9 May, 2021
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La commissione Sanità del Consiglio regionale presieduta da Raimondo Perra (Cps), alla presenza dell’assessore Luigi Arru, ha approvato all’unanimità il piano di formazione collegato al trattamento della Dsa (disturbi dell’apprendimento) rivolto ad operatori sanitari, scolastici e famiglie.

E’stato rinviato invece l’altro punto all’ordine del giorno riguardante il primo Piano operativo dell’azienda di emergenza-urgenza Areus, per consentire un approfondimento sull’assetto organizzativo della struttura. Oggetto del confronto, in particolare, la comparazione fra diversi modelli, da quello della “holding” che ha come riferimento l’esperienza della Lombardia a quello di una azienda ad autonomia più marcata, con proprio personale e patrimonio, per finire con una forma “mista” ancora da mettere a punto.

Nel corso della seduta hanno preso la parola sull’ordine dei lavori diversi consiglieri regionali che hanno posto all’assessore Luigi Arru una serie di quesiti. Lorenzo Cozzolino (Pd) ha chiesto chiarimenti su Mater Olbia, riconversione dell’ospedale Marino di Cagliari ed alcune selezioni avviate dall’Ats relative alla direzione di strutture complesse.

Augusto Cherchi (Pds) ha sollecitato il ritiro di una delibera Ats riguardante alcune strutture complesse a suo avviso non conforme alle leggi approvate dal Consiglio, soffermandosi inoltre sui criteri di accreditamento delle strutture private specializzate nelle malattie mentali.

Giorgio Oppi (Udc), riferendosi alla recente ripartizione dei posti letto sul territorio regionale, ha lamentato lo squilibrio a danno dalla sanità privata, criticando poi l’iter “stranamente veloce” dell’accreditamento del Mater Olbia dopo l’avvicendamento dei partner scientifico della Qatar Foundation.

Emilio Usula (Misto) ed Edoardo Tocco (FI), infine, hanno richiamato l’attenzione dell’assessore Luigi Arru, rispettivamente, sul registro regionale dei tumori e sulla vertenza Aias.

L’assessore della Sanità, riservandosi l’accertamento puntuale delle questioni sollevate, attraverso gli uffici dell’assessorato e dell’Ats, ha comunque fornito alcuni chiarimenti.

Sulla ripartizione dei posti letto, in primo luogo, l’assessore si è detto convinto del raggiungimento di un buon equilibrio, all’interno del quale sono state recepite le indicazioni provenienti dalla commissione. Mentre, per quanto riguarda il Mater Olbia, ha ribadito la linea della Regione improntata, da un lato, alla massima chiarezza e, dall’altro al rispetto degli accordi con la Qatar Foundation ed i suoi partner scientifici attuali.

Per quanto riguarda la vertenza Aias, Luigi Arru ha ricordato il recente incontro del presidente Francesco Pigliaru con i sindacati, nel quale Aias ha presentato una proposta di transazione (2 milioni più interessi) a seguito della definizione di un vecchio contenzioso con l’ex Usl di Alghero. «La proposta – ha spiegato – è all’attenzione dell’ufficio legale della Regione».

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La convenzione per l’implementazione e sviluppo del Registro Tumori della Sardegna, firmata dall’Ats e dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, deve essere annullata. Lo chiedono, con un’interpellanza al presidente della Regione Francesco Pigliaru e all’assessore della Sanità Luigi Arru, 11 consiglieri regionali di maggioranza ed opposizione.

Il documento, depositato ieri mattina in Consiglio regionale, è stato sottoscritto da Emilio Usula (Rossomori), Annamaria Busia e Francesco Agus (Campo Progressista), Raimondo Perra (Psi), Daniele Cocco, Paolo Zedda e Luca Pizzuto (Art. 1 – Mdp), Roberto Deriu e Daniela Forma (Pd), Angelo Carta (Psd’Az) e Gianni Lampis (Fratelli d’Italia).

«In Sardegna sono già operativi due registri tumori su base locale, a Nuoro e a Sassari – afferma il primo firmatario  Emilio Usula – entrambi sono accreditati a livello nazionale ed internazionale, non si capisce su quale base l’Ats abbia deciso di stipulare una nuova convenzione con una struttura extraregionale.»
Secondo i presentatori dell’interpellanza. il Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio non avrebbe i requisiti necessari per lo svolgimento di un compito così delicato: «Non risulta che la struttura individuata dall’Ats abbia consolidate esperienze in materia – scrivono gli 11 consiglieri regionali – il Registro Tumori del Lazio, seguito dal Dipartimento di Epidemiologia, non è ancora accreditato a livello nazionale e risulta essere ancora nelle fasi iniziali di progettazione».

