29 October, 2026
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Cinque giorni di cinema, incontri e contaminazioni tra linguaggi artistici: dall’11 al 15 novembre torna il Carbonia Film Festival. Promossa dal CSC Carbonia della Società Umanitaria, con la direzione artistica di Francesco Giai Via, la manifestazione rinnova il proprio impegno per un cinema capace di interrogare il presente, mettere in relazione storie personali e collettive e trasformare la visione in un’occasione di incontro. Il programma 2026 propone cinque titoli italiani in concorso accompagnati dagli incontri con gli autori: White Lies di Alba Zari, Idda di Irene Dionisio, Balcanica di Nicola Sorcinelli, I figli della scimmia di Tommaso Landucci, e Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti. 
 Fuori concorso, il regista palestinese-siriano Abdallah Al-Khatib presenterà Chronicles from the Siege, e Marco Amenta l’anteprima di Odio gli indifferenti. Torna, come di consueto, l’appuntamento di chiusura tra musica e parole con Dimartino, protagonista di una performance in esclusiva per il festival, accompagnato sul palco da Fabrizio Cammarata. Un’edizione che unisce continuità e innovazione, anche grazie alla nuova identità visiva del festival, affidata all’art direction delle registe Valentina e Nicole Bertani, già vincitrici del festival nel 2025.
 Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito e si terranno tra la Fabbrica del Cinema, all’ombra della Grande Miniera di Serbariu, e il Cine Teatro Centrale, in piazza Roma, con incursioni tra Museo del carbone e il Palazzetto dello sport.

I film in concorso. Il concorso riunisce cinque sguardi del nuovo cinema italiano, tra ricerca intima e personale, il mondo dei più giovani alle prese con difficoltà e salute mentale, legami femminili, migrazioni, disabilità e famiglia. Film diversi per forme e linguaggi, che offrono uno spaccato del nostro paese grazie al lavoro di cinque nuovi autori e autrici tra i più interessanti e significativi del panorama nazionale.
 A inaugurare la presentazione dei titoli (giovedì 12, ore 18.00 in Fabbrica del Cinema) è White Lies di Alba Zari, artista e fotografa al suo esordio nel lungometraggio, che firma un documentario autobiografico: nata all’interno della controversa setta dei Bambini di Dio, Zari cerca di ricostruire la propria infanzia attraverso archivi familiari, fotografie e il confronto con la madre e la nonna. Ne nasce un’indagine sulle omissioni e sulle ferite trasmesse fra generazioni, ma anche sulla possibilità di recuperare la propria identità attraverso le immagini. Secondo titolo in concorso (giovedì 12, ore 21 in Fabbrica del Cinema) Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti, ambientato ad Albinia, in Maremma, alla fine degli anni Novanta. Protagonista è Giovanna, una dodicenne dalla fantasia fuori dal comune che, dopo la misteriosa scomparsa del suo unico amico Mirko, decide di mettersi sulle sue tracce, sfidando le reticenze degli adulti e le regole di un piccolo mondo di provincia. Un racconto di formazione che esplora, con uno sguardo tenero e anticonformista, il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta, impreziosito da irresistibili interventi di animazione realizzati da Zerocalcare.
Si prosegue con Idda, secondo lungometraggio di Irene Dionisio, che arriva a Carbonia (venerdì 13, ore 21.00 in Fabbrica del Cinema) dopo le anteprime al Toronto Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma. Interpretato dalle nuove star del cinema italiano Tecla Insolia e Romana Maggiora Vergano, il film segue due amiche d’infanzia che si ritrovano da adulte per realizzare un vecchio sogno: raggiungere la cima dell’Etna. La rotta migratoria verso l’Europa è invece al centro di Balcanica (sabato 14, ore 18 al Cine Teatro Centrale, esordio nel lungometraggio di Nicola Sorcinelli, vincitore del Premio del Pubblico a Venezia alle Giornate degli Autori. Quando in Afghanistan la musica viene proibita, il direttore d’orchestra Nazar e il figlio Jalil, giovane suonatore di tuba, sono costretti alla fuga. Il loro viaggio lungo la rotta balcanica, verso l’Italia, si intreccia con l’incontro con Greta, una dottoressa italiana interpretata da Matilda De Angelis. Altra opera prima è I figli della scimmia di Tommaso Landucci (sabato 14, ore 21.00 al Cine Teatro Centrale), che vede protagonista Riccardo Scamarcio nei panni di un padre di un bambino con disabilità che sviluppa un legame sempre più forte con il nipote adolescente. Premiato alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, nella sezione Orizzonti, per la sceneggiatura e per l’interpretazione maschile di Scamarcio, il film è il racconto di un conflitto intimo affrontato con delicatezza e profondità.

