12 June, 2021
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Tutto esaurito questa sera alla Sardegna Arena (fischio d’inizio alle 20.30, dirige Rosario Abisso di Palermo, assistenti di linea Costanzo di Orvieto e Bindoni di Venezia, 4° uomo Ghersini di Genova, addetti al Var Massa di Imperia e Di Iorio di Vico), per la grande sfida tra il Cagliari ed il Milan.

Le due squadre arrivano all’appuntamento in buone condizioni di forma. Il Cagliari, dopo il passo falso iniziale di Empoli, ha colto 4 punti in due partite, pareggiando con grande rammarico quella casalinga con il Sassuolo, raggiunto al 98′ su calcio di rigore, ed espugnando meritatamente il campo della quotata Atalanta di Giampiero Gasperini. Il Milan, dopo aver saltato la partita con il Genoa, rinviata dopo la tragedia di Genova, ha perso la prima a Napoli, dove ha sciupato un vantaggio iniziale di due reti, ed ha poi superato brillantenente la Roma.

Torna il campionato dopo la pausa dedicata all’attività internazionale. Una sosta arrivata forse nel momento sbagliato, per un Cagliari lanciatissimo. Archiviata la falsa partenza di Empoli, i rossoblù hanno dimostrato di che pasta sono fatti sfiorando la vittoria col Sassuolo e andando a vincere su un campo difficile come quello di Bergamo. 4 punti in 2 partite ma al di là dei risultati, non certo l’ultimo dei dettagli, si è vista una squadra ritrovata, tosta e sicura delle sue possibilità, decisa a lottare su ogni pallone. Un atteggiamento che ha ricordato quello dell’ultima fase del campionato scorso e che dovrà essere riproposto anche oggi per superare l’ostacolo Milan.

Nel Milan non ci sarà Patrick Cutrone e l’attacco sarà guidato da Gonzalo Higuain, l’uomo più temuto dal Cagliari che non dovrà trascurare i due esterni dell’attacco rossonero, Suso e Calhanoglu.

Rolando Maran ritrova Joao Pedro che ha terminato di scontare la squalifica per la positività al controllo antidopong e potrebbe giocare dall’inizio.

«Tornare a giocare in campionato dopo una sosta presenta sempre delle incognite – ha detto alla vigilia Rolando Maran -. Sicuramente eravamo in crescendo, dobbiamo dimostrare che la pausa non ha invertito il trend. Abbiamo lavorato con l’entusiasmo giusto, la palla passa ora all’unico giudice, il campo. C’è da valutare quanto abbiano speso i giocatori che sono stati fuori con le Nazionali, ma al momento stato non ho riscontrato problemi particolari.»

«Il Milan è una grande squadra – ha aggiunto il tecnico rossoblu – ma affrontarla non deve intimorirci, al contrario dobbiamo considerarla come una opportunità di crescita, qualcosa di stimolante che ci faccia dare ancora di più. I rossoneri dispongono di un potenziale offensivo devastante, cercano sempre la manovra e hanno degli esterni bravi nell’uno contro uno a creare superiorità numerica. Al centro dell’attacco c’è un grande finalizzatore. Il Milan è un avversario difficile che attraversa un ottimo momento, evidentemente in questo periodo ci toccano solo squadre in forma. Non dovremo giocare una gara passiva, ma essere bravi ad interrompere il loro palleggio e fare modo che siano loro a preoccuparsi di noi. Sarà una partita di sacrificio ma non solo quello: dovremo mostrare la nostra personalità, cercare di portare la partita dove vogliamo noi, anche con alcuni accorgimenti dettati dal momento. La nostra crescita passa anche attraverso questi dettagli.»

Rolando Maran ha concluso con un pensiero a Joao Pedro. «Si è sempre allenato nel migliore dei modi, gli manca solo la partita, così come mancava a Srna. Joao è un’arma in più, da trequartista ha caratteristiche diverse da quelle degli altri. Come si può ben immaginare, ha una gran voglia di scendere in campo. Sa unire giocate di qualità alla quantità, ci darà una grossa mano in questa stagione».

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Nicolò Barella.

Il Cagliari si conferma la bestia nera dell’Atalanta e con una prestazione straordinaria espugna anche quest’anno l’“Atleti Azzurri d’Italia”, superando così anche l’amarezza per la vittoria sfumata in pieno recupero nel match casalingo con il Sassuolo, sul campo ampiamente meritata.

