22 September, 2026
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Il 4 settembre scorso ho avuto il privilegio di intervenire a nome della famiglia di Velio Spano e Nadia Gallico a Teulada al Convegno organizzato dall’Associazione Culturale Is Sinnus, con il patrocinio del Senato della Repubblica, del Comune ed il sostegno del Gruppo Marinedi in concomitanza con la posa di una targa sulla casa natale di mio nonno che, però, li ricorda entrambi.
Con la famiglia siamo grati a chi ha promosso, aderito, sostenuto, patrocinato e partecipato a questa iniziativa, che, però, non consideriamo un suggello, bensì un seme per il presente ed il futuro che ci interrogano.
La nostra gratitudine va anche alla Sen. Stefania Pucciarelli, a Luciano Piras, alla compagna Ilaria Portas ed ai compagni Antonangelo Casula e Tore Cherchi per i loro generosi interventi.
Di seguito il testo del mio contributo.
I miei nonni fecero le loro scelte quando nazifascismo e colonialismo erano tutt’altro che alla fine, la guerra era di nuovo alle porte, antifascismo e anticolonialismo erano minoritari, illegali, perseguitati, senza prospettiva apparente.
Senza certezze retrospettive scommisero la giovinezza e la vita contro forze soverchianti, sulla parte minoritaria e perdente, convinti che alla fine avrebbe prevalso; Nonna si definiva una “inguaribile ottimista” .
Nel ‘38 Nonno Velio arrivò in Tunisia, dove conobbe Nonna Nadia. Aveva 34 anni e lei 23. Si amarono, si sposarono, ebbero le prime due figlie e trovavano anche il tempo di andare al mare, malgrado due condanne a morte, clandestinità, deportazioni, torture, intensa lotta antifascista coi compagni del Partito Comunista Tunisino di diversa origine e ceto coi quali instaurarono affetti ed amicizie lunghe e solide e condivisero una “vita spericolata”.
Nonno diceva che erano stati gli anni più belli della sua vita.
A diciassette anni, subito dopo la marcia su Roma, Nonno si iscrisse alla Federazione giovanile comunista; che tempismo!
Nel ’24, a Roma, consolidò la sua scelta comunista frequentando Gramsci col quale ebbe lunghe conversazioni sulla Questione Sarda.
A vent’anni dirigeva con Altiero Spinelli il Gruppo Comunista Universitario di Roma.
A ventidue entrò nell’apparato illegale del Partito, col falso nome di Mariano. Poi l’arresto, il Tribunale Speciale, cinque anni e mezzo di carcere e, nel ‘33, l’esilio in Francia, dove entrò nel Centro Estero del Partito con un nuovo nome falso: Danesi.
Dei suoi impegni italiano e sardo e di quello in Tunisia si parla sempre; resta invece spesso sullo sfondo la missione in Egitto contro la guerra coloniale in Etiopia scatenata dal fascismo nel ‘35 per compiere l’impero in Africa orientale e finita nel ’36, segnata dalle sanzioni della Società delle Nazioni e dalla ignominia dei gas tossici (iprite) usati contro la popolazione.
Un mese prima dell’attacco aveva già pubblicato, su Rundschau, organo del Comintern, i primi articoli contrari. Un mese dopo, fu inviato da Parigi in Egitto dal Centro Estero del Partito e dal Comitato internazionale per l’aiuto al popolo etiope, per fare propaganda contro la guerra tra le truppe italiane in transito nel Canale di Suez verso Eritrea e Somalia, stabilire contatti con settori della borghesia egiziana e connazionali sensibili all’antifascismo.
Arrivò a Port Said alla fine ‘35, con un altro falso nome ancora: Paul Conibet. Di lì a poco documenti di polizia riportano il ritrovamento a Suez di volantini antifascisti nascosti in tre scatole di tabacco .
Fu un lavoro difficile, come ammise in una lettera, ma non privo di risultati.
Tra il ‘35 e il ‘36 fece anche missioni clandestine in Italia, soprattutto a Napoli, con l’ennesimo nome falso: Renzo Lojacono.
Di quelle missioni scrisse su “Lo Stato operaio”.
Nel ‘36 fu inviato a Barcellona, nella Spagna in guerra civile, dove si aggregò alle Brigate Internazionali occupandosi di Radio PSUC, Radio Barcellona, e poi della direzione di Radio Milano Libera da Madrid dal ‘37.
A trentadue anni era nello stato maggiore del Comandante Juan Modesto.
Alla sua partecipazione a quella lotta devo la cittadinanza spagnola, che con mia madre, mia zia, le mie sorelle e mia cugina abbiamo di recente aggiunto a quella italiana.
Con la Legge sulla Memoria Democratica il Regno di Spagna non ci ha conferito un’onorificenza, ma ha naturalizzato delle idee, peraltro repubblicane, qualificandosi come democrazia matura e sicura di se.
Quindi ora ho anche il cognome “Spano”, che più di un’emozione o un orgoglio rafforza la responsabilità per continuità e fecondità dell’esempio politico ed etico dei miei nonni.
Dopo la Spagna, con lo stesso pseudonimo che aveva usato per la prima volta a Guadalajara, nel ’37 – Paolo Tedeschi -, Nonno raccontò su “Stato operaio” delle truppe italiane nei porti egiziani nel ‘35, divise tra entusiasti di quella guerra e riluttanti.
A poco più di trent’anni, quindi, con cinque pseudonimi diversi su altrettanti fronti, tra volantini nel tabacco, soldati in viaggio verso un fronte coloniale, guerra civile in Spagna e attività clandestine in Italia e Tunisia, Nonno applicava già il metodo di tutta la sua vita, anche dopo la Liberazione: le idee prima, poi l’azione e poi l’elaborazione politica e giornalistica, per essere insieme militante, dirigente e cronista.
La sua vita di “rivoluzionario di professione”, che per un ventennio non ebbe residenza fissa, carriera riconosciuta, garanzie personali, ma lottò su più fronti – Italia, Spagna, Nordafrica, non fu certo il percorso lineare verso una carica istituzionale.
“L’Unità”, che aveva già co-diretto in clandestinità tra Parigi (’37-’38) e il Sud liberato (’43-’44), e poi diretto a Roma dal ’45 al ’46 , lo inviò in Cina tra il ‘49 e il ‘50, appena proclamata la Repubblica Popolare, primo comunista occidentale a visitarla. Incontrò anche Mao Zedong e al suo ritorno pubblicò una raccolta di articoli.
A Shanghai, nel ‘49, incontrò i vertici economici del nuovo governo cinese. Nei taccuini privati, annotò di aver messo in contatto l’addetto commerciale italiano con uno di quei dirigenti, colpito dalle cifre colossali già allora destinate all’industrializzazione .
Per tutti gli anni cinquanta fu il riferimento del PCI per la Cina, fino ad un incontro a Berna nel ‘58 con il ministro Chen Yi, in vista di una missione economica guidata dal senatore DC Guglielmone.
Intuizioni acerbe oggi attuali.
Dopo la Liberazione, l’impegno sardo, costituente e parlamentare; divenne responsabile della Sezione Esteri del PCI, e, nel ’58, anche Segretario del Movimento Italiano per la Pace.
Nel ’59, viaggiò in Africa; incontrò tra gli altri Senghor, Sékou Touré e Nasser.
