19 May, 2024
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«La rete regionale di giardini fenologici che la Sardegna sta realizzando a partire da Sorradile e che si estenderà anche a Desulo e Tissi, fornirà un significativo apporto nelle azioni di contrasto al mutamento climatico: un vero e proprio strumento di monitoraggio dei fenomeni meteoclimatici grazie ai dati che verranno raccolti nel tempo dall’analisi dello sviluppo vegetativo. Con la nascita del “Giardino fenologico europeo” di Sorradile, infatti, stiamo gettando le basi per un significativo contributo all’intera rete europea e per una migliore qualità di vita della popolazione residente.»

Lo ha detto l’assessora della Difesa dell’ambiente Donatella Spano, intervenendo ieri alla presentazione del progetto ‘Cultivar’ per la realizzazione del Giardino fenologico, organizzato dal Comune di Sorradile in collaborazione con Arpas, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna.

La rete regionale, che partirà da Sorradile con la preziosa collaborazione dell’Arpas, risulta composta da giardini localizzati in contesti territoriali rappresentativi distinti, uno in pianura uno in collina e l’altro in montagna.

«Il costante monitoraggio previsto nella rete ci permetterà anche di tenere sotto controllo le minacce derivanti dalle specie aliene invasive e dall’incremento di patogeni – ha aggiunto Donatella Spano -. L’attività di raccolta dati realizzata dall’Arpas consentirà la precoce individuazione delle emergenze, dei rischi di espansione e la pianificazione di interventi correttivi in tempi rapidi.»

A causa della vulnerabilità di tutta l’area mediterranea, la Regione ha rafforzato tutte le politiche di contrasto ai mutamenti climatici.

«Durante il mio mandato – ha sottolineato ancora l’assessore Donatella Spano – è sempre stato fortissimo l’impegno delle politiche regionali per la tutela della biodiversità, attraverso azioni mirate al mantenimento e la valorizzazione del patrimonio boschivo – rilanciato anche dalla legge forestale regionale – e all’estensione della rete Natura 2000. Il Mediterraneo è tra le regioni più vulnerabili per gli impatti dell’aumento delle temperature, con ripercussioni su siccità e incendi, e per la crescita dell’intensità e frequenza degli eventi meteorologici estremi che la nostra isola ha registrato specialmente negli ultimi anni, come nel caso della grave siccità del 2017 e dei fenomeni alluvionali dei mesi scorsi.»

L’assessore dell’Ambiente si è congratulata con il sindaco Pietro Arca e con la comunità di Sorradile, «un Comune pioniere nel portare avanti dei progetti dall’alto valore ambientale e primo in Sardegna ad essersi dotato di un proprio Piano di adattamento ai cambiamenti climatici, a marzo 2017». L’intervento di rigenerazione del paesaggio del Lago Omodeo può dare un contributo essenziale anche alla fruizione turistico-ricreativa del territorio.

«Plauso al comune di Sorradile per aver inserito i temi ambientali e climatici nella progettazione territoriale. Inoltre il turismo attivo costituisce anche una modalità di educazione ambientale, la più efficace poiché basata sull’esperienza.» 

Vediamo come nuove modalità di occuparsi della sostenibilità ambientale dei nostri territori costituiscano occasione per la creazione di nuove opportunità lavorative unendo l’educazione ambientale, la fruizione e la ricerca.

«I cosiddetti green jobs necessitano di un nuovo tipo di formazione che richiede capacità nuove, legate all’ambiente e alla sostenibilità ambientale. Per questo stiamo chiedendo con forza al ministro dell’Ambiente affinché intervenga assieme al ministro della Pubblica Istruzione e del Lavoro per adeguare il sistema scolastico a questa necessità – ha concluso l’assessore dell’Ambiente – invitando gli amministratori presenti a dare continuità alle azioni intraprese, che potranno essere valorizzante anche a livello internazionale grazie all’inserimento nella rete fenologica europea.»

 

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«Con il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici e l’adesione al Patto dei sindaci per il clima e l’energia, Sorradile si è distinta per la propria azione pionieristica a livello regionale e sono fiduciosa che quanto fatto da un comune così piccolo sia di buon esempio per tutti i comuni della Sardegna.»

Con queste parole l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano è intervenuta oggi a Sorradile alla presentazione del primo Bilancio Ambientale realizzato dall’Amministrazione comunale. I lavori sono stati introdotti dal sindaco Pietro Arca, presente anche il consigliere regionale Antonio Solinas.

«Quando parliamo di bilancio ambientale stiamo parlando di fare i conti con l’ambiente, che significa dare un valore, anche economico, al bene e ai servizi ambientali così i cittadini ne hanno una percezione chiara e la comunità viene chiamata ad aiutare l’amministrazione a difendere questo valore. Anche la Regione fa la sua parte – ha concluso Donatella Spano – sostenendo i comuni virtuosi come Sorradile in termini premiali, come ad esempio viene fatto per la raccolta differenziata dei rifiuti: questo meccanismo deve essere applicato a tutti i settori – ha concluso la titolare della Difesa dell’Ambiente.»

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Insularità’: una battaglia talmente forte che sfonda anche ad agosto. La Sardegna si unisce intorno alla bandiera del principio di insularità! 

Mentre crescono le adesioni di importanti personalità al Comitato Scientifico, parte con il botto anche il comitato degli amministratori: sono già scesi in campo 70 sindaci, con oltre 300 tra consiglieri ed assessori, pronti a mettere a ferro e fuoco la Sardegna per ottenere ciò che ci spetta di diritto!