A decidere il match questa sera è stato un grande goal di Nicolò Barella al 45′ del primo tempo, che ha festeggiato nel migliore dei modi la fresca convocazione nella Nazionale maggiore di Roberto Mancini, ma i meriti vanno equamente distribuiti in tutta la squadra che ha fornito una prestazione veramente super, lontanissima da quella opaca della prima trasferta, persa due settimane fa sul campo della neopromossa Empoli.

Il Cagliari ha controllato la partita dall’inizio alla fine, Alessio Cragno (anche lui fresco di convocazione in Nazionale) non è stato mai impegnato seriamente, con uno schieramento solido e compatto come aveva chiesto Rolando Maran alla vigilia. Ha funzionato praticamente tutto, dal pressing alto attuato per impedire l’impostazione ai centrocampisti bergamaschi, alla precisione nei disimpegni.

L’Atalanta probabilmente ha pagato il contraccolpo psicologico per l’inattesa mancata qualificazione alla fase a gironi dell’Europa League, ma sarebbe sbagliato attribuire ai demeriti dell’Atalanta il successo rossoblu, perché la stessa Atalanta, peraltro abbondantemente imbottita di seconde linee, la scorsa settimana ha fatto tremare la Roma all’Olimpico, dove è stata raggiunta nella ripresa, dopo aver chiuso il primo tempo avanti di due goal, sul 3 a 1.

I tre punti odierni consentono al Cagliari di affrontare la pausa per gli impegni della Nazionale con una classifica molto positiva, 4 punti, ancora più importanti se si tiene conto che la squadra ha giocato due volte in trasferta ed una sola volta alla Sardegna Arena, dove dopo la sosta arriverà il Milan di Rino Gattuso, fresco della brillante vittoria sulla Roma. Rolando Maran avrà a disposizione anche Joao Pedro, che terminerà di scontare la squalifica il 16 settembre. Non è difficile prevedere il tutto esaurito.

«Per venire qui a fare risultato bisogna giocare la partita perfetta perché l’Atalanta crea tantissimo e lo dimostra il cammino dei bergamaschi negli ultimi due anni – ha commentato a fine match Rolando Maran -. La vittoria è frutto di tante peculiarità che abbiamo messo in campo: equilibrio, sacrificio, ordine, personalità, coraggio, partecipazione ma anche qualità nelle giocate e crescita attraverso il gioco. Non abbiamo rischiato quasi niente, dal primo all’ultimo minuto ci sono state continuità e compattezza: così aumentano le possibilità di fare risultato. Sono contento per i ragazzi che hanno lavorato nel modo migliore questa settimana e per i nostri tifosi che vivono la squadra con tanta passione.»

“Credo che se i nostri avversari hanno creato poco è molto merito del Cagliari – ha aggiunto Rolando Maran -. L’Atalanta è una squadra fisica e costruisce la superiorità numerica; non so come stesse oggi, ma siamo stati bravi a tenere i ritmi alti, a pressare sul portatore di palla e a ripartire: questo ha messo in difficoltà i nerazzurri. La squadra ha fatto la prestazione con una gran voglia di portare a casa la partita, non semplicemente di fare risultato. Quando si va in campo con questa determinazione, poi arrivano i punti. Ci siamo ripresi quel che avevamo perso domenica scorsa.»

Il tecnico rossoblu, infine, ha commentato la convocazione in Nazionale di Nicolò Barella ed Alessio Cragno.
«Sono felicissimo per Barella, Cragno e per tutti noi, è una grande soddisfazione vedere due nostri giocatori in Azzurro. Si sono meritati questa convocazione col lavoro di questi anni: la chiamata è il coronamento di questa nostra bella serata.»

 

 

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E’ un Cagliari sereno e fiducioso quello che questa sera scenderà in campo all'”Atleti Azzurri d’Italia” di Bergamo, contro l’Atalanta di Giampiero Gasperini, per la terza giornata d’andata del campionato. Il bilancio delle prime due giornate è stato modesto in termini di punti, ma la prestazione fornita la scorsa settimana alla Sardegna Arena contro il Sassuolo, non coronata dai primi 3 punti stagionali solo per un calci di rigore maturato al 7° minuto di recupero, ha mostrato una squadra in buona salute. E in casa rossoblu al clima di fiducia si è aggiunta la soddisfazione per la doppia convocazione in Nazionale di Nicolò Barella ed Alessio Cragno, ufficializzata ieri dal CT Roberto Mancini.

