14 August, 2026
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Dopo i trionfi romani, l’Italia Green Film Festival che ha premiato Papa Francesco e il premio Oscar Giuseppe Tornatore, presenta la sua prima “Summer Edition”: un ritiro boutique nell’Isola di San Pietro in Sardegna per riscoprire un “nuovo umanesimo”.
«Ci sono festival che occupano gli spazi e festival che li trasformano. L’Italia Green Film Festival appartiene da sempre a questa seconda categoria. Siamo stati abituati a vederlo abitare le architetture solenni della Capitale: il taglio del nastro tra le navate del Parlamento, le serate di gala al Teatro dell’Opera o al Teatro Argentina, le idee lanciate da Palazzo delle Esposizioni, Palazzo Valentini e Villa Altieri. Un percorso istituzionale altissimo, impreziosito da un Albo d’Oro che pare una mappa del pensiero globale: dalla guida spirituale di Papa Francesco alla sensibilità pionieristica di Re Carlo III, dalla poesia visiva del Premio Oscar Giuseppe Tornatore, a Franco Nero, al maestro Silvano Agosti, alla tutela della biodiversità rappresentata dalla Tenuta del Presidente della Repubblica di Castelporziano», afferma il fondatore e direttore artistico dell’Italia Green Film Festival, Pierre Marchionne.
Ora, per la sua prima estensione estiva, annunciata dalla Direttrice Esecutiva del Festival, Silvia Armeni, già dallo scorso 30 aprile alla Camera dei deputati in occasione del Taglio del Nastro, l’Italia Green Film Festival ‘sbarca’ nel Sud Sardegna, all’Isola di San Pietro, Carloforte, di cui ella stessa è originaria.