Nel suo libro del ‘60, “Risorgimento africano” – con la dedica alla terza figlia: “la sola che non è nata in Africa, affinché impari ad amare la terra e la gente africana” – interpretò la decolonizzazione come parte dell’impegno per la Pace contro l’imperialismo che lo aveva animato in Egitto, Spagna e Tunisia.
Nonno aveva annotato nei taccuini privati dubbi sul controllo reale del partito comunista cinese nel sud del paese e sulla rigidità ideologica dei suoi dirigenti.
Con la stessa indipendenza intellettuale si discostò, nel ‘61, dalla linea di Togliatti sull’URSS, proponendo al Partito di andare oltre la sola critica al culto della personalità.
La sua non fu, quindi, adesione senza riserve, ma internazionalismo capace di giudizio autonomo, forse anche perché la sua traiettoria non era passata per l’hotel Lux, a Mosca.
Per lui la Pace non era solo assenza di conflitto, ma lo sbocco di una visione politica; la stessa di quando era ragazzo, ma su scala internazionale.
Morì nel ’64.
Nonna a ventun anni si iscrisse al Partito comunista in Tunisia.
A venticinque fu condannata dal Tribunale speciale militare di Vichy per la sua militanza clandestina.
A ventotto raggiunse l’Italia.
Era nata il 2 giugno del ‘16, trentaquattro anni dopo la morte di Garibaldi e appena sei dopo la prima trasmissione radiofonica diffusa. A trenta esatti, il giorno del suo compleanno, fu eletta alla Costituente: una delle ventuno Donne su 556 seggi, in un paese al primo suffragio libero ed universale.
Quelle ventuno Donne assieme, oltre i distinguo di appartenenza, incrinarono il “tetto di cristallo” che, però, limita ancora oggi la prospettiva femminile e nel mondo molte Donne sono ancora in una condizione inaccettabilmente indegna.
L’impegno di Nonna sulla condizione femminile, praticando più che declinando la parità, fu trasversale a tutta la sua attività, compresa quella internazionale proseguita dopo l’impegno militante, costituente, sardo e parlamentare, quando Pajetta la chiamò nella Sezione Esteri del Partito per i rapporti con quello che allora si chiamava “terzo mondo”.
Viaggiò in Algeria, Tunisia, Senegal, Somalia e nel Sahara Occidentale ; incontrò anche lei Senghor, il presidente-poeta del Senegal, e Bourguiba, presidente della Tunisia ; sostenne i movimenti di liberazione delle colonie portoghesi e la causa del Fronte Polisario.
Ho insistito sulle età di proposito.
• Nonno dirigeva un’organizzazione politica a vent’anni ed entrava in clandestinità a ventidue;
• Nonna veniva condannata da un tribunale militare speciale a venticinque.
Non avevano curriculum o carriera, ma già responsabilità non onorifiche né simboliche, … e le loro idee.
Era la traiettoria di due ragazzi che, però, già non lo erano più.
Oggi i giovani sono relegati a lungo in ruoli marginali prima di affidare loro – quando ormai non lo sono più – qualcosa che conti davvero.
La storia dei nonni dice, invece, che la maturità politica non è funzione dell’anagrafe, ma della responsabilità concreta. Se una comunità vuole evolversi, deve scommettere sui giovani prima che abbiano tutto dimostrato, non dopo.
Nonna, infatti, dedicò l’ultima parte della sua vita a ragazze e ragazzi, offrendo loro strumenti anziché ammaestramenti e lo spirito della Costituzione che con Nonno e molti altri aveva concorso a scrivere. La sua empatia con quei giovani era fortissima, a tratti commovente.
La traiettoria è quindi nitida, ma dove punta?
Umberto Eco ha scritto che il fascismo può ripresentarsi senza chiamarsi così e senza i suoi simboli, col rifiuto del pensiero critico, la fobia della diversità e dello straniero, la brutalità verbale e non solo, la torsione della democrazia per il suo contrario, il nazionalismo retorico e razzista, il bellicismo, amplificando paure e cavalcando frustrazioni.
Per riconoscerlo non serve cercare l’orbace o i saluti romani, ma verificare se le forme della democrazia sono usate per praticarla o per svuotarla della sua sostanza.
Lelio Basso, cui è intitolata la fondazione che conserva parte dell’archivio di Nonna, distingue tra democrazia formale – elezioni, alternanza – e democrazia sostanziale, cioè una comunità di eguali e liberi sopra tutto dallo sfruttamento, prescritta dalla Costituzione mediante la rimozione delle diseguaglianze economiche e sociali.
Il modo dei nonni oggi appare soffocato dal costume politico privo dello sguardo lungo che, invece, loro avevano, afflitto dall’omologazione e dalla competitività personalistica anche a prezzo di disonestà intellettuali.
Il Mediterraneo unisce Sardegna e Continente, Egitto, Francia, Spagna, Tunisia. Vi si consumano tragedie migratorie, mentre neo-colonialismi sotto mentite spoglie e neo-nazionalismi attizzano paure sproporzionate, senza incidere sulle diseguaglianze che sono causa dei “viaggi della speranza”, come se la lezione del secolo scorso non fosse bastata.
La scelta dei nonni fu, invece, la solidarietà tra i popoli; un’identità condivisa e meticcia, fondata su Libertà, Uguaglianza, Fraternità e sul diritto a una vita dignitosa, equa ed in Pace, non sull’infeconda purezza etnico-identitaria reclusa nelle frontiere.
Nonna Nadia scrive alla fine della sua autobiografia: “Non è per caso che a conclusione (…) io sia tornata (…) al luogo in cui Velio ed io ci siamo incontrati e le nostre vite si sono (…) intrecciate. La Tunisia e la Sardegna sono state (…) le fondamenta su cui si è costruita la nostra storia personale. E questa (…) storia vorrei che Vasco, Libera, Irene e Sara [le mie sorelle e mia cugina] la considerassero un punto di partenza, lontano nel tempo (…), ma reale, per quello che sarà il “loro viaggio”.
E’ un viaggio partito da lontano, con un traguardo lontano . Noi non siamo, però, tra quelli che partirono né tra quelli che arriveranno; ne faremo un tratto, raccogliendo il testimone da chi ci ha preceduto per poi passarlo alle generazioni future, cui non lasceremo in eredità il mondo, ma dalle quali lo abbiamo avuto in prestito per restituirlo migliore.
Siamo qui per una targa sulla casa natale del Nonno, dove si cita anche la Nonna; la nostra famiglia è grata a chi ha promosso, aderito, sostenuto, patrocinato e partecipato a questa iniziativa, che, però, non consideriamo un suggello, bensì un seme per il presente ed il futuro che ci interrogano.
• Quanto rischio ha assunto e assume chi fa politica?
• Quanto lontano guarda, oltre il prossimo voto?
• Quanta fiducia si dà ai giovani prima che abbiano tutto dimostrato?
• Le forme della democrazia corrispondono ancora alla sua sostanza?
• Quando i confini cesseranno di demarcare le diseguaglianze ed essere linee di frizione che innescano le guerre?
• Se non ora quando le Donne potranno spiegare le ali alla stregua degli uomini?
• Quando le differenze saranno percepite finalmente come risorse anziché insidie?
Grazie Teulada.
Vasco De Cet

