale 2018-2022, approvato oggi dalla Giunta regionale con una delibera proposta dall’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras.

«È un momento storico, una svolta importante per una società che ha segnato la storia delle miniere in Sardegna – commenta l’assessore Maria Grazia Piras -. La Carbosulcis si proietta in una nuova dimensione. I punti di forza saranno l’innovazione tecnologica e la ricerca. Ma un posto rilevante lo avranno anche le attività manifatturiere legate a nuovi progetti e le iniziative in ambito energetico. Il piano industriale punta ad assicurare un futuro ai lavoratori più giovani e altamente qualificati, professionalità che saranno impegnate in programmi dove le tecnologie sperimentali rappresentano il cuore della ristrutturazione aziendale. Penso alla collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per il progetto Aria o all’intesa con l’Università di Cagliari per sviluppare un’attività di coltivazione e di trasformazione su scala industriale della Spirulina, un’alga che, una volta trattata, trova applicazione in integratori, prodotti alimentari o nel campo della cosmetica. La riconversione industriale – afferma ancora l’assessore Maria Grazia Piras – ha un obiettivo ambizioso: trasformare la Carbosulcis, entro il 2027, in una società economicamente autosufficiente, fornendo servizi alle realtà imprenditoriali private che si insedieranno nei siti di Nuraxi Figus e di Seruci. Sul ruolo e sulle prospettive delle ex miniere in Sardegna – ricorda, infine, l’assessore dell’Industria – il lavoro portato avanti in questi anni è stato molto impegnativo. Consegnando alcuni importanti siti ai Comuni, abbiamo avviato un percorso virtuoso per far crescere nuove attività economiche nel campo del turismo e della cultura. Sul versante legato alla ricerca, oltre che nei siti della Carbosulcis, si sta sviluppando un progetto scientifico rilevante anche nella miniera di Sos Enattos a Lula, candidato a ospitare il cosiddetto ‘Telescopio di Einstein’ per gli esperimenti sulle onde gravitazionali.»

Il Piano industriale della Carbosulcis 2018-2022 prevede la riconversione tramite avvio di nuove attività finanziate con risorse proprie e con incentivi nazionali. Sono previste anche collaborazioni strategiche con altre società partecipate dalla Regione (IGEA e Sotacarbo). Carbosulcis sarà più ‘snella’ rispetto al passato, ma ricca di competenze. Le iniziative principali sono: la realizzazione di un nuovo lotto di discarica per rifiuti non pericolosi, il progetto Aria (in collaborazione con l’INFN) e un programma di ricerca e innovazione, insieme all’Università di Cagliari per verificare la fattibilità dello stoccaggio di energia in sottosuolo. Per i prossimi anni, infine, i lavoratori della Carbosulcis saranno impegnati anche nella messa in sicurezza delle infrastrutture in sottosuolo e delle aree di superficie della miniera, così come previsto dal piano di chiusura dei siti.

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«Un nuovo passo per l’adozione della mobilità elettrica in Sardegna.»

Così il presidente della Regione Francesco Pigliaru commenta il bando, pubblicato lo scorso 27 dicembre dall’assessorato dell’Industria, rivolto alle piccole e medie imprese sarde incentivate a sostituire un veicolo a motore con un veicolo a trazione elettrica.

«Continuiamo nel grande investimento per accelerare l’adozione di mezzi di trasporto non inquinanti – prosegue il presidente Francesco Pigliaru -. Abbiamo progettato e finanziato una grande e diffusa infrastruttura di stazioni di ricarica e ora incentiviamo l’uso di auto elettriche. Vogliamo al più presto una Sardegna in cui anche i turisti possano girare la nostra bellissima isola con macchine elettriche messe a loro disposizione da imprenditori che, grazie a questo bando, troveranno conveniente fare già oggi ciò che altrimenti farebbero tra qualche anno. Anticipare il futuro – conclude Francesco Pigliaru – conviene a tutti noi.»
Con questo nuovo bando si concretizza ulteriormente il percorso avviato da alcuni anni dalla Regione in attuazione delle azioni sulla mobilità sostenibile attraverso lo sviluppo della mobilità elettrica. Si incide sia nel settore privato sia nella promozione della realizzazione di sistemi di distribuzione merci integrati di tipo elettrico all’interno dei contesti urbani, mediante la concessione di incentivi cofinanziati con il Fondo di Sviluppo e Coesione. Interventi che si inquadrano, più in generale, nella strategia delineata dal Piano Energetico Ambientale Regionale della Sardegna per la riduzione delle emissioni climalteranti ed è coerente con il Piano Regionale per il miglioramento della Qualità dell’Aria.