«Fin dal momento della nomina afferma Silvia Armeniho fortemente desiderato portare il festival in questo luogo speciale, in cui i miei avi hanno realizzato gesta rilevanti, come la bonifica di varie parti del territorio locale. Affezione personale a parte, San Pietro è oggettivamente una location che si sposa perfettamente con i valori dell’Italia Green Film Festival: nel 2025, infatti, è stata classificata come l’isola più sostenibile d’Italia, oltre ad essere Oasi LIPU, ribattezzata ‘l’isola dei falchi’ per la presenza del Falco della Regina, che migra ogni anno dal Madagascar per nidificare proprio qui. Va da se’ che l’Isola costituisca una location ideale per ospitare una manifestazione estiva di sensibilizzazione su questioni ambientali e sociali, che costituiscono il focus del Festival.»
A tal proposito, Pierre Marchionne afferma: «Quando la tentazione del mainstream avrebbe potuto suggerire palcoscenici più mondani, il Festival ha scelto la via della natura più incontaminata e selvaggia. Una decisione che non è solo geografica, ma profondamente filosofica. Carloforte si configura come una boutique destination, la cornice ideale per un evento riservato, esclusivo non per censo, ma per consapevolezza. Una community di ‘eletti’ – intesi nel senso più nobile di menti illuminate, amministratori locali visionari, artisti, registi e studenti – chiamata a raccolta in un vero e proprio incubatore di idee al centro del Mediterraneo, da dove è ancora possibile ascoltare il silenzio, ritornare a vedere le stelle, in una natura selvaggia e incontaminata. L’Isola di San Pietro con i suoi 400 ettari di oasi protetta, è “un’isola nell’isola”, una rotta che impone ‘un viaggio nel viaggio’. In un’epoca dominata dall’ anestesia mentale’ causata dallo scrolling continuo sui social network, l’Italia Green Film Festival propone qui il proprio rimedio per un Nuovo Umanesimo: la riscoperta delle emozioni concretamente vissute e condivise con gli altri nella
quotidianità. L’obiettivo reale e morale al tempo stesso è uno solo: ritornare ad essere umani. E per farlo, sembra dirci questo Festival, è necessario disconnettersi dal rumore di fondo, ritornare ad ascoltare il silenzio della natura selvaggia, ritornare a vedere le stelle. E questo lo si può fare solo da questo luogo unico e magico, come l’Isola di San Pietro».
La manifestazione ideata e organizzata in loco dalla Direttrice Esecutiva del Festival, Produttrice e Sociologa, Silvia Armeni, in accordo con il direttore artistico Pierre Marchionne, prevede il trattamento di tematiche ambientali e sociali in chiave multidisciplinare : la mostra d’Autore sul randagismo ‘Attraverso i nostri occhi’ della fotografa Alessandra Cossu, allestita al CineTeatro Cavallera assieme al fotografo e videomaker Fabrizio Bibi Pinna – divenuta anche un omonimo documentario andato in onda su Rai Tre lo scorso 17 maggio – prodotta e presentata dall’attrice sarda di fama internazionale Caterina Murino – già premiata nella scorsa edizione del Festival per il suo impegno Green e social-, la cui raccolta fondi verrà devoluta all’associazione animalista locale ‘A.C.U’.A.”; i due Green Talk: con Chiara Vigo, Maestro di bisso e Piero Addis, biologo marino e professore associato di Ecologia dell’Università degli Studi di Cagliari nonché la presentazione della serie ‘Sardinia Green Trip’, prodotta dalla Sardegna Film
Commission, alla presenza del regista Andrea Mura e della produttrice esecutiva Chiara Andrich; le proiezioni dei film ‘Milarepa’ di Louis Nero e ‘La terra delle donne’ di Marisa vallone, entrambi girati totalmente in Sardegna e vincitori rispettivamente dei premi ‘Miglior regia’ e ‘Miglior Film’ nella categoria Green Set, durante le ultime edizioni del festival, alla presenza del regista Louis Nero e di parte dei relativi cast: Diana Dell’Erba e Hal Yamanouchi, Paola Sini e Syama Rayner; i laboratori di EcoArte per bambini diretti dagli artisti Massimo Lumini e Marco Nateri; lo spettacolo di Clowntherapy ‘Io e me’ dell’attrice e autrice Isabel Sardu; la presentazione della saga editoriale ‘ Sandahlia’ dello scrittore Stefano Piroddi, sulla storia nuragica delle Sardegna, curata dalla giornalista Susanna Lavazza; il Gala finale ‘Return to Human: l’Arte che sostiene la Vita’, a offerta libera con raccolta fondi in favore della Croce Azzurra di Carloforte, condotto dal noto presentatore Anthony Peth, con esibizioni e premi alle eccellenze artistiche regionali che operano a sostegno dell’ambiente e dei valori sociali fondamentali, come l’attore e regista Jacopo Cullin, noto al grande pubblico per il film ‘L’uomo che compro’ la luna’ di Paolo Zucca e la serie RAI di successo ‘Lolita Lobosco’, l’autore, conduttore televisivo e regista teatrale e cinematografico Gianluca Medas, il regista emergente Paolo Lubinu, il talento cinematografico emergente, Rose Aste, originarla proprio di Carloforte, distintasi nell’intensa interpretazione in ‘Anna’ di Marco Amenta, l’apprezzata attrice Sabina Zicconi, nonché la sfilata di Alta Sartoria Etica di tradizione settecentesca con la stilista sarda di origine greca Marinella Staico e quella della nota Maestra orafa Maria Conte; e ancora il previsto premio alla Carriera e alla divulgazione scientifica al noto autore e conduttore Roberto Giacobbo; il riconoscimento alla conduttrice tv Tessa Gelisio per il suo impegno in favore dell’ambiente tramite la For Planet Onlus; atteso, infine, il premio alla Carriera all’attore giapponese Hal Yamanouchi, protagonista oltre che dei film in programma, di decine di film nazionali ed internazionali, tra cui il famoso ‘Wolverine L’immortale’ della Marvel, ma altresì attivo da anni con numerose attività artistiche finalizzate all’integrazione culturale tra l’Italia e il Giappone.
Non mancheranno ovviamente la danza e la musica ispirate al cinema e alle tematiche del festival con le coreografie delle maestre Michela Borghero e Lia Marocci con Fabio Morrocu; le esibizioni live del sassofonista Renzo Durante; del cantante Sebastiano Mocci, vincitore del Festival Mogol Battisti nel 2022; della cantante Elsa Cherchi, concorrente dello show RAI ‘Standing Ovation’ nel 2017; della soprano Tiziana Cherchi accompagnata dalla pianista, compositrice nota anche in Spagna e Direttrice del coro di Carloforte, Bianca Albezzano, che renderanno omaggio alla memoria della soprano lirico internazionale Limbania Leoni di Carloforte; del giovane pianista prodigio Pietro Granara, terzo classificato al concorso internazionale WPTA Italy – World Piano Competition; ed un finale coinvolgente con il ‘Movie Dance Party’ – DJ set di Tore Saliu.
L’Italia Green Film Festival – Carloforte 1st Summer Edition, che si svolgerà il 6, 7 e 8 agosto tra le storiche locations carlofortine del CineTeatro Cavallera – messo gentilmente a disposizione per le tre giornate – e di Piazza Pegli, è realizzata grazie al contributo del Comune e della Pro Loco di Carloforte e di tantissime aziende che hanno sostenuto con entusiasmo l’iniziativa.
La manifestazione è patrocinata dalla Regione Sardegna, dalla Provincia del Sulcis Iglesiente, dal WWF – partner storico del Festival- dal Dipartimento Sardegna dell’Associazione Nazionale Sociologi, dalla Croce Azzurra di Carloforte e dall’Associazione contro la violenza ‘Donne al Traguardo’.