Non è da stupirsi se al convegno dedicato a Velio Spano e Nadia Gallico siano intervenute tante persone, la sera del 4 settembre al Palazzo Baronale di Teulada: questa coppia unita nella vita e negli ideali, passata alla Storia per il loro ruolo di Costituzionalisti, da sempre accende l’interesse e la curiosità non solo degli abitanti di Teulada, visto che Velio Spano a Teulada ci è nato, nel 1905, ma anche di studiosi, di intellettuali e di politici che della nostra Costituzione, la “Costituzione più bella del mondo”, ne fanno oggetto privilegiato di studi ed analisi attente ed approfondite, nonché baluardo contro ogni minimo tentativo di sovvertire l’ordine democratico conquistato a prezzo di dura fatica ed incredibili sacrifici da parte di donne ed uomini che all’amore per la libertà ed alla democrazia sacrificarono gli anni più belli e giovani della propria vita, come Velio e Nadia.

Un tributo, dunque, il convegno ha voluto essere alla loro determinazione, alle loro battaglie, ai loro tanti momenti bui vissuti con l’invincibile speranza di farcela, di porre fine ad una dittatura che era negazione dei loro ideali di giustizia sociale e di libertà. E a questa coppia hanno dedicato parole di profonda ammirazione politici, donne ed uomini di vaglia – Salvatore Cherchi, presidente della Fondazione Berlinguer, Ilaria Portas, assessora Pubblica Istruzione Regione Sardegna, Stefania Pucciarelli, della Commissione Diritti Umani del Senato, Renato Marconi, AD Marinedi, Antonangelo Casula, ex sindaco di Carbonia, Luciano Piras, ex sindaco di Teulada, Angelo Milia, attuale sindaco di Teulada – che della difesa della democrazia, conquistata anche grazie a Velio e Nadia con il proprio indefesso impegno, ogni giorno ne fanno cassa di risonanza per il messaggio di attenzione a che la nostra Costituzione non abbia a subire minacce alla propria integrità, ai propri valori, sacrosanti ed irrinunciabili. Commovente è stato il ricordo con cui Vasco De Cet Spano, consulente di Assomarinas, ha ripercorso la vicenda umana e politica dei nonni, Velio e Nadia, esempio di rettitudine morale ed intellettuale per chiunque si appresti a leggerne le vicissitudini di vita privata e pubblica. E palesemente commosse erano le figlie Paola e Chiara nel percepire il senso di riconoscenza manifestato dai lunghi e caldi applausi alle parole degli oratori.