Fuori concorso: anteprima di “Odio gli indifferenti”, il nuovo film documentario di Marco Amenta dedicato ad Antonio Gramsci.

Nel centenario dell’arresto di Antonio Gramsci da parte del regime fascista, il Carbonia Film Festival (mercoledì 11, ore 21.00in Fabbrica del Cinema) presenta in anteprima Odio gli indifferenti, il nuovo film documentario di Marco Amenta che restituisce un ritratto inedito del grande intellettuale e pensatore politico, indagandone la dimensione più intima e privata. Attraverso le lettere scritte durante gli anni della prigionia, il film ricostruisce i legami con la famiglia, l’amore per la moglie Julca, l’affetto per la madre e i figli, che non potrà più incontrare dopo l’arresto. Un viaggio nella vita e nei pensieri di Gramsci, tra parole, ricordi e immagini evocative che ne restituiscono la profondità umana, oltre la figura storica e politica.

Omaggio al regista palestinese.siriano Abdallah Al-Khtib con la proiezione dei pluripremiati Chronicles from thethe siege e little Palestine, diary of a siege

Ospite internazionale dell’edizione 2026, il regista Abdallah Al-Khatib arriverà a Carbonia (domenica 15, ore 18 al Cine Teatro Centrale) con Chronicles from the Siege, presentato fuori concorso. L’opera, premiata all’ultimo festival di Berlino quale migliore opera prima, intreccia le vite di persone comuni in una città sotto assedio, costrette a compiere scelte estreme per sopravvivere. Attraverso una narrazione corale, il film mette al centro l’esperienza umana della guerra e le contraddizioni che attraversano la quotidianità quando ogni gesto può diventare decisivo. L’omaggio comprenderà anche una proiezione del documentario Little Palestine, Diary of a Siege, uno dei film più significativi degli ultimi anni dedicato alla questione palestinese. Il film e la presenza del regista confermano l’importanza per il festival di uno sguardo verso i conflitti che agitano il Medio Oriente.

DiMartino: i luoghi che ci portiamo dentro

Nel segno di un dialogo tra il cinema e le altre arti, il Carbonia Film Festival propone anche per l’edizione 2026 una serata di chiusura speciale che vedrà Dimartino protagonista di uno spettacolo tra musica e parole insieme a Fabrizio Cammarata (domenica 15, dalle 21 al Cine Teatro Centrale). Cantautore e autore tra le voci più riconoscibili della scena italiana, dopo i successi condivisi con Colapesce, da Musica leggerissima a Splash, e il percorso che lo ha portato anche al cinema con La primavera della mia vita, torna nel 2026 alla dimensione solista con L’improbabile piena dell’Oreto, il quinto album di studio, pubblicato a maggio a sette anni di distanza da Afrodite. Dimartino sarà ospite del CFF, accompagnato dal cantautore palermitano Fabrizio Cammarata, per I luoghi che ci portiamo dentro, un evento speciale capace di mettere al centro il racconto e l’ascolto, in dialogo con il direttore artistico del festival, Francesco Giai Via.

La nuova identità visiva di CFF 2026

L’edizione 2026 segna anche un nuovo capitolo dell’identità visiva del Carbonia Film Festival. L’art direction è affidata a Valentina e Nicole Bertani, che hanno scelto Tommaso Buldini per realizzare il manifesto e Robotina per trasformarne l’universo in una sigla animata, accompagnata dalla musica di Angus Bit.
 Nel manifesto di Buldini, Carbonia diventa un paesaggio sotterraneo e fantastico: minatori-goblin attraversano tunnel misteriosi, mentre sopra di loro una sala cinematografica si riempie di creature psichedeliche e sullo schermo appare un omaggio a Ingmar Bergman. È una visione che unisce la memoria della città mineraria a un immaginario pittorico surreale. Yassmin Yaghmai e Sara Taigher raccolgono e compongono le animazioni create da Buldini, curando il montaggio e la title animation: Robotina riassembla l’immaginario del manifesto e dà vita a un vero e proprio racconto in movimento, con musiche tratte dal brano Zizzimureddu di Angus Bit, per il sound design di Lorenzo Confetta.