«Anziché firmare onerose convenzioni sarebbe più opportuno mettere i due registri sardi di Nuoro e Sassari nelle condizioni di lavorare costituendo anche il registro per la Sardegna Meridionale – aggiunge Emilio Usula – l’obiettivo deve essere la creazione di un modello federato, diversamente si rischia di porre in essere due attività parallele che potrebbero entrare in conflitto.»

Da qui la richiesta alla Giunta di agire in autotutela: «Pigliaru e Arru si avvalgano dei loro poteri sostitutivi e annullino la convenzione firmata da Ats e Dipartimento di Epidemiologia del Lazio – conclude Emilio Usula – allo stesso tempo si lavori alla realizzazione del Registro regionale dei tumori».     

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Nella pausa dei lavori del Consiglio regionale, riprende domani l’attività delle commissioni.

Alle 10.00 è convocata la commissione Sanità e politiche sociali, presieduta da Raimondo Perra (Cps). In programma l’audizione dell’assessore della Sanità Luigi Arru che riferirà su una serie di argomenti: Piano di formazione sui disturbi di apprendimento rivolto ad operatori sanitari, scolastici e famiglie, legge regionale 15/18 sulla disciplina degli interventi nella stessa materia, Programma di avvio dell’agenzia di emergenza-urgenza Areus.

Nel pomeriggio, alle 16.00, riunione per la commissione Cultura e Pubblica istruzione, presieduta da Piero Comandini (Pd). All’ordine del giorno l’audizione del direttore generale dell’Aspal che presenterà una relazione sull’operatività dei Centri per l’impiego.

La commissione si occuperà inoltre di esaminare alcune proposte di legge: la n. 496 sulla prevenzione ed il contrasto a bullismo e cyber bullismo, la n. 63 sulla salvaguardia del patrimonio storico, culturale ed archeologico della Sardegna, la n. 424 sull’istituzione della Fondazione Sardegna nel settore dei beni culturali, e la 561 sull’Agenzia sarda beni culturali. Sarà predisposta, infine, una risoluzione sui problemi del lavoro.

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La commissione Sanità e Politiche sociali, presieduta da Raimondo Perra (Cps) ha approvato all’unanimità il Piano triennale dell’emigrazione 2018-2020.

Nella sua relazione l’assessore del Lavoro Virginia Mura ha illustrato la rimodulazione degli interventi effettuata dopo la presentazione preliminare del documento. Le modifiche riguardano in particolare i progetti per la promozione della cultura sarda nel mondo, con stanziamenti che passano da 90.000 a 150.000 euro, e la promozione del turismo, le cui risorse sono state incrementate da 90.000 a 140.000 euro.

«La rimodulazione – ha precisato Virginia Mura – ha consentito di sostenere in modo più incisivo i progetti di qualità più elevata, con maggiore capacità di essere portati a termine in tempi brevi.»

Assente l’assessore della Sanità Luigi Arru per impegni istituzionali fuori Regione, la commissione ha deciso di rinviare ad una seduta successiva i punti dell’ordine del giorno riguardanti la sanità.

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Riprende domani, martedì 27 novembre, l’attività delle commissioni permanenti del Consiglio regionale.

Alle 10.00, si riunirà la Commissione “Salute e politiche sociali”. All’ordine del giorno l’audizione dell’assessore al Lavoro, Virginia Mura, sul Piano triennale per l’emigrazione. Subito dopo sarà sentito l’assessore alla Sanità Luigi Arru sul Piano regionale per la formazione degli operatori sanitari, scolastici e delle famiglie, di persone affette da disturbi specifici dell’apprendimento. Il parlamentino presieduto da Raimondo Perra esaminerà, inoltre, la proposta di risoluzione sulla situazione oncologica in Sardegna con particolare riferimento ai tumori femminili. I lavori proseguiranno nel pomeriggio con l’esame di alcuni provvedimenti in materia di sanità, sport e salute, cultura della non violenza e politiche per la famiglia.