«Si tratta di un nuovo, importante passaggio del lungo percorso virtuoso avviato nel 2016 dalla Regione sulla mobilità sostenibile – spiega l’assessore Maria Grazia Piras -. Dapprima ci siamo occupati di tutti gli interventi di efficientamento destinati al settore pubblico. Ora ci rivolgiamo alle imprese del settore privato con l’intento di favorire il ricambio del loro parco auto e ridurre le emissioni: parliamo, dunque, delle Pmi del comparto turistico e dei trasporti, in particolare taxi, car sharing e trasporto collettivo di persone, oltre alle società che gestiscono il cosiddetto trasporto dell’ultimo miglio, le cui auto transitano prevalentemente all’interno delle nostre città. Pensiamo ai numerosi spedizionieri che partono dai loro depositi e poi effettuano le consegne dei pacchi a domicilio. Questi 4 milioni di euro fanno parte dei 15 milioni che la Regione ha investito ultimamente: gli altri 11 milioni di euro servono a dislocare le colonnine di ricarica nei punti strategici in tutta l’Isola.»

Il bando è rivolto alle imprese sarde operative da almeno 5 anni. Gli interventi consistono nella sostituzione di un veicolo a motore di proprietà dell’impresa richiedente con un veicolo elettrico (full electric), nuovo di fabbrica, della stessa tipologia di quello dismesso e giustificato dalla specifica attività svolta. Il veicolo elettrico acquistato dovrà essere utilizzato al servizio di una sede operativa ubicata nel territorio della Sardegna. L’aiuto è concesso in regime ‘de minimis’ e consiste in una sovvenzione fino a un massimo del 75% dei costi ammissibili ed entro i massimali stabiliti dal bando per tipologia di veicolo elettrico, pari a 15mila euro per autovettura, 20mila euro per furgone e 25mila euro per pullmino. L’Avviso predisposto dal Servizio Energia ed Economia verde fissa i termini per la presentazione delle domande dalle ore 9.00 del 26 febbraio alle 14 del 25 ottobre 2019, con la procedura valutativa a sportello nei limiti della dotazione finanziaria iniziale pari a 4 milioni di euro.

La documentazione può essere consultata sul sito della Regione (www.regione.sardegna.it) e sui portali SardegnaEnergia e SardegnaProgrammazione. Eventuali chiarimenti di carattere tecnico-amministrativo possono essere richiesti all’Amministrazione regionale via mail agli indirizzi: energiaimprese@regione.sardegna.it e Ind.urp@regione.sardegna.it, oppure all’URP dell’Assessorato dell’Industria al numero 070-6067037.

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Niente da fare, gli operai della miniera di bauxite di Olmedo sono destinati a tornare a casa. A quattro minatori è scaduta la mobilità, ad altrettanti sta per scadere la disoccupazione, a diciassette colleghi ai quali non è stato prorogato il contratto con Igea, in scadenza il prossimo 31 dicembre. A nessuno di loro potrà essere applicato alcuno strumento di sostegno al reddito, perché non hanno maturato i requisiti.

Emergenza occupazionale ma anche di sicurezza, visto che dal 1° gennaio l’unica miniera di bauxite ancora attiva nell’isola, con una disponibilità di 30 milioni di metri cubi di materiale da estrarre, rimarrà incustodita. «I perimetri – spiega Simone Testoni dell’Ugl – non sono recintati e se dovesse entrare qualcuno le conseguenze potrebbero essere gravissime». Simone Testoni si rivolge al ministro dell’Interno, Matteo Salvini «perché è un serio problema per la collettività».