Murale e arte pubblica

Dopo il successo del murale realizzato da Camilla Falsini in occasione del Carbonia Film Festival 2025, anche quest’anno si è deciso di realizzare un’opera muraria con la finalità di rafforzare, anche visivamente, la connessione della manifestazione con la città che la ospita e le dà il nome, oltre a valorizzare e riqualificare la parete frontale della biglietteria all’ingresso del Palazzetto dello Sport di Carbonia. L’opera sarà realizzata da Emanuele Boi, in arte Skan, utilizzando immagini tratte dal catalogo Carbonia in chiaroscuro (Envisual 2002), i cui fondi sono custoditi presso la Sezione di Storia Locale – S.B.I.S. Taglio del nastro mercoledì 11 novembre a partire dalle 10.00. Skan è un artista visivo e street artist noto per aver realizzato numerosi interventi sia sul territorio regionale sardo, sia in diverse località italiane. La sua ricerca artistica ruota attorno alla rappresentazione della figura umana, con una particolare attenzione al volto, inteso come espressione di memoria, identità e vissuto emotivo. Mediante l’impiego di frammentazioni, sovrapposizioni e distorsioni formali, l’artista indaga la sfera interiore dell’essere umano e le dinamiche più profonde dell’inconscio, componendo immagini di forte impatto visivo ed emotivo, capaci di suscitare riflessioni e suggestioni.

Sguardi Plurali

Mercoledì 11 novembre alle 18.00, al Museo del Carbone nella Grande Miniera di Serbariu, inaugura la terza edizione di Sguardi Plurali sull’Italia Plurale, mostra fotografica dedicata a giovani autori e autrici under 35 di seconda generazione o con background migratorio. Il concorso nazionale ha coinvolto 23 fotografe e fotografi, invitati a raccontare l’Italia contemporanea da prospettive capaci di mettere in discussione narrazioni dominanti e stereotipi. La mostra presenta il progetto vincitore Grana Beldia di Ariman Scriba, fotografa italiana di origini marocchine, accanto a Intreccio di Davide Abbas Pour e Mare di Ricardo Aleodor Venturi. Sono inoltre presenti, attraverso due installazioni, i lavori delle menzioni speciali Shuai Peng con Paesaggio Nostrano e Jasmin Barri con Alf Mabrook. Nel loro insieme, le opere intrecciano esperienze personali, memorie familiari e riferimenti culturali plurali, usando la fotografia come strumento di autorappresentazione e di negoziazione dell’identità.
Sguardi Plurali è promosso dal CSC Carbonia della Società Umanitaria – La Fabbrica del Cinema, Memory Lab – Centro di ricerca del Dipartimento di Storia Cultura e Civiltà dell’Università di Bologna e FIERI, in collaborazione con ARCI nazionale e Associazione Zona. La nuova identità grafica è curata da Lilia Di Bella; l’allestimento ha potuto contare sulla consulenza curatoriale di Andrea Tinterri e Marco Trulli.

Amoramnesia, Video mapping e memoria visiva

Venerdì 13 novembre alle 18 il Festival presenta Amoramnesia, installazione audiovisiva del regista e compositore Giorgio Ferrero, realizzata con Rodolfo Mongitore alle musiche e Carlo Cagnasso al video, prodotta da MYBOSSWAS per il Carbonia Film Festival, in occasione dei 60 anni della Cineteca Sarda. A partire da una domanda pronunciata da Eleonora Duse in Cenere, unico film dell’attrice tratto dall’opera di Grazia Deledda, l’installazione riflette sull’impermanenza dell’amore, sulla fragilità delle immagini e sulla capacità della memoria di generare significato attraverso ciò che perde. Materiali tratti da film conservati negli archivi della Società Umanitaria, tra cui Cenere e Cainà, diventano materia di una metamorfosi visiva: gesti e corpi si sovrappongono, le temporalità si confondono, le immagini si frammentano e si dissolvono. Il deterioramento non è soltanto perdita, ma occasione per interrogare ciò che resta quando la forma originaria non è più riconoscibile. Giorgio Ferrero è regista, compositore e artista visivo, autore di installazioni presentate in musei e istituzioni internazionali e socio fondatore dello studio multidisciplinare MYBOSSWAS. Rodolfo Mongitore è compositore, musicista e sound designer, attivo tra cinema, teatro e installazioni multimediali. Fondata a Torino nel 2011, MYBOSSWAS è uno studio creativo e una casa di produzione cinematografica che lavora tra cinema, arte, installazioni audiovisive e progetti transmediali.