Alle 16.30 si riunirà la Commissione “Attività produttive” presieduta da Luigi Lotto. In programma l’audizione del sindaco di Villaperuccio, Antonello Pirosu, sulle problematiche relative al riconoscimento dei danni causati da calamità naturali. Successivamente, la Quinta Commissione sentirà l’assessore al Turismo Barbara Argiolas sul P/212 “Disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e della classificazione delle strutture ricettive della tipologia bed&breakfast di cui all’articolo 16, comma 1, della legge regionale 28 luglio 2017, n. 16. Approvazione provvisoria delle direttive ai sensi dell’articolo 24, comma 1”. All’esame dell’organismo consiliare anche la grave situazione dei subappaltatori locali dei lavori della SS-Olbia a causa dei mancati pagamenti da parte delle ditte appaltatrici e di Anas.

Mercoledì 28 novembre, alle 10.30, si riuniranno invece la Prima e la Seconda. La Commissione “Autonomia e ordinamento regionale”, presieduta da Francesco Agus, sarà chiamata ad esprimere i pareri sulle parti di competenza della manovra finanziaria 2018 e sul disegno di legge per il governo idrogeologico del territorio. Successivamente sarà sentita l’assessora all’Industria Maria Grazia Piras sulla legge di semplificazione. All’ordine del giorno anche il D.L. 520 (Lavoro straordinario dei dipendenti regionali in occasione di consultazioni elettorali. Interpretazione autentica dell’articolo 90 della legge regionale n. 7 del 1979) e la proposta di legge statutaria  sul procedimento per il distacco di un comune dalla provincia di appartenenza e per l’aggregazione ad altra provincia. Previsto anche l’esame congiunto di alcune proposte di modifica della legge regionale di riordino degli enti locali.

Una serie di audizioni impegneranno, infine, la Commissione “Lavoro, cultura e formazione professionale” presieduta da Piero Comandini. Saranno sentiti l’assessore al Lavoro Virginia Mura, i lavoratori in utilizzo, i borsisti di Agris, il Comitato “Idonei graduatorie Area”, i lavoratori dei Centri provinciali anti insetti e l’Associazione Enti locali per le attività culturali e di spettacolo.

 

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La commissione Sanità del Consiglio regionale, presieduta da Raimondo Perra (Cps), ha approvato con l’astensione della minoranza il Piano relativo ai criteri per la ripartizione delle risorse fra le varie aziende del servizio sanitario regionale per il triennio 2018-2020.

Illustrando il contenuto del provvedimento l’assessore della Sanità Luigi Arru ha sottolineato fra l’altro che «dopo il processo di riforma avviano con le leggi regionali 23 del 2014 e 17 del 2016 si è delineato un nuovo assetto istituzionale per effetto della costituzione dell’Ats (Azienda per la tutela della salute) come unica azienda territoriale della Sardegna».

«Per quanto riguarda l’Ats – ha aggiunto l’assessore – nella suddivisione delle risorse si dovrà tenere conto del rapporto fra fabbisogni e livelli garantiti, da un lato, e dall’altro, di quello fra costi standard e costi effettivi, con un processo graduale di allineamento agli standard.»

«Per le aziende universitarie ed ospedaliero universitarie – ha precisato – si farà riferimento alla remunerazione delle attività svolta in base al sistema tariffario ed alle funzioni delle singole strutture.»

Luigi Arru ha poi indicato le 3 principali macro-aree nelle quali saranno convogliate le risorse facendo un raffronto con gli analoghi indicatori nazionali: assistenza collettiva (5.3% a fronte del dato nazionale del 5%), assistenza distrettuale (50.7% contro il 51% nazionale) e assistenza ospedaliera (44% identico al dato nazionale).

La commissione, infine, ha approvato, in questo caso all’unanimità, il Piano contenente i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi della Banca di sangue da cordone ombelicale: la struttura avrà sede nell’ospedale Binaghi di Cagliari che si occuperà della conservazione e della gestione delle cellule staminali raccolte sul territorio regionale.

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La commissione Sanità presieduta da Raimondo Perra (Cps) ha ascoltato la relazione del dr. Danilo Sirigu del Centro Ipnosi clinico sperimentale sulle possibilità dell’utilizzo dell’ipnosi in ambito medico.

