9 December, 2022
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Il 31 gennaio a Serri (Sud Sardegna) si conclude la prima edizione del progetto “Archeosperimentando”, festival dedicato all’archeologia sperimentale e alla divulgazione della scienza archeologica.

Il progetto, svoltosi nel mese di settembre, è stato teatro di numerose iniziative di tipo culturale, racchiuse nella manifestazione chiamata “Archeosperimentando”. L’amministrazione comunale, con il contributo della Fondazione di Sardegna, ha portato avanti le sue politiche di valorizzazione e divulgazione del patrimonio culturale locale, in particolare l’archeologia, insieme alla promozione del santuario Nuragico di Santa Vittoria di Serri, gestita dalla cooperativa Acropoli Nuragica.

Da anni, infatti, l’Amministrazione comunale serrese ha puntato sull’archeologia quale catalizzatore e diffusore non solo culturale, ma anche e soprattutto economico. La convinzione è quella, infatti, di un paese che possa vivere grazie al turismo, contribuendo così alla crescita di tutto il territorio.

Il 31 gennaio, in occasione della chiusura del progetto, sarà presentato al pubblico il cortometraggio Bias de trigu – Un viaggio tra storia e tradizione, con la regia di Fabio Ortu – Terra del Punt e con la collaborazione scientifica di Federico Porcedda, Samuele Antonio Gaviano, Giovanna Fundoni, Luca Doro, Claudio Bulla, Valeria Congiatu, Riccardo Cicilloni, Juan Antonio Camara Serrano, Liliana Spanedda, Massimo Casagrande, Gianfranca Salis e Chiara Pilo.

Alla realizzazione del cortometraggio hanno partecipato anche i volontari del Servizio Civile del comune di Serri, un gruppo di massaie locali del CAS (Centro di Aggregazione Sociale) e gli archeologi del laboratorio RIPAM dell’Università di Sassari.

Il corto racconta il pane nella storia di Serri e della Sardegna. Un lavoro di valorizzazione, ricerca e riscoperta di tradizioni che hanno basi millenarie. La coltivazione del grano e la lavorazione del pane, dal periodo nuragico alle tradizioni di un passato recente. Un piccolo centro dell’isola che si racconta, si raccoglie e unisce attorno alla propria terra ed alla propria storia contadina. Un progetto di ricerca scientifica ed archeologica che scopre e dimostra come la lavorazione del grano e la panificazione fosse sapere comune per la civiltà nuragica.

Il cortometraggio, inoltre, verrà presentato durante il Firenze Archeofilm, Festival internazionale del cinema di archeologia, arte ed ambiente. Il festival è organizzato dalla rivista, edita da Giunti, Archeologia viva e si svolgerà dall’11 al 15 marzo.

Archeosperimentando è stato ideato e promosso dal Comune di Serri, grazie anche alle collaborazioni con il laboratorio RIPAM (Ricerche Integrate di Protostoria e Archeometallurgia della Sardegna) e l’associazione Sicut Erat; non mancano i preziosi contributi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’Università degli Studi di Cagliari e Sassari, nonché dell’Universidad de Granada, dei giovani volontari del Servizio Civile Nazionale (in corso a Serri per il secondo anno), della Comunità Montana Barbagia di Seulo, del Laboratorio di Archeologia del Paesaggio (LArP) dell’Università degli Studi di Cagliari, del Consorzio Turistico dei Laghi e della cooperativa L’acropoli nuragica, che gestisce l’area archeologica di Santa Vittoria a Serri.

Il programma dell’evento, oltre alla conferenza di chiusura del progetto Archeosperimentando, prevede la presentazione ufficiale delle attività culturali che avranno luogo in occasione del 250° anniversario della costruzione della chiesa di Sant’Antonio. Al termine verrà inaugurato il nuovo diorama del pozzo sacro di Santa Vittoria, che sarà esposto nelle strutture comunali.

«La valorizzazione del patrimonio culturale passa anche attraverso un’attenta attività di divulgazione scientifica – ha detto il sindaco di Serri, Samuele Gaviano -. Il progetto Archeosperimentando sviluppato a Serri in questi mesi ha coinvolto attivamente studiosi e appassionati di archeologia, ragazzi e adulti in differenti attività, e si conclude con il cortometraggio, un lavoro accurato sulla storia del grano che coniuga attività di studio e promozione. Un modo anche questo per trasmettere alle future generazioni i valori identitari e culturali del nostro paese.»