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L’Associazione Culturale La Settima Arte presenta al pubblico isolano l’ultima straordinaria opera di Silvano Agosti “Ora e sempre riprendiamoci la vita”, alla presenza e con la partecipazione in sala del regista. 

Un vero e proprio evento che, dopo il successo al Festival di Locarno 2018, approda in Sardegna per una sola ed imperdibile data, sabato 20 ottobre, alle ore 21.00, presso lo spazio del Greenwich D’Essai, in via Sassari 65/67, a Cagliari. 

Un momento prezioso per riflettere assieme all’autore, su un decennio, quello a cavallo tra il 1968 e il 1978, costellato da eventi politici, sociali ed economici che hanno indelebilmente segnato i nostri tempi e che troppo spesso vengono sommariamente assemblati sotto il titolo “anni di piombo”, escludendo sfumature e sfaccettature invece essenziali per la comprensione di uno spaccato storico così eccezionale.

Si tratta di un film documentario che dalla storia punta dritto al cuore dello spettatore, convogliando quella straripante energia di lotta, emozioni ed aspirazioni verso una costruttiva disamina del presente. Le icone visive dell’infuocato decennio, dalla strage di Piazza Fontana agli scontri di Valle Giulia sino alla tragedia de treno Italicus, sfilano come memoria attiva e corroborante per le coscienze odierne, in un sapiente montaggio a cui Silvano Agosti ha lavorato a lungo per mantenere quella “purezza necessaria” da affidare alle nuove generazioni. Un’opera vibrante, materica, senza trucchi e senza inganno, che sfugge a ogni facile filtro nostalgico sull’intreccio di immagini e testimonianze dirette di personaggi come Dario Fo, Bernardo Bertolucci, Mario Capanna, Pietro Valpreda.

Alle ore 21.00, il regista incontrerà il pubblico, in un contesto aperto e spontaneo in cui la “scaletta” dei tempi sarà dettata dalla reciprocità umana e dialettica autore/spettatore. A seguire la proiezione del film documentario.

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Ultimo appuntamento in calendario, domani pomeriggio (venerdì 16 dicembre) a Cagliari, per la decima edizione del festival Creuza de Mà: in collaborazione con il Ce.D.A.C. Sardegna, nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna (in via San Salvatore da Horta), è in programma l’incontro con due compositori che hanno contribuito a disegnare la musica per cinema degli ultimi quarant’anni: Nicola Piovani e Franco Piersanti. A dialogare con loro ci saranno il regista Gianfranco Cabiddu (Piovani ha firmato le musiche per il suo primo film, “Disamistade”, del 1988; Piersanti, invece, quelle per “Il figlio di Bakunin” e il recentissimo “La stoffa dei sogni”) ed il compositore e musicologo Riccardo Giagni. Si comincia alle 17.30 con ingresso libero fino a esaurimento posti. Inserito nel programma dei Pomeriggi della Fondazione promossi dalla Fondazione di Sardegna, l’incontro chiude il decimo Creuza de Mà e apre il ciclo di appuntamenti “Oltre la Scena” del Ce.D.A.C.

Nicola Piovani sarà protagonista fino a domenica 18 dicembre al Teatro Massimo di Cagliari per la Stagione de La Grande Prosa firmata Ce.D.A.C. con “La Musica è pericolosa” – un Concertato tra parole note e immagini che ripercorre i momenti e gli incontri più significativi della sua intensa carriera di compositore di musiche per il cinema e il teatro – con i grandi protagonisti del Novecento da Federico Fellini a Fabrizio Dé André.