Nel suo intervento, corredato da un docu-film con immagini di trattamenti terapeutici e testimonianze di pazienti, il dr. Danilo Sirigu, radiologo dell’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari, ha affermato fra l’altro che “la cultura dell’ipnosi, sia pure con difficoltà, sta cominciando a farsi strada nell’ambito medico grazie allo sviluppo costante delle neuro-scienze e la Sardegna, in particolare, ha già raggiunto risultati importanti in questo filone della ricerca scientifica, che però deve essere valorizzata e strutturata nel sistema sanitario e universitario regionale”.

«L’ipnosi – ha sostenuto – è uno stato di coscienza modificato, un’area che mette in relazione la sfera psichica e quella biologica del nostro organismo e consente al paziente di superare situazioni complesse (legate a trattamenti terapeutici invasivi come la risonanza magnetica o ad interventi chirurgici) grazie ad una percezione concreta di benessere ottenuta senza assumere nessun farmaco, ma attivando alcune capacità del cervello di produrre un vissuto virtuale con effetti reali nel quadro di un rapporto di grande fiducia fra medico e paziente.»

«In campo medico – ha proseguito Danilo Sirigu – sono già state sperimentate applicazioni molto positive dell’ipnosi in radiologia, chirurgia, cardiologia, gastroenterologia, odontoiatria, neuro riabilitazione ed oncologia e la prossima frontiera sarà quella dei trapianti. Attualmente – ha concluso – abbiamo formulato la richiesta di rendere stabile questa tipologia di trattamento al comitato etico del Brotzu ma è fondamentale il supporto delle istituzioni.»

Nel corso dell’audizione è intervenuto anche il prof. Silvano Tagliagambe, che collabora da alcuni anni con il dr. Danilo Sirigu e si è soffermato sulle relazioni fra medicina e filosofia. «La chiave – ha osservato – consiste nel superamento dell’idea cartesiana che vede separati mente (luogo del pensiero) e corpo (macchina che funziona) mentre le neuroscienze hanno dimostrato che questa separazione non c’è, anzi: dentro di noi convivono una intelligenza cognitiva ed una emotiva riconducibili allo stretto legame che esiste fra corpo e mente. Da qui parte l’esplorazione di possibilità terapeutiche del tutto nuove.»

Nel dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Augusto Cherchi del Pds, Edoardo Tocco di Forza Italia, Rossella Pinna e Lorenzo Cozzolino del Pd, Giorgio Oppi dell’Udc. Tutti hanno espresso apprezzamento ed interesse per i contenuti innovativi delle relazioni che possono dare un grande contributo a quella «umanizzazione delle cure» che deve rappresentare uno dei riferimenti centrali della sanità del futuro. Dai consiglieri è arrivata inoltre la richiesta di una specifica risoluzione della commissione, che il presidente Perra ha recepito, sottolineando fra l’altro la necessità di «cogliere questa opportunità, che certamente qualifica la sanità sarda».

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Le sessioni di lavoro delle commissioni saranno aperte questo pomeriggio, alle 17.00, dalla riunione della quinta (Attività produttive), presieduta da Luigi Lotto (Pd). In programma l’audizione dei responsabili della cooperativa Achantus sui mancati pagamenti di Anas alle imprese per i lavori sulla Sassari-Olbia. All’esame della commissione anche i documenti collegati alla Legge di stabilità 2019-2021, il Piano contenente le direttive di attuazione sulla pesca nelle acque interne, l’approvazione provvisoria delle direttive su “caratteristiche, requisiti e classificazione” delle strutture ricettive appartenenti alla categoria Bed & Breakfast, la proposta di legge 553 in materia di sostegno al commercio ed all’artigianato ed il Testo unico sullo sviluppo della produzione di birre artigianali.

Mercoledì 21, alle 10.00, riunione della commissione Sanità e Politiche sociali presieduta da Raimondo Perra (Cps) con l’esame della Pl 537 su riconoscimento, diagnosi e cura della fibromalgia.

Nel pomeriggio alle 16.00 saranno ascoltati l’assessore del Lavoro Virginia Mura sulla variazione del Piano triennale per l’emigrazione e, a seguire, l’assessore della Sanità Luigi Arru, su tre punti relativi al sistema regionale: il recepimento dell’accordo Stato-Regioni sulle linee guida per l’accreditamento delle banche di sangue da cordone ombelicale, i criteri per la suddivisione delle risorse destinate al sistema sanitario per le annualità 2018-2019-2020 e la deliberazione sulla conformità degli atti di ricognizione ed il primo programma operativo dell’Agenzia per l’emergenza-urgenza (Areus).