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La settima edizione di Saboris Antigus accoglie Serri tra i Comuni storici della manifestazione, arrivando così a quota sette. Il paese, domenica 24 novembre, aprirà cortili e pratzas per l’esordio in questa sagra enogastronomica che si è fatta amare nel territorio nel corso degli anni. Saranno preparati i piatti della tradizione antica, e saranno offerte degustazioni ai visitatori: tra queste il torrone e la carne di cinghiale. Di richiamo il torneo de sa murra e la scuola di ballo sardo in piazza. Ancora, consigliato e da non perdere, su caffei de is aiaius e il concerto serale tutto in rosa. Per le vie del centro storico ci sarà l’accensione de is foghidoneddus. Numerosi saranno anche gli espositori, gli artigiani locali con le loro opere e il percorso antichi mestieri, ancora l’iniziativa Saboris de binu, itinerario nel centro storico alla scoperta dei vini e prodotti tipici.

«Fervono i preparativi per Saboris Antigus che si terrà per la prima volta a Serri. Sarà una bella festa di comunità e di territorio, occasione per far conoscere il patrimonio identitario, antiche ricette e tradizioni, i saperi e i sapori del passato – dice il sindaco di Serri, Samuele Gaviano -. Apriamo le porte del nostro paese, is pratzas e is domus nel centro storico, dove si può ancora godere dell’immagine della vita quotidiana di un tempo: le donne che preparano il pane in casa, gli antichi mestieri e le attività agro pastorali che regolano l’economia locale. Sarà possibile visitare il Santuario nuragico di Santa Vittoria con gli scavi nel recinto delle feste aperti al pubblico, e poi ancora gli edifici storici, le chiese, l’antica arte dei muretti a secco e tanto ancora. Saboris Antigus – conclude Samuele Gaviano – contribuisce così a far conoscere i nostri piccoli paesi, ricchi di bellezze archeologiche, ambientali e gastronomiche.»

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Il comune di Serri ha ricevuto il Premio nazionale Bandiera Verde agricoltura 2019. Nella sala della Protomoteca del Campidoglio, a Roma, erano presenti il sindaco Samuele Gaviano e l’assessore della Cultura Federico Porcedda.

Serri è stato l’unico comune Italiano a ricevere il rinnovo del riconoscimento legato alle buone pratiche sulla valorizzazione del paesaggio, la salvaguardia dell’ambiente e delle antiche tradizioni, la promozione culturale, la tutela delle attività agricole e dei prodotti tipici.

Il comune di Serri aveva ricevuto il premio anche nel 2016 e la commissione ha ritenuto meritevole di rinnovo per le iniziative portate avanti in questi tre anni.

«Abbiamo dedicato il premio agli amministratori comunali, attuali ed ex, e a tutti i compaesani che collaborano in attività di valorizzazione e promozione – ha detto il sindaco, Samuele Gaviano -. Diverse sono le iniziative portate avanti in questi ultimi anni: la caratterizzazione ambientale nel Santuario nuragico di Santa Vittoria, il progetto di recupero dei muretti a secco patrimonio UNESCO, il piano d’azione per le energie sostenibili, il marchio De.CO, il piano particolareggiato del centro storico, gli scavi archeologici e tanto ancora.»

 

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“Sa die de is saboris antigus in is bias de su trigu”, meglio conosciuta come Saboris Antigus, arriva alla sua settima edizione e porta in squadra un altro Comune, ovvero Serri, che si unisce al gruppo storico e consolidato, arrivando così a un totale di sette Amministrazioni: Gergei, Nurri, Suelli, Selegas, Siurgus Donigala, Serri e Guasila.

Inaugura l’edizione 2019 Gergei, con partenza e apertura del programma della manifestazione il 3 novembre, segue Selegas il 10 novembre, Siurgus il 17, Serri il 24, Suelli il primo dicembre, Guasila per l’Immacolata l’8 dicembre, e chiude Nurri il 22 dicembre.

Non solo evento enogastronomico, ma anche culturale.
E da qui la scelta di aprire le antiche dimore e le chiese ai visitatori e ai turisti, di rendere visitabili i siti archeologici, mentre ad animare i centri storici ci penseranno artigiani e hobbisti con dimostrazioni pratiche del loro lavoro e l’esposizione e la vendita delle loro creazioni.

L’evento enogastronomico è il cuore della manifestazione e ha l’obiettivo di promuovere i prodotti tipici e le eccellenze locali, oltre a far conoscere le piccole realtà presenti nei nostri paesi: il lavoro degli agricoltori, per esempio, che con grande impegno e maestria coltivano la terra con le tecniche tradizionali e producono prodotti genuini, che permettono di mettere sulle nostre tavole piatti dal gusto antico. Ogni Comune attraverso le degustazioni cercherà di presentare e valorizzare i propri piatti tipici e le produzioni locali. Ricordiamo che anche grazie a manifestazioni come questa le realtà del nostro territorio si stanno affermando a livello nazionale e internazionale, facendo conoscere i nostri paesi nel mondo.

Le giornate delle manifestazioni saranno allietate da musica, balli e intrattenimento per adulti e ragazzi. Per chiudere ogni serata ci sarà il concerto di vari artisti di spicco del panorama musicale isolano.