La notizia è stata comunicata ai lavoratori e ai rappresentanti sindacali dall’assessore regionale dell’Industria, Maria Grazia Piras, nel corso di un incontro tenutosi a Cagliari.

«Non ci aspettavamo un epilogo così negativo – conclude Simone Testoni -. Restiamo al fianco dei lavoratori e continueremo ad adoperarci per cercare una soluzione.»

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Il governatore Francesco Pigliaru e gli assessori dell’Industria Maria Grazia Piras e degli Enti locali ed Urbanistica Erriu hanno presentato stamane la nuova legge sulla Semplificazione 2018.

«Un altro obiettivo di legislatura raggiunto: dare continuità all’azione di semplificazione amministrativa da parte della Regione. Dopo la Legge Quadro del 2016, che, tra le varie novità aveva istituito lo SUAPE, la settimana scorsa il Consiglio regionale ha dato il via libera al disegno di legge Semplificazione 2018 approvato dalla Giunta nell’agosto di quest’anno. La semplificazione era uno degli impegni assunti fin dall’insediamento della Giunta e uno degli elementi chiave del programma di governo. I due provvedimenti sono il frutto di un lavoro avviato già nel 2015 dal Tavolo permanente per la Semplificazione, con il coordinamento dell’assessorato dell’Industria e il contributo delle varie Direzioni generali competenti per materia, anche attraverso il coinvolgimento e la consultazione delle Parti economiche, sociali ed istituzionali e proseguito senza sosta fino alla stesura dell’ultimo testo. Ottenere risposte semplici dalla pubblica amministrazione e avere maggiori certezze sui tempi della burocrazia: sono gli elementi chiave che hanno segnato il percorso di elaborazione delle due leggi, in particolare di quella approvata nell’ultima seduta dell’Assemblea di via Roma.»

«Semplificare la vita dei nostri cittadini abbattendo gli ostacoli burocratici più fastidiosi era un obiettivo di legislatura e questo è il punto d’arrivo di un importante lavoro di squadra, cominciato dall’ascolto e proseguito con il coinvolgimento, tappa dopo tappa, di tutti i soggetti interessati – ha detto il presidente Francesco Pigliaru -. Nel quadro generale bastano alcuni esempi per illustrare lo spirito di questa legge, in cui abbiamo anche voluto far convergere provvedimenti utili che erano stati pensati all’interno di altri contesti. Succede con il processo di semplificazione per i PUC, i Piani Urbanistici Comunali: era contenuto nella legge urbanistica non portata a compimento ma era condiviso da tutti, perché sinora pochissimi Comuni sono riusciti ad approvare questo strumento essenziale per garantire l’attuazione di regole in difesa del nostro paesaggio ed era necessario e urgente renderlo più fruibile. Su altri fronti si è voluto migliorare ulteriormente qualcosa che ha già dimostrato di funzionare bene come il Suape, lo sportello unico per cittadini e imprese, o introdurre novità mirate che sono tanto utili quanto logiche. È il caso delle malattie croniche, il cui stato sino a questo momento doveva essere confermato annualmente. Un’assurdità – ha concluso il presidente Francesco Pigliaru – alla quale i cittadini non dovranno più essere sottoposti.»