Interzone, musica e visioni

Venerdì 13 novembre, al termine della proiezione delle 21, in piazza Roma, Tommaso Buldini presenta Interzone, spettacolo di musica elettronica dal vivo, onirica e psichedelica. Le proiezioni delle sue creature animate prendono vita sul set suonato dall’artista, accompagnando poesie e storie strampalate e ossessive in una discesa lisergica negli abissi interiori. Pittore e videoanimatore, Buldini ha esposto in città e gallerie internazionali. Nel 2021 ha vinto il premio per il miglior videoclip indipendente con Luna Araba di Colapesce Dimartino feat. Carmen Consoli; dal 2023 sviluppa progetti sperimentali in cui dà una dimensione sonora al proprio immaginario visivo.

Spazio Sardegna

Venerdì 13 novembre alle 18.45, al Cine-Teatro Centrale, Spazio Sardegna propone tre opere che attraversano identità, memoria e paesaggio. In programma gli incontri con autrici e autori: Alessandra Atzori, Vittoria Soddu e Andrea Mura. Doppia Pupilla di Alessandra Atzori e Milena Tipaldo (Collettivo MIRA, Italia, 2025, 30’) segue cinque giovani a Nuoro sulle tracce di Cosima di Grazia Deledda e riflette sul desiderio di partire, sulla possibilità di scegliere chi diventare e sul significato della parola casa. Una die de pitzinnia di Vittoria Soddu (Italia, 2026, 20’) ricostruisce, attraverso le voci di familiari e amici e materiali d’archivio, il legame tra l’artista Costantino Nivola e il paese natale di Orani. Il film recupera anche immagini girate da Nivola nei primi anni Cinquanta, nel giardino di Long Island e durante il primo ritorno in Sardegna dopo la guerra. Il primo suono di Andrea Mura (Italia, 2026, 20’) racconta un musicista e costruttore che, convivendo con una malattia degenerativa, trasforma legno, ferro e dolore in suono, cercando nell’ascolto della natura e nella disobbedienza creativa una voce segreta delle cose.

Djset con Nando Campesi

Sabato 14 novembre alle 23.30, al Caffè Impero, è in programma il dj set di Nando Campesi. Attivo dietro la consolle dal 1985, Campesi è diventato nei primi anni Novanta un punto di riferimento della club culture del sud Sardegna. Nei suoi set, rigorosamente in vinile, intreccia radici della black music e dell’hip hop più ricercato con suoni dance e new wave degli anni Settanta e Ottanta e suggestioni nostalgiche degli anni Novanta.

Documentary school & Rolling Stones

Domenica 15 novembre alle 16.00 saranno presentati al pubblico i cortometraggi delle studentesse e degli studenti della Documentary School, il programma di formazione dell’Università degli Studi di Cagliari in corso a Carbonia durante i giorni del festival. Il progetto è promosso dall’Università degli Studi di Cagliari, Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, di AUSI e della Fondazione Umanitaria Sardegna, in partnership con il Carbonia Film Festival. A impreziosire il pomeriggio anche il teaser di Rolling Dreams. Una squadra, una città, l’omaggio al Carbonia Calcio firmato da Karim Galici, che ripercorre i momenti più significativi della storia della squadra cittadina, dalle stagioni gloriose in cui si è sfiorata la serie B, alle crisi, alla rinascita.