Impeccabile nel suo ruolo di moderatore Salvatore Loi, presidente dell’associazione Is Sinnus, l’associazione che si è resa promotrice del convegno e che è stata oggetto di parole di lode per le tante iniziative culturali messe in campo. Iniziative che contribuiscono a dare la visibilità che merita al paese, recuperando dall’oblio le più significative vicende umane e storiche del passato, ahinoi troppo a lungo trascurate e riposte in angoli dimenticati della memoria collettiva. Un’associazione, Is Sinnus, che non si è tirata indietro di fronte alla proposta di uno scambio culturale con gli alunni di terza della Scuola Secondaria di primo grado di un paese delle Marche, Esanatoglia, in provincia di Macerata, che hanno lavorato con entusiasmo alla realizzazione di una mostra, “Buongiorno Costituzione”, frutto di una mattinata di conversazioni e dialoghi degli alunni con Paola Spano la quale, con generosità, nello scorso mese di aprile si è resa disponibile ad un incontro con insegnanti ed alunni proprio per rendere chiari ai giovani le ragioni ed i momenti salienti della nascita della Costituzione: testimoni “parlanti” i ricordi personali, insopprimibili nonostante gli anni trascorsi, del contributo dei genitori, improntato ad autentica passione. E la mostra, esposta alla fine dell’anno scolastico nella “Sala dei Cavalieri da Varano” del palazzo municipale di Esanatoglia, in questi giorni è a Teulada, ben visibile in alcune stanze di Palazzo Baronale, in virtù di uno scambio culturale che, crediamo, potrà essere oltremodo illuminante per i visitatori.