L’iniziativa referendaria per l’inserimento del principio dell’insularita in Costituzione, lanciata soltanto da una settimana, trova dunque spazi crescenti.

Tra i sindaci hanno aderito Andrea Lutzu (sindaco di Oristano), Roberto Ragnedda (Arzachena), Giorgio Alimonda (Portoscuso), Ivan Mameli (Barisardo), Roberto Uda (sindaco di Loceri), Diego Loi (Santu Lussurgiu), Antonio Cappai (Guamaggiore), Paola Secci (Sestu), Flavia Loche (Tonara), Tomaso Locci (Monserrato), Giusepppe Fasolino (Golfo Aranci), Massimo D’Agostino (Bonorva), Massimo Cannas (Tortolì), Antonello Figus (Santa Giusta), Marco Falchi (Muravera), Costantino Tidu (Teti), Gianfranco Trullu (Perdaxius), Marco Pisano (Mandas), Giovanni Porcu (Irgoli), Domenico Gallus (Paulilatino), Andrea Piroddi (Ilbono), Maristella Lecca (vice sindaco di Monserrato), Sandro Pili (Terralba), Claudio Pinna (Zeddiani), Martino Salis (Oliena), Celestino Pitzalis (Tuili), Luca Pilia (Isili), Andrea Nieddu (Berchidda), Fausto Orrù (Gonnosfanadiga), Giovanni Santo Porcu (Galtellì), Pietro Moro (Laerru), Gabriella Mameli (vice sindaco di Selargius), Vincenzo Cosseddu (Benetutti), Ester Satta (Olzai), Marco Atzei (Pompu), Mario Sassuolo (Siligo), Marco Floris (Siris), Andrea Santucci (Marrubiu), Serena Massa (Senis), Alessandro Scano (Decimoputzu), Pierandrea Deias (Nuxis), Giorgio Scano (Simala), Mauro Steri (Gonnosnò), Luciano Barone (Mamoiada), Antonio Diana (Stintino), Renzo Ibba (Morgongiori), Gianfranco Pinducciu (Telti), Gianni Orrù (Busachi), Pierpaolo Sitzia (Gonnoscodina), Agostino Pirredda (Luogosanto), Elio Mameli (Villaspeciosa), Alessio Piras (Selegas), Franceschino Serra (Pau), Giovanni Daga (Nuragus), Antonello Pirosu (Villaperuccio), Antonello Demelas (Samugheo), Paolo Spezziga (Valledoria), Francesco Caggiari (Bortigali), Tito Loi (Osini), Pietro Arca (Sorradile), insieme a 312 amministratori comunali.

Un segnale molto forte quello che stanno dando gli amministratori locali con un numero di adesioni che cresce di ora in ora. 

La mobilitazione ha avuto una forte accelerazione a seguito dell’indizione dei referendum che si terranno in Lombardia e Veneto il 22 ottobre prossimo, finalizzati ad ottenere “particolari forme di autonomia” e maggiori risorse: un evento di forte impatto politico, destinato a modificare radicalmente il sistema di ripartizione delle risorse tra le regioni italiane. La Sardegna nella sua condizione di insularità ha uno svantaggio geografico permanente e grave, di cui la comunità nazionale sembra non accorgersi. Da qui l’idea di portare il caso Sardegna all’attenzione del dibattito politico e dell’opinione pubblica nazionale: il “caso Sardegna”, attraverso un referendum sardo.

In prima linea da oggi dunque anche i sindaci e tutti gli amministratori: «È stata una risposta immediata, forte e entusiasta – ha dichiarato Lucia Tidu del comitato promotore del referendum che coordina il gruppo Amministratori a sostegno del referendum -. Il segnale fortissimo dato dai sindaci e amministratori in pochi giorni ci porterà a fine agosto con la maggioranza dei sindaci sardi a una grande mobilitazione.»

«Una battaglia di tutti i sardi che va oltre tutte le appartenenze politiche – ribadisce Roberto Uda sindaco di Loceri (Pd) – e che porteremo avanti nei nostri territori». «Il riconoscimento dell’insularità in costituzione è centrale per lo sviluppo della nostra Sardegna – aggiunge Giuseppe Fasolino, sindaco di Golfo Aranci (Forza Italia) -, qualsiasi strumento che possiamo mettere in campo lo perseguiremo con la massima determinazione».

«Queste adesioni, che seguono di pochi giorni la formazione del Comitato scientifico – sottolinea Roberto Frongia, coordinatore del Comitato referendario -, servono a legare in modo formidabile la battaglia Referendaria ai  diversi territori sardi.»

 «Questa battaglia va al di là di ogni appartenenza politica e gli amministratori ne hanno dato un segnale fortissimo – dice ancora Lucia Tidu -. Questa è la nostra battaglia, la battaglia di tutti noi sardi uniti e coesi.»

«Contiamo di avere molte decine di migliaia di adesioni, per riaffermare che essere isolani non voglia dire essere isolati. Non per avere assistenzialismo ma semplicemente pari opportunità: vogliamo gli stessi diritti e le stesse opportunità degli altri cittadini italiani. Nulla di più, ma neanche nulla di meno», conclude Roberto Frongia che ribadisce che la raccolta delle firme inizierà ai primi di settembre e si protrarrà sino alla fine dell’anno.