23 May, 2024
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Torna in scena “Pósidos cun Su Cuncordu Iscanesu”, produzione di Cada Die Teatro, di e con Pierpaolo Piludu, sotto la regia di Giancarlo Biffi, e con la partecipazione del coro Su Cuncordu Iscanesu: “sa oghe” Pietro Dettori , “sa mesuoghe” Giampiero Motzo, “sa contra” Antonio Piras , “su bassu” Sandro Flore (luci di Giovanni Schirru, suono di Matteo Sanna e Giampietro Guttuso). Lo spettacolo sarà domani, mercoledì 11 settembre, a Monastir, in Piazza San Giacomo, alle 21.30, ospite del festival di arte e cultura “Dammi un cinque!”.

Pósidos, “tesori”, è frutto di una ricerca sulle modalità del raccontare degli anziani narratori e narratrici di Scano Montiferro. Le storie di Pósidos parlano di santi, di banditi, ci portano indietro in un tempo, neanche troppo lontano, quando era ancora frequente che i morti, sas animas, comparissero ai vivi, quando il Montiferru era un’unica grande foresta, prima che arrivassero le squadre di tagliaboschi mandate da Cavour. Pierpaolo Piludu accompagna gli spettatori nel mondo magico di quei “contos antigos”, che fino a qualche decennio fa venivano raccontati ovunque in Sardegna.

“Nella mia narrazione – racconta – provo a fare memoria di una delle mie esperienze di vita più importanti: quella vissuta 24 anni fa a Scano Montiferro nel corso di una ricerca sulle modalità del raccontare dei vecchi del paese. Per oltre un mese ho avuto la fortuna di immergermi nei racconti che un’intera comunità mi ha regalato. Oltre al contenuto delle storie e alle abilità narrative di molti anziani, mi è rimasta impressa la loro capacità di stupirsi anche narrando fatti che avevano già raccontato decine di volte.»

Da questi ricordi emozionali e da quell’esperienza è nato il libro “Pósidos” (edito da Condaghes), «che racconta proprio ciò che ho scoperto, imparato e rubato nel corso della ricerca».

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L’Accademia italiana della Cucina ha un nuovo delegato: è Aldo Panti che, nei giorni scorsi nello scenario del ristorante Pedramare, ha ricevuto il testimone dal suo predecessore Francesco Flumene.

L’Accademia italiana della Cucina, istituzione culturale di rilevante interesse pubblico, fondata da Orio Vergani nel 1953 e riconosciuta con dpr,  ha lo scopo di tutelare, favorire le tradizioni della cucina italiana, attraverso i propri organi territoriali. L’Accademia è presente con le proprie delegazioni a livello mondiale e a livello territoriale. In Sardegna sono attive delegazioni in ogni provincia.

In occasione della cerimonia al Pedramare, gli accademici e i numerosi ospiti hanno avuto modo di apprezzare il ricco menù predisposto da Pietro Dettori, qualificato chef con grande esperienza in importanti ristoranti a Roma e in Toscana. I piatti sono stati accompagnati dai vini della cantina sociale di Santa Maria La Palma.

A fare gli onori di casa è stata Silvia Carta Mantiglia, patron del locale.

La circostanza ha consentito di ufficializzare le nuove nomine della delegazione di Alghero. E così: delegato Aldo Panti, vice delegato Andrea Franco, tesoriera e segretaria Maria Nuvoli e componenti della consulta Maria Regina Corona, Domenica Obino e Gianfranco Righi.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 18 ottobre quando, in tutto il  mondo, accademici e ospiti si ritroveranno per descrivere le ricette delle torte dolci e salate della tradizione locale.