«La legge ci consente di intervenire su temi cruciali, che riguardano davvero tutti – ha detto l’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras -. Con le nuove norme semplifichiamo la vita di cittadini e imprese, troppo spesso alle prese con adempimenti amministrativi di difficile comprensione, norme farraginose e impedimenti di varia natura nell’acquisizione dei certificati. Per fare alcuni esempi, il provvedimento approvato lo scorso 20 dicembre mette limiti certi ai possibili ritardi  dei SUAPE. Ora trascorsi 15 giorni, non sarà più possibile dichiarare una SCIA, un’agibilità o un’istanza irricevibile. E, ancora, il commerciante che intende utilizzare ulteriori forme di vendita dei suoi prodotti, su un sito on line o attraverso distributori automatici, non avrà bisogno di una doppia autorizzazione. Oppure, in campo sanitario, la norma che elimina i rinnovi annuali per mantenere le agevolazioni per le persone affette da malattie croniche. Piccole grandi semplificazioni che favoriscono un rapporto più snello e rapido tra l’utente e la pubblica amministrazione. Un altro intervento rilevante, in campo energetico, riguarda le modalità di rilascio della certificazione di attestazione APE. La presentazione dell’APE, intatti, non sarà più obbligatoria nei casi di trasferimento a titolo oneroso di quote immobiliari indivise, donazioni, comodato d’uso e trasferimenti a titolo gratuito. E saranno esclusi anche gli edifici dichiarati inagibili, gli immobili di edilizia residenziale pubblica concessi in locazione, e le porzioni di unità immobiliari assegnate in affitto. Con la precedente legge del 2016 e con l’attuale 2018 pensiamo di aver raggiunto l’obiettivo minimo che ci eravamo prefissati in questi anni: cioè, modificare e migliorare numerose norme e rendere l’azione della macchina amministrativa più efficiente, rapida e, se possibile, anche più economica.»

«La Regione – ha sottolineato l’assessore dell’Urbanistica, Cristiano Erriu – ha concluso un lungo e complesso lavoro che riguarda tanti settori. Una parte cospicua della legge di semplificazione riguarda l’urbanistica. Sono state introdotte misure in materia di rilascio di titoli abilitativi edilizi (come la SCIA, la Segnalazione certificata di inizio attività), cambi di destinazione d’uso e interventi di edilizia libera, parcheggi privati (sarà facilitata anche la conversione di edifici in disuso in strutture turistico-ricettive, che necessitano di aree parcheggio per le loro attività). È stata poi introdotta una procedura molto più snella e garantita nei tempi nella preparazione e approvazione dei Piani urbanistici comunali e delle relative varianti. È stato abolito il CTRU (Comitato Tecnico Regionale per l’Urbanistica), che viene sostituito da una Conferenza di copianificazione la quale, in un solo passaggio, darà tutti i pareri necessari. Per facilitare le attività tecnico-amministrative dei Comuni, a livello locale si istituiscono le condotte urbanistiche e paesaggistiche per garantire alle Amministrazioni locali tutte le competenze in materia urbanistica, agronomica, geologica e paesaggistica. È dato mandato alla Giunta regionale di predisporre un regolamento unico tipo per porre chiarezza in maniera definitiva alle definizioni e alla materia regolamentare in ambito edile. Infine, sono stati adottati una serie di provvedimenti di semplificazione riguardanti il SUAPE, con un ulteriore snellimento delle procedure a vantaggio dei cittadini e degli operatori di settore. Si tratta, in buona sostanza, di norme che erano inserite nel testo del disegno di legge di Governo del territorio che, grazie a questa legge, siamo riusciti a recuperare a vantaggio degli enti locali, dei cittadini, delle imprese e dei professionisti.»

Tra i punti rilevanti della nuova legge, sono da segnalare: un numero maggiori di casi di silenzio-assenso in sede di Conferenza di servizi; tutte le attività di riutilizzo delle miniere dismesse saranno assoggettate ad autorizzazione della struttura regionale competente in materia di attività estrattive, finalizzata al riuso ad altri scopi del patrimonio minerario dismesso (rilascio dell’autorizzazione regionale tramite iter SUAPE); i Comuni saranno chiamati a uniformare le tariffe per il rilascio di concessioni e autorizzazioni entro un tetto fissato dalla Regione. L’articolo 33 ha apportato alcune modifiche alla disciplina dettata dalla Legge regionale n. 24 del 2016, accomunate da esigenze di semplificazione e razionalizzazione del procedimento unico SUAPE, emerse nella fase di operatività dello Sportello Unico. L’obiettivo è di migliorare i tempi di risposta all’utenza e di rafforzarne ulteriormente l’efficienza. Tra le tante misure si segnalano: l’attribuzione alla pratica SUAPE di un numero univoco di protocollo che può essere mantenuto per la durata del procedimento da tutte le amministrazioni coinvolte, così da evitare inutili duplicazioni e perdite di tempo sia per gli uffici coinvolti che per le imprese; è stata resa più evidente e semplice l’applicazione  delle disposizioni in materia di indennizzo da ritardo, ed inoltre è stato introdotto il diritto alla restituzione integrale dei diritti di istruttoria SUAPE in caso di procedimenti conclusi con oltre 15 giorni di ritardo.