Anche l’Atalanta arriva all’impegno odierno in buone condizioni di forma, come è emerso nelle prime due giornate, con la netta vittoria sul Frosinone (4 a 0) e il pareggio di Roma (3 a 3), ma ha un grande desiderio di riscatto dopo l’amara esclusione dalla fase a gironi dell’Europa League, maturata giovedì sera a Copenaghen ai calci di rigore, dopo due pareggi senza goal.

La tradizione recente è favorevole al Cagliari che nelle ultime quattro partite di campionato giocate contro la squadra di Giampiero Gasperini ne ha vinto tre. Per uscire imbattuto dal confronto odierno, il Cagliari dovrà ripetere la partita dell’anno scorso, vinta con pieno merito.

Rolando Maran ha due soli indisponibili, Joao Pedro e Luca Ceppitelli e, conseguentemente, potrà scegliere in una rosa ampia.

Dirigerà l’incontro Fabio Maresca di Napoli, assistenti di linea Rodolfo Di Vuolo di Castellammare di Stabia e Tarcisio Villa di Rimini, IV ufficiale Marco Serra di Torino, V.A.R. Federico La Penna di Roma 1, A.V.A.R. Alberto Tegoni di Milano.

 

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Un calcio di rigore di Kevin Prince Boateng, assegnato dal direttore di gara, Luca Pairetto di Nichelino, al 97′ e trasformato al 99′, ha negato al Cagliari una meritata vittoria nel match di esordio casalingo alla Sardegna Arena con il Sassuolo, vanificando una prestazione eccellente e due straordinari goal realizzati con prodigiosi colpi di testa dal bomber Leonardo Pavoletti. A privare i rossoblu di due punti, purtroppo, è stata un’ingenuità del 21enne Filippo Romagna che nell’ultimo disperato assalto degli emiliani, è saltato con le braccia larghe su una conclusione a rete di Babacar, riuscendo a ritrarre solo in parte il braccio destro, che ha fermato, purtroppo il pallone, come ha rivelato il VAR, al quale si è appellato il direttore di gara dopo le proteste dei giocatori ospiti.

Al di là della beffa terribile maturata in extremis, la prestazione fornita dal Cagliari dopo il brutto esordio di Empoli, è stato più che positiva. La squadra, scesa in campo con una difesa cambiata per metà con i debutti dei nuovi Darijo Srna e Ragnar Klavan, e con Marco Sau al fianco di Leonardo Pavoletti, dopo un avvio di gara favorevole al Sassuolo, caricatissimo dopo l’exploit compiuto contro l’Inter, il Cagliari ha sbloccato il risultato già al 10′ con Leonardo Pavoletti, bravo a girare a rete con un preciso colpo di testa un cross di Simone Padoin. Il goal ha esaltato i rossoblu che al 14′ avrebbero potuto raddoppiare con Marco Sau, fermato al momento della conclusione da un recupero di Marlon.

Dopo una fase equilibrata, con tentativi da una parte e dell’altra, il Cagliari ha sfiorato nuovamente il raddoppio al 40′ con il solito Leonardo Pavoletti, ancora con un colpo di testa su lancio di Luca Cigarini, con il pallone a lato d’un soffio. Il primo tempo si è concluso senza più sussulti.

In avvio di ripresa, improvviso, il goal del pareggio della squadra di Roberto De Zerbi, al secondo centro stagionale dopo il calcio di rigore che ha piegato l’Inter, bravo a infilare la difesa rossoblu su lancio di Stefano Sensi e a battere imparabilmente Alessio Cragno.

Il Cagliari inizialmente sente il contraccolpo per il goal subito ma dopo gli ingressi di Filip Bradarić per Luca Cigarini e Diego Farias per Marco Sau, al 28′ ritorna in vantaggio, con Leonardo Pavoletti, puntuale alla deviazione di testa, forte ed imparabile, su calcio d’angolo battuto da Darijo Srna.

Nel finale il Sassuolo non sembra creare grandi preoccupazioni alla difesa rossoblu, soprattutto dopo che rimane in dieci uomini per l’espulsione di Marlon che riceve il secondo cartellino giallo per un fallo su Simone Padoin e finisce anzitempo negli spogliatoi.

