24 April, 2024
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Da un lato gli studenti del Polo tecnico Devilla e la loro voglia di conoscere i materiali dell’edilizia naturale. Dall’altro, la creatività di ragazze e ragazzi del Liceo artistico Figari con tutto il loro estro artistico. Nel meraviglioso contesto dell’area verde di via Venezia, la seconda edizione del meeting “La calce in Sardegna” è stata ancora una volta occasione per conoscere i segreti delle materie prime e delle tecniche con le quali, i grandi artisti del passato come Michelangelo, affrescarono opere di straordinaria bellezza come la Cappella Sistina.

Venerdì e sabato a fare da collante tra queste due talentuose professionalità in erba, è stata l’esperienza e l’inventiva di un maestro d’eccezione, l’artigiano Costanzo Salis, che della ricerca dei materiali naturali per l’edilizia ha fatto una sua personale missione di vita.

Grazie alla presenza del suo laboratorio mobile, gli studenti della sezione “Costruzioni, Ambiente e Territorio” del Devilla, accompagnate dai docenti Giorgio Manconi e Davide Satta, hanno potuto cimentarsi nell’applicazione di una finitura in calce, permettendo ai ragazzi del Liceo Artistico guidati da Claudio Cupiraggi di realizzare le loro opere con la tecnica dell’affresco sui supporti appositamente predisposti.

Salis ha presentato i suoi prodotti affiancato dal maestro Vincenzo Faedda e dall’operatore Matteo Garofalo. «Per i ragazzi, visionare concretamente le materie prime che normalmente studiano in teoria sui libri di scuola, e poterne mettere in pratica l’utilizzo, è stata un’importante e rara occasione – ha commentato Davide Satta -. Così possono comprendere al meglio anche le difficoltà di applicazione».

I giovani pittori dal canto loro sono stati bravissimi nello sperimentare la tecnica dell’affresco, che deve essere eseguita con destrezza e rapidità, stendendo i colori senza troppi ripensamenti prima che la calce si asciughi. Così il dipinto godrà di maggiore consistenza e solidità.

«Solitamente – ha spiegato Claudio Cupiraggi – gli studenti dipingono su carta, tela e legno. Questa è un’opportunità straordinaria per mettersi alla prova, e lo hanno fatto egregiamente. Sono davvero soddisfatto dei risultati». Il verde del parco dedicato a Maria Carta si è pian piano arricchito di colori. Sui cavalletti sono spuntate graziose nature morte, fantasie ispirate ad anime giapponesi, ritratti caravaggeschi e di Van Gogh, e c’è persino chi ha riprodotto fedelmente il volto del giovane cantante Mahmood.

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Giovedì 5 settembre prende il via la quindicesima edizione del Cabudanne de sos poetas, il festival di poesia, letteratura e arte curata dall’Associazione Perda Sonadora che vedrà fino a domenica 8 quattro giorni di incontri con la poesia sarda, italiana e internazionale, laboratori, mostre, teatro, concerti, attività culturali e laboratoriali, e unprogramma molto nutrito con una sessantina di ospiti tra gli scorci più antichi e affascinanti di Seneghe, gioiello in basalto del Montiferru: Prentza de Murone, Campo della Quercia, Putzu Arru, Piazza dei balli, Bar Su Recreu, Casa Addis e Domo de sa poesia. In arrivo oltre sessanta ospiti con alcuni dei nomi dei poeti contemporanei tra i più amati, ma anche artisti, attori, musicisti, registi, studiosi e intellettuali provenienti dalla Sardegna, dall’Italia, dalla Francia, dalla Turchia, Armenia, USA, Algeria.

Il via giovedì è alle ore 17.00, con l’apertura ufficiale del festival e i saluti delle istituzioni e dell’associazione a Prentza de Murone. Alle 17.15, la presentazione del libro “Lentores” di Anna Cristina Serra. Dialoga con l’autrice Duilio Caocci, Pierre Guy-Stephanopoulose Salvatore Ligios. Letture di Clara Farina. Alle 19.00, il consueto appuntamento nel suggestivo Campo della Quercia dove i giovanissimi interpreti seneghesi porteranno al pubblico l’esito del laboratorio della non-scuola del Teatro delle Albe, sotto la guida di Alessandro Renda, attore e regista della compagnia teatrale di Ravenna, Giuseppina Pintus e Mariano Mastinu. Dal 2008 la non-scuola si trasferisce in agosto a Seneghe, all’interno del Cabudanne de sos Poetas, un sodalizio tra le due realtà che dura ormai da dodici anni coinvolgendo gli adolescenti e i piccoli del paese in una straordinaria esperienza teatrale. Stavolta il debutto al tramonto sotto la grande quercia vedrà al centro l’opera di Jonathan Swift “I viaggi di Gulliver”. Dopo l’incontro con i lillipuziani Gulliver affronta il mondo di Brobdingnag. Se la scala di Lilliput era 1:12, quella di Brobdingnag è l’opposto, 12:1. Ed è facile perdersi nell’erba alta. Alle 22.00 il ritorno del grande poeta francese, traduttore, saggista (tra le sue traduzioni quelle di alcune opere di Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Campanella, Umberto Saba, Franco Loi, e tanti altri) e caro amico del Cabudanne, Franc Ducros, che trasporterà il pubblico del “Settembre dei poeti” in un affascinante viaggio fino alle origini della poesia contemporanea. Con lui anche Gisèle Pierra, linguista e docente all’Università Paul-Valéry di Montpellier III, che leggerà i poeti francesi moderni, con traduzioni e commenti di Ducros.