Ecco alcuni dei punti della nuova legge che riguardano l’Urbanistica. Sono inserite Misure di semplificazione in materia di rilascio di titoli abilitativi edilizi (per esempio la SCIA, la segnalazione certificata di inizio attività), i cambi di destinazione d’uso e gli interventi di edilizia libera, i parcheggi privati (sarà facilitata anche la conversione di edifici in disuso in strutture turistico-ricettive, che necessitano di aree parcheggio per le loro attività). In tema di pianificazione, è stata introdotta una procedura molto più snella e garantita nei tempi nella preparazione e approvazione dei PUC e delle relative varianti. È stato abolito il CTRU (Comitato Tecnico Regionale per l’Urbanistica), sostituito da una Conferenza di copianificazione che, in un solo passaggio, darà tutti i pareri necessari. Per facilitare le attività tecnico-amministrative dei Comuni, a livello locale sono istituite le condotte urbanistiche e paesaggistiche per garantire alle Amministrazioni locali tutte le competenze in materia urbanistica, agronomica, geologica e paesaggistica. È dato mandato alla Giunta regionale di predisporre un regolamento unico tipo per porre chiarezza in maniera definitiva alle definizioni e alla materia regolamentare in ambito edile. Infine, sono stati adottati una serie di provvedimenti di semplificazione riguardanti il SUAPE, con un ulteriore snellimento delle procedure a vantaggio dei cittadini e degli operatori di settore.

Le misure di semplificazione introdotte in materia di agricoltura riguardano la soppressione dell’attestato d’iscrizione all’Albo regionale della Multifunzionalità delle imprese agricole e l’eliminazione dell’obbligo di esporlo al pubblico, previsti oggi dalla legge regionale n. 11 del 2015 (Norme in materia di agriturismo, ittiturismo, pescaturismo, fattoria didattica e sociale), nonché lo snellimento del procedimento di rilascio della licenza di pesca professionale nelle acque interne previsto dalla legge regionale 20 marzo 2018, n. 9 (disposizioni in materia di pesca).

Le misure di semplificazione introdotte in materia di ambiente puntano all’adeguamento di alcune norme alle vigenti disposizioni statali, alla razionalizzazione e aggiornamento della materia ambientale e di governo del territorio, con specifico riferimento alla disciplina delle aree naturali protette, alla tutela della fauna selvatica ed alla connessa disciplina dell’attività venatoria, alle disposizioni in materia di valutazioni di impatto ambientale, valutazione di incidenza ambientale e misure di conservazione, semplificazione e digitalizzazione dei procedimenti in materia ambientale.

In materia di turismo subacqueo è stata introdotta una modifica all’articolo 5 della legge regionale n. 9 del 1999 (Norme per la disciplina dell’attività degli operatori del turismo subacqueo), attraverso l‘inserimento di un nuovo comma che prevede, in linea con gli orientamenti generali in materia di semplificazione, solamente la presentazione di eventuali variazioni all’attività di operatore del turismo subacqueo, sopprimendo così l’obbligo di rinnovo periodico (Articolo 40). Le modifiche in materia di commercio adeguano la vigente normativa regionale al mutato quadro normativo di riferimento e alle norme nazionali e comunitarie in materia di concorrenza, libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi. Nello specifico, è stata introdotta una semplificazione dell’iter procedurale relativo all’affidamento in gestione di impianti per la distribuzione dei carburanti (articolo 38).