Quando erano ormai pronti i titoli di coda, al 7′ di recupero, la beffa: su angolo di Domenico Berardi, Babacar calcia a rete con forza e decisione, il pallone è intercettato dal braccio destro di Filippo Romagna e finisce ancora in angolo ma sulle proteste dei giocatori emiliani Luca Pairetto consulta il VAR e concede il calcio di rigore che Kevin Prince Boateng realizza spiazzando Alessio Cragno.

Non c’è più tempo, la partita finisce in un clima di grande nervosismo e, soprattutto, di grandissima delusione per il Cagliari di Rolando Maran che credeva di avere ormai i primi tre punti stagionali in tasca.

«Avevamo l’obbligo di dimostrare, a noi stessi e ai tifosi, che domenica scorsa era stato un episodio isolato – ha commentato a fine match Rolando Maran -. Ci siamo riusciti, addirittura migliorando la qualità della prestazione rispetto al precampionato. Ho fatto delle rotazioni inserendo giocatori che si sono fatti trovare pronti e questo non può che farmi piacere. Al di là di chi scende in campo, stanno lavorando nel migliore dei modi. Contro il Palermo in Coppa forse avevamo sofferto qualcosa, oggi non direi. Il pareggio di Berardi è arrivato in un momento nel quale non stavamo rischiando nulla, e siamo stati infilati da una giocata in verticale. Abbiano alzato il baricentro, ci siamo riportati in vantaggio ed abbiamo sfiorato il terzo gol. Per portare a casa la vittoria – ha concluso Rolando Maran – si ha bisogno anche di un pizzico di buona sorte: invece oggi gli episodi, in particolare sull’occasione capitata a Marco Sau salvata sulla linea e sul rigore all’ultimo respiro non ci hanno girato bene.»

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Partenza falsa! Il Cagliari ha “toppato” l’esordio in campionato ad Empoli, dove la matricola toscana ha vinto nettamente. C’era una grande attesa per vedere all’opera la squadra rossoblu dopo il buon precampionato e la vittoria di misura sul Palermo in Coppa Italia, ma quello visto al “Castellani” di Empoli è stato un brutto Cagliari, assolutamente irriconoscibile, praticamente mai in partita al cospetto di un avversario motivato, carico di entusiasmo e, probabilmente, superiore alle attese.

«Non abbiamo fatto la partita che avremmo dovuto fare – ha detto a fine partita il nuovo tecnico rossoblu Rolando Maran -. In questo mese e mezzo di preparazione avevamo inanellato una serie di prestazioni positive, oggi siamo apparsi troppo diversi per essere veri: ci siamo allungati e abbiamo sbagliato tanto specie nel primo tempo, dando forza e fiducia all’Empoli. Una serata storta, da archiviare subito ma facendo tesoro dei nostri errori. Avevamo preparato la partita sulla pressione per sorprendere l’Empoli, ma questo è accaduto raramente, siamo stati poco coordinati nei tempi. Quando cerchi di giocare palla al piede e fraseggiando, ti metti nelle condizioni di rischiare, come è capitato a noi, dato che abbiamo commesso molte imprecisioni dal punto di vista tecnico. Poi abbiamo perso un po’ di riferimenti e questo non deve capitare, dobbiamo essere sempre squadra. Nonostante questo, abbiamo creato tanto, tirando spesso in porta. Abbiamo cercato di rimanere corti e compatti ma è mancata la lucidità e in questi casi finisci per concedere campo: l’Empoli si è fatto pericoloso solo su palle perse da noi. Per il Cagliari è stata una giornata poco felice, come è capitata ai nostri avversari domenica scorsa.»

«Mi dispiace per i tifosi che anche oggi sono venuti in tanti per sostenerci. Avrei voluto ripagarli con una buona prestazione in campo, questa volta non ci siamo riusciti, ma sono sicuro che lo faremo nelle prossime partite. Il Cagliari vero non è quello visto ad Empoli: il Cagliari vero è solido, tosto, compatto. La partita di oggi – ha concluso Rolando Maran – deve essere per noi una lezione e va usata per crescere. Ci metteremo subito al lavoro per ripartire.»

Domenica prossima il Cagliari farà il suo esordio casalingo alla Sardegna Arena, contro il Sassuolo, caricatissimo dall’impresa compiuta ieri sera contro l’Inter. E’ indispensabile fare risultato ma riuscirvi non sarà certamente facile.

