14 June, 2024
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Ogni anno, nella notte di Halloween, tantissime zucche prendono vita e, tra ragni e ragnatele, alberi dai rami rinsecchiti e cancelli cigolanti, accompagnano i bambini davanti alle porte delle case alla ricerca di dolcetti da sgranocchiare.

Tre di queste zucche, Kinki, Pumpy e Umky, il 31 ottobre, al Teatro dei Bambini del Parco di Monteclaro (spettacoli alle 16.30 e alle 18.30), si soffermeranno a raccontare una storia molto particolare: Stingy Jack – la vera storia di Halloween, prodotto dalla compagnia “Artisti Fuori Posto”, con il patrocinio della Città Metropolitana di Cagliari. Il testo, ideato da Alessandro Pani e Fabio Sanna, scritto e diretto da Alessandro Pani con l’aiuto regia di Filippo Salaris, racconta la storia di Jack detto “Jack lo spilorcio” ovvero Stingy Jack!

Jack era un fabbro irlandese che nella vita non aveva mai combinato niente di buono e trascorreva tutte le sue giornate nella locanda. Non potendo pagare l’oste scende a patti con il diavolo ma in cambio di cosa? Niente poco di meno che… della sua anima!

Come continua la storia? Non ci resta che vedere in scena gli attori Alessandro Redegoso e Marco Secchi, diretti dal regista Alessandro Pani ed assistiti da Filippo Salaris che, con le sue videoproiezioni, animerà le zucche, realizzate da Alessandra Lecis, che racconteranno la storia ai bambini grazie alle voci di Piero Murenu, Alessandro Pani e Filippo Salaris. Inoltre le scenografie, disegnate e realizzate da Romeo Pani, si trasformeranno magicamente davanti agli occhi degli spettatori.

Lo spettacolo Stingy Jack – la vera storia di Halloween, ci parlerà delle origini di una festa che non è solo una festività commerciale americana, ma una ricorrenza che affonda le sue radici anche nella tradizione sarda con Is Animeddas (o is Panixeddas), Su Prugadoriu o Su mortu mortu, tradizioni antichissime in cui i bambini si recano di casa in casa per chiedere di fare del bene per le anime dei morti attraverso richieste di doni.

Halloween non è quindi solo una festa importata, ma probabilmente un modo per riscoprire un evento che già nella nostra isola veniva celebrato, legato ormai ad una tradizione cristiana piuttosto che ad una celebrazione tribale o pagana, permettendoci così non di integrare nella nostra cultura qualcosa di estraneo ma di riscoprire tradizioni strettamente connesse alle nostre radici.

L’antico borgo di Desulo, a quasi 900 metri d’altezza, ricco di fascino della natura e di tradizioni secolari, circondato da boschi che si trasformano ad ogni stagione e che regala da sempre degli scorci immutati nel tempo, quest’anno ospiterà anche il I festival “Teatri della montagna” dal 19 al 25 agosto. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Desulo e dalla Comunità montana del Gennargentu-Mandrolisai e organizzata dalla compagnia teatrale Artisti Fuori Posto, porterà nell’affascinante borgo diverse iniziative tra spettacoli e laboratori gratuiti. Apriranno il festival proprio i percorsi di formazione dedicati ai più piccoli, “Palco giochi” laboratorio di teatro per i bambini fino ai 10 anni condotto sapientemente da Piero Murenu e Sergio Cugusi, e “Cinelab” un percorso di cinema dedicato agli adolescenti che si cimenteranno con la macchina da presa. Spazio anche agli adulti con “Play T” un workshop di teatro dove i partecipanti si cimenteranno in divertenti improvvisazioni. Dal 23 agosto sarà il turno degli spettacoli teatrali che andranno in scena nella suggestiva Piazza Sant’Antonio. Il 23 agosto alle 21.00 vedremo sul palco gli attori Alessandro Pani e Filippo Salaris con lo spettacolo di cabaret “Hard on – guida galattica per rimorchiare”. Il 24 agosto, sempre alle 21.00, saranno invece ospiti Francesca Saba e Matteo Sau con il loro spettacolo dedicato alle donne “Senza Zucchero”. Chiudono il festival il 25 agosto alle ore 19.00 gli attori Ivano Cugia, Andrea Gandini e Eliana Carrus con lo spettacolo per ragazzi “Alla ricerca dei nuragici” della compagnia Origamundi.

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Un bunker antiatomico chiuso ermeticamente e tre uomini, due americani e un messicano, intrappolati da giorni senza la possibilità di uscire e senza scorte di cibo. Questi sono gli ingredienti principali di Tipping Point, la nuova produzione targata Artisti Fuori Posto, che debutterà domenica 26 Maggio al Teatro Sant’Eulalia (Vico Collegio 2, Cagliari) e chiuderà la rassegna Teatro in Castello e Marina.

Lo spettacolo, scritto da Piero Murenu e da lui interpretato insieme a Filippo Salaris ed Alessandro Pani, strizza l’occhio al teatro dell’assurdo, facendo suoi temi cari a Eugène Ionesco, Sławomir Mrożek e, precedentemente, ad Alfred Jarry, rielaborandoli e trasportandoli in un luogo-non-luogo che riflette in maniera grottesca l’animo umano e la ciclicità degli eventi.