La manifestazione è stata illustrata questa mattina durante una conferenza stampa nella sala al sesto piano dell’assessorato regionale del Turismo a Cagliari, viale Trieste 105. Presenti i sette sindaci dei Comuni promotori della manifestazione.

SERRI. Il nuovo arrivato, il sindaco del comune di Serri Samuele Gaviano, ha commentato di essere molto soddisfatto di prendere parte a Saboris antugus e «di essere stato accolto dagli altri Comuni come in una grande famiglia». Il primo cittadino ha inoltre aggiunto che: «Potremmo così contribuire a valorizzare e promuovere uno straordinario angolo di Sardegna, tra Sarcidano e Trexenta, ricco di bellezze archeologiche, ambientali e gastronomiche. Apriamo le porte del nostro paese, is pratzas e is domus nel centro storico dove si possono ancora ammirare le donne che preparano il pane in casa, gli antichi mestieri e le attività agro pastorali che regolano l’economia locale. Sarà possibile visitare il Santuario nuragico di Santa Vittoria, gli scavi nel recinto delle feste aperti al pubblico, e poi ancora gli edifici storici, le chiese, l’antica arte dei muretti a secco e tanto ancora. Sarà una bella festa di comunità e di territorio, occasione per far conoscere il patrimonio identitario, antiche ricette e tradizioni, i saperi e i sapori del passato».

SELEGAS. «Storia, tradizioni, saperi e sapori di una volta ci accompagneranno durante tutta la giornata di domenica 10 novembre per le vie di Selegas. All’interno del centro storico gli antichi mestieri e i prodotti locali esposti da centinaia di stand – ha dichiarato il primo cittadino Alessio Piras – daranno vita alla manifestazione. Sarà possibile assistere e partecipare ai vari laboratori della lavorazione della pasta fresca dei dolci tipici seleghesi, lavorazione del pane, del formaggio e della ricotta. Il tutto allietato dalle musiche degli strumenti tipici sardi. Un percorso che ci riporterà nel passato facendoci riappropriare delle antiche tradizioni, con uno sguardo, il nostro, sempre al futuro perché certi dell’importanza e del potenziale di questa manifestazione come ricaduta economica e turistica per il comune di Selegas per il nostro territorio e per tutta la Sardegna. Da non perdere, appuntamento alle ore 16 a “Sa Ziminera”, il taglio della torta da record di Saboris Antigus e, alle ore 18.00, il concerto dei Tazenda.»

NURRI. «Con Saboris Antigus, ormai alla settima edizione – ha commentato il sindaco Antonello Atzenisi consolida e fortifica un rapporto tra due territori limitrofi. Una grande occasione per far conoscere i nostri paesi all’esterno, mediante la promozione di eventi turistici e culturali, artistici ed enogastronomici.»

GERGEI. «L’evento è una ottima vetrina – ha detto il sindaco del paese Rossano Zeddaper far conoscere il nostro paese dal punto di vista culturale e architettonico con la possibilità di visitare le numerose chiese, prima fra tutte la Parrocchiale di San Vito Martire, e le antiche Domus che per l’occasione aprono ai visitatori i loro portoni e ripropongono al loro interno dimostrazioni delle lavorazioni artigianali, e l’esposizione dei piatti tipici. Antichi mestieri ormai perduti e vecchi sapori che fanno rivivere i ricordi degli anziani, e accendono in più la curiosità dei ragazzi. Sarà possibile passeggiare tra le vie del centro storico, assistere all’antico rito de “sa mullidura” e fare colazione con il latte appena munto, scoprire come si realizza in modo artigianale l’acquavite.»

SIURGUS DONIGALA. «Il tema centrale scelto per il nostro Saboris Antigus di quest’anno – ha detto Antonello Perra, primo cittadino del paese – è quello di rivivere una giornata della vita quotidiana di alcuni secoli fa. Nel mese di novembre, dove era forte il ricordo dei defunti che si esprimeva nel modo di vestire, nel cucinare e nell’essere di animo gentile. Usanze come “is animeddas” per i bambini o sa “mandada” al vicino di casa che, ricambiava con le poche cose disponibili (dolcetti de tottus is santus”, fichi secchi e melagrane), ci riportano a un tempo passato. Proprio questo sarà quello che si potrà percepire il giorno di Saboris a Siurgus Donigala, mentre si passeggia dalla Casa del Conte alla Casa del pane. A questo si aggiungeranno tutte le altre manifestazioni che ci ricordano che siamo un paese incline al divertimento, ma nel segno delle tradizioni.»

SUELLI. «Nelle suggestive stradine del centro storico – ha raccontato il sindaco Massimiliano Garau – si potranno gustare i piatti della cucina suellese, gioire dei profumi dell’inverno, ammirare le antiche usanze e i costumi, udire le musiche e respirare la magia del Natale di un autentico borgo in festa. I monumenti, le opere d’arte, le chiese e l’antico santuario di San Giorgio Vescovo di Suelli, vi racconteranno con fierezza di un luogo eletto a simbolo di fede.»