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Alle 20.30 il Cagliari fa il suo esordio nel nuovo campionato di serie A 2018/2019, allo stadio “Castellani” di Empoli. Molte le novità in casa rossoblu, ad iniziare dal tecnico, Rolando Maran, la scorsa stagione al Chievo fino a tre giornate dalla fine, quando è stato esonerato.

Il calendario ha riservato al Cagliari un avvio “possibile”, ma sarebbe assai pericoloso sottovalutare la squadra toscana, reduce da una brillante promozione dalla serie B. Intorno alla squadra c’è entusiasmo, come confermano i 9.418 abbonamenti già sottoscritti dai tifosi, e Rolando Maran non intende deluderla.

«Non vedo l’ora di cominciare – ha detto alla vigilia Rolando Maran -. C’è grande entusiasmo, lo si percepisce entrando negli spogliatoi o nel campo di allenamento. Vedo che i ragazzi si stanno approcciando nel modo giusto, stiamo lavorando con fiducia. Le neo promosse specie a inizio campionato hanno molta energia, ciò ci deve far tenere alto il livello di attenzione. L’anno scorso sono rimasti imbattuti per diverse partite, sono una squadra di ottimi palleggiatori; la sconfitta in Coppa Italia non fa testo, in precampionato avevano affrontato alla pari buone formazioni europee, una serata storta ci può stare. Però non dobbiamo concentrarsi tanto sull’avversario quanto su noi stessi. Abbiamo voglia di misurarci, consapevoli delle insidie ma anche del fatto che se mettiamo in campo attenzione e sacrificio potremo offrire un’ottima prova. Non mi precludo niente, giochiamo per ottenere il massimo, poi se gli avversari si dimostreranno più bravi di noi tanto di cappello a loro.»

Empoli-Cagliari verrà diretta da Daniele Chiffi di Padova, coadiuvato dagli assistenti di linea Matteo Passeri di Gubbio e Mauro Galetto di Rovigo; quarto ufficiale Davide Ghersini di Genova. Addetti al VAR Luca Pairetto di Nichelino ed Alessio Tolfo di Pordenone.

 

 

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Leonardo Pavoletti.

Andrea Cossu lascia il campo con le lacrime agli occhi al 7′ della partita con l’Atletico Madrid che ha chiuso la sua lunga e brillante carriera.

Una doppietta di Leonardo Pavoletti, contro il Palermo, ha regalato al Cagliari la qualificazione al quarto turno della Coppa Italia. Al 31′ del primo tempo il primo goal, al 7′ della ripresa il temporaneo pari dei rosanero, realizzato su calcio di rigore da Ilija Nestorovski, al 28′ il goal del definitivo 2 a 1 del bomber rossoblu.

«Tutto sommato è stato un ulteriore passo in avanti – ha commentato a fine partita il tecnico rossoblu Rolando Maran -. Innanzitutto è arrivato il risultato, propiziato da due gol di un attaccante. Abbiamo creato tanto nel corso della partita. Certamente dobbiamo crescere, forse abbiamo commesso l’errore di pensare di gestirla: noi invece dobbiamo sempre andare a tavoletta. Nel finale abbiamo rischiato su due verticalizzazioni ma non credo che in quelle occasioni abbiamo rallentato, piuttosto c’è stata qualche imperfezione nella nostra fase difensiva. Dobbiamo crescere di condizione – ha concluso Rolando Maran -, ma lo sapevamo ed è normale in questo periodo.»

I rossoblù torneranno in campo per la Coppa Italia nel quarto turno, avversario il Chievo in trasferta. Domenica prossima, ad Empoli, l’esordio nel nuovo campionato di Serie A.

Cagliari: Cragno, Faragò, Romagna, Ceppitelli, Lykogiannis, Castro, Cigarini (80’ Bradaric), Ionita, Pavoletti (86’ Cerri), Farias (62’ Sau). All.: Maran.

Palermo: Brignoli, Salvi, Bellusci, Rajkovic, Mazzotta, Fiordillino, Murawski (77’ Embalo), Jajalo, Trajkovski, Nestorovski, Balogh (62’ Moreo). All.: Tedino.

Arbitro: Paolo Valeri di Roma.