Negli  Stati Uniti del 1962, in piena crisi dei missili di Cuba, i tre uomini rimasti intrappolati nel rifugio anti-atomico rivelano la loro vera natura quando i viveri cominciano a scarseggiare, lasciando che la fame e la follia li avvolgano e prendano il sopravvento sulle regole costituite, sulle gerarchie e sull’essenza stessa dell’Umanità, sovvertendo così ogni ordine morale e naturale. La regola per sopravvivere sarà la sopraffazione del più debole, e tutto è molto più semplice e legittimabile se il più debole è identificabile come un diverso o una minoranza o, in questo caso specifico, un immigrato clandestino.

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Un bunker antiatomico chiuso ermeticamente e tre uomini, due americani e un messicano,  intrappolati da giorni senza la possibilità di uscire e senza scorte di cibo. Questi sono gli ingredienti principali di Tipping Point, la nuova produzione targata Artisti Fuori Posto, che debutterà domenica 26 Maggio al Teatro Sant’Eulalia (Vico Collegio 2, Cagliari) e chiuderà la rassegna Teatro in Castello e Marina.

Lo spettacolo, scritto da Piero Murenu e da lui interpretato insieme a Filippo Salaris e Alessandro Pani, strizza l’occhio al teatro dell’assurdo, facendo suoi temi cari a Eugène Ionesco, Sławomir Mrożek e, precedentemente, ad Alfred Jarry, rielaborandoli e trasportandoli in un luogo-non-luogo che riflette in maniera grottesca l’animo umano e la ciclicità degli eventi.

Negli  Stati Uniti del 1962, in piena crisi dei missili di Cuba, i tre uomini rimasti intrappolati nel rifugio anti-atomico rivelano la loro vera natura quando i viveri cominciano a scarseggiare, lasciando che la fame e la follia li avvolgano e prendano il sopravvento sulle regole costituite, sulle gerarchie e sull’essenza stessa dell’Umanità, sovvertendo così ogni ordine morale e naturale. La regola per sopravvivere sarà la sopraffazione del più debole, e tutto è molto più semplice e legittimabile se il più debole è identificabile come un diverso o una minoranza o, in questo caso specifico, un immigrato clandestino.

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Il rimorchio è un’arte e, come ogni arte, anche questa ha bisogno di maestri che svelino le tecniche segrete che vengono tramandate di generazione in generazione. Dopo aver dispensato per anni le loro mosse migliori i due guru del rimorchio targati Artisti Fuori Posto tornano in scena, il 2 e 3 marzo (entrambi i giorni alle ore 18.30 e alle 20.30) agli Intrepidi Monelli, in viale Sant’Avendrace 100, a Cagliari, per rivelare i segreti del rimorchio online.

A distanza di sei anni dal primo spettacolo “Hard on: Guida galattica per rimorchiare”, che ha visto centinaia di spettatori partecipare alle divertenti gag (sia live che in video) di Alessandro Pani e Filippo Salaris, nei panni dei due maestri di seduzione che hanno insegnato al pubblico presente in sala come “rimorchiare” con facilità, il nuovo “Hard on”, per l’appunto Reloaded, analizza la seduzione ai tempi della rete: il “rimorchio 2.0”.

La maggior parte di voi ne possiede uno. C’è chi ce l’ha piccolo e chi l’ha più grosso, ma una cosa è sicura: non lo avete ancora usato al massimo delle sue potenzialità” e l’unico modo di imparare è essere presenti e attenti perché i veri maestri non amano ripetersi. Tra chat piccanti, collegamenti in diretta, richieste d’amicizia, video illustrativi e realtà virtuale tutti saranno chiamati in causa, sia uomini che donne, e tutti dovranno imparare a sfoggiare il proprio sex appeal nel mondo digitale.

Ad accompagnare in video i due attori saranno presenti anche Sergio Cugusi, Piero Murenu e Francesca Saba, mentre le luci saranno a cura di Ivano Cugia.

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E’ la sera del 30 ottobre 1938, sono le ore 19.57. Siamo nello Studio Uno della CBS a Manhattan, dove i cartoni dei caffè da asporto ed i resti dei pasti consumati prima della prova generale sono disseminati ovunque. Orson Welles ed i suoi collaboratori stanno per andare in onda con il radiodramma “War of Worlds”. C’è un’elettricità nell’aria, un’atmosfera speciale riservata a quei momenti che precedono l’apertura del sipario.

Ottanta anni dopo, più precisamente domenica 18 novembre, alle 20.00, quel sipario si aprirà nuovamente allo Spazio Kairòs (via Martini 23, a Cagliari) e gli Artisti Fuori Posto, Sergio Cugusi, Piero Murenu, Alessandro Pani e Filippo Salaris, come Welles fece nel ‘38, racconteranno ai microfoni le vicende narrate nel racconto “La guerra dei mondi” di H.G. Welles.

Nel 1938 la trasmissione di Orson Welles, che i giornalisti definirono “da panico”, suscitò grande scalpore e diversi ascoltatori sintonizzati sulla CBS quella sera, credettero realmente che gli alieni fossero sbarcati nel New Jersey.

Sicuramente, a 80 anni di distanza, nessuno degli spettatori potrà credere che realmente stia avvenendo un’invasione aliena ma, grazie ad una benda che ogni spettatore dovrà mettere sugli occhi ed alla qualità degli effetti in Dolby Surround, sarà possibile riscoprire la magia del radiodramma a teatro in chiave moderna. In questa maniera, tutti potranno calarsi nelle vicende narrate e tornare nella cittadina di Grovers Mill, nel New Jersey in compagnia dell’inviato Carl Phillips che racconterà loro ogni dettaglio di quello strano “meteorite” proveniente dal pianeta Marte.