In tema di Sanità e Politiche sociali, come detto, è stata introdotta una semplificazione al sistema di attestazione delle patologie o degli stati di salute cronici. Attualmente, tali patologie o stati di salute, al fine di ottenere una serie di prestazioni socio-sanitarie, devono essere attestati con cadenza annuale o biennale benché, dal punto di vista delle probabilità, sia rara una loro regressione clinica. La norma proposta attribuisce alla Giunta regionale il compito di redigere un elenco di patologie e stati di salute per i quali non sia più necessario presentare annualmente le attestazioni, ma solo ed eventualmente la loro regressione (articolo 37).

 

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Un passo avanti, determinante per l’emanazione dei bandi che dovranno sostenere la reindustrializzazione nelle Aree di crisi complessa di Porto Torres e Portovesme, è stato fatto a Roma. Questa mattina, in un incontro al MISE, nel quale la Regione era rappresentata dal direttore generale dell’Assessorato dell’Industria, Roberto Saba, in qualità di Referente per la definizione del Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale, i Gruppi di coordinamento e di controllo per la definizione dei Progetti hanno approvato i programmi dedicati alle due Aree. Le risorse finanziarie a disposizione ammontano a 30 milioni di euro (risorse del MISE), più 3 milioni di euro di fondi regionali, e sono destinate a coprire investimenti tra 1,5 e 20 milioni di euro. Proprio ieri, la Giunta regionale – su proposta degli assessori della Programmazione e dell’Industria, Raffaele Paci e Maria Grazia Piras – ha approvato una delibera che destina il cofinanziamento del programma di investimenti. I 3 milioni di euro saranno ripartiti proporzionalmente alla suddivisione delle risorse statali e potranno essere soggetti a revisione, qualora il ministero decida di aumentare il fondo destinato alle due aree di crisi.

«Dopo mesi di lavoro intenso, mettiamo un paletto importante nel percorso per restituire un futuro alle due più importanti aree industriali della Sardegna pesantemente colpite dalla crisi degli anni scorsi – afferma l’assessore regionale dell’Industria, Maria Grazia Piras. È il risultato di un’attività che ha visto la Regione, il MISE e Invitalia, unite per raggiungere un obiettivo che consentirà alle aree di Porto Torres e Portovesme di ottenere aiuti concreti allo sviluppo economico e sociale. C’è da sottolineare che tali dinamiche di sviluppo saranno guidate dalle imprese, proprio in virtù delle agevolazioni previste per gli investimenti. La risposta alle Call delle due aree di crisi complessa è stata molto positiva – ricorda l’assessore Maria Grazia Piras – ed è rilevante che abbiano riguardato un vasto ambito di settori produttivi, soprattutto in quello della ricerca e dell’innovazione, e in particolare del settore manifatturiero per Porto Torres. Lo stanziamento di 3 milioni di euro di cofinanziamento deliberato ieri dalla Giunta – conclude l’assessore dell’Industria – è il segnale ulteriore dell’attenzione e dell’impegno con i quali abbiamo portato avanti le iniziative per riqualificare le due aree, sostenere le imprese e creare le condizioni per far crescere l’occupazione. Molto dipenderà dalla risposta che daranno le imprese una volta pubblicati i bandi. Sarà un momento fondamentale per verificare la bontà e l’efficacia delle proposte in campo.»