Reti: 31’ Pavoletti, 52’ Nestorovski su rigore, 73’ Pavoletti.

Stamane, intanto, la società ha annunciato che Andrea Cossu entra nel a far parte dello staff tecnico del Settore giovanile. La bandiera rossoblù coadiuverà, inoltre, l’area scouting.

A distanza di pochi giorni dal suo addio al calcio, la storia tra il Cagliari e il suo numero 7 continua. Da questa stagione Andrea Cossu, 270 partite in rossoblù, unico cagliaritano ad aver giocato con la Nazionale maggiore, metterà a servizio dei giovani tutta la sua esperienza e classe: collaborerà, infatti, con il settore giovanile, dedicandosi principalmente a far crescere sotto la sua ala i centrocampisti ed i trequartisti.

Andrea Cossu avrà inoltre un incarico nell’area scouting dove, collaborando soprattutto con il responsabile dell’area tecnica, Daniele Conti, avrà il compito di individuare i giovani talenti da portare in casa rossoblù.

 

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Il nuovo Cagliari 2018/2019 si presenta questa sera alla Sardegna Arena contro il Palermo, alle 20.30, per il terzo turno della Coppa Italia (dirige Paolo Valeri, assistenti di linea Stefano Del Giovane di Albano Laziale e Gianluca Sechi di Sassari, quarto uomo Antonio Giua di Olbia). Per il Cagliari si tratta di un test importante, in vista del campionato che scatterà sabato e domenica prossimi. Il Palermo è una delle squadre favorite per la promozione in serie A. Nel suo organico ha giocatori di grande qualità che non sfigurerebbero in serie A, tra i quali Nestorovski, Trajkovski, Jajalo e Rispoli. Il compito che attende il Cagliari per conquistare il passaggio al turno successivo è tutt’altro che facile e Rolando Maran lo ha spiegato bene ai suoi giocatori nei giorni di vigilia.

I convocati sono 24: 1 Rafael, 2 Pajac, 3 Andreolli, 4 Dessena, 6 Bradaric, 8 Cigarini, 9 Cerri, 12 Daga, 16 Aresti, 17 Farias, 18 Barella, 19 Pisacane, 20 Padoin, 21 Ionita, 22 Lykogiannis, 23 Ceppitelli, 24 Faragò, 25 Sau, 27 Deiola, 28 Cragno, 29 Castro, 30 Pavoletti, 32 Han, 56 Romagna.

«La partita nasconde delle insidie: il Palermo parte per vincere il campionato di Serie B, dunque, è un avversario da rispettare, peraltro in questo momento della stagione le categorie spesso si livellano – ha detto alla vigilia Rolando Maran -. Però preferisco pensare a noi piuttosto che al Palermo: andremo in difficoltà se non dovessimo scendere in campo con la mentalità giusta. Noi dobbiamo confermare i miglioramenti visti sin qui, è la prima gara ufficiale, davanti al nostro pubblico, non vogliamo rimproverarci nulla a fine gara. Vogliamo onorare la Coppa Italia al meglio e andare avanti. La competizione non è meno importante del campionato, permetterà a tutti di accumulare più minutaggio. Dobbiamo andare in campo ogni volta con la mentalità di chi sta giocando una finale, altrimenti non arriveremo mai ad una certa caratura di squadra.»

La squadra rossoblu questa sera giocherà con la terza maglia, blu, caratterizzata da un elegante rigato in grafica embossata, tono su tono, presente sul corpo anteriore della maglia che è a girocollo con apertura a V. Sul collo, sui bordi manica, sui fianchi e sul fondo maglia inserti di colore rosso. Il backneck è personalizzato con etichetta che riporta il logo dello sponsor, lo stemma del club, lo scudetto di Campioni d’Italia e la scritta CAGLIARI CAMPIONE D’ITALIA 1969-70. Sul petto a destra, in bianco, il logo Macron, sul cuore invece lo scudetto del Cagliari. Dietro, sotto al collo, in grafica embossata, appare in rilievo la scritta CAGLIARI 1920. Il kit è completato da shorts blu con coulisse piatte bianche e puntali rosso e blu e da calzettoni rossi con riga verticali blu al centro e in orizzontale la scritta CAGLIARI 1920. La vestibilità è Slim Fit, il tessuto principale è Soft Lock e la presenza di inserti in micromesh facilitano la traspirabilità del capo.