Nella stessa giornata alle 16.00 riprenderà i lavori la terza commissione (Bilancio) presieduta da Franco Sabatini (Pd). All’ordine del giorno l’esame dei documenti sulla Legge di stabilità 2019 ed il bilancio triennale 2019-2021.

Sempre mercoledì ma per le 16.30 è stata convocata la riunione della commissione di inchiesta sulla presenza dell’amianto in Sardegna presieduta da Edoardo Tocco (Forza Italia). In calendario le audizioni dell’assessore regionale dell’Ambiente Donatella Spano e dei presidenti della Aiea (sezione sarda dell’Associazione italiana esposti all’amianto) e dell’Area (associazione regionale ex esposti all’amianto).

Giovedì alle 10.00, infine, riunione della prima commissione (Autonomia) presieduta da Francesco Agus (Campo progressista). Sarà sentito l’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras sulla parte di competenza del disegno di legge 452 (Legge di semplificazione 2018). Successivamente inizierà l’esame di una serie di proposte di legge: il disegno di legge 520 sul lavoro straordinario dei dipendenti regionali in occasione di consultazioni elettorali, la proposta di legge 16 sul procedimento per il distacco di un Comune da una Provincia e l’aggregazione ad un’altra Provincia, più diverse proposte in materia autonomie ed Enti locali (proposte di legge 493-502).

La commissione discuterà, infine, sull’ipotesi di modifica della procedura elettorale.

I lavori proseguiranno nel pomeriggio.

La commissione Sanità e Politiche sociali presieduta da Raimondo Perra (Cps) ha proseguito il ciclo delle audizioni sul Testo unico contro il gioco d’azzardo ascoltando i rappresentanti delle associazioni che operano nel settore. La dr.ssa Maria Grazia Pani, a nome dell’associazione “Cui prodest”, ha espresso apprezzamento per la nuova legge regionale e messo l’accento sulla necessità di sviluppare le azioni di prevenzione, riabilitazione e formazione anche attraverso campagne di comunicazione educational rivolte a fasce sempre più ampie della popolazione con iniziative mirate sugli specifici profili dei destinatari. Illustrando alla commissione la sue molteplici esperienze, fra le quali anche quella nel carcere di Uta, la Pani ha sottolineato inoltre l’importante degli interventi post-dipendenza perché, al termine del percorso terapeutico che può durare anche 2 anni, le persone hanno il bisogno di recuperare un nuovo concetto di valore del denaro nell’ambito personale e familiare. Nella lotta al gioco d’azzardo, ha concluso, non può essere tralasciato il mondo del giocoon line al quale da tempo si può accedere attraverso i telefoni cellulari; un mondo parallelo che consente di aggirare tutte le attività di contrasto che si fanno sul territorio. Armando Cerina, dell’associazione Gap Onlus, che in apertura ha ricordato il ruolo svolto dalle associazioni senza il supporto di una normativa regionale, si è invece soffermato sulla definizione di gioco d’azzardo, spiegando che al di là della cosiddette macchinette vanno considerate tutte le altre forme di gioco con cui è possibile vincere danaro, dalla scommesse sportive al gratta e vinci, dal bingo al lotto. Va contrastata inoltre, ha sostenuto, la pubblicità del gioco d’azzardo, presente spesso in forme indirette, non solo nelle sale slot ma anche in pubblici esercizi come bar, tabaccherie ed edicole. Infine, Eugenio Spiga dell’associazione Acat-Il Germoglio, ha evidenziato la difficoltà dei titolari dei pubblici esercizi di dismettere i dispositivi di gioco perché, ha detto, le macchinette vengono quasi regalate al momento dell’installazione ma poi l’esercente si trova ad essere “debitore”, per contratto, della società proprietaria. A suo giudizio non va poi messo in secondo piano il problema molto delicato del sostegno alle famiglie dei pazienti, nelle quali va ricostruito un clima di relazioni positive.