Premiazioni

Domenica 15 novembre, a partire dalle 21.00, spazio alle premiazioni di questa edizione. I film competeranno per il “Premio del pubblico concorso CFF”, assegnato dal pubblico in sala per un valore di 1.500 euro; e per il “Premio Ucca Carbonia Cinema Giovani”, offerto dal festival in collaborazione con l’Unione Circoli Cinematografici Arci, per un valore di 1.000 euro. Una collaborazione che sancisce la condivisione con il festival dell’impegno nella promozione della cultura cinematografica e della formazione di nuovi pubblici. Anche quest’anno, infatti, il festival conferma il legame con il tessuto formativo e culturale del territorio, grazie alla partnership con il corso magistrale in produzione multimediale di cinema, organizzato e promosso dall’Università di Cagliari. Un gruppo di studenti e studentesse del corso parteciperà infatti a Carbonia Cinema Giovani, il programma di formazione del festival, assegnando un premio e seguendo un programma di masterclass appositamente pensato per loro. Dal 2025, in occasione della decima edizione, il Carbonia Film Festival ha inoltre istituito il Premio Città di Carbonia. Il riconoscimento viene conferito congiuntamente dal festival e dall’amministrazione comunale di Carbonia a una personalità del cinema il cui percorso artistico e personale ha saputo coniugare consapevolezza, visione e un legame profondo con la realtà e il territorio. Lo scorso anno è stato assegnato al regista Salvatore Mereu; nei prossimi giorni verrà annunciata la personalità a cui verrà conferito per questa edizione.

CFF Scuole

Sullo stesso solco (promozione della cultura cinematografica e della formazione di nuovi pubblici) interviene il progetto CFF Scuole, il programma di proiezioni e incontri rivolto alle scuole del territorio. Giovedì 12 novembre, a partire dalle 10 in Fabbrica del Cinema, appuntamento con Marco Amenta per la proiezione di Odio gli indifferenti. Venerdì 13 novembre protagonisti Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti per Caro mondo crudele. Giornata conclusiva, sabato 14 al Cine Teatro Centrale, con la proiezione di Balcanica.

Carbonia razionalista

Domenica 15 novembre alle 10.30 è in programma una visita guidata alla Città di Fondazione, parte del CIAM – Carbonia Itinerari di Architettura Moderna, a cura di SIMUC (Sistema museale Carbonia). Il percorso attraversa il tessuto urbano e, attraverso soste nei principali edifici pubblici e nelle opere di artisti locali e della penisola, racconta le vicende della fondazione della città e i suoi progettisti. La visita partirà alle 10.30 da piazza Roma, con ritrovo sotto la Torre, e durerà circa due ore. Per info e prenotazioni: museicarbonia@gmail.com, 0781 186 0812, +39 340 268 9043.

Spazio Food&Drinks: gusto locale, spirito conviviale

La proposta di cibo e ristoro del Carbonia Film Festival, un meeting point informale in cui il pubblico potrà, tra un film e l’altro, mangiare e bere un drink, conversare con gli ospiti e ascoltare buona musica. Ad animare questi momenti saranno Momy, ottimo street food sardo con proposte vegane e vegetariane, e Caffè Im…Pero. Tutti i giorni alla Fabbrica del Cinema e in piazza Roma.

Paolo Serra, direttore dei Centri Servizi Culturali della Società Umanitaria in Sardegna: «Che cosa rende peculiare un festival cinematografico come il Carbonia Film Festival? Fin dalla sua prima edizione del 1999, svoltasi sotto una diversa denominazione, la manifestazione ha saputo coniugare una pluralità di fattori che trasformano la longevità in un autentico valore. Tra questi spicca anzitutto la stretta relazione con il territorio: il legame con la comunità locale si è fatto così profondo da indurre i cittadini a riconoscere l’evento come una componente essenziale del proprio orgoglio culturale. L’edizione 2026 rappresenta, in tal senso, l’esito più maturo di un percorso progettuale ormai consolidato, riconducibile in larga misura alla crescente attenzione che la Regione Autonoma della Sardegna, per il tramite dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali, riserva ai Centri di Servizi Culturali isolani e, in particolare, al presidio di Carbonia. Nelle cinque giornate in programma, il dispositivo cinematografico sarà nuovamente assunto come strumento ermeneutico d’elezione: mezzo per indagare il reale, interpretare la congiuntura storica attuale e affrontare questioni controverse, in dialogo con momenti di elevato spessore artistico e culturale. La pluralità degli eventi collaterali concorre inoltre a delineare un’esperienza urbana inclusiva, volta a riscoprire il valore della visione collettiva».