Da sottolineare l’interesse e la curiosità manifestati dagli esimi oratori e dai familiari di Paola Spano, che hanno voluto complimentarsi personalmente con la Preside, prof. Roberta Baroni e tramite lei con le insegnanti dell’Istituto Comprensivo intitolato a Carlo Alberto dalla Chiesa, e con il sindaco di Esanatoglia, Luigi Nazzareno Bartocci, collegati in video chiamata. E non è da trascurare il fatto che nei giorni della mostra ad Esanatoglia, nella vicina città di Matelica – per inciso la città di Enrico Mattei, personaggio che, oltre a tutto il resto, ebbe anche un ruolo di primo piano nella Resistenza – era in atto una mostra fotografica dedicata alle ventuno donne che presero parte alla Costituente: la foto di Nadia Gallico Spano ben distinguibile fra loro! Alla conclusione del convegno una piccola piece teatrale rappresentata da due attori della Compagnia Teatrale che fa capo a Is Sinnus, i quali hanno messo in scena il colloquio in carcere tra Velio Spano ed un fratello tenacemente fascista. Tanti gli applausi…

In onore della democrazia e della Libertà, alla fine tutti a cantare “Bella Ciao”, intonata sulle note della chitarra di un musicista vicino alla famiglia Spano. Evviva la Costituzione, dunque, che da ottanta anni vigila sui nostri valori di democrazia e di libertà, evviva tutte le donne e gli uomini che alla sua nascita dettero un contributo fondamentale!

