25 June, 2024
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Spicca il nome di Nils Petter Molvaer nel palinsesto di martedì 13 agosto al festival Time in Jazz, ideato e diretto da Paolo Fresu tra il suo paese natale, Berchidda, e altri centri e località del nord Sardegna, in pieno svolgimento fino a venerdì 16. Il trombettista norvegese è, infatti, il protagonista del concerto in programma in serata sul “palco centrale” del festival, quello allestito in piazza del Popolo, che torna a calcare diciotto anni dopo la sua partecipazione alla memorabile edizione di Time in Jazz dedicata alle trombe, nel 2001. Insieme a lui, al centro dei riflettori a partire dalle 21.30, i tre componenti del suo gruppo: Johan Lindstrøm alla chitarra, Jo Berger Myhre al basso ed Erland Dahlen alla batteria.

Classe 1960, pioniere, profeta e ambasciatore nel mondo delle nuove tendenze del jazz nordico, Nils Petter Molvaer sa come unire generi e stili differenti – jazz, ambient, house, elettronica, hip hop, rock – e rimodellarli con naturalezza in originali paesaggi sonori di profonda intensità, con l’inconfondibile suono della sua tromba: un suono capace di evocare algidi paesaggi polari così come le sabbie roventi del deserto, la folla in movimento o la più completa solitudine; un suono personalissimo, influenzato sia dalla poesia della natura scandinava, sia dall’elettronica, e, ultimo, ma non meno importante, da illustri colleghi come Miles Davis e Jon Hassell. E, ascoltandolo suonare, è facile dimenticare che quello strumento è una tromba.

Ma la musica, domani (martedì 13) come in tutte le giornate di Time in Jazz, comincia già a mezza mattina. Alle 11.00, alla chiesetta campestre di San Bachisio in agro di Telti, ecco dunque il piano solo di Omar Sosa, reduce dal concerto della sera a Berchidda con Yilian Cañizares e Gustavo Ovalles. Poliglotta musicale, capace con la sua arte di unire i continenti, il pianista cubano, nato a Camagüey cinquantaquattro anni fa, si esprime in un linguaggio jazzistico globale, che celebra la diversità delle anime della musica delle Americhe e oltre, coltivando sempre un’intima connessione con le sue radici afrocubane.

Dalla Cuba di Omar Sosa al Brasile di Jaques Morelenbaum, in concerto alle 18.00 nel Convento dei Cappuccini a Ploaghe. Tra i più importanti rappresentanti della musica brasiliana nel mondo, il violoncellista conta una miriade di collaborazioni con artisti di fama internazionale, testimoniate dai tanti dischi in cui risulta di volta in volta arrangiatore, produttore, compositore o strumentista: collaborazioni con grandi musicisti brasiliani come Antonio Carlos Jobim, Caetano Veloso, Gal Costa, Gilberto Gil, Maria Bethania, Chico Buarque, Milton Nascimento, ma anche con altri artisti come la compianta Cesaria Evora, Ryuichi Sakamoto, Sting.

Di rientro a Berchidda, prima del concerto di Nils Petter Molvaer, intorno alle 19.45, parte la consueta parata musicale per le strade del paese della Funky Jazz Orkestra diretta dal trombettista Antonio Meloni; con loro anche i percussionisti Afro Giembe, guidati da Jacopo Cadeddu e Michèle Kramers, nell’ambito del progetto “Babel – Migrant Reloaded”, mirato all’inclusione dei cittadini stranieri attraverso laboratori di espressione artistica e performativa, e l’Armoniciclo, una delle macchine teatrali storiche del mondo visionario della compagnia sassarese Theatre en vol.

E dopo il concerto di Nils Petter Molvaer, ancora musica in piazza del Popolo con il dj set di DJ Rocca.

 

 

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Fa tappa a Mogoro, domani sera (sabato primo agosto), Dromos, il festival organizzato dall’omonima associazione culturale nell’Oristanese, quest’anno alla sua diciassettesima edizione, accoglie nel paese della Marmilla uno tra gli artisti più popolari e socialmente influenti dell’attuale scena musicale brasiliana, Criolo. Il cantante e rapper di San Paolo, che lo scorso inverno ha licenziato il suo terzo album, “Convoque seu Buda”, sarà accompagnato sul palco in piazza del Carmine da Daniel Ganjaman alle tastiere, Guilherme Held alle chitarre, Marcelo Cabral al basso e Sergio Machado alla batteria. Il concerto, con inizio alle 22.00 e biglietto di ingresso a cinque euro, è ospitato dalla 54ª Fiera dell’artigianato artistico e del tappeto della Sardegna.

Figlio della periferia urbana di San Paolo, classe 1975, Kleber Cavalcante Gomes, in arte Criolo, ha fatto irruzione sulla scena musicale brasiliana nel 2011 con l’album “Nó Na Orelha” (tre MTV Awards e miglior album dell’anno per Rolling Stone), conquistando ampia credibilità e molti ammiratori anche tra i suoi colleghi, non ultimi icone come Caetano Veloso, Chico Buarque, Ney Matogrosso e Milton Nascimento. Il singolo “Duas de Cinco”, con un video futuristico ambientato in un’inquietante favela nell’anno 2044, ha anticipato il suo album più recente,”Convoque seu Buda” (“Invoca il tuo Buddha”), con cui Criolo prosegue sulla strada del mix tra rap, afrobeat, samba, brega, reggae, soul, funk fino ad abbracciare la canzone melodica con testi di critica sociale. Impegnato socialmente nella sua comunità, Criolo ha ritagliato nella sua vita anche un tempo da dedicare all’insegnamento, a supporto dei meno abbienti.

Domenica 2 agosto, Dromos chiude il weekend nella sua “casa base” a Oristano (dove ieri – giovedì 30 – sono state inaugurate le tre mostre allestite alla Pinacoteca Comunale) con la prima serata di musica in programma nella città di Eleonora per questa edizione del festival. Protagonista, in piazza Corrias a partire dalle 22.00 (e con ingresso gratuito), il quartetto del suonatore di oud Mauro Sigura, con il suo progetto “The colour identity”: una riuscita combinazione tra suoni, melodie, ritmi della tradizione ottomano-mediterranea e le atmosfere del jazz contemporaneo europeo, impreziosita per l’occasione da un ospite del calibro del trombettista francese Erik Truffaz accanto agli altri membri della formazione guidata dal musicista torinese: Gianfranco Fedele (piano, elettronica), Tancredi Emmi (contrabbasso, effetti) e Alessandro Cau (batteria, sbirofono, elettronica).

E lunedì 3 agosto, il festival resta ancora a Oristano per aprire una settimana densa di impegni con un doppio appuntamento in piazza Corrias: alle 21, una conferenza di Moni Ovadia (“Le belle utopie”), uno degli artisti più rappresentativi della cultura ebraica in Italia, coadiuvato dal musicista e conduttore radiofonico Valerio Corzani che poi, alle 22,30, imbracciati i suoi strumenti  (basso elettrico, electronics, voce) sarà al centro dei riflettori insieme a Stefano Saletti (bouzuki, chitarra elettrica, electronics, voce) per proporre dal vivo (con Erica Scherl al violino e alle tastiere, e Eugenio Saletti alla chitarra elettrica) il progetto “Caracas”, che hanno composto, arrangiato, suonato e prodotto nel recentissimo album omonimo.

Criolo 2014_Caroline Bittencourt  05 (s) Criolo 2014_Caroline Bittencourt  06 (s)