20 October, 2021
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Dopo l’ufficializzazione dell’arrivo del centro Gani Lawal, proveniente da Cantù, la Dinamo resta sul mercato alla ricerca di un nuovo playmaker che sostituisca Darius Johnson Odom (in panchina negli ultimi 15’ del match di martedì in Champions League a Belgrado). Dopo quello di Nate Robinson, è circolato il nome di Jordan Taylor, 26enne statunitense (1.87 m, 89 kg) visto a Roma dal 2012 al 2014 e già in coppia con Lawal nel 2012-13, ma il giocatore è reduce da un’operazione all’anca destra – che lo affliggeva da anni – e la sua disponibilità non è immediata. A questo punto la società guidata dal presidente Stefano Sardara potrebbe anche valutare qualche giocatore in uscita da altri club europei, pronto a subentrare in tempi rapidissimi a Darius Johnson Odom.
Il nuovo arrivato Gani Lawal, intanto, è un centro di 206 centimetri per 106 chilogrammi, americano di nascita ma di passaporto nigeriano, nato a College Park il 7 novembre 1988.

«Sono onorato di fare parte di questo grande club – ha detto Gani Lawal alla vigilia del suo arrivo a Sassari – e non vedo l’ora di lavorare sodo per la città e con i miei nuovi compagni di squadra.»

Dopo i brillanti anni del college, Gani Lawal ha maturato importanti esperienze in NBA ed in alcuni top club europei. Visto in Italia nella stagione 2012-2013 con la Virtus Roma – con cui è stato protagonista assoluto della magnifica stagione capitolina fino alla finale scudetto, poi persa contro la Mens Sana Siena – ha chiuso l’annata come miglior rimbalzista, secondo per stoppate, ottavo per valutazione e secondo per minuti giocati. In 47 partite disputate ha messo a referto 13.7 punti, 8.4 rimbalzi e 1.5 stoppate.

Nel 2013-2014 è stata l’ EA7 Milano a strappare il lungo nigeriano alla concorrenza di diversi team europei: con la maglia dell’Olimpia ha terminato la stagione regolare al primo posto ed ha trionfato nei playoff dando il suo grande contributo nel riportare il tricolore in casa lombarda. Con i biancorossi ha fatto il suo esordio anche in Eurolega, avventura che si è chiusa ai quarti di finale. Nel mese di luglio 2015 è tornato a Milano, dove è rimasto per due mesi ed ha disputato 5 partite di serie A e 3 di Eurolega. Quest’anno ha iniziato la stagione con la Red October Cantù, che ha appena lasciato per raggiungere Sassari e iniziare una nuova sfida in campionato e Champions League con la Dinamo.

Stefano Sardara 33 copia

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Archiviata la grande amarezza per la nuova sconfitta interna subita al fotofinish in Champions League contro il Ludwihsburg, la Dinamo Banco di Sardegna si rituffa in campionato, per affrontare la Vanoli Cremona (PalaSerradimigni, inizio ore 20.30), nell’anticipo della nona giornata della regular season. Cremona sulla carta è avversario pienamente alla portata dei biancoblu di Federico Pasquini, come emerge chiaramente dalla classifica che la vede ultima in solitudine con due soli punti in otto giornate, contro gli otto di Stipcevic e compagni, ma come insegna l’esperienza, non va assolutamente sottovalutato, perché nella A1 italiana le sorprese sono sempre dietro l’angolo se non si affrontano le partite con la giusta concentrazione e la massima determinazione.