 

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Nove goal nella prima uscita stagionale del Cagliari, allo “Stadio del Vento” di Aritzo, contro la Rappresentativa Barbagia. Il primo goal porta la firma di Leonardo Pavoletti, il bomber rossoblu atteso alla stagione della consacrazione dopo le buone cose fatte nello scorso campionato, dopo il suo arrivo a stagione iniziata.

CAGLIARI: Cragno (30′ Aresti), Faragò, Romagna, Andreolli (30′ Pisacane), Lykogiannis, Dessena, Colombatto, Barella, Ionita, Pavoletti (30′ Ragatzu), Farias.

(Secondo Tempo): Rafael, Padoin, Ceppitelli, Pisacane (60′ Capuano), Pajac, Castro, Cigarini, Deiola, Ragatzu (60′ Caligara), Sau, Han. All.; Maran

RAPPRESENTATIVA BARBAGIA: Mennella (46′ Meloni), Atzeni, Frau (35′ Floris), Mameli, Pili, Forma, Curreli, Boi, Secci, Noli, Lai (35′ Lungi) – Nel corso dell’incontro sono entrati anche Dembele, Mocci, Dearca, Patta, Soro. Selezionatore: Cadeddu.

ARBITRO: Usala di Cagliari.

RETI: 4′ Pavoletti, 17′ Farias, 30′ Dessena, 47′ Han, 58′ Ragatzu, 76′ Caligara, 77′ Deiola, 78′ Sau, 88′ Caligara.

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Maran: “Che emozione allenare il Cagliari”

Il nuovo allenatore del Cagliari Rolando Maran con il direttore sportivo Marcello Carli. Fonte www.cagliaricalcio.com

Rolando Maran inizierà ufficialmente il suo lavoro in Sardegna dal 1° luglio, ma la conferenza è stata già un’occasione per presentare a tutti la sua idea di squadra: «Il Cagliari dovrà essere artefice delle proprie prestazioni, non dovrà subire la partita ma essere attivo, dovremo uscire sempre a testa alta dal campo senza doverci mai rimproverare nulla. Un gruppo che si rispecchi nelle mie idee, questo è quello che vorrei portare. Sono convinto che passa tutto dal lavoro, dando una mentalità di squadra che dev’essere sempre e comunque positiva».

Il tecnico ha ricevuto richieste anche da altri club ma ha preferito il Cagliari: «In realtà non ho mai avuto dubbi, mi è bastato parlare con il Presidente e il Direttore. La progettualità e la voglia di crescere insieme sono le cose che mi hanno spinto maggiormente, voglio migliorarmi costantemente con questa società. So che qua potrò lavorare come piace a me, a 360 gradi agendo su tutti i fronti, questo mi dà stimoli importanti. Occorre inculcare nella testa dei giocatori che fino a prova contraria siamo noi più forti degli altri, cercando di far crescere l’autostima anche attraverso le sconfitte perché ci saranno partite dove incontreremo dei colossi e magari perderemo, ma sempre cercando di essere artefici della nostra prestazione. Questo è il mio credo».

Rolando Maran è stato accompagnato in conferenza dal Ds Marcello Carli: «Ci tengo innanzitutto a ringraziare Diego Lopez, la scelta di cambiare allenatore non è stata facile, Diego aveva fatto bene e salvato la squadra. Sempre dal confronto con il Presidente Giulini e con la dirigenza è scaturita la decisione di ingaggiare Maran: è un allenatore forte che sa lavorare alla grande in campo e sa dare mentalità alle squadre. Rolando ci ha dato la sensazione di essere uno che può far giocare la squadra: dovremo essere bravi a dargliela con certe caratteristiche. Maran ha esperienza, entusiasmo e capacità. Siamo davvero felici del suo ingaggio, è la scelta giusta per noi».

Marcello Carli ha parlato anche del mercato rossoblù: «Il nostro obiettivo è tenere la base, che pensiamo sia formata anche da giocatori di prospettiva. Dobbiamo farli crescere ancora, vorremmo che diventassero la forza di questa squadra. Partiamo da un’annata difficile, l’obiettivo principale sarà quindi quello di mantenere la categoria. Ma questo non vuol dire non poter sognare: tutte le sere quando penso alla mia squadra ho voglia di ottenere qualcosa di importante, ma questo lo si raggiunge solo con il lavoro».