Lucia Tanas

Allegata l’intervista all’ingegner Renato Marconi, AD Marinedi

Renato Marconi

Il convegno in onore di Velio Spano e Nadia Gallico si svolge con il patrocinio del Senato della Repubblica e del comune di Teulada. L’evento pubblico si terrà negli spazi del porto turistico “Marina di Teulada”, grazie alla disponibilità e al sostegno della direzione aziendale. Saranno presenti Paola e Chiara Spano, figlie di Velio Spano e Nadia Gallico.

Il convegno avrà il seguente svolgimento:

  • Ore 18.30 incontro dei convegnisti e del pubblico
  • Ore 19.00
  • Saluto del sindaco di Teulada Angelo Milia
  • Saluto del comandante Vasco De Cet Spano
  • Interventi:
  • Senatrice Stefania Pucciarelli, presidente della commissione parlamentare “Tutela e Promozione dei Diritti Umani”
  • Salvatore Loi, associazione Is Sinnus
  • Luciano Piras, ex sindaco di Teulada
  • Antonangelo Casula, ex sindaco di Carbonia
  • Ilaria Portas, assessora della Cultura della Giunta regionale della Sardegna
  • Salvatore Cherchi, senatore, presidente della Fondazione Enrico Berlinguer

Ore 20.30 – Scopertura della targa da esporre nella casa natale di Velio Spano, a Teulada, patrocinata dal Presidente del Senato della Repubblica.

 

Si è conclusa oggi la Various Disaster Relief Exercise (VARDIREX) denominata “Bentu estu 2021” organizzata dal Comando Militare Esercito Sardegna in collaborazione con le Prefetture di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano.
L’esercitazione, alla sua seconda edizione, ha visto nei giorni scorsi le quattro Prefetture della Regione Sardegna impegnate in complesse simulazioni di situazioni emergenziali che hanno coinvolto tutte le componenti di Protezione Civile (Vigili del Fuoco, Corpo Forestale e Vigilanza Ambientale, Croce Rossa Militare, Forze di Polizia e Pronto Soccorso Emergenze del 118), con il coordinamento del Comando Militare Esercito Sardegna.
Durante l’esercitazione sono state testate e validate sul terreno: la capacità di pianificazione di contingenza e di coordinamento tra tutte le componenti, civili e militari, intervenute per fronteggiare le complesse e dinamiche situazioni di pericolo imminente concepite in fase di pianificazione delle attività.
Scopo delle esercitazioni “Bentu Estu” – Series è quello di addestrare ed integrare gli assetti di Protezione Civile per fronteggiare le situazioni emergenziali che sempre più frequentemente si verificano sul territorio nazionale e, al contempo, svolgere attività sperimentali per l’impiego di mezzi e materiali, quali i droni, che risultano particolarmente utili in questo tipo di attività.
«Le attività sperimentali hanno fornito riscontri importanti e incoraggiantiha affermato il Generale di Divisione. Francesco Olla, Comandante Militare dell’Esercito in Sardegna e Direttore dell’esercitazionegrazie alle potenzialità uniche offerte dal poligono di Capo Teulada e dal suo Centro di Addestramento Tattico (CAT) che consente di realizzare scenari estremamente realistici in grado di verificare e valutare le performance degli assetti, al fine di migliorarne l’efficacia e
la tempestività d’intervento in caso reale.»
Alla giornata conclusiva hanno partecipato il sottosegretario di Stato alla Difesa, on. Stefania Pucciarelli, il Comandante delle Forze Operative Sud, Gen. C.A. Giuseppenicola Tota, il vice Comandante delle Forze Operative Terrestri e Comando Operativo Esercito, Gen. C.A. Carlo Lamanna, il Comandante del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito, Generale di Divisione Claudio Minghetti. Erano inoltre presenti le più alte cariche istituzionali civili e militari della Regione Sardegna e un componente sardo della Commissione Difesa della Camera, on. Salvatore Deidda.

 

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Una delegazione di eurodeputati della sottocommissione Diritti dell’Uomo, sarà in visita in Italia da giovedì 28 febbraio a venerdì 1° marzo, per compiere una valutazione della situazione di migranti e rifugiati durante il viaggio fra i paesi d’origine e il paese d’arrivo.