I risultati delle Call di invito a manifestare interesse a investire nelle aree di crisi del Polo industriale di Porto Torres e di Portovesme (promosse dal Ministero dello sviluppo economico, dalla Regione e da Invitalia, e chiuse il 19 luglio scorso) sono stati ottimi. Le schede progettuali presentate per il Polo di Porto Torres (area che comprende i comuni di Porto Torres e Sassari, con oltre 11mila imprese e 36mila addetti) sono 59, per un totale di investimenti pari a 658 milioni e 886mila euro e una previsione di incremento occupazionale di 880 addetti. La maggiore concentrazione degli investimenti riguarda il settore manifatturiero (82%). Seguono le attività di gestione dei rifiuti (6%) e i progetti con finalità di ricerca e sviluppo sperimentale (5%). Circa la metà delle proposte riguarda progetti tra 1,5 e 20 milioni di euro (49% del totale), a cui si associano il 20% degli investimenti e il 34% delle previsioni di nuova occupazione. I progetti di riconversione potenzialmente coerenti con la normativa della legge 181/89 sono 15. Per quanto riguarda invece il Polo industriale di Portovesme (area che comprende ben 23 Comuni) le schede progettuali presentate sono 21, con un valore di investimenti pari a 381 milioni e 627mila euro e un’occupazione prevista di 1.112 addetti. I progetti ( sono stati inoltrati da 16 Piccole e Medie Imprese (346 milioni e 627mila euro di investimenti) e da 5 Grandi Industrie (35 milioni di investimenti). Il territorio, quindi, esprime un bisogno di investimento soprattutto da parte di imprese di medie e piccole dimensioni. Prevalentemente, gli investimenti hanno come finalità nuove unità produttive di beni e servizi e le attività di servizi di alloggio e di ristorazione. I progetti che si concentrano nella soglia compresa tra 1,5 e 20 milioni sono invece 17, cioè l’80% del totale.

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Il Nord-Ovest della Sardegna si ridisegna e riorganizza come un’unica, grande, città intelligente. Lo fa puntando sulla rete e mettendo a sistema politiche, progetti ed iniziative, potenziando fortemente i servizi e favorendo innovazione sociale e sviluppo competitivo, e coinvolgendo i protagonisti del mondo istituzionale e economico-sociale nella gestione delle politiche e dei servizi per il territorio. È arrivato ieri al traguardo il Progetto “Rete Metropolitana del Nord Sardegna, un territorio di città”: un finanziamento di 75 milioni di euro, 8 Comuni (Sassari, Alghero, Castelsardo, Porto Torres, Sennori, Sorso, Stintino e Valledoria) e 228mila abitanti coinvolti, il più importante pezzo di programmazione territoriale della Regione per ampiezza del territorio e numero di cittadini. Nel Padiglione Tavolara all’interno dei Giardini pubblici, la firma che dà il via libera ufficiale al progetto con il presidente della Regione Francesco Pigliaru e l’assessore della Programmazione Raffaele Paci, le assessore dell’Industria Maria Grazia Piras e dell’Ambiente Donatella Spano, i Sindaci, i sindacati, gli imprenditori e tutti i soggetti coinvolti in questo ambizioso e innovativo progetto, che punta a valorizzare le peculiarità di ciascun protagonista riducendo le differenze e puntando sulle sinergie.

“I soldi ci sono, come dimostrano i 75 milioni di cui parliamo oggi e che vanno ad aggiungersi alle tante altre risorse investite su quest’area, ma bisogna saperli spendere nel modo giusto – ha detto il presidente Francesco Pigliaru – e il nord ovest, con la rete metropolitana, ha uno strumento estremamente efficace per riuscire a usarli bene. Cooperare è la base dello sviluppo e focalizzandosi sulle esigenze specifiche, decentrando le capacità progettuali e assegnando responsabilità a tutti i soggetti coinvolti, si ottengono i massimi benefici per chi nei luoghi vive e lavora. Città piccole e medie che procedono separate – ha sottolineato – non possono che avere davanti a sé prospettive di declino. Le cose però cambiano quando si inizia, come succede qui oggi, a pensare a se stesse come a un territorio, come protagoniste di una scommessa comune in cui ognuno fa la propria parte per crescere insieme e crescere tutti. E il nord ovest, messo in rete intorno a idee vincenti condivise, può finalmente sviluppare tutte le potenzialità di un territorio che è straordinariamente ricco”, ha detto infine Francesco Pigliaru, che ha concluso ringraziando “quanti hanno lavorato con passione e impegno per raggiungere questo importante risultato”.