Settant’anni compiuti a maggio, pianista e direttore d’orchestra, dopo il debutto in un lungometraggio di Silvano Agosti nel 1969, Nicola Piovani intraprende una carriera che lo porterà a scrivere musica per i maggiori registi italiani: Marco Bellocchio, Mario Monicelli, Paolo e Vittorio Taviani, Nanni Moretti, Nanni Loy, Giuseppe Tornatore, tra gli altri, e Federico Fellini, che si è rivolto a lui per i suoi ultimi tre film. Premio Oscar per la colonna sonora di “La vita è bella” di Roberto Benigni, il musicista romano conta tra gli altri premi in bacheca tre David di Donatello, tre Nastri d’argento, due Ciak d’Oro, quattro premi Colonna Sonora, il Globo d’Oro della stampa estera e il Premio Elsa Morante. Sin dall’inizio Piovani affianca al lavoro nel cinema quello per il teatro, scrivendo musiche di scena per allestimenti di Carlo Cecchi, Luca De Filippo, Maurizio Scaparro e Vittorio Gassman. Alla fine degli anni Ottanta inizia il sodalizio artistico con Vincenzo Cerami con cui fonda, insieme all’attore Lello Arena, la Compagnia della Luna, con l’intento di dare vita a un teatro dove musica e parola interagiscano sul piano espressivo. Autore anche di canzoni, negli anni Settanta compone a quattro mani con Fabrizio De André gli album “Non al denaro, non all’amore né al cielo” e “Storia di un impiegato”, mentre è del 2013 “Cantabile”, il suo primo disco di canzoni, con le voci di cantanti e amici come Francesco De Gregori, Peppe Servillo, Giorgia, Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia, Tosca, Gigi Proietti, Roberto Benigni, Jovanotti, Vittorio Grigolo, Noa e Gianni Morandi.

 Classe 1950, romano di nascita e formazione (diplomato in contrabbasso al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha studiato composizione e direzione d’orchestra), assistente di Nino Rota fra il 1975 e il 1977, Franco Piersanti è approdato alla composizione per il cinema con il primo lungometraggio di Nanni Moretti, “Io sono un autarchico”, inaugurando un sodalizio seguito poco dopo da quello, ugualmente fortunato, con Gianni Amelio. Autore delle musiche per film di Ermanno Olmi, Bernardo Bertolucci, Daniele Luchetti, Carlo Lizzani, Cristina Comencini, Mimmo Calopresti, Marco Tullio Giordana, Roberto Faenza, Carlo Mazzacurati, Margarethe Von Trotta, Emanuele Crialese, Marco Risi e Paolo Virzì, tra gli altri, conta tra le collaborazioni televisive quelle con Maurizio Zaccaro e con Alberto Sironi, in particolare nelle fortunata serie del commissario Montalbano tratta dai romanzi di Andrea Camilleri. Impegnato fin dagli anni Settanta anche nella composizione per la scena, Franco Piersanti ha firmato le musiche per una cinquantina di allestimenti teatrali, mentre il suo catalogo di musica da concerto comprende svariate composizioni orchestrali e da camera. Tra i riconoscimenti alla sua attività di compositore di musiche per il cinema, tre David di Donatello, due Grolle d’oro, due Nastri d’argento, sette Ciak d’oro, un Globo d’Oro, tre premi “Ennio Morricone” al Festival internazionale del film di Taormina e il premio UCMF – Union Des Compositeurs De Musiques De Films Miglior Colonna Sonora al Festival di Cannes 2007.

Franco Piersanti è stato anche artefice, lo scorso novembre a Cagliari, della prima edizione della Masterclass di composizione musicale per il cinema istituita dal festival Creuza de Mà e intitolata a Sergio Miceli, il musicologo fiorentino scomparso di recente, che per primo ha contribuito, attraverso la sua attività di ricerca, a inserire la storia e l’analisi della musica per film nell’ambito delle discipline accademiche. Un progetto di formazione unico in Italia, sostenuto da un comitato che ha come presidente onorario Ennio Morricone, e che riunisce i compositori Carlo Crivelli, Daniele Furlati, Nicola Piovani e Franco Piersanti (che con Sergio Miceli ha avuto modo di tenere dei corsi di composizione per il cinema in co-docenza), i registi Giuseppe Tornatore, Marco Tullio Giordana, Daniele Luchetti e Alberto Sironi, il montatore Roberto Perpignani, il produttore Carlo Degli Esposti, la presidente della Fondazione Cinema per Roma Piera Detassis, i musicologi Renata Scognamiglio e Antonio Trudu, il giornalista e critico musicale Alberto Dentice, il compositore e musicologo Riccardo Giagni, il Centro sperimentale di cinematografia di Roma e il concorso internazionale di musica per immagini “Francesco Angelo Lavagnino”.

I frutti della prima edizione della Masterclass “Sergio Miceli” sono stati al centro del concerto che si è tenuto domenica scorsa all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari, e che ha visto l’esecuzione delle sette migliori composizioni realizzate su varie sequenze filmiche da altrettanti allievi del corso: Tatiana Caselli, Massimo di Paola, Debora Mameli, Alberto Locci, Stefano Tore e Roberto G. Pellegrino.