La commissione Sanità e Politiche sociali presieduta da Raimondo Perra (Cps) ha iniziato il ciclo di audizioni sul Testo unico contro il gioco d’azzardo patologico. Si tratta di un fenomeno molto complesso, ha dichiarato la dr.ssa Graziella Boi, referente scientifico del Piano regionale, “in cui occorre operare in parallelo nei campi della prevenzione, della cura e della riabilitazione, per intervenire con efficacia in un settore per molti aspetti nuovo che tocca in modo trasversale ampie fasce della popolazione e presenta elementi diversi rispetto al mondo delle dipendenze”. Per quanto riguarda il testo, la dr.ssa Graziella Boi ha raccomandato particolare attenzione ed una certa flessibilità sul problema delle distanze fra le sale giochi ed i cosiddetti luoghi sensibili(scuole, luoghi di culto, etc.) perché, ha spiegato, “la previsione di 500 metri potrebbe non rivelarsi adatta ai piccoli centri ed è necessario evitare la concentrazione di queste strutture nelle periferie”. In Sardegna, ha proseguito, “gli ultimi dati disponibili riferiti al 2016 hanno registrato 600 utenti presso le strutture pubbliche ed una tendenza alla crescita di un sommerso in cui convivono diverse forme di gioco patologico, dal trading all’abuso di gratta e vinci, alla scommesse on line”. La dr.ssa Graziella Boi ha, infine, distribuito alla commissione alcune copie del volume dal titolo “Prigionieri senza sbarre” che, attraverso i racconti del pazienti, ricostruisce le dinamiche personali e familiari di persone di ogni età e cultura che si sono trovate coinvolte in una spirale apparentemente senza uscita. Da questa patologia invece si può guarire, ha concluso Graziella Boi, “con un’azione a tutto campo del sistema pubblico e della società nel suo complesso”. Successivamente è intervenuto il prof. Vittorio Pelligra dell’Università di Cagliari, che in apertura ha criticato alcuni luoghi comuni che, a suo avviso, hanno finito per sdoganare il gioco d’azzardo. Non è vero, ha sostenuto, “che quelli che giocano sono maschi adulti, che le sale giochi portano lavoro e gettito per lo Stato, perché chi gioca è in realtà una vittima con la scimmia sulla spalla, i posti di lavoro sono appena 30.000 in tutta Italia e comunque sottraggono risorse all’economia reale e, quanto al gettito, a fronte di incassi di circa 10 miliardi si pagano costi sociali di 30”. Sul testo, il prof. Vittorio Pelligra ha osservato che “forse è troppo sbilanciato sugli aspetti sanitari, “mentre bisogna intervenire in profondità anche dal punto di vista culturale passando da una sorta di legittimazione sociale del gioco d’azzardo ad una de-legittimazione, non esiste il concetto di gioco responsabile e va affermato invece il concetto di gioco come comportamento socialmente non sostenibile”. Subito dopo hanno preso la parola le rappresentanti dei comuni di Alghero e Sassari, Giuseppina Rita Piccone e Maria Francesca Fantato, per esporre le esperienze delle due amministrazioni locali, dove ordinanze in materia di gioco d’azzardo sono state impugnate davanti al Tar Sardegna il quale però, in entrambi i casi, le ha riconosciute legittime con motivazioni collegate al potere dei Sindaci di intervenire a tutela della salute pubblica. Al di là dei problemi giuridici e amministrativi, hanno affermato Piccone e Fantato, il fenomeno si può e si deve contrastare con un approccio globale capace di organizzare una risposta complessiva della società. Ad Alghero, infatti, il problema è stato oggetto di incontri nelle scuole e di uno spettacolo teatrale replicato anche in altri centri della Sardegna. A Sassari, sono stati predisposti incentivi fiscali e finanziari per operatori commerciali che dismettono macchine da gioco o, per pubblici esercizi nuova costituzione, che decidono di non installarle. Ultimo intervento della seduta quello della professoressa Maria Rosaria Maiorano dell’Ufficio scolastico regionale. “Collaboriamo da tempo con la Regione in progetti dedicati al contrasto del disagio giovanile e delle dipendenze tradizionalicome alcool, tabacco e stupefacenti”, ha ricordato. Quello del gioco per noi è un settore nuovo, ha detto ancora, “e per questo sarebbe necessario prevedere, nella nuova normativa regionale, iniziative di formazione specifica per i docenti e campagne di informazione mirate per il mondo scolastico”.