A tal scopo, i deputati visiteranno alcuni centri di accoglienza e incontreranno autorità nazionali e rappresentanti internazionali.

Nella giornata di giovedì 28 i deputati incontreranno i rappresentanti dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), dell’organizzazione internazionale per i migranti e dell’UNICEF.

Si recheranno poi in visita presso il centro San Saba, coordinato dal Centro Astalli (Servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia). Saranno poi ricevuti dall’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati.

Nel pomeriggio di giovedì, i membri della delegazione incontreranno i rappresentanti di alcune ONG: MOAS (Migrant Offshore Aid Station), MSF, SOS-Méditerranée e Sea-Watch; successivamente, gli europarlamentari vedranno le associazioni di difesa dei diritti dei migranti: Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) Centro di Ascolto Diocesano per Stranieri (Advice Center for foreigners), Emergency, MEDU (Medici per i Diritti Umani), Save the Children. 

Alla fine di questi incontri la delegazione incontrerà alcune autorità nazionali fra cui Marta Grande – presidente della Commissione Affari esteri della Camera; Iolanda Di Stasio – presidente della sottocommissione della Camera per i Diritti umani nel mondo; Vito Rosario Petrocelli – presidente della Commissione Affari esteri e immigrazione del Senato; Stefania Pucciarelli – presidente della Commissione Diritti umani del Senato.

La giornata di giovedì si concluderà con la visita presso la Comunità di Sant’Egidio.

Venerdì 1° marzo, la delegazione sarà ricevuta dal vice ministro degli Affari esteri e la cooperazione Emanuela Del Re. In seguito la delegazione si sposterà a Pratica di Mare presso la sede della Guardia di Finanza per un briefing dell’International Coordination Centre per FRONTEX. 

La visita si concluderà con una conferenza stampa prevista venerdì 1° marzo alle ore 15.00 presso l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia nella Sala delle bandiere.

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La Fiba Sardegna, presente ieri all’incontro svoltosi a Roma presso l’aula parlamentare dei capigruppo della Camera con lex commissario europeo Frits Bolkestein, esprime grande soddisfazione per le dichiarazioni del padre della direttiva Servizi Bolkestein «Spiagge sono beni e non servizi. Ldirettiva non va applicata a balneari».

È stata accolta con l’ovazione di tutte le imprese balneari, che da anni vivono con l’incubo della direttiva Bolkestein, vista come una tagliola, la notizia data dal padre della direttiva in persona.

Lo stesso ha, infatti, dichiarato che le concessioni balneari non sono servizi ma beni, e che pertanto la direttiva sulla libera circolazione dei servizi non va applicata alle concessioni delle spiagge.

La buona notizia è stata data nel corso del convegno “L’EURO, L’EUROPA E LA BOLKESTEIN SPIEGATI DA FRITS BOLKESTEIN”, organizzata oggi alla Camera dei deputati.

All’evento, moderato da Vittorio Macioce, caporedattore de Il Giornale”, hanno parteciperanno i rappresentanti di tutti gli schieramenti politici tra i quali: Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Maria Stella Gelmini, Gian Marco Centinaio, Maurizio Gasparri, Carlo Fidanza, Deborah Bergamini,  Massimo Mallegni, Giorgio Mulé, Vittorio Sgarbi, Riccardo Zucconi, Sandra Lonardo, Edoardo Rixi, Roberto BagnascoRoberto Cassinelli, Lorenzo Viviani, Gianni Alemanno, Paolo Ripamonti,  Stefania Pucciarelli, Sara Foscolo, Manuela Gagliardi, Franco Vazio, Sergio Battelli, Gregorio De Falco, Luciano Monticelli, Marco Scajola, Angelo Vaccarezza, Ugo Capellacci e tanti altri politici.

Ora spetterà al nuovo governo recepire queste indicazioni con un atto normativo che tuteli le 30.000 imprese balneari italiane davanti a un’Europa non più matrigna come molti hanno creduto o voluto far credere.

«Ci si auspica che anche il governo regionale della Sardegna prenda atto di queste autorevoli dichiarazioni», commenta Gianluigi Molinari, coordinatore regionale Fiba Confesercenti