Durante i giorni del festival sarà visitabile nel giardino di Prentza de Murone l’installazione “Poesie dagli Alberi” con le registrazioni delle voci dei poeti della Beat Generation che presero parte al Festival dei poeti di Castel Porziano, una delle manifestazioni più importanti a livello europeo, considerata come una sorta di “Woodstock della poesia”, nel 1979. Un progetto a cura di Nino Iorfino, sperimentatore multimediale, e Lidia Riviello di Rai Radio 3, che vuole celebrare quell’evento in cui furono protagoniste la poesia contemporanea, la creatività e l’inquietudine del ’77. Le registrazioni scelte per l’installazione di Alberi-Poeti furono realizzate da Radio Alice il 30 giugno 1979 sulla spiaggia di Roma, dove, nell’ultima giornata del festival dei poeti di Castel Porziano si alternarono senza sosta i più noti poeti della Beat Generation: da Allen Ginsberg a William Burroughs, da Gregory Corso a Lawrence Ferlinghetti.

ESITO LABORATORIO TEATRALE E MUSICALE. A cura di Giuseppina Pintus, Mariano Mastinu e Marta Loddo.

ESITO LABORATORIO TEATRALE E MUSICALE. A cura di Giuseppina Pintus, Mariano Mastinu e Marta Loddo.

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Quarta e ultima giornata della 14ª edizione del “Cabudanne de sos poetas” a Seneghe, tra incontri di poesia, laboratori per i bambini, musica, arte e scultura in 3D che affrontano nelle sue diverse sfaccettature il tema di poesia e scienza. La giornata è iniziata alle 9.30 nella Biblioteca Comunale con il workshop di fisica e poesia spiegata ai bambini a cura di Ramon Pilia, fisico e musicista che combina le due anime, scientifica e artistica, per ricostruire attraverso la tecnica del teatro, della narrazione e del gioco il ragionamento fisico. Alle 10.30 il consueto angolo con i produttori della Sardegna a Prentza de Murone, vedrà stavolta protagonisti il Consorzio Sardo Grano Cappelli e Slow Food. Alle 11.30 Franc Ducros, poeta, traduttore e saggista (tra le sue traduzioni quelle di alcune opere di Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Campanella, Umberto Saba, Franco Loi, e tanti altri) ed il suo libro di poesie in francese e in italiano, pubblicato nel 2017 “Ragioni lacerate”, con le illustrazioni del pittore, incisore e scultore Giuseppe Bosich (ospite anche lui al Cabudanne). Alle 17.00 sempre a Prentza de Murone la giovane poetessa e redattrice del sito “Le parole e le cose” e “Nuovi argomenti”; Maria Borio, presenta il libro “Poetiche e individui. La poesia italiana dal 1970 al 2000” (Marsillo editore). Nel passaggio dagli anni sessanta agli anni settanta la poesia italiana attraversa mutamenti cruciali. La sua evoluzione, eterogenea e complessa, caratterizza la poesia di fine Novecento come uno dei campi di ricerca letteraria più dinamici e problematici in Italia. Come si trasformano gli stili, le poetiche e i generi? Qual è il loro rapporto con la tradizione e l’innovazione? Il volume propone ipotesi di lettura ricostruendo un percorso a partire dall’analisi dei testi. Introduce e coordina l’incontro Gian Mario Villalta, poeta, narratore e saggista tra i più significativi della nostra letteratura (“Bestia da latte” il suo recente romanzo) e direttore artistico del festival Pordenonelegge.

Alle 18.30 la presentazione del libro “Un Meraviglioso accidente. La nascita della vita”, frutto del contagio creativo tra Vincenzo Manca, docente di informatica all’Università di Verona (i suoi interessi spaziano dalla logica matematica e informatica teorica alla genomica computazionale e al calcolo naturale) e Marco Santagata, stimato petrarchista e dantista e romanziere. «Dagli atomi alle cellule, dai protogenomi RNA ai genomi DNA, dall’individuo alla specie, un racconto della nostra storia biologica iniziato quaranta milioni di secoli fa». A parlarne insieme a Mario Cubeddu sarà lo stesso autore, Vincenzo Manca.

Alle 22.30 in Partza de sos ballos lo spettacolo sorprendente tra scultura, scienza, poesia, musica, e scultura in 3D con Jacopo Cardillo, in arte Jago. Scultore italiano contemporaneo noto per il suo approccio innovativo nel lavorare la pietra e in particolare il marmo: scava per scoprire i suoi stati organici e trasformarli in materiali vivi, fatti di carne, muscoli e sangue. Con più di 237 mila follower attivi sulla sua pagina Facebook e oltre 13 milioni di visualizzazioni del documentario a lui dedicatogli da FanPage, Jago condivide la propria arte sui Social in maniera indipendente, per questo motivo da molti viene definito Social artist. Oggi la “Jago Live 3D” sbarca a Seneghe per il Settembre dei Poeti, una rappresentazione teatrale che mostrerà come, attraverso la sofisticata tecnologia, riuscirà a creare una scultura tridimensionale in tempo reale. Yago sarà accompagnato da una scenografia e una timeline musicale che renderanno ancora più emozionante la visione della creazione dell’opera d’arte dal vivo.

Presentazione della XIV edizione

Presentazione della XIV edizione