«Domani sera andiamo ad affrontare la partita più difficile di questo scorcio di stagione per diverse ragioni – ha detto Federico Pasquini nella consueta conferenza stampa della vigilia -. Anzitutto perché Cremona ha cambiato faccia con l’arrivo di Harris e Carlino, come si è visto nella sfida con Milano, e poi perché ci troviamo in una situazione dove dal punto di vista emotivo arriviamo da tre partite in casa perse all’ultimo tiro e c’è grande voglia di reagire. Dobbiamo essere consapevoli che domani sarà necessario fare un blocco unico dentro e fuori dal campo. Nelle ultime partite casalinghe ho visto un grande pubblico, più del solito, e la squadra ha apprezzato il sostegno dei tifosi durante l’allenamento al Palazzetto all’indomani della sconfitta con Ludwigsburg. Dovremo attaccarci a questo per trovare energie e orgoglio per affrontare un match tutt’altro che semplice.»

Il coach biancoblu è tornato sulla sconfitta subita in Coppa contro i tedeschi del Ludwigsburg. «Sicuramente di aver avuto un approccio troppo morbido, frutto probabilmente di come si era conclusa la sfida precedente. Dal punto di vista mentale sappiamo di dover migliorare quando c’è da chiudere il match, limando dei dettagli che possono essere difensivi o offensivi. Abbiamo tutti giocatori di esperienza e ognuno di noi deve trovare quel click in avanti. Ci vuole grande razionalità da parte nostra per non cambiare il metro di giudizio: un +1 e un -1 ti cambiano tutto dal punto di vista emotivo ma non deve cambiarlo in termini di giudizio generale. Se avessimo perso di 20 avremmo determinate problematiche, con un -1 sappiamo di dover limare dei dettagli. È necessario saper andare oltre lasciandoci alle spalle le partite perse e focalizzandoci sulla sfida successiva in brevissimo tempo».

E ancora sulla Vanoli Cremona. «L’innesto dei due nuovi ha dato energie e ossigeno al gruppo: Paul Harris è un giocatore molto fisico in avvicinamento, ha dato atletismo alla squadra in un reparto dove non ne avevano mentre Matt Carlino può giocare in più ruoli, play e guardia, e ha tanti punti nelle mani. Arriveranno qui con la testa leggera e avranno grande spinta da parte di questi due innesti».

Federico Pasquini, in conclusione di conferenza stampa, ha fatto una battuta anche sulle voci di mercato che si rincorrono da qualche giorno, sottolineando: «Ad oggi non siamo sul mercato».

Nonostante la smentita di Federico Pasquini, continuano a circolare le voci circa movimenti della Dinamo sul mercato. Dopo quello di Nate Robinson, che per il momento avrebbe detto no, ora circola il nome di un altro playmaker, Mike Green, 31 anni, statunitense, attualmente in Turchia, che gradirebbe tornare in Italia, dove ha giocato quattro stagioni, tra Cantù, Barcellona Pozzo di Gotto, Varese e Venezia, e si sarebbe proposto alla società sassarese.

Federico Pasquini 18

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La Dinamo ritorna sul mercato e mette nel mirino l’asso Nate Robinson, 32 anni, playmaker (1.75 m, 84 kg, Washington’05) con alle spalle 10 stagioni NBA (11.0ppg in 618 gare con 8 diverse maglie). Il tre volte campione dello Slam Dunk Contest (All Star Game 2006, 2009 e 2010) aveva chiuso la stagione 2015/2016 all’Hapoel Tel Aviv (16,0ppg e 2,8apg in 14 gare) dopo aver disputato le prime 2 gare della stagione ai New Orleans Pelicans.

La Dinamo ha sottoposto all’atleta statunitense una proposta contrattuale articolata, ma Robinson avrebbe preso tempo, in attesa di esplorare le possibilità di un ritorno in NBA, oppure una collocazione più lucrosa in Cina; in attesa di una risposta positiva del giocatore, profilo similare per propensione offensiva a Darius Johnson Odom (vicino a chiudere con una formazione straniera), il club del presidente Stefano Sardara continua parallelamente la ricerca di un regista puro; considerato Chasson Randle (BDA Sports-MVP), ma fra stipendio e costo del D-league out ai Westchester Knicks, è al momento fuori portata.

Stefano Sardara 33 copia