28 October, 2026
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Il servizio di supporto alle cure domiciliari presso la Farmacia territoriale di Carbonia dell’ASL Sulcis Iglesiente ha una scadenza fissata al 31 dicembre 2026. I quattro lavoratori Domi Sanitas che lo assicurano non hanno ancora ricevuto risposte concrete sul futuro delle attività e dei propri posti di lavoro.
Si tratta di Marco Fadda e Chiara Demurtas, farmacisti, e Raimondo Diana e Salvatore Congia, ausiliari. Il loro lavoro riguarda il supporto alla predisposizione delle consegne
domiciliari di farmaci e dispositivi medici.
Secondo i dati operativi a disposizione dei lavoratori, il servizio supporta la rete delle cure domiciliari che assiste circa 800 pazienti, tra cui persone con SLA, patologie oncologiche
avanzate e necessità di cure palliative.
I lavoratori non affermano che questi pazienti resteranno senza assistenza. Chiedono però alle amministrazioni di spiegare come saranno organizzate le prestazioni dopo la scadenza e
quale futuro sarà previsto per il personale.
Secondo la loro ricostruzione, l’appalto nasce nel 2015, con una durata inizialmente prevista di tre anni. Almeno negli ultimi due anni il servizio è proseguito attraverso rinnovi e prosecuzioni, anche semestrali, senza una prospettiva stabile per i lavoratori.
Il 14 ottobre i quattro hanno scritto alla Presidenza della Regione Sardegna, all’assessorato della Sanità e alle direzioni di ASL Sulcis e ARES, chiedendo un incontro e un percorso concreto. La comunicazione è stata protocollata dalla Presidenza con il numero 0014594 e dall’assessorato con il numero 0008149.
Non avendo ricevuto risposte che chiariscano il futuro del servizio e del personale, il 28 ottobre hanno inviato un sollecito agli stessi destinatari.
«Siamo quattro lavoratori, ma dietro di noi ci sono quattro famiglie e anni di esperienza. Non possiamo accettare che il nostro numero diventi una ragione per essere ignorati.
Chiediamo di sapere chi sta seguendo la questione, quale soluzione si sta valutando e quando saremo ricevuti», dichiara Marco Fadda, referente Domi Sanitas per il servizio ADI.
La determinazione ARES n. 1237 del 5 maggio 2026 riconosce la necessità di proseguire le attività e rileva che il sistema di accreditamento non comprende tutte le prestazioni dei precedenti appalti.
I lavoratori chiedono di valutare prioritariamente l’internalizzazione del servizio e le possibilità di inserimento nell’ASL attraverso gli strumenti consentiti dalla legge. In alternativa, chiedono un nuovo affidamento con le tutele occupazionali applicabili.
In assenza di un confronto concreto, sono pronti a coinvolgere i sindacati e a promuovere presìdi, manifestazioni e iniziative pubbliche anche di forte impatto, sempre pacifiche e nel rispetto della legge.
La domanda rivolta alle amministrazioni è: chi garantirà queste attività dal 1° gennaio 2027 e che cosa accadrà ai quattro lavoratori?