Moreno Pilloni, Direttore del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria: «Il Carbonia Film Festival è il risultato di un percorso che negli anni ha consolidato una precisa identità culturale, costruendo relazioni con il panorama cinematografico nazionale e mantenendo un legame profondo con la città e il territorio. È la dimostrazione di come un progetto culturale radicato localmente possa aprirsi a un confronto più ampio e generare nuove opportunità. Come Centro Servizi Culturali, lavoriamo affinché il Festival sia non soltanto una rassegna cinematografica, ma uno spazio di incontro, scoperta e partecipazione, capace di avvicinare pubblici diversi al cinema contemporaneo e di offrire soprattutto ai giovani occasioni di formazione e confronto. Crediamo che la cultura possa contribuire concretamente alla vitalità del territorio, favorendo collaborazioni, sostenendo le attività locali e rafforzando l’attrattività di Carbonia e del SulcisIglesiente. Il nostro impegno è continuare a far crescere il Festival, valorizzandone l’identità e sviluppandone le potenzialità come occasione di crescita culturale e sociale per l’intera comunità».

Francesco Giai Via, direttore artistico Carbonia Film Festival: «Guardare il mondo da Carbonia significa partire da un luogo preciso per interrogare ciò che ci riguarda tutti. Il programma 2026 attraversa nuovamente confini e appartenenze, memorie familiari e collettive, conflitti che entrano nella vita quotidiana e desideri di cambiamento. Il cinema ci porta dentro queste tensioni, avvicina esperienze lontane e ci invita a riconoscere la complessità di quelle più vicine. In una città segnata dal lavoro e dalle migrazioni, le immagini trovano altre storie con cui dialogare e nuove domande da condividere. È in questo incontro fra la dimensione locale e quella globale che il festival rinnova il suo senso: uno spazio aperto in cui guardare, ascoltare, partecipare».

Ilaria Portas, assessora pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport Regione Autonoma della Sardegna:
«Il Carbonia Film Festival si conferma una delle realtà più vivaci e significative del panorama culturale della nostra isola. Come Regione e come assessorato Cultura e Spettacolo riteniamo fondamentale sostenere iniziative che sappiano coniugare la qualità dell’offerta artistica con un forte radicamento territoriale. Questo festival non soltanto valorizza la memoria storica e la specificità del paesaggio del Sulcis, ma trasforma il territorio in un laboratorio di idee e di formazione attiva per le giovani generazioni. Attraverso il coinvolgimento delle scuole, delle università e il sostegno al cinema d’autore, il Carbonia Film Festival dimostra quanto la cultura sia una risorsa preziosa per la crescita, l’inclusione e il riscatto per le nostre comunità».

Pietro Morittu, sindaco di Carbonia, e Giorgia Meli, assessora della Cultura, Sport, Spettacolo, Patrimonio, Decentramento:
«Il Carbonia Film Festival rappresenta un’importante occasione per arricchire la vita culturale della nostra città, favorendo l’incontro tra persone, storie e sensibilità diverse. Attraverso il cinema, le proiezioni e gli appuntamenti in programma, Carbonia si apre al confronto e alla partecipazione, offrendo ai cittadini nuove opportunità di conoscenza e condivisione. Ringraziamo la Società Umanitaria per l’impegno e la dedizione con cui porta avanti un progetto di grande valore, capace di coinvolgere la comunità e di far conoscere la città anche oltre i confini del territorio. Sostenere iniziative come questa significa investire nella cultura e contribuire alla crescita e alla vitalità di Carbonia».

“Carbonia Film Festival” è organizzato dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria – La Fabbrica del Cinema, su fondi cineportuali della Regione Autonoma della Sardegna (L.R. 28 dicembre 2018 n.48, art.11 comma 26), insieme al Comune di Carbonia, 
 in collaborazione con Ucca – Unione Circoli Cinematografici Arci, il corso di Laurea Magistrale in Produzione Multimediale dell’Università degli Studi di Cagliari, il Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis e la Cooperativa Progetto S.C.I.L.A., Fondazione Umanitaria Sardegna, CSC Cagliari della Società Umanitaria – Cineteca Sarda, CICC – Centro Italiano della cultura del carbone, SIMUC – Sistema Museale di Carbonia, Il Calderone APS. Sponsor tecnologico Medianet Info e contatti Tel. +39 0781 67 15 27 info@carboniafilmfest.org carboniafilmfest.org www.facebook.com/CarboniaFilmFestival www.instagram.com/carboniaff Ufficio stampa nazionale Studio Sottocorno – Delia Parodo delia.p@sottocorno.it +39 3204048063 Ufficio stampa per la Sardegna Nicola Muscas muscasnicola@gmail.com +39 347 568 4450