11 May, 2026
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Storia di un’amicizia con “Le Nostre Donne” di Éric Assous, con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri, per la regia di Alberto Giusta, coproduzione CMC/Nidodiragno e Teatro Stabile di Verona: una commedia brillante incentrata sul legame di solidarietà e fratellanza fra tre uomini, che si trovano improvvisamente di fronte a un dilemma morale, in cartellone mercoledì 13 maggio, alle 20.30, al Teatro Centrale di Carbonia, giovedì 14 maggio, alle 21.00, al Cine/Teatro “Olbia” di Olbia, venerdì 15 maggio, alle 20.30, al Teatro Costantino di Macomer, sabato 16 maggio, alle 21.00, al Teatro del Carmine di Tempio Pausania e domenica 17 maggio, alle 21.00, al Teatro Civico “Gavì Ballero” di Alghero sotto le insegne della Stagione di Prosa 2025-2026 organizzata dal CeDAC Sardegna.

Max (Luca Bizzarri), Paul (Enzo Paci) e Simon (Antonio Zavatteri) si frequentano assiduamente e sono amici da trent’anni, condividono riti e abitudini, compresa l’immancabile partita a poker e si fidano l’uno dell’altro; tuttavia il loro successo nella vita professionale non basta per fugare dubbi e inquietudini né tanto meno per garantire la felicità nella vita privata. “Le Nostre Donne” indaga proprio nella sfera dei sentimenti, portando alla luce fragilità e incomprensioni, delusioni e fallimenti, mentre le figure femminili, assenti sulla scena, diventano protagoniste nei pensieri e nelle parole dei tre amici. La pièce si interroga sui confini dell’amicizia, su quanto quel legame fatto di spontanea simpatia e complicità maschile possa influenzare le scelte e i comportamenti, su quali responsabilità e impegni comporti, nei momenti cruciali.

“Le Nostre Donne” è una commedia divertente, raffinata e dissacrante, leggera e spietata al tempo stesso, dal ritmo inarrestabile, ricca di colpi di scena e ribaltamenti di ruolo, incentrata proprio sul rapporto complicato dei tre amici con quelle creature enigmatiche (citate nel titolo), con i loro desideri segreti e le loro molteplici esigenze, la loro sensibilità e la loro inattesa durezza, difficili da comprendere, comunque «amate, odiate, rimpiante» e costantemente evocate nei discorsi dei loro uomini in crisi.

La pièce del celebre drammaturgo, regista e sceneggiatore franco-tunisino Éric Assous (Premio Molière nel 2010 per “L’Illusion conjugale” e nel 2015 per “On ne se mentira jamais” e Grand Prix du Théâtre de l’Académie Française nel 2014 per le sue opere teatrali), già interpretata con successo a Parigi da Jean Reno e Daniel Auteuil con Richard Berry (che firma anche la regia dell’omonimo film, “Nos Femmes”, con Daniel Auteuil) approda in Italia, nella traduzione di Giulia Serafini, con un affiatato cast, per una riflessione sull’importanza dell’amicizia e sulla forza delle passioni, sulle imperscrutabili ragioni del cuore e sulla lealtà.