GUASILA. «L’obiettivo di Saboris Antigus a Guasila è quello di far rivivere una giornata all’insegna della tradizione e della riscoperta dell’identità collettiva – ha detto Paola Casula, sindaca di Guasila -. Quest’ultima credo sia il punto focale di tutta la manifestazione in quanto permette anche alle nuove generazioni di avere la consapevolezza della propria storia, delle proprie tradizioni, riuscendo così a preservarne il valore. Partendo da questo, si può accettare la sfida che viene posta davanti loro per il futuro. Quello che cerchiamo per il futuro, sono convinta, è la nostra stessa comunità a offrircelo.»

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Unire il fascino del passato nuragico sardo alla vitalità dell’arte contemporanea, tra pittura e fotografia, attraverso convegni, mostre e visite guidate nel cuore del Sarcidano, proponendo una proposta di turismo culturale che unisca archeologia, natura, enogastronomia.

Da giovedì 28 a domenica 31 dicembre, ad Isili e Serri, si svolgerà la manifestazione “Artecracy.eu: l’arte contemporanea in Sardegna”, organizzata dall’associazione Youth Caravella, con il contributo dell’Assessorato regionale del Turismo e la collaborazione dei Comuni  di Isili e Serri, del Santuario Nuragico Santa Vittoria di Serri, dall’associazione culturale Artecrazia e del giornale on line Artecracy.eu.

 La manifestazione prenderà il via giovedì 28  dicembre, alle 10.30, nella sala del Centro sociale culturale di Isili (corso Vittorio Emanuele), con una conferenza di presentazione: saranno presenti i sindaci di Isili e Serri, Luca Pilia e Samuele Gaviano, Daniele Lastretti, curatore mostra d’arte, e l’archeologa Alessandra Saba.

Alle 16.30, presso il Monte Granatico (piazza Costituzione), verrà inaugurata la mostra d’arte contemporanea “Volcano ed altri cicli” di Antonio Mallus; alle 17.00, visita guidata all’esposizione. La mostra ripercorre il percorso artistico di Mallus, formatosi nel clima neoavanguardistico degli anni Settanta ed avendo come maestri spirituali Kandinsky, Mondrian ed il primo Futurismo. La mostra sarà visitabile sino al 7 gennaio 2018 (il 31 dicembre aperta solo la mattina, il 1° gennaio aperta solo la sera), dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

Venerdì 29 dicembre, alle 10.30, all’interno del Santuario nuragico Santa Vittoria di Serri, si terrà una conferenza (sarà presente il sindaco Gaviano, Sara Costa, curatrice della mostra fotografica, e l’archeologo Giacomo Paglietti, direttore area archeologica Santa Vittoria). Alle 12, partirà una visita guidata al sito archeologico di Santa Vittoria. Immerso in un habitat di notevole interesse naturalistico, il Santuario è uno dei più importanti complessi cultuali della Sardegna nuragica. È situato sull’estremità occidentale della Giara di Serri, tra le regioni storiche della Marmilla e del Sarcidano, in un’area complessiva di circa 22 ettari.

Alle 16.30, al Monte Granatico (piazza Sant’Antonio), verrà inaugurata la mostra fotografica “Sguardi” del fotografo Pier Paolo Fusciani; a seguire la visita guidata condotta da due storici dell’arte. Le fotografie di Fusciani raccontano, attraverso i volti, il vissuto delle persone. Volti senza età per cogliere il momento più intenso, lo sguardo dove si concentrano tutti i nostri sentimenti: amore, tenerezza, rabbia, meraviglia, passione e malinconia. La mostra sarà visitabile sino al 7 gennaio 2018 (il 31 dicembre aperta solo la mattina, il 1° gennaio aperta solo la sera), dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00. Parte della mostra sarà allestita anche presso il Santuario Nuragico Santa Vittoria e sarà visitabile durante l’orario di apertura del sito archeologico, a partire dalle 9.00.

Sabato 30 dicembre, l’evento fa tappa nuovamente ad Isili, alle 10.30, con la visita guidata alla Chiesa di San Sebastiano sul  lago omonimo; alle 14.30, si terrà la visita guidata al nuraghe Is Paras, chiamato così perché il terreno su cui è stato costruito, sulla cima di una piccola collina nel nord del paese, era di proprietà dei Padri Scolopi. La sua forma è quella di un nuraghe trilobato, formato cioè da un bastione triangolare con tre torri agli angoli, e della mirabile volta a tholos nella sua camera centrale.

Per prenotare le visite guidate è necessario contattare la mail: associazione.artecrazia@gmail.com .