31 January, 2023
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Domani, martedì 16 e mercoledì 17 maggio, alle 21.00, al Teatro delle Saline, in piazzetta Billy Sechi n. 3/4, a Cagliari – Teatri di vita, in collaborazione con Festival Focus Jelinek, presenta “Delirio di una trans populista” con la regia di Andrea Adriatico. In scena, Eva Robin’s, Saverio Peschechera, Alberto Sarti e Stefano Toffanin. Lo spettacolo fa parte della rassegna “1 €uro festival”.

Eva Robin’s, prodotta dai Teatri di Vita, alle Saline: un graditissimo ritorno atteso dal pubblico cagliaritano. “Delirio di una trans populista” è dedicato a Elfriede Jelinek, scrittrice e drammaturga. La scrittrice riprese i comizi e le parole del leader austriaco Jörg Haider, che ritroviamo nello spettacolo in bocca ad un leader populista, nientemeno che una transessuale, in un delirante comizio di addio alle folle di adoranti seguaci. Andrea Adriatico ha dedicato un trittico alla scrittura densa e politica della Jelinek, premio Nobel per la letteratura nel 2004. Delirio di una trans populista è il delirante comizio di addio di un populista alle folle di adoranti seguaci, attraverso le parole del leader austriaco Jörg Haider riprese da Elfriede Jelinek. Parole che invocano la purezza della Nazione e l’assimilazione degli individui in una massa compatta. Nello spettacolo il leader è nientemeno che una transessuale, con il corpo e la voce di Eva Robin’s, che arringa folle sparute di ardenti fanciulle barbute, durante le loro esercitazioni ginnico-militari, pronte a immolarsi per la causa. Un ribaltamento estroso e illuminante, che trasforma il popolo omologato in una banda di drag queen scatenate. “Vota Trans” diventa così il nuovo slogan di una politica grottesca che riesuma antichi sogni totalitari “perché tutti siano davvero tutti”. Un “pezzo” teatrale, Ein Stück, lanciato come il frammento di un discorso, amoroso e rabbioso al tempo stesso, verso il presente. Una rilettura straniante per accarezzare il mondo logorroico della scrittrice e per sondare il mondo macerato in cui agiscono i fantasmi, fin troppo realistici, dell’orrore quotidiano in cui viviamo. In una visione al contempo politica e psicologica, ludicamente camp e vertiginosamente tragica, dei nostri ingloriosi anni.