Si articola in 7 azioni principali. Valorizzazione turistica integrata degli attrattori culturali, attraverso un modello innovativo di gestione integrata del patrimonio culturale nelle sue articolazioni materiali (museali, archeologiche, storico-monumentali e spirituali) e immateriali (eventi e attività di spettacolo). Parco ambientale del Nord-Ovest della Sardegna, per ricucire la frammentazione della proposta turistico-territoriale connettendo coste e interno per offrire una immagine unitaria di destinazione, attraverso la salvaguardia, la riqualificazione e la valorizzazione delle zone costiere, delle zone umide e lagunari e delle aree protette per renderle turisticamente fruibili nel rispetto del patrimonio esistente. Miglioramento dei servizi per la qualità della vita, anche in ottica anti-spopolamento. Quindi servizi sociali e alla persona, servizi sportivi territoriali, valorizzazione dei parchi urbani a fini ricreativi. Accessibilità sostenibile. Migliori infrastrutture e trasporti per turisti e residenti, e realizzazione di un sistema di mobilità lenta ecosostenibile. Miglioramento dei servizi essenziali del territorio, quindi più accessibilità ai luoghi e al servizio scolastico. Competitività delle imprese, all’insegna dell’innovazione: sarà realizzato un Centro di competenza digitale e realizzata un’offerta di incentivi alle imprese (Progetto pilota di attività di innovazione sociale in collegamento con riqualificazione di immobili; Bandi Territoriali multisettore per la rivitalizzazione dei Centri Storici; Aiuti alle imprese innovative e del welfare). Governance territoriale all’insegna della semplificazione e rapidità. Nel progetto ci sono anche 90mila euro all’interno di “Sardegna in 100 Chiese” per la valorizzazione degli edifici di culto locali.

“Otto amministrazioni hanno lavorato in una sola direzione e superato ogni possibile difficoltà per creare sviluppo economico, pensando solo ed esclusivamente al bene di un territorio ampio e articolato, che va oltre le singole città pur valorizzandole fortemente e investendo sulle potenzialità di ciascuna”, dice l’assessore Raffaele Paci. “Questo è il risultato migliore della programmazione territoriale: il dialogo fra i territori, la capacità di superare gli individualismi nel nome del bene comune, la voglia di unire le forze per arrivare al miglior risultato possibile per tutti. Voglio dirlo, ripeterlo, e ribadirlo con molta chiarezza: mai come in questi anni i nostri paesi, le nostre città, i nostri territori, sono stati protagonisti assoluti delle politiche di sviluppo della Regione. Siamo andati ovunque, abbiamo garantito la giusta attenzione nella stessa misura a tutti, chiamandoli a progettare insieme a noi la loro idea di sviluppo e di futuro, assicurando importanti finanziamenti per realizzarla. Il risultato, oggi, è questo progetto”, sottolinea Raffaele Paci. “Importante, innovativo, che valorizza le risorse del territorio, le ricchezze storiche, ambientali, culturali e turistiche, con una congrua parte delle risorse riservate agli investimenti delle imprese locali. Abbiamo fatto un grande lavoro. Tutti insieme, Regione e amministrazioni locali, in un’ottica unitaria e condivisa, che ha già portato tanti risultati e un finanziamento complessivo di quasi 300 milioni. Ora dobbiamo fare in fretta e realizzare più in fretta possibile tutti gli interventi del progetto”, conclude Paci.

Dal 2016 a oggi sono 14 i progetti firmati, 12 in corso (da qui alla fine della legislatura ne verranno chiusi altri 5), per un totale di 26 progetti in campo. Per quelli che non si riuscirà a firmare entro febbraio, è comunque garantita la copertura grazie ai 75 milioni appena stanziati con la Finanziaria approvata qualche giorno fa. Sono oltre 500 milioni le risorse messe in campo dalla Regione per la programmazione territoriale che coinvolge il 100% del territorio ammissibile, 37 Unioni e 295 Comuni. Il quadro delle politiche di sviluppo locale in Sardegna è completato dai 3 Iti da 15 milioni ciascuno (oltre Sassari, anche Cagliari e Olbia), dalle due Snai (Strategia nazionale per le aree interne) alta Marmilla e Gennargentu-Mandrolisai, dai Piani dedicati a Sulcis e Nuorese e, infine